Carboidrati - Tutto quello che devi sapere sui carboidrati
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Carboidrati

Carboidrati

Cosa sono i Carboidrati?

Cosa sono i carboidrati I carboidrati sono macronutrienti, ovvero, sono elementi a partire dai quali l’organismo è capace di ottenere energia. In funzione della fonte di carboidrati, va a fornire anche altre sostanze importanti, i  micronutrienti, ovvero, vitamine e minerali. In funzione della struttura molecolare alcuni vanno a contribuire con l’apporto di fibra.

I carboidrati sono costituiti da molecole chiamate saccaridi, la cui unità principale è il glucosio o monosaccaride. A seconda del tipo, possono avere una struttura di una singola molecola (glucosio direttamente) o essere costituiti da più molecole o polisaccaridi (più monosaccaridi) o anche catene di questei

Quando un tipo di carboidrato di quest’ultimo tipo viene ingerito, il nostro sistema digestivo deve ridurlo all’unità molecolare, il glucosio. Questo sarà trasportato attraverso il flusso sanguigno e servirà come fonte primaria di energia per il cervello, i muscoli e altri tessuti e cellule.

Funzione dei Carboidrati

La loro funzione elementare è quella di fornire energia, cioè sono una fonte o substrato energetico che supporta determinate attività, a seconda della loro intensità e durata.

Ma il loro ruolo non finisce qui, in quanto intervengono anche in altri processi e, grazie alle loro proprietà, ci portano altri benefici:

Somministrazione di energia e regolazione del glucosio nel sangue

Il glucosio è il modo in cui i carboidrati forniscono energia all’organismo (glicolisi). Pertanto, anche partendo da una struttura molecolare superiore, composta da catene di glucosio, essa verrà prima scomposta nell’unità più piccola, attraverso il sistema digestivo con gli enzimi coinvolti da parte del fegato. A causa della loro importanza rispetto alla funzione cellulare, i livelli di glucosio nel sangue devono rimanere stabili in modo continuativo.

Gel con carboidrati per migliorare le prestazioni

Tra le numerose funzioni metaboliche in cui è immerso il fegato, la regolazione dei livelli di glucosio è una di queste. Quando ingeriamo cibo, c’è un sistema di segnalazione che rileva che i livelli di glucosio nel sangue sono in aumento e, di conseguenza, l’insulina sarà secreta.

L’insulina può legarsi con una moltitudine di cellule che dispongono dei recettori corrispondenti e quindi si verifica l’assorbimento del glucosio. Nel fegato, l’insulina provoca l’assorbimento del glucosio e la sintesi di glicogeno.

Glucagone

C’è un altro ormone, il glucagone, che viene rilasciato nel sangue quando si rilevano bassi livelli di glucosio. Inibisce l’assorbimento del glucosio da parte delle cellule, e promuove l’uso di glicogeno epatico, affinchè sia riversato nel sangue. D’altra parte, il glucagone produce anche un fenomeno fisiologico chiamato gluconeogenesi, per mezzo del quale avviene la sintesi del glucosio da alcuni amminoacidi.

Il fegato ha una capacità limitata di fornire glucosio, per cui dopo un periodo di tempo non superiore alle 24 ore circa, è necessario ingerire o cercare altre fonti di glucosio.

Nei periodi di digiuno, gli acidi grassi vengono mobilitati dal tessuto adiposo e riversati nel sangue, e da qui il muscolo scheletrico inizierà a usarli come substrato energetico. Tuttavia, il nostro cervello non può sfruttare questa caratteristica, poiché gli acidi grassi non possono attraversare la barriera emato-encefalica. Ora quello che succederà è che il tessuto muscolare fornirà aminoacidi che saranno trasportati al fegato per produrre nuovo glucosio (gluconeogenesi). Se il digiuno dura più di un giorno, il corpo può entrare in uno stato chiamato chetosi, ed è motivato dalla mancanza di glucosio e dalla necessità di “continuare a funzionare”.

Evitare la Chetosi

Anche se il corpo può tracciare un percorso alternativo per ottenere il glucosio, o lavorare direttamente con un altro tipo di “carburante” come nel caso di chetosi, dove si utilizzano i chetoni, non è consigliabile, soprattutto se siamo atleti.

Inoltre, un apporto regolare di carboidrati significa che non dobbiamo ricorrere alle proteine per formare nuovo glucosio (si riduce la gluconeogenesi).

