Beta-glucani - Eccellenti modulatori immunitari e molto altro
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Beta-glucani – Eccellenti modulatori immunitari e molto altro

Beta-glucani – Eccellenti modulatori immunitari e molto altro

All’interno della variegata famiglia dei carboidrati, che costituiscono uno dei quattro pilastri fondamentali della chimica organica e quindi della vita (gli altri tre sarebbero proteine, lipidi e acidi nucleici), i beta-glucani hanno riservato un posto importante tanto come integranti strutturali di alcune cellule come in merito alle indiscutibili funzioni che gli sono riconosciute in relazione al mantenimento della salute umana.

La loro struttura è tipica dei carboidrati complessi, cioè, lunghe catene composte da migliaia di molecole di glucosio, legate da un tipo di unione chiamato in Biochimica glicosidica, in cui un atomo di ossigeno fa da legame tra due molecole di glucosio.

Le multiple ramificazioni di queste catene conferiscono a queste sostanze una configurazione tridimensionale e un elevato peso molecolare.

Se dovessimo sintetizzare con la maggior precisione possibile la personalità dei beta-glucani, varrebbe l’affermazione che sono stimolatori naturali del sistema immunitario delle cui bontà terapeutiche approfittano le popolazioni delle civiltà orientali da più di due millenni, conoscenza di cui non si è venuti al corrente in Occidente fino alla metà del XX secolo.

Come vedremo, il loro potenziale è così importante che si sono guadagnati un eccellente posto fra le sostanze la cui assunzione permette di affrontare un ampio numero di malattie, incluse varie tipologie di cancro.

Dove si localizzano

L’elemento anatomico la cui esistenza và associata alla presenza dei beta-glucani è la parete cellulare, al quale queste sostanze apportano la fermezza necessaria affinchè le cellule esercitino la funzione che hanno assegnata.

Ma di quale cellule si tratta? Ovviamente, restano escluse tutte quelle appartenenti al regno animale, in modo che possiamo parlare di:

  • Vegetali, nei queli permettono che le cellule realizzino il ruolo di sostegno dei tessuti. I beta-glucani che occupano la parete cellulare delle piante si comportano come fibra solubile.
  • Lieviti, che sono funghi composti da una sola cellula che fermentano i carboidrati semplici o zuccheri elaborando diverse sostanze come prodotto del loro metabolismo.
  • Funghi, inclusi quelli commestibili.
  • Alcune specie di alghe marine.

Fra i beta-glucani che hanno la condizione di fibra insolubile, ai quali si attribuisce maggiore attività biologica si trovano quelli presenti nel lievito di birra (Saccharomyces cerevisiae) e un ramo delle specie di funghi, fra i quali possiamo evidenziare:

  • Reishi: fungo che si descrive come legnoso, amaro, dotato di sostanze chimiche con attività contro il cancro e a favore del vigore del sistema immunitario. Inoltre, apporta una forma organica di germanio altamente benefica per la salute.
  • Shiitake, il cui componente chiamato lentinano (un beta-glucano9 rinforza le difese dell’organismo contro virus e cellule tumorali.
  • Maitake o fungo imperiale, fungo dall’eccellente sapore e già enormemente apprezzata in tempi medievali per attribuirgli la capacità di allungare la vita e aumentare la resistenza alle malattie.
  • Matsutake, conosciuto come “fungo d’oro”.

Funghi fonti di beta-glucani

Dall’altro lato segnaleremo che il carattere di fibra solubile è legato ai beta-glucani che coesionano le pareti cellulari del rivestimento dei grani dei cereali, principalmente avena e orzo.

Le principali fonti naturali di beta-glucani

Dalla descrizione precedente circa l’ubicazione di queste sostanze nei vari regni biologici, di cui ricordiamo che resta escluso quello animale, può essere stabilito un profilo di quelli che costituiscono le fonti naturali più significative di beta-glucani, in modo da rifornircene per beneficiare dei loro effetti medicinali:

  • Lievito di birra e orzo: Ricchi in beta-glucani specialmente adatti per rafforzare il sistema immunitario e controllare i livelli di colesterolo.
  • Funghi delle specie segnalate precedentemente: I loro beta-glucani si sono rivelati come un supplemento efficace per combattere il cancro del colon.
  • Avena: Eccezionalmente dotata di beta-glucani efficaci per regolare due parametri fondamentali nel metabolismo: il colesterolo e il glucosio nel sangue.

