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Carciofo e il suo uso speciale nelle diete dimagranti

Carciofo e il suo uso speciale nelle diete dimagranti

Il carciofo è stato utilizzato negli ultimi anni come un alimento depurativo per l’organismo in diversi modi, da qui, negli ultimi tempi, il suo consumo si è esteso nelle abitudini alimentari di chi segue diete per la perdita di peso e grasso.

Cos’è il carciofo?

Parliamo di Cynara scolymus, nome scientifico di questo ortaggio perenne appartenente alla famiglia delle Aseraceae (Compositae). Di questa famiglia fanno parte anche la cicoria, la lattuga, l’indivia, la scarola e il cardo; tutte queste sono sotto un comune denominatore di distillare un certo amaro nel loro sapore derivato dalla presenza della cinarina, una sostanza di cui parleremo in dettaglio più avanti.

Qusta pianta può raggiungere i 2 metri di altezza, essendo più comune di 1 metro e mezzo.

Usi del carciofo

Sono i suoi capolini, così chiamati i ricettacoli dove si trovano i suoi fiori, quelli che costituiscono la parte commestibile del carciofo. In questi capolini si sovrappongono foglie che si denominano bratte; quelle più interne hanno una consistenza più morbida e insieme ricevono il nome di “cuore di carciofo”, la parte più apprezzata gastronomicamente.

Da dove proviene il carciofo?

L’etimologia della parola “carciofo” sembra avere le sue radici nel termine arabo “al-kharshûf”, che significa qualcosa come “lingua di terra”, facendo riferimento all’aspetto delle sue singolari foglie.

Il carciofo proviene dal nordest dell’Africa, regione da dove gli arabi lo commerciavano con l’Europa. Questo ottenne così tanto successo che la sua coltivazione si espanse in quasi la totalità del vecchio continente.

Ciò nonostante, si sà che molti secoli prima, greci e romani conoscevano già l’esistenza del carciofo in base alla credenza che il consumo di questo ortaggio producesse effetti afrodisiaci. Anche se con alcune riserve, si danno per buoni gli indizi che indicano come il carciofo sia il realtà una variazione genetica del cardo silvestre (Cynara cardunculus), una specie che prolifera spontaneamente in molte terreni incolti d’Europa, dalla presenza esuberante.

Al di fuori dell’Europa

È probabile che si portasse avanti un lavoro di selezione e incrocio fra questi e altri tipi di cardi, ottenendo una specie altamente migliorata e che si aggiungesse la commestibilità fra le sue proprietà. Uno dei luoghi nel mondo dove la sua coltivazione è più evidente è la costa ovest degli Stati Uniti, specialmente in California, luogo nel quale fu trasportato da marinai spagnoli e francesi.

Tuttavia, il principale nucleo di produzione è la conca mediterranea, che comprende più dei tre quarti della produzione mondiale di questo ortaggio. Questo areale coincide con quello della coltivazione del pomodoro, altro ortaggio della zona mediterranea.

Non a caso, l’Italia comanda il ranking dei paesi produttori di carciofi, seguita dalla Spagna che a sua volta sfoggia il titolo di primo esportatore, essendo le regioni del Levante e della valle dell’Ebro le principali zone di coltivazione.

Usi originari del carciofo

Sono state trovate evidenze del suo consumo con finalità terapeutiche e preventive nella più remota antichità, a quanto pare conosciuta dagli egizi e mesopotamici, che riconoscevano già nei carciofi interessanti effetti sulla salute, specialmente legate all’apparato digestivo.

Come si è detto prima, per greci e romani si trattava di un lusso date le loro doti afrodisiache. Nell’antica Grecia si consigliava persino il suo consumo alle donne che dedideravano rimanere incinta per ottenere il concepimento di figli maschi. Anche dando un salto al XVI secolo, un testo redatto da un medico affermava su questo ortaggio che “ha la virtù di provocare Venere per gli uomini e rende le donne più desiderabili”.

I carciofi in cucina

Nell’antica Grecia, il carciofo si mangiava crudo, ma dopo il suo arrivo a Roma questa abitudine si abbandonò in quanto si diceva che tingesse i denti, dando luogo al suo consumo dopo cottura, sotto l’impero di Augusto.