Sulla chetosi, il nostro cervello può adattarsi all’uso dei chetoni come combustibile, anche se preferisce il glucosio, e per questo, dobbiamo ingerire un minimo di carboidrati (circa >50g). Se abbiamo intenzione di adattarci all’uso dei chetoni, la prima cosa che soffriremo sarà il mal di testa.

I Carboidrati non sono Essenziali

Come si è appena visto, e a differenza di proteine e grassi, che apportano gli aminoacidi essenziali e gli acidi grassi essenziali, rispettivamente, i carboidrati non sono necessari per la vita umana. Questo si deve al fatto che il corpo possiede i meccanismi adatti per produrre glucosio a partire da altre fonti, come le proteine e i grassi.

Tuttavia, l’opzione più consigliabile per ottenere glucosio e soprattutto più efficace, è partire dall’apporto corrispondente di carboidrati, per produrre energia ed immagazzinarla

Dare gusto

Si tratta di una funzione minore. Esistono recettori sulla lingua che individuando un gusto dolce mandano un segnale al cervello. i dolcificanti li possiamo classificare in due tipi: nutritienti o non nutrienti.

Nel primo caso, il suo contributo è legato all’assunzione di calorie, che possiamo metabolizzare e utilizzare come energia. Tra questi possiamo trovare (in seguito viene fatta una descrizione più approfondita): saccarosio, glucosio, fruttosio, sciroppo di mais ad alto contenuto in fruttosio e lattosio. D’altra parte, i dolcificanti non nutritivi non forniscono calorie, ma manifestano la stessa sensazione nel nostro cervello. Questi includono saccarina, ciclamato, xantano, sucralosio e acesulfame.

Apporto di Fibra

Possiamo trovare fonti di fibre nei carboidrati a partire da cellulosa, emicellulosa, pectina e mucillagine. La fibra aiuta l’eliminazione dei prodotti di scarto molto più facilmente. Poiché la fibra alimentare è sia indigeribile che attrattiva per l’acqua, le feci diventano grandi e morbide, il che faciliterà la loro evacuazione (con meno pressione). Se c’è una pressione considerevole può portare ad alcuni problemi nell’intestino, come la creazione di diverticoli, o emorroidi.

Il consumo di fibra può prevenire l’aumento di peso, perché il volume che occupa nello stomaco in relazione al suo basso apporto calorico, ci farà proprio consumare una quantità minore di cibo grazie ad una maggiore sensazione di pienezza e sazietà.

Il consumo di fibre è legato anche alla riduzione dell’IG degli alimenti (concetto spiegato di seguito) e dell’assorbimento del colesterolo.

Carboidrati come fonte di energia

Insulina e Carboidrati

L’insulina è un ormone che permette al corpo di utilizzare il glucosio. Viene secreto dal pancreas quando si manifesta la presenza di glucosio nel flusso sanguigno, e risparmia quell’energia per il futuro, o la usa. L’insulina aiuta a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue evitando l’iperglicemia (alte quantità di glucosio) dopo il pasto o quando c’è una diminuzione (ipoglicemia), come ad esempio dopo l’attività fisica. Per questo l’insulina aiuta quindi ad equilibrare il glucosio nel sangue e a mantenerlo ai giusti livelli. Se il livello di zucchero nel sangue aumenta, il pancreas secernerà più insulina.

Esistono due concetti per legare l’insulina e il contenuto e tipo di carboidrati: l’Indice Glicemico e la Carica Glicemica.

Indice Glicemico

L’Indice Glicemico (IG) è un valore assegnato agli alimenti in base alla velocità con cui questi possono aumentare i livelli di glucosio. Nella tabella degli alimenti a più alto IG, più alto è l’indice, più veloce sarà il rilascio di glucosio nel sangue. Pertanto, avrà un effetto maggiore sulla segregazione dell’insulina da parte del pancreas, aumentando rispettivamente.

D’altra parte, quegli alimenti che hanno un IG più basso, offriranno proprietà energetiche molto più sostenute, a differenza dell’alto indice, che può causare “picchi di insulina”, cioè una risposta molto brusca di questo ormone, per un breve periodo di tempo di utilizzo energetico.

Consideriamo i seguenti IG per gli alimenti:

  • Basso IG: < 55
  • Medio IG: 56-69
  • Alto IG: >70

Carica Glicemica

L’altro fattore che viene utilizzato per capire la questione fisiologica di come ci influenzano i cibi contenenti carboidrati, e che è attualmente risulta più completo, è la Carica Glicemica (GC) poiché tiene conto di diversi fattori: terrà in considerazione l’IG, e la quantità di grammi di carboidrati per porzione di alimento.