L’avena è un cereale che forse non è riuscito ancora a guadagnarsi la meritata considerazione fra gli approcci dell’alimentazione umana. Ciò non impedisce che, nonostante il suo uso precario come alimento e ingrediente, sia accompagnata da una buona pubblicità fra i nutrizionisti e quelle persone che si conformano a termini altamente regolamentati nel momento di redigere la propria dieta.

Ma, senza dubbio bisogna attribuire una parte della responsabilità di questa buona reputazione ad un ingrediente funzionale (termine derivato dalla legislazione dell’Unione Europea sui nuovi alimenti, nuovi ingredienti e alimenti e ingredienti funzionali).

Questo ingrediente funzionale dell’avena sono i beta-glucani, un tipo di fibra solubile la cui abbondanza nella sua composizione chimica si condivide con l’orzo, ma poiché l’uso di quest’ultimo è limitato principalmente all’alimentazione animale, è l’avena che ha posseduto il prezioso ruolo di fonte naturale di beta-glucani per l’organismo umano.

Questa circostanza ha promosso l’interesse dell’industria alimentare nel comprendere l’avena, concretamente il suo rivestimento esterno, chiamato crusca, in linee di produzione diversificate, come per esempio, per produrre fiocchi estrusi di avena, assortimenti di fiocchi di cereali, frutta secca e frutta disidratata conosciuta come muesli le già tipiche farine multicereali utilizzate come materie prime nella fabbricazione di pani speciali e biscotti.

Una virtù della crusca di avena è che, contrariamente a quanto avviene con i suoi omologhi di altri cereali, è praticamente insapore e risulta morbida al palato, che le fornisce neutralità assoluta in quanto all’appetibilità degli alimenti di cui fa parte, non rappresentando un ostacolo per l’accettazione da parte del consumatore medio.

L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare dell’Unione Europea (EFSA) ha condotto una serie di test di valutazione sui beta-glucani fino a concludere che era stata sufficientemente dimostrata la loro capacità come regolatori dei livelli di glucosio e colesterolo nel sangue, anche se non con il potenziale tale da essere considerati isolatamente ma in combinazione con una serie di requisiti.

Ma affinchè ci facciamo una idea completa del credito dei beta-glucani come molecole per scopi medicinali, preciseremo che, a prescindere dai pareri dell’EFSA, che già di per sè possono rappresentare una sufficiente garanzia, altre istituzioni legate al mondo della nutrizione e della sicurezza alimentare sono andate oltre nel riconoscere il ruolo di questi carboidrati nel ridurre al minimo il rischio di malattie cardiache coronariche associate a valori elevati di colesterolo o al soffrire di diabete.

In questo senso, si è pronunciata, fra le altre, la Food and Drug Administration of the United States (FDA), il Dipartimento di Salute del Canada o l’Agenzia per le Norme Alimentari dell’Australia e della Nuova Zelanda (Food Standards and New Zealand).

Proprietà e benefici dei beta-glucani

Un primo aspetto che conviene chiarire è che la concentrazione di beta glucani in un prodotto non chiarisce nulla, considerata da sola, sulle proprietà degli stessi, perché se si parla per assurdo si potrebbe pensare che un rotolo di carta da cucina la cui composizione è per un 99% di beta-glucani, dovrebbe essere la migliore fonte naturale di questi, mentre ovviamente non lo è.

Quindi, la domanda che dobbiamo farci è: cosa risulta veramente determinante sull’efficenza biologica dei betaglucani?

Per esempio, per le varietà di funghi precedentemente citate, l’aspetto chiave è il fatto che si uniscono con legami glicosidici molto specifici e che questa struttura in due dimensioni si avvolge formando una tripla elica, in modo analgo a quello che succede nella struttura tridimensionale del DNA.

In questo dettaglio sembra radicare la chiave che i betaglucani dei funghi siano quelli che interagiscono di più con i recettori cellulari per innescare la risposta immunitaria che li caratterizza. Potremmo illustrare questo meccanismo come una chiave che quando ruota dentro una serratura attiva un meccanismo.

In aggiunta ci sono altri aspetti che influenzano le proprietà di questi carboidrati, come la quantità di triple eliche, se queste restano intatte o danneggiate, il peso molecolare, l’intensità della ramificazione delle loro catene di glucosio, i suoi possibili collegamenti con altre macromolecole come proteine

Per queste circostanze, è evidente che la quantità di beta-glucani che contiene un alimento o estratto alimentare è un dato indicativo ma che in nessun modo fornisce informazioni sufficienti per mettere a confronto in termini di qualità uno e l’altro.