Sebbene ai giorni nostri il consumo di carciofi sia qualcosa di comune, non è stato sempre così. Fino all’inizio del XVIII secolo era infatti catalogato come un cibo alla portata solo dell’èlite della società.

Agli albori del secolo XX proliferarono testi divulgativi su pubblicazioni scientifiche nei quali il carciofo acquisì un ruolo da protagonista.

Fra gli altri, un prestigioso medico francese dell’epoca assicurava che le foglie di carciofo costituivano un rimedio efficace contro l’arteriosclerosi e le assegnava una azione regolatrice sul metabolismo dell’urea e delle basi puriche, così come sul colesterolo.

Per cosa si utilizza il carciofo nell’attualità

Dopo questo ripasso storico, è il momento di focalizzare la nostra attenzione sul ruolo del carciofo nell’alimentazione del secolo XXI.

La sua bontà culinaria è molto apprezzata da gran parte della popolazione, come rivela l’elevata domanda che vi è nel mercato.

Il carciofo si è consolidato come protagonista di molti regimi dimagranti, nei quali il suo adattamento è massimo se consumato in un contesto di alimenti bassi in grassi e ricchi in fibra.

Questi ultimi agiscono in potente sinergia con i principi attivi del carciofo, impedendo il riassorbimento dei grassi, permettendo che la bile agisca su questi per eliminarli dall’organismo con le feci.

Può affermarsi che il consumo di carciofo fomenda la depurazione dell’organismo per due vie complementari:

  • La sua fibra solubile esercita un compito di purga dei residui nell’intestino
  • Il suo stimolo biliare elimina l’eccesso di grassi provenienti dagli alimenti

Azione terapeutica del carciofo

La sua intensa capacità di controllo sulla secrezione di bile è forse è la sua principale virtù. Infatti, conferisce a questo ortaggio un ruolo quasi terapeutico in persone che hanno difficoltà nell’assimilare i grassi o che sono affette da itteria o dal cosiddetto “fegato pigro” (si definisce così quando è congestionato e, per questo, incapace di portare avanti le sue funzioni metaboliche a pieno regime).

Per questo, oltre a contribuire al dimagrimento, si consuma normalmente per migliorare la digestione dei grassi. Inoltre, grazie alla sua capacità di stimolo di rigenerazione delle cellule danneggiate del fegato, è un alimento molto raccomandato in situazioni di fegato grasso (una patologia più grave del fegato pigro), aiutando a degradare le sostanze di scarto e evitando che la sua potenziale tossicità arrechi mali peggiori.

Ha anche uno straordinario riconoscimento in strategie alimentari orientate alla prevenzione delle malattie degenerative, per cui si considera uno degli ortaggi migliori per la salute. In quanto ai benefici che presenta per l’organismo, questi possono essere paragonati, in minor misura, con quelli che apportano i piselli, i pomodori e alcuni frutti.

Il carciofo contiene, fra i suoi principi attivi che più avanti scopriremo, acido clorogenico, una sostanza capace di svolgere una potente azione antiossidante a livello della membrana cellulare, ostacolando la formazione di questi radicali liberi che si convertono nel fattore scatenante di processi come il cancro o qualche cardiopatia.

Per la dieta

Quelle persone inclini all’instabilità dei livelli di glucosio nel sangue devono tenere bene in conto i carciofi nella loro dieta.

La fibra che contiene questo vegetale, oltre ad eliminare residui, svolge nel tratto intestinale un’altra importante funzione: sequestra l’eccesso di carboidrati destinati metabolicamente alla loro trasformazione in glucosio, e di conseguenza, a provocare un aumento della glicemia. Di conseguenza, per i diabetici rappresenta un alimento di alto interesse per il suo effetto ipoglucemico.

L’artrite e la gotta sono due malattie di enorme incidenza contro le quali il carciofo include importanti argomenti. Il suo carattere diuretico trascinare verso l’evacuazione dei liquidi alcune sostanze che possono avere un comportamento tossico, come l’acido urico.

Carciofi per perdere peso

Per questo motivo, vi sono persone che cercano specialmente il consumo di carciofi per combattere questi processi cronici articolari. A questo può contribuire anche un altro dato: le proprietà antinfiammatorie di uno dei suoi flavonoidi, il cinasoride, possono diminuire l’intensità del danno e del dolore articolare. Grazie a questa proprietà per combattere la ritenzione idrica, è interessante pianificare un consumo regolare di carciofi se si soffre di ipertensione arteriosa, così come se si vuole è abbassare il tasso di colesterolo e trigliceridi nel sangue.