In questo modo, un alimento può possedere un alto IG, ma tuttavia avere una bassa CG. Ovvero, non contiene quella quantità di carboidrati che influenzano in modo così drastico l’incremento di insulina.

Per calcolare la CG:

  • CG = (IG x quantità di grammi di carboidrati) / 100

La tabella di CG si classificherà secondo:

  • Bassa CG: <10
  • Media CG: 11-19
  • Alta CG: >20

Osservazioni dell’IG e CG

Entrambi i concetti sono rilevanti quando mangiamo alimenti che contengono esclusivamente carboidrati, poiché in presenza di altri macronutrienti, come proteine e grassi, la risposta di questi può essere alterata.

Le conclusioni tratte dai due concetti è che entrambi sono necessari per conoscere e sapere come ci influenzano i carboidrati, e quindi gestirli a nostro vntaggio all’interno di un quadro sportivo. Per quanto riguarda la CG, nonostante si abbia un valore basso, possiamo farlo aumentare, se, naturalmente, consumiamo una quantità elevata di quel cibo.

Tipi di Carboidrati

La classificazione ingloba 2 tipi di carboidrati: semplici e complessi. La differenza tra i due risiede nella struttura molecolare e nella rapidità di assorbimento e digestione. I semplici saranno trattati in modo molto più veloce rispetto ai complessi.

Carboidrati Semplici

Possiedono una struttura semplice, formata da una sola molecola, essendo la forma più semplice di glucosio. Si conoscono come zuccheri semplici o monosaccaridi. La parola monosaccaride significa “mono” uno, e “saccaride” zucchero.

Grazie alla loro struttura molecolare, il corpo può elaborarli molto rapidamente, ottenendo una breve risposta energetica, dopo la quale si produce una riduzione, che coincide con lo scopo del loro utilizzo. Il termine “zucchero” in quanto tale è un nome dato ad un gruppo di questi carboidrati che hanno una struttura a catena ciclica corta, e tra le loro proprietà c’è il loro caratteristico sapore dolce.

Carboidrati e carenza di energia

All’interno di questo gruppo possiamo trovare a sua volta vari tipi:

Tipi di Zuccheri o Monosaccaridi

  • Glucosio: È il principale zucchero che il nostro corpo metabolizza per ottenere energia.
  • Fruttosio: È lo zucchero della frutta. È il più dolce e meno solubile in acqua di tutti gli zuccheri e si trova principlamente nella frutta.
  • Galattosio: Normalmente si trova in natura in grandi quantità, inoltre si combina con il glucosio per formare il lattosio del latte. Si incontra spesso anche nei legumi. Dopo essere stato assorbito dal corpo, il galattosio è convertito in glucosio nel fegato. È molto meno dolce che il glucosio e il fruttosio.

La maggior parte degli zuccheri che ingeriamo sono disaccaridi, perchè sono una miscela di due dei monosaccaridi menzionati precedentemente. Fattori quali dolcezza, rapidità di assorbimento e come influenzano il nostro corpo, dipendono da quali di questi si combinano.

In questo modo, possiamo trovare i seguenti tipi di

Tipi di Disaccaridi

  • Saccarosio: Anche conosciuto come zucchero da tavola. È formato dalla combinazione di glucosio e fruttosio. Sebbene il saccarosio si possa trovare nelle piante, solo lo zucchero di canna, quello che cresce in climi tropicali, e la barbabietola da zucchero, che si coltiva nelle regioni più fredde, contengono quantità sufficienti per rendere fattibile l’estrazione.
  • Zucchero Invertito: È simile al saccarosio, ma mentre in questo le molecole di glucosio e fruttosio si trovano unite, nel caso dello zucchero invertito sono libere. Per questo il suo gusto è più dolce di quello del saccarosio.
  • Lattosio: È lo zucchero del latte. È un tipo di disaccaride formato dalla condensazione del glucosio e del galattosio. L’unione molecolare che formano si chiama legame glicosidico beta, il quale può essere difficile da digerire per alcune persone, ed è per questo che molte sono intolleranti al lattosio che provoca disturbi di stomaco.
  • Maltosio: Il maltosio si trova principalmente nel cereale in germinazione, in particolare l’orzo, ed è meno dolce di glucosio, fruttosio e saccarosio. Consiste in due molecole di glucosio.