Di conseguenza, l’apporto di una modesta quantità di beta-glucano di alta qualità biologica è molto più efficace di grandi quantità di scarsa qualità.

Gli esperti concordano sul fatto che questa qualità biologica è estremamente condizionata, con proporzionalità inversa, dalle dimensioni delle molecole di beta glucano, in modo che una dimensione più piccola significherà una migliore assimilazione e una maggiore bioattività.

Ma se dobbiamo fare la giustizia all’influenza dei beta-glucani sulla salute, non possiamo ignorare che:

  • Hanno un effetto immunomodulatore, forse il suo effetto medicinale principale sull’organismo.
  • Esercitano un effetto antiossidante, contribuendo alla riduzione della formazione di radicali liberi nelle membrane cellulari.
  • Aiutano a ricreare la generazione di nuove cellule del sangue quando la loro produzione è stata interrotta a causa della chemioterapia o radioterapia nei trattamenti del cancro.
  • Accelerare la cicatrizzazione di ferite e ustioni. In particolare, la combinazione dei beta glucani con il collagene raggiunge un recupero dalle ustioni di primo e secondo grado che danno un buon risultato.
  • A livello intestinale, esercitano una triplice azione: prevengono la stitichezza, aumentano la peristalsi, promuovono la popolazione di batteri benefici (quello che viene chiamato effetto prebiotico) e ridurre il rischio di cancro al colon.

Procediamo quindi ad analizzare separatamente i principali vantaggi.

Glutammina e sistema immunitario

Beta-glucani: eccellenti modulatori della risposta immunitaria

Una delle indicazioni terapeutiche per la quale brillano i beta-glucani è la loro capacità di agire come modulatori del sistema immunitario, la cui intensità di risposta non deriva tanto dalla quantità di beta-glucani che siano forniti all’organismo, quanto dal tipo molecolare e dalla sua fonte di provenienza, fattori che come si è spiegato prima, condizionano visibilmente la sua bioattività.

Nel lavoro di divulgazione scientifica The effects of betaglucan on human immune and cancer cells che ha visto la luce nel 2009, si descriveva come i beta-glucani sono capaci di lubrificare l’ingranaggio di produzione di varie linee cellulari del sistema immunitario, ovvero macrofagi o cellule giganti, neutrofili, cellule mononucleate, cellule killer naturali o NK e cellule dendritiche.

Da ciò segue una mediazione nella risposta immunitaria dell’organismo di fronte alle aggressioni esterne e interne che, in un primo livello, si manifestano migliorando la fagocitosi (un fenomeno in cui i macrofagi svolgono il sequestro e la distruzione di sostanze estranee, comprese le cellule tumorali).

E a conclusioni simili si arriverà in un altro studio pubblicato un anno dopo nel World Journal Clinical Oncology nel quale si rendeva noto che i beta-glucani, gruppo di composti naturali biologicamente attivi conosciuti come modificatori della risposta biologica, potrebbero essere l’immunomodulatore naturale più rilevante fra tutti quelli scoperti fino ad ora. Più concretamente, immunologi dell’Università di Louisville scoprirono l’esistenza di un recettore nella superficie delle cellule difensive, chiamato CD3, al quale sarebbero legati i beta-glucani.

Fra le altre aree di ricerca in questa materia, evidenzieremo quella che lavora focalizzata al suo impiego contro i cosiddetti immunosoppressori ambientali, fornendo, sebbene provvisoriamente, ai beta-glucani e alcune combinazioni con determinate sostanze la capacità di neutralizzare sostanze dannose presenti nelle acque e l’atmosfera come il metilmercurio o i fluorocarburi. Se confermata questa possibilità, darebbe ai beta-glucani un adattamento nelle strategie di prevenzione dell’avvelenamento cronico del sistema immunitario.

Controllo dei livelli di glucosio nel sangue

La capacità dei beta-glucani di ammortizzare le oscillazioni nei livelli di glucosio dopo i pasti (quella che tecnicamente si chiama glicemia postprandiale) e il suo lavoro di prevenzione dalla contrazione di diabete tipo 2 costituiscono ciascuno un campo di lavoro nel quale si è avanzato molto nella ultima decade, disponendo di conclusioni altamente rilevanti a favore di queste sostanze.