Dalla combinazione di entrambi i fattori segue l’interesse nel carciofo per prevenire malattie cardiovascolari, che comandano il ranking di cause di morte in Spagna e nella maggior parte del mondo sviluppato.

Proprietà e Benefici del Carciofo

Una informazione che potrà servire a corollario per questo articolo è che:

il carciofo è un alimento imprescindibile nella pianificazione di una dieta equilibrata per gli ingenti benefici che può apportare alla salute.

Ma snoccioliamo una ad una queste proprietà

La prima cosa che si deve dire è che il componente principale del carciofo è l’acqua, che rappresenta un 87% del suo peso. E cosa compone il restante 13%, all’apparenza tanto importante? La cosa più evidente è che i principi immediati che figurano nel valore energetico di un alimento, ovvero, grassi e carboidrati semplici, occupano posti poco preminenti nella sua composizione: i primi solo uno 0,1% e i secondi un 2%, dal quale si deduce che il valore calorico dei carciofi è appastanza povero (circa 40 Kilocalorie ogni 100 grammi).

Le proteine, dal canto loro, possiedono circa un altro 2%. Il ruolo principale corrisponde a quello dei carboidrati complessi, dei quali bisogna citare soprattutto l’inulina, seguita dalla fibra solubile. La prima è cruciale per agire come un eccellente freno ai picchi di sintesi caratteristici del diabete mellitus. Si tratta di un polisaccaride di riserva del glucosio e del fruttosio.

La parte dei micronutrienti richiede una speciale attenzione

Vitamine, minerali e altre sostanze specifiche rimarcano la considerazione del carciofo con il quale abbiamo iniziato questo capitolo.

Fra le vitamine si evidenzia la presenza della vitamina B (B1, B3) e vitamina E; le prime due, determinanti nell’efficacia dei percorsi metabolici che culminano con lo sfruttamento dei carboidrati, grassi e proteine, e specialmente la B1, sul buon funzionamento del sistema nervoso. In quanto alla vitamina E, è risaputa la sua funzione antiossidante su tutti i tessuti.

All’interno dei minerali, il potassio comanda la presenza di questi, e nonostante ciò, il carciofo è catalogato fra gli ortaggi più ricchi di magnesio, fosforo e calcio, che dà l’idea degli eccellenti apporti del primo, il cui ruolo all’interno del meccanismo come regolatore dei liveli di liquidi, come ipotensore e nella trasmissione dell’impulso nervoso è decisivo. Riguardo il calcio, va detto che per la sua condizione vegetale il suo sfruttamento è ridotto rispetto a quello contenuto negli alimenti di origine animale.

Il magnesio, da parte sua, ricopre un ampio assortimento di funzioni. Influisce visibilmente sul funzionamento di intestino, nervi e muscoli, è decisivo nella fissazione del calcio in ossa e denti e rafforza il sistema immunitario.

Per la gravidanza

Proprio grazie alla sua ricchezza in questi 3 macrominerali, è un alimento consigliato durante la gestazione, specialmente nel secondo trimestre. A ciò si deve aggiungere un altro beneficio del carciofo durante la gravidanza, derivato dal flavonoide apigenina, che agisce come rilassante delle arterie. Essendo di enorme rilevanza tutti gli aspetti nutrizionali già descritti, che da soli giustificherebbero la raccomandazione del carciofo come alimento fondamentale, la cosa più determinante della sua composizione sono una serie di sostanze la cui quantità è appena apprezzabile rispetto al resto, ma che sono capaci di svolgere effetti molto salutari.