Carboidrati Complessi

Sono polisaccaridi, cioè costituiti da un gran numero di unità di glucosio. Consentono lo stoccaggio di grandi quantità di glicogeno. L’amido è la principale forma di immagazzinamento di carboidrati nelle piante e si trova nei cereali, nei semi e nei tuberi.

Gli amidi sono una parte fondamentale della dieta. Circa il 50% del nostro apporto di carboidrati proviene da lì. Le principali fonti di amido sono le patate, i fagioli, il pane, la pasta, il riso e altri derivati del pane.

Due tipi di amidi

Gli amidi li possiamo dividere in due tipi: amilosio e amilopectina, dove ognuno ha delle proprietà diverse. L’amilopectina comprende aprossimativamente l’80% dell’amido. L’amilosio possiede una struttura colloidale in sospensione mentre l’amilopectina è insolubile in acqua. Mentre l’amilosio è un polimero a catena lineare, l’amilopectina è altamente ramificata

Il glicogeno è immagazzinato nel fegato e nei muscoli. Sebbene il glicogeno sia strutturalmente simile all’amilopectina, poiché entrambi sono polisaccaridi, ha più rami, oltre ad essere più corti. L’amilopectina può formare gel di amido stabili in grado di trattenere l’acqua, mentre l’amilosio non è in grado di farlo.

Avendo spiegato entrambi i tipi di carboidrati, in funzione dell’attività sportiva e soprattutto del momento, ci potranno apportare benefici gli uni o gli altri.

Benefici dei Carboidrati per lo Sport

Tutta l’energia di cui abbiamo bisogno per la vita ci viene fornita dal cibo e dai liquidi che ingeriamo. Questi nutrienti vengono acquisiti da carboidrati, grassi e proteine. Ogni categoria ha un rapporto con una particolare funzione per la salute, e in termini generali, dovremmo cercare di consumare tutte queste fonti alimentari. Anche se il rapporto e la proporzione di ciascuno dovrebbe essere discretizzato per ogni persona.

In questa occasione ci focalizzeremo sul ruolo dei carboidrati nello sport e sui benefici che offrono.

Fonte energetica più efficace

Questo macronutriente è la fonte di energia più efficiente per atleti e sportivi. Non importa quale tipo di disciplina si pratichi in quanto fornisce energia per le contrazioni muscolari. Una volta ingeriti, se sono del tipo complesso, devono essere digeriti e metabolizzati per ottenere l’unità di glucosio, cioè per trovare la struttura monosaccaride, che sarà finalmente quella che raggiunge le cellule e che verrà sfruttata. Se ingeriamo direttamente il glucosio, può finire nei depositi, a livello epatico e muscolare, oppure può essere usato direttamente come energia.

Il modo in cui il glucosio è immagazzinato è chiamato glicogeno. E quindi, possiamo parlare di glicogeno epatico e muscolare. Il glicogeno sarà presente in qualsiasi attività al di sopra di una soglia di intensità. Soprattutto se questa ha un carattere esplosivo e ha una durata limitata. In un altro caso, le attività di maggiore durata utilizzeranno un altro substrato energetico, come il grasso. Tuttavia, ci sarà sempre una sovrapposizione di tutti i substrati.

Carboidrati e allenamento Un’adeguata assunzione di carboidrati aiuta ad evitare l’uso di proteine come fonte di energia. Anche se l’organismo ha le risorse per farlo, non è il modo più efficiente. La funzione delle proteine è quella di costruire e sostenere i tessuti che compongono il corpo: muscoli, ossa, pelle, capelli… per cui se limitiamo il consumo di carboidrati, stiamo implicando che non avremo abbastanza proteine affinchè queste svolgano il proprio lavoro. Inoltre, se ricorriamo alla generazione di glucosio dalle proteine, ciò metterà ulteriormente sotto stress i nostri reni e gli altri apparati coinvolti. Questo perché questo processo si traduce in prodotti di scarto metabolici che devono essere espulsi.

Energia dei Carboidrati

Ogni grammo di carboidrati forniscono 4kcal di energia. Inoltre, al momento di immagazzinarsi, trascinano l’acqua al ritmo di poco meno di 3g di acqua. Questo implica che una volta terminato l’allenamento se ingeriamo carboidrati, il nostro peso possa aumentare, ma sarà dovuto al fatto che quando si immagazzina glicogeno si trattiene acqua nel tessuto muscolare.