Cominceremo ricordando il significato di un parametro, l’indice glicemico di un alimento, un dato che lancia informazioni sul comportamento dello stesso in quanto al ritmo di assorbimento intestinale dei carboidrati che entrano nella sua composizione.

Se giá da solo è importante per qualsiasi organismo, acquisisce speciale importanza nel caso dei diabetici, per i quali risulta essenziale evitare alimenti caratterizzati dal provocare un rapido aumento della glicemia: sono gli alimenti che hanno un alto indice glicemico.

In questo ordine di cose, qual’è l’influenza dei beta-glucani in questo fenomeno metabolico? Più semplicemente che la sua incorporazione nella dieta permette di ridurre l’indice glicemico degli alimenti che contengono carboidrati e questo appiattisce la curva della glicemia postprandiale, anche in persone diabetiche.

Di conseguenza, introdurre nella dieta alimenti caratterizzati dal loro indice glicemico, fra i quali possiamo citare il pane di avena o i legumi, può rappresentare un rinforzo nel controllo dietetico del diabete.

Benefici contro l’ipercolesterolemia

Accumulo di colesterolo nelle arterie

Un dato che obbliga a riflettere è che, per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, più di due milioni e mezzo di morti all’anno hanno qualche legame con livelli elevati di colesterolo nel sangue. La maggior parte di queste cause di morte la costituisce la malattia coronarica. Se guardiamo le cifre del nostro paese, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, quasi la metà della popolazione adulta è affetta da ipercolesterolemia, che pone questo disturbo tra le principali preoccupazioni delle autorità sanitarie.

Secondo una relazione divulgata nel 2011 dalla pubblicazione Nutrition Reviews, il consumo regolare di beta-glucani, secondo la posologia che più avanti affronteremo, è capace di ridurre di circa un 5% i livelli di colesterolo totale e di un 7% delle lipoproteine di bassa densità o LDL.

Un meccanismo di azione che raccoglie un buon consenso fra gli esperti per spiegare l’intervento di queste sostanze nell’organismo è la formazione di una pellicola viscosa sulla mucosa dell’intestino tenue.

Questo strato, da un lato, ostacola l’assorbimento del colesterolo e dei trigliceridi ingeriti con l’alimentazione, esercitando un effetto schermo sull’assorbimento del colesterolo alimentare bloccando l’accesso ai suoi recettori di membrana nelle cellule intestinali. Dall’altro lato, diventa un ostacolo per il riassorbimento degli acidi biliari che sono la materia prima nella sintesi del colesterolo, il cosiddetto colesterolo endogeno, da parte dell’organismo.

La risposta organica a questa coppia di azioni è raddoppiare la sintesi degli acidi biliari a partire dal colesterolo circolante. Da qui ha luogo una combinazione fra rallentamento dell’assorbimento intestinale di colesterolo e rapida ritirata del colesterolo endogeno per sintetizzare gli acidi biliari che danno luogo ai dati esposti qui sopra.

Beta glucani e altre malattie

I multipli intenti di confermare le possibilità terapeutiche dei beta-glucani contro uno dei principali problemi di salute mondiale, il cancro, dettero decenni fà risultati soddisfacenti su diversi fronti di ricerca, rimanendo eccessivamente contrastata la sua attività antitumorale in una ampia varietà di modalità, specialmente in quelli della mammella, polmone, stomaco e colon.

Fra i numerosi studi esistenti in materia, come esempio citeremo che nel 2007 si pubblicò un lavoro dell’Università lituana di Scienze della Salute dove si enunciava che i beta-glucani prevengono l’oncogenesi (formazione di tumori maligni) sviluppando meccanismi di protezione contro potenti agenti cancerogeni racchiusi nei fattori genetici del proprio organismo.