Parliamo di:

  • Cinarina e cinaropicrina: Sono composti aromatici ai quali si deve il retrogusto amaro che caratterizza il sapore del carciofo. Dal punto di vista medico sono considerate di effetto coleritico e colagogo, che significa che, da un lato, stimolano la produzione di acidi e sali biliari negli epatociti (le cellule nobili del fegato), e dall’altro, fanno il loro con l’evacuazione della bile immagazzinata nella vescica biliare. La maggior parte dela concentrazione della cinarina si concentra nella polpa delle foglie, comprese le foglie secche e i gambi. La cinarina, per queste proprietà, facilita la digestione dei grassi. La bile è espulsa al duodeno dopo l’assunzione di alimenti per metabolizzare i trigliceridi contenuti in questi. Per farci un’idea del beneficio generato dalla cinarina, sul volume di bile prodotta normalmente dal fegato, con un consumo regolare e significativo di carciofo può aumentare di un 50%, arrivando ad un litro al giorno. A margine di ciò, vi sono progetti di ricerca centrati sulla cinaropicrina che lanciano, fino ad ora, seri indizi della sua potenziale efficacia nella prevenzione dei tumori.
  • Acido clorogenico: Si tratta di un composto il cui potere antiossidante lo fa agire come un “riparatore” delle membrane cellulari.
  • Fitosteroli: Sono sostanze che possono chiamarsi colesterolo vegetale per la loro incredibile analogia con questo, la cui importanza risiede nel fatto che ostacolano l’assorbimento del colesterolo nell’intestino.
  • Acidi organici: Fondamentalmente il malico e il citrico, che sviluppano un compito sinergico con la cinarina e il cinaroside. La funzione diuretica è legata con gli acidi del tipo malico, citrico, glicerico, succinico e lattico.
  • Flavonoidi: Derivati dalla luteolina, che potenziano la diuresi degli acidi precedenti insieme ad altre sostanze chiamate escolimosidi e ai sali ricchi in potassio. Concretamente, il cosiddetto cinaroside ha proprietà antinfiammatorie. Alla luce di quanto detto, il carciofo si è guadagnato la considerazione di pianta medicinale, una volta che sono stati confermati i benefici della cinarina.

Possibili effetti collaterali dei carciofi

Possibili effetti collaterali del carciofo

Tutte le monete hanno due facce, il carciofo ha una faccia buona molto più accattivante di quella cattiva, ma non per questo bisogna dimenticarla. Per certe persone, il carciofo può essere un elemento scatenante di reazioni allergiche.

Normalmente si riscontrano in individui che hanno giá manifestato ipersensibilità ad altre specie di vegetali come calendula, margherite, ambrosie, crisantemi e simili. Le manifestazioni allergiche dopo il consumo di carciofi rispondono all’identico profilo della maggior parte delle allergie: eruzioni, urticaria, bruciore intenso, edemi, asma e difficoltà respiratoria, e in casi di estrema gravità, shock anafilattico.

A margine delle allergie devono tenersi in conto altri possibili effetti collaterali, più comuni, circoscritti a problemi intestinali: flatulenze, diarrea, inappetenza o nausee. A volte può rivelare un problema nascosto, la colestasi, che consiste nella presenza di calcoli nella vescica biliare. Infatti, è risaputo che mangiare carciofi è nocivo per quelle persone che hanno un certo grado di ostruzione del condotto biliare, in quanto la sua funzione colagoga (si ricordi quanto spiegato a proposito della cinarina), aumenta lo svuotamento della vescica e questo può rappresentare un blocco della bile.

Attendendo dati più conclusivi che corroborino ciò che al momento è un indizio, il carciofo potrebbe aumentare il rischio di soffrire emorragie in pazienti che sono afflitti da qualche tipo di disturbo ematico o che siano sotto trattamento con anticoagulanti come la warfarina.

Il consumo di carciofi durante l’allattamento va evitato, semplicemente, per il rischio che si produca un trasferimento del sapore amaro al latte.

Potrebbe citarsi, più come una conseguenza fisiologica del consumo di carciofi, un aumento della diuresi, tanto in quantità di urina come in frequenza di evacuazione.

Gli integratori di estratto di carciofo

Da un po’ di tempo a questa parte, il mercato si è riempito di un’infinità di prodotti concentrati, nella maggior parte con fini dimagranti, che hanno come simbolo il carciofo, sottoforma di pastiglie, fiale, capsule, polvere, tè ecc. Molti integratori di estratto di carciofo si trovano fra i rimedi naturali avallati dai maggiori test clinici che accreditano la bontà del suo consumo. Lo stesso avviene con altri prodotti come i piselli, di cui trovate le informazioni in un altro post.

