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Il fungo Cordyceps: Cos’è e a cosa serve

Il fungo Cordyceps: Cos’è e a cosa serve

La miglior prova che l’apparenza inganna è che, se ti diciamo che il Cordyceps è un fungo parassita obbligato, può darsi che il concetto che hai su questo fungo tenda ad essere negativo. Bene, non c’è nulla di più lontano dalla realtà 

Infatti, il conosciuto come “tesoro tibetano“, è un fungo che è stato utilizzato da moltissimo tempo nella medicina tradizionale cinese per aumentare l’energia, per il trattamento delle malattie respiratorie e per aumentare il desiderio sessuale, tra alcuni dei benefici. L’obiettivo di questo post è mostrarti perché questo fungo è così ambito.

coltivazione cordyceps

Cos’è il ‘Cordyceps’?

È una specie di fungo appartenente all’ampia divisione degli ascomiceti (la  più popolosa del regno dei Funghi) che si divide in tre famiglie:  cordycipitaceae (di cui la principale specie è il Cordyceps sinensis), clavicipitaceae e ophiocordypitaceae.

Del genere Cordyceps fanno parte circa 400 specie, tra le quali si distinguono  ongisegmentis, larvicola, militaris e sinensis, quest’ultima oggetto della nostra analisi.

Questa specie, è conosciuta nel continente asiatico da milioni di anni per le sue sorprendenti proprietà curative ed è, senza dubbio, quello che gode di maggior popolarità e quello che, all’interno del suo genere, viene maggiormente sfruttato. È stato battezzato originariamente come yartsagumbu.

Come abbiamo accennato, si tratta di un fungo parassita obbligato e che ha bisogno di evolversi all’interno del corpo di diversi invertebrati, principalmente formiche, larve e ragni di cui si nutre con voracità fino a togliergli la vita.

Temibile per le formiche

Nel caso specifico delle formiche, le spore sparse lungo il sinensis aderiscono allo scheletro facendo in modo che, dodici ore dopo, cominci un deterioramento progressivo a causa dell’espansione del fungo all’interno dell’organismo, che le porta a una morte agonizzante. Questo processo crudele si produce senza necessità di lesionare nessun organo vitale.

Una volta che ha preso il controllo del cervello, le sottomette a una specie di “reset neurologico”, facendo sì che la formica perda il senso dell’orientamento e diventi erratica per ore. Il risultato?Non potrebbe essere più sorprendente per il Cordyceps, dato che mordendo il fungo stesso la mascella rimane bloccata e come conseguenza, muore paralizzata.

A questo punto inizia, sulla testa del cadavere dell’insetto, una crescita organica molto veloce che si conclude con un’ingente disseminazione di spore, che partecipano in un nuovo ciclo di parassitazione verso altri esemplari di formiche.

Per quanto riguarda il fenomeno che si produce nel corpo dei bruchi della specie Hepialus armoricanus (un insetto appartenente alla famiglia dei lepidotteri), e che si presetano nella fase larvale, ti spiegheremo questo affascinante processo più avanti.

cordyceps naturale dieta

Scopri l’habitat del ‘Tocheikasa’

Nonostante le circa 400 specie che conformano il genere Cordyceps possiedano una distribuzione comsopolita, la maggior parte sono autoctone dell’Asia, in particolare, dell’Himalaya, Giappone, Corea, China e parte del sudest asiatico. 

Se ci limitiamo alla varietà sinensis, il suo habitat è localizzato negli altipiani della cordigliera dell’Himalaya, che arriva fino alla regione del Tibet, il nord dell’India, Nepal e alcune province della Cina. Tuttavia, è presente anche negli Stati Uniti, Australia, Canada, Nuova Zelanda, Kenia, Russia e Tanzania.

In Tibet cresce in modo spontaneo sulle larve dei lepidotteri, ma la sua coltivazione e raccolta tradizionali, risultano costosi e hanno bisogno di tempo e mezzi di coltivazione specifici, per questo il suo prezzo è così elevato. Per questa ragione, sono stati implementati altri modi di produzione che permettono incrementare e commercializzare questo fungo in grandi quantità, dando accesso alle persone di tutto il mondo agli estratti e compresse.

Brevi note sulla crescita e coltivazione

Se ti dicessimo che il tempo necessario per terminare la crescia allo stato silvestre del Cordyceps sinensis è di 6 anni, insieme ai grandi benefici economici che produce il suo sfruttamento (come ti spiegheremo più avanti) capirai perché questa risorsa naturale è stata così sfuttata ed è arrivata ad essere catalogata dalle autorità cinesi come specie in pericolo d’estizione.

In questo contesto si spiega perché la maggior parte del Cordyceps commercializzato nel mondo procede da una coltura programmata. La metodologia seguita per ottenerlo impiega un mezzo solido e un mezzo liquido:

  • Nel primo caso, si può impiegare un substrato di cereali o fagioli di soia, anche se il metodo predominante in Cina (il paese di coltivazione per eccellenza) è la fermentazione allo stato liquido. Consiste nella formulazione di un mezzo liquido sterile in cui entrano in gioco la totalità degli ingredienti di cui ha bisogno per una crescita rapida.
  • Il secondo metodo, impiegato particolarmente in Giappone e Stati Uniti, prevede la fermentazione allo stato solido. Il micelio in questo caso può essere introdotto in sacchetti di plastica o contenitori di vetro, in cui viene utilizzato come substrato un cereale sterilizzato del grano, di solito riso, ma anche frumento e segale.