Per chiarire il ruolo di queste sostanze in relazione al cancro, possiamo fare la seguente ripartizione:

  • Potenziano la citotossicità delle cellule assassine naturali (NK o natural killers), che comporta una inibizione della crescita smisurata dei tessuti tumorali e un freno alle tanto temute metastasi.
  • Aumentano l’efficacia e diminuiscono la tossicità dei trattamenti di chemioterapia e radioterapia, che si basa sul suo contributo ad invertire la normalità del processo di sviluppo e maturazione dei globuli bianchi e rossi e piastrine nel midollo osseo, un processo che normalmente si vede deteriorato , a volte sensibilmente, durante questi trattamenti.
  • Proteggono i macrofagi (cellule della prima linea nell’avanguardia difensiva) dall’azione ossidante dei radicali liberi durante l’irradiazione, permettendo che conservino la loro funzionalità.
  • Hanno rivelato una sinergia interessante con gli anticorpi monoclonali in trattamenti antitumorali.
  • Alcuni, come il lentinano del fungo Shiitake o il polisaccaride-k, da molte decadi vengono impiegati con successo nella terapia anticancerogena.
  • In pazienti affetti da cancro allo stomaco in stato avanzato, si è dimostrato che una combinazione di somministrazione del beta-1,3-glucano dello Shiitake con chemioterapia è capace di prolungare significativamente la vita di queste persone.

Alcune altre possibili applicazioni terapeutiche

A titolo illustrativo, ne citeremo due:

  • Il ricercatore Gary Ostroff, dell’Università del Massachussets, lavora sull’utilità di questi polisaccaridi rispetto all’antrace o carbonchio, una delle infezioni più letali per l’essere umano.
  • E il dottor Nino Sorgente, dell’Università di Los Angeles, segue una linea di ricerca legata con l’osteoporosi con perdita di osso studiando le possibilità dei beta-glucani nell’ottenere una selezione delle cellule costituenti la matrice ossea, gli osteoblasti, a discapito dei distruttori, gli osteoclasti.

Interesse dell’integrazione con beta-glucani

Oltre ad essere disponibili negli alimenti che agiscono come fonti naturali, dei quali si è parlato, i beta-glucani si commercializzano come integratori dietetici.

I difensori del loro consumo sostengono che una integrazione sistematica degli stessi si può ripercuotere positivamente sul controllo o guarigione di problemi di salute come:

  • Allergie
  • Asma
  • Morbo di Crohn
  • Sindrome della fatica cronica
  • Diabete
  • Fibromialgia
  • Artrite reumatoide
  • Colite ulcerosa

A margine di ciò, aggiungono che equilibrano gli effetti dello stress ossidativo che provoca la pratica regolare di sport.

Come raggiungere l’assunzione consigliata di beta-glucani al giorno

Secondo il repertorio delle applicazioni e degli effetti previsti dai beta-glucani, gli esperti raggiungono una cifra che può rappresentare il corollario di tutto ciò: si consiglia l’assunzione giornaliera di una quantità di circa 3 grammi, quantità che può essere raggiunta attraverso il consumo di una varietà di alimenti contenenti avena, sotto forma di crusca, fiocchi, pane, toast, muesli con fiocchi di avena e biscotti o barrette d’avena.

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Consumare 3 grammi al giorno di beta-glucani (che equivalgono più o meno a 75 grammi di fiocchi d’avena e 40 di crusca) sembra essere una posologia con alte probabilità di ridurre i livelli plasmatici del colesterolo totale e del “colesterolo cattivo” (lipoproteine di bassa densità o LDL) in un 5-10% rispettivamente, nel termine di alcune settimane.

In persone con diabete o con rischio di soffrirlo, come gli obesi, si consiglia di pianificare una assunzione giornaliera di 4 grammi di beta-glucani, preferibilmente di avena per ogni 30 grammi di carboidrati ingeriti. Tale quantità può raggiungersi a base di 2-4 porzioni al giorno di prodotti preparati con questo cereale (come cereali per la colazione, pani speciali o gallette).

Specialmente benefico assumerli a colazione per diabetici non insulina-dipendenti, in quanto è il momento più idoneo per contribuire a livellare il tasso di glucosio nel sangue.

Dall’altro lato, in persone con obesità grave sembra essere un fattore ipotensore.

Modi di assunzione

Quando queste sostanze si assumono disciolte a partire da una matrice liquida, come latte o succo, sembrano essere più efficaci di quando si consumano attraverso alimenti solidi a base di avena. La spiegazione potrebbe essere il fatto che la struttura tridimensionale della molecola di betaglucano è propensa ad essere denaturata durante il processo e il trattamento termico dell’avena, una circostanza che influisce negativamente su due caratteristiche basiche come peso molecolare e viscosità.

Bisogna tenere in conto anche un aspetto sul momento ideale per il loro consumo: la loro assimilazione si ottimizza quando lo stomaco è vuoto.