Del carciofo si utilizzano le sue foglie per ottenere il suo estratto ricco in cinarina, della quale si sono spiegate abbondantemente le sue proprietà. Oltre, alla cinarina, nella selezione degli estratti di carciofo entra la cinaropicrina, che fornisce un effetto eupeptico (favoritore della digestione) e stimolante dell’appetito. Questa doppia funzione è quella che condiziona il momento di assunzione di queste sostanze.

Prima di un pasto si comportano come stimolanti dei succhi gastrici (quello che si chiama comunemente “aprire l’appetito”), ma assunti durante o una volta terminato, prevarrà l’azione eupeptica, limitando la formazione di gas e migliorando in generale il processo di digestione. Un’interessante particolarità dell’estratto di carciofo risiede nella presenza di mucillagine nella sua formulazione, che al mescolarsi con acqua, genera sostanze colloidali che si traducono in un miglior transito del bolo alimentare nell’intestino.

Integratore in capsule di damiana

Per cosa e come assumere l’estratto di carciofo

L’estratto di carciofo si può utilizzare come diuretico naturale nei casi in cui sia consigliato rinforzare un trattamento che eviti la ritenzione di acqua e spingere la funzionalità dei reni. Si deve avere la precauzione, quando si stanno assumendo estratti di carciofo, di bere molta acqua e di ingerire l’energia necessaria per soddisfare adeguatamente le necessità caloriche dell metabolismo. Al contrario, questo si rallenterà ostacolando la perdita di peso se questo è l’obiettivo del suo consumo.

In quanto alle quantità ammissibili, le raccomandazioni più sensate indicano, per un adulto, l’assunzione di tre dosi quotidiane di 500 e 650 milligrammi di estratto standardizzato della foglia di carciofo, per un periodo di tempo di un mese o un mese e mezzo.

Programmare l’assunzione di un integratore di estratto di foglie di carciofo può essere la migliore alternativa non farmacologica per persone che, per la loro situazione clinica, richiedano sostanze: ad azione coleritica (stimolano la formazione della bile), ipocolesterolemiante (riducono i livelli di colesterolo), antidispeptica (migliorano la digestione), carminativa (favoriscono l’espulsione dei gas) e spasmolitica (controllano il dolore provocato dagli spasmi intestinali). Se vi sono studi clinici sui benefici degli integratori di estratto di carciofo, sono relativi alla diminuzione del colesterolo totale e del colesterolo LDL.

Studi sul suo valore

Può porsi come riferimento quello realizzato nel 2000 su 143 adulti, i cui livelli di colesterolo eccedevano ampiamente i limiti fisiologici. A questi si pianificò l’assunzione quotidiana di 1800 mg di un estratto di foglia di carciofo durante un periodo di sei settimane. Lo studio restiruì cifre molto significative di riduzione; in quanto al colesterolo totale, un 18,5%, in quanto al LDL, del 22,9%.

Senza dubbio, una efficacia paragonabile a quella attribuita ad alcune statine, sebbene queste manchino della squisita tolleranza dell’estratto di carciofo, che presenta effetti collaterali limitati. Ma non solo i livelli di colesterolo sono favoriti dall’azione dell’estratto di carciofo. Si deve parlare con la stessa enfasi degli effetti sull’ipertrigliceridemia (eccesso di trigliceridi nel sangue), frequente negli obesi, diabetici e pazienti con ipercolesterolemia, e un chiaro fattore predisponente di tromboembolie e pancreatiti.

Per il suo trattamento non farmacologico, è frequente ricorrere alla fitoterapia, a base di integratori di piante ricche in mucillagini, fra le quali rientra il carciofo. I medici consigliano spesso di prendere le capsule di estratto di carciofo mezz’ora prima dei pasti per permettere che venga assunto durante la digestione.

Cambiando argomento, vi è un campo nel quale possono ottenersi successi terapeutici con l’estratto di carciofo: il trattamento dell’emicrania, una sofferenza che colpisce una buona percentuale della popolazione, specialmente donne. Il suo interesse è come trattamento di fondo (deve evidenziarsi il suo impiego nelle crisi emicraniche).

L’estratto di carciofo sembra offrire evidenze come probiotico, cioè, stimolante della flora intestinale, per cui viene impiegato da parte di persone affette da stitichezza cronica o sindrome del colon irritabile.