Il glicogeno è una fonte di energia limitata, cioè il corpo ha un deposito finito. Alcune attività molto intense e di lunga durata possono portare all’esaurimento del glicogeno. Quindi, è imperativo ripristinarli, altrimenti si dovrà cessare l’attività, o quantomeno ridurre il ritmo della stessa.

È frequente trovare l’espressione “il muro” e non è altro che un’atleta che è rimasto a secco, o quasi, delle sue riserve di glicogeno, vedendosi costretto ad abbandonare l’attività.

Carica di Carboidrati

Gli sportivi e gli atleti ricorrono alla strategia della “carica di carboidrati”. Consiste nello svuotare il glicogeno alcuni giorni prima dell’evento sportivo, e di riempire al massimo le riserve per affrontare la gara. Qui l’assunzione di carboidrati è aumentata in proporzione molto maggiore rispetto a quando si fa una dieta convenzionale. Per facilitare questo compito, si ricorre ad integratori a base di carboidrati.

Carboidrati durante l’esercizio

Come abbiamo menzionato, il deposito di carboidrati è limitato. Anche se realizziamo una carica di carboidrati, in base alla durata della prova, potremo dover essere obbligati durante la stessa a ricaricare questa energia.

In questo scenario, probabilmente, optare nuovamente per integratori di carboidrati è il modo più efficiente e ottimale per procedere con l’intensità dell’attività.

Integratori di Carboidrati

Abbiamo descritto i punti fondamentali dei Carboidrati e, soprattutto, la loro influenza in campo sportivo. In seguito, elencheremo e spiegheremo che tipo di carboidrati si possono trovare sotto forma di integratore alimentare sportivo, perché ci possono apportare benefici e quando e come prenderli.

Quando assumere i carboidrati

Carboidrati per la Nutrizione quotidiana

In questa sezione vi mostriamo i tipi che lasceremmo fuori da un ambito  sportivo, i carboidrati utilizzati nelle ricette in cucina, poiché il loro scopo è diverso. Come abbiamo visto nella descrizione, ci sono dei tipi di prodotti che si legano al mantenimento della salute:

Farina d’Avena

La farina d'avena è ottenura dal cereale dopo essere stato debitamente macinato. Le sue caratteristiche sono che apporta un basso IG, pertanto, la liberazione di glucosio nel sangue si realizzerà in modo lento e progressivo e la carica di glicogeno andrà aumentando gradualmente. I momenti ideali per la sua assunzione saranno la colazione, o anche il pasto prima del nostro allenamento. Offre una grande versatilità e ricette nel momento di prepararla: insieme a frullati di proteine, come pancakes o pan di spagna…

Farina di Riso

La farina di riso ha una funzione simile a quella del prodotto precedente, ma in questo caso l’IG è più alto, quindi possiamo usarla sia prima dell’allenamento, che dopo. Offre anche la possibilità di essere utilizzata come ingrediente in ricette o mescolata con frullati di proteina.

Fibra

La fibra favorisce la digestione, il movimento del tratto intestinale, può combattere certe malattie, e inoltre è necessaria per alcuni compiti.

Sucralosio

Il sucralosio è un edulcorante non calorico, impiegato per dare un gusto dolce a qualsiasi ricetta.

Gomma di Xantano

La gomma di xantano è un tipo di polisaccaride che si utilizza nella preparazione di certe ricette per le sue proprietà che forniscono densità.

Carboidrati per Nutrizione Sportiva

Questa sezione specifica i vari integratori destinati al peri-workout (spiegato di seguito), il cui contributo è una risorsa preziosa per gli atleti. Otterranno alcuni miglioramenti delle prestazioni fisiche, come ad esempio:

  • Apporto energetico efficace
  • Permettere di mantenere l’intensità dell’attività
  • Riuscire ad aumentare la durata dell’attività
  • Facilitare il recupero

Cos’è il Peri-workout?

Il Peri-workout è il periodo di tempo prima, durante e dopo l’attività fisica. Si tratta di una finestra temporale che possiamo assegnare in base alla fascia oraria in cui faremo sport. Possiamo situare il Peri-workout al mattino, a mezzogiorno o nel pomeriggio.

Possiamo distinguere due tipi, in funzione del margine di tempo che abbiamo prima dell’attività fisica:

  • Fuori del tempo del Peri-workout
  • Nel Peri-workout

I pasti che consumiamo fuori da questa finestra temporale e secondo la nostra dieta, dovrebbero contare su Carboidrati Complessi.