Come ottenerli

Gli integratori di beta-glucani sono ampiamente disponibili sul mercato, sia online come in negozi specializzati in integratori dietetici. Molti di questi si appoggiano su lieviti di pane o di birra come substrati ricchi in beta-glucani. Altri si basano su funghi medicinali come lo shiitake o il maitake, dei quali si è parlato all’inizio di questo articolo.

L’efficacia dei beta-1,3-glucani come modulatori del sistema immunitario è così contrastata che l’industria nutraceutiche ha brevettato combinazioni con sostanze come la vitamina A, l’acido ascorbico o la cheratina, fra molte altre, che si commercializzano sotto lo slogan di “rinforzatori immunitari”.

Nell’industria si estraggono i composti critici della fibra solubile o del lievito, a seconda della materia prima che si tratta, eliminandosi i grassi e le proteine per ottenere un estratto purificato, che è quello che rappresenta il beta-1,3-glucano. Successivamente sono confezionati sottoforma di compresse e capsule.

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Effetti collaterali e controindicazioni

In generale, l’assunzione dei beta-glucani dai lieviti e dai funghi sembra essere tollerata in modo ottimale, in quanto si sono registrati solamente effetti collaterali molto marginali. Infatti, negli Stati Uniti appartengono al gruppo di sostanze conosciute come GRAS (sigle di generally recognized as safe, cioè, generalmente riconosciute come sicure).

In donne incinta e allattamento, per mancanza di studi che garantiscono una piena sicurezza, non si consiglia l’impiego segli integratori concentrati, sebbene dai beta-glucani non ci si aspettano reazioni avverse ingeriti attraverso gli alimenti.

Per finire, è necessario relazionare le possibili circostanze nelle quali si possono riportate danni per la salute:

  • In quanto alla sua incompatibilità con medicinali, si sa che la somministrazione simultanea di aspirina o antinfiammatori non steroidei (per esempio, ibuprofene) insieme a beta-glucani è capace di produrre serie lesioni gastrointestinali con la possibile complicazione della peritonite, la cui prognosi può risultare fatale.
  • Somministrati per via endovenosa si sono riportati come effetti collaterali in alcuni casi mal di testa, vertigini, vomito, diarrea/costipazione, reazioni allergiche cutanee, scompenso della pressione arteriosa e diuresi eccessiva.
  • Chi assume medicinali contro l’ipertensione o l’ha generalmente bassa deve prestare attenzione.
  • Così come, è consigliabile mettere a conoscenza il medico dell’intenzione di consumare integratori da parte delle persone che abbiano ipoglicemia o assumano medicine per abbassare la glicemia, così come quelle che se lo propongano come coadiuvante del trattamento di qualche malattia cronica.
  • In quanto all’uso dei beta-glucani sulla pelle o in forma sottocutanea (iniettati sotto la stessa), mancano sufficienti dati per effettuare una valutazione.

Al contrario, va osservato che l’associazione dei beta-glucani con sostanze quali la quercetina, il selenio, le vitamine A, C e E e l’acido alfa lipoico possono esacerbare il potenziale antivirale naturale di queste.

Valutazione Beta-glucani

Fonti naturalil - 100%

Per il sistema immunitario - 100%

Controindicazioni - 95%

Efficacia - 100%

99%

Valutazione HSN: 5 /5
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2 commenti
  1. Buongiorno io sto usando da più di un mese i beta glucani in associazione a vit. C zinco selenio e rame per rafforzare le difese immunitarie basse a causa di una malattia rara. Volevo sapere se possono provocare a lungo andare disturbi gastrici. Inoltre io assumo la cardioaspirina che ho letto deve essere assunta a distanza dai beta glucani. Finora li assumevo a pranzo ma dopo prendevo anche la cardioaspirina. Assunendoli al posto serale lontano dalla cardioaspirina potrebbe dare ugualmente disturbi. Chiedo questo perché in questi giorni ho nausea e disturbi digestivi (mi è stata tolta la cistifellea) Grazie e cordiali saluti. Giovanna

    • Buongiorno Giovanna,
      Ti ringraziamo per l’interesse mostrato verso il nostro articolo! Purtroppo, essendo la tua una condizione particolare, non possiamo darti dei consigli o indicazioni in merito; l’unica raccomandazione che possiamo fornirti è quella di consultare questi dubbi con il tuo medico, il quale conoscendo la tua storia clinica, saprà darti le indicazioni più adatte.
      Un saluto.

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