Estratto di carciofo HSNessentials

Come distinguere integratori di estratto di carciofo buoni da quelli meno buoni

Una regola generale prima di acquistare un integratore a base di piante medicinali è assicurarsi bene di quale sia la sua origine. Sembra ovvio ricordare che qualsiasi prodotto di questo tipo deve aver prima superato i controlli dell’autorità sanitaria corrispondente; tuttavia è sempre opportuno farlo, in quanto la clandestinità è un campo che, purtroppo, è ancora frequentato da gente senza scrupoli.

Una questione che nemmeno bisogna ignorare è il contenuto dell’etichetta in quanto alla qualità degli ingredienti.

La formula indicherà ognuno dei principi attivi che contiene, qualcosa di fondamentale per evitare qualsiasi tipo di reazioni avverse come allergie o altre circostanze.

Comprando un integratore di estratto di carciofo, è importante assicurarsi della veridicità di questo ingrediente, visto che esistono preparati commerciali in teoria elaborati a partire da foglie di carciofo, ma il cui ingrediente principale è una miscela di diversi composti estranei. È importante anche la presentazione, in quanto questa condiziona l’efficacia dell’integratore, così come la quantità di prodotto necessaria affinchè eserciti il suo compito.

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Formati

La maggior parte degli estratti si suddividono fra capsule di gel e compresse. Le prime contengono estratto concentrato e disposto a mescolarsi in un breve lasso di tempo con i succhi digestivi; pertanto questa è la miglior formula per ottenere la massima precisione nelle dosi, in quanto sono rivestite da una copertura che fornisce all’incapsulato resistenza fisica per la liberazione controllata del contenuto.

Devono cercarsi sempre preparati che contengano un contenuto standardizzato di cinarina. Questa garantisce con esattezza un apporto costante dei principi attivi, specialmente la cinarina, nel cui caso si deve assicurare sempre l’apporto di 15mg al giorno.

Normalmente, gli estratti che circolano nel mercato vanno titolati al 5 o al 2,5% in cinarina e con una proporzione di 1:8 che vuol dire che la massa di estratto ottenuta è otto volte inferiore a quella della pianta utilizzata nella sua produzione.

Possibili combinazioni degli integratori di estratto di carciofo

All’interno degli integratori di carciofo focalizzati nello sviluppare azioni digestive, possono trovarsi formule combinate con zenzero, ottime per canalizzare le funzioni epatiche e gastriche. Molto consigliato è approfittare della sinergia del carciofo con il dente di leone per promuovere la depurazione dell’organismo, agendo come combinazione tonica epatica e eupeptica.

Buona attitudine dei carciofi, inoltre, nella formulazione di diete per combattere il grasso addominale. Fra quelli progettati per affermare le proprie proprietà diuretiche, in vista della purificazione dell’organismo e/o del dimagrimento, è frequente mescolare il carciofo con la coda di cavallo, un altro potente diuretico. Quelli orientati a correggere contemporaneamente la funzionalità epatica e abbassare il tasso di colesterolo, vengono generalmente in capsule di una composizione variegata, che possono includere, tra i possibili “compagni” dell’estratto di carciofi, gelso indiano, lino, fico d’india o tè verde.

Altre formulazioni miste molto abituali includono il ravanello nero, boldo, cardo mariano e finocchio.

Inoltre, alcune preparazioni incorporano come agente di arricchimento la colina, che dà ottime prestazioni nel perseguimento di una corretta funzionalità epatica e della vescica biliare.

Per l’estetica

Concluderemo facendo una menzione dell’applicazione dell’estratto di carciofo nella mesoterapia corporea; tecnica nella medicina estetica basata nell’applicazione intradermica di preparati farmacologici la cui finalità è lottare contro la cellulite e i depositi di grasso localizzati.

Funziona a base di soluzioni di estratto di carciofo con un supporto di acido ialuronico e di L-carnitina, che favoriscono la circolazione sanguignea e linfatica, contribuendo alla metabolizzazione dei trigliceridi. Concretamente, la L-carnitina interviene nel metabolismo degli acidi grassi assicurando, il loro trasporto ai mitocondri, gli organuli cellulari dove ha luogo la loro ossidazione.

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