Palatinosio

Il palatinosio è un tipo di carboidrato proveniente dallo zucchero, ma con la particolarità che a differenza di questo, possiede un basso IG. Con questo, ci fornirà una somministrazione di energia in modo sostenuto. È ideale da combinare con altri tipi di integratori con un maggior IG e generare un aiuto energetico se andiamo a realizzare un’attività di lunga durata. Pertanto, può essere assunto all’interno del Peri-workout. D’altro canto, se il nostro obiettivo è la carica di carboidrati, può essere assunto in qualsiasi altro momento della giornata.

Amilopectina

L’amilopectina offre una serie di caratteristiche che giustificano il suo uso come bibita di carboidrati per l’allenamento:

  • Alto peso molecolare, il che aiuterà a generare un’ottima ricarica di  glicogeno, grazie alla facile disponibilità energetica delle unità di glucosio
  • Bassa osmolarità, il che offrirà un rapido transito e svuotamento gastrico

L’amilopectina possiede un alto IG, ciò nonostante, grazie alle sue proprietà, il suo comportamento sarà quello di facilitare il riempimento dei depositi di glicogeno in modo efficace.

Gel di carboidrati per sport di lunga durata

Ciclodestrine

Le ciclodestrine sono un tipo di amilopectina modificata enzimaticamente per ottenere un prodotto superiore. È il miglior tipo di carboidrato disponibile per uso sportivo, in quanto fornisce la più veloce ricarica di carboidrati, senza produrre disturbi di stomaco.

Maltodestrine

La maltodestrina è un tipo di carboidrato polisaccaride che fornisce un alto IG, ma grazie alla sua struttura molecolare (formata da ramificazioni di catene di glucosio) può mantenere l’apporto di energia in modo sostenuto dato che prima si devono “rompere” i legami, ovvero, scomporre nelle unità di glucosio.

Destrosio

Il destrosio è un tipo di monosaccaride, cioè fornisce direttamente il glucosio. I benefici del destrosio possono essere ottenuti quando si cerca un rapido aumento dell’insulina, come dopo l’allenamento, o in combinazione con un carboidrato a risposta più bassa durante l’allenamento.

Gel

I gel sono preparati con carboidrati pronti da assumere durante l’allenamento, fornendo una rapida risposta energetica. Va notato che questo aumento del glucosio può essere seguito da una diminuzione della glicemia nel sangue, che porterebbe all’assunzione di un altro gel per stabilizzarla nuovamente. Il suo uso è normalmente raccomandato in fasi di una gara in cui le riserve di energia sono al minimo, o dopo un lungo periodo. Possono anche essere ingerite poco prima di uno sforzo massimo, come una salita in montagna o una gara di velocità.

Carboidrati per il Pre-Workout

In questo momento cerchiamo un apporto che ci fornisca energia durante l’intero allenamento. Dovremo stabilire quale quantità di carboidrati, nonché a seconda dell’ora del giorno, secondo i pasti che abbiamo fatto, la quantità di grammi di carboidrati da queste assunzioni… La cosa più consigliabile è quella di produrre una risposta insulinica mite, per evitare qualsiasi tipo di ipoglicemia, o se si può essere inclini ad essa.

Gli integratori di carboidrati più consigliabili per questo momento saranno:

  • Ciclodestrine
  • Amilopectina

Carboidrati per l’Intra-Workout

A causa delle circostanze di questo momento, il ricorso all’integrazione è forse la più fattibile: il nostro corpo è immerso nell’esercizio fisico, con la conseguente quantità di sangue distribuito alle parti periferiche, per cui mangiare un alimento solido può essere in molti casi un’azione che porta a disturbi di stomaco.

Gli integratori di carboidrati più consigliabili per questo momento saranno:

  • Ciclodestrine
  • Amilopectina
  • Maltodestrina
  • Destrosio
  • Gel

Carboidrati per il Post-Workout

In questo momento l’opzione preferibile è quella di cercare un carboidrato di alto IG per favorire l’aumento dell’insulina e procurare rapidamente la carica di glicogeno. In tal caso, uno qualsiasi di questi tipi di integratori è perfettamente combinabile, e può essere preso insieme, con integratori di Proteina, aminoacidi, e/o creatina.

Gli integratori di carboidrati più consigliabili per questo momento saranno:

  • Ciclodestrine
  • Amilopectina
  • Maltodestrina
  • Destrosio
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