Un viaggio attraverso le origini e gli usi preventivi e terapeutici

Originariamente e durante diversi secoli, il fungo tibetano è stato considerato come una sostanza imprescindibile nella medicina tradizionale cinese, come rimedio per il trattamento di problemi di salute legati all’apparato respiratorio, epatico, cardiaco o renale.

Nonostante ciò, e al di là delle sue indiscutibili proprietà curative, veniva usato come argomento per giustificare o spiegare la soprendente logevità che caratterizza la popolazione cinese, così come la sua miglior tolleranza alla stanchezza e il maggior rendimento nei lavori che comportano uno sforzo fisico.

Inoltre, le fonti filosofiche cinesi hanno diffuso l’idea che storicamente il Yasra Gumba si comporta come un fattore di equilibrio tra copro e anima, attribuendogli capacità di recupero dell’armonia tra gli organi del corpo, idee che godono di piena accetazione da parte delle conoscenze mediche.

Durante secoli, l’assunzione di Cordyceps è stata considerata un privilegio riservato alle classi d’elite, finché, con l’arrivo degli anni 80 del secolo scorso, ci fu un punto di svolta che lo convertì in oggetto di attenzione da parte della comunità scientifica internazionale.

coltivazione in casa cordyceps

Alcune curiosità sul ‘tesoro tibetano’

Sono molti i benefici medicinali che hanno fatto in modo che questo umile fungo parassita diventasse il centro dell’attenzione ed elevasse il suo status a gioiello medicinale. Per questo motivo, abbiamo pensato che fosse utile raccontarti alcune curiosità.

Perché si parla di Cordyceps come il ‘tesoro tibetano’?

Perché il Cordyceps sinensis è uno dei rimedi naturali più popolari della medicina tradizionale asiatica. In virtù di quanto raccolto nel volume “Wild edible fungi- A global overview of their use and importance to people” della FAO, quello di cui ci occupiamo e un  fungo che si “mangia” solo ed esclusivamente per i suoi benefici per la salute.

Rimani sull’idea che si tratta una risorsa eccezionale sia per il valore delle sue proprietà medicinale sia per gli impressionanti benefici economici che apporta ai suoi raccoglitori.

Sapevi che vale di più che il suo peso in oro?

Le qualità del Cordyceps sono così apprezzate che è noto che si tratta di un medicinale di così alto valore che vale di più del suo peso in oro. Può addirittura arrivare a triplicarlo.

Alcune fonti consultate affermano che uno solo esemplare può arrivare a costare circa due euro in un mercato locale e che il suo valore può moltiplicarsi per quaranta nei mercati specializzati.

Il risultato di un processo biologico affascinante

In Asia, è noto con il nome di “verme d’inverno e pianta d’estate”, un nome che allude al suo sviluppo e fruttificazione.

Quindi, d’estate le spore del fungo invadono i bruchi di molteplici specie di lepidotteri molto diffusi nei pascoli degli altipiani dell’Himalaya, a più di 3.800 metri sul livello del mare.

Durante l’inverno, le larve che contengono il fungo rimangono sepolte sotto terra per l’ibernazione, mentre il micelio ne invade il progressivamente il corpo.

L’arrivo della primavere porta con se la riattivazione del micelio del fungo, che comincia a fruttificare, assumendo una forma cilindrica e allungata in cerca di luce solare. 4 centimentri di longitudine è la misura che può raggiungere un esemplare di Yarcha Gumba.

Molti nomi per un solo ‘Cordyceps sinensis’

Nonostante il suo nome scientifico sia Cordyceps sinensis, la realtà è che riceve diverse denominazioni. Puoi sentirne parlare in diversi modi, ma… Tutti parlano dello stesso!

  • Denominazioni locali: Yasra gumba, Yarcha gumba
  • Denominazioni comuni in Nepal: Jeera jhar, Jeevan buti, Keeda ghass, Chyou kira, Sanjeevani bhooti
  • Denominazione comune in Cina: Dong Chong xi cao
  • Denominazioni comuni in Giappone: Tocheikasa o TochuKaso
  • Denominazione in inglese: Caterpillar fungus

In questo senso bisogna puntualizzare che, anche se nel linguaggio quotidiano Cordyceps sinensisyartsagumbu vengono considerati concetti equivalenti, se ci riferiamo al significato tecnico, sono due cose diverse.

Per yartsagumbu si intente il risultato della relazione parassitaria tra l’insetto  Hepialus armoricanus (lepidottero dell’ Himalaya) e il Cordyceps sinensis, che giustifica un termine più complesso che la semplice denominazione di fungo del Tibet.

Che ruolo giocano i ‘jaks’ nella sua storia?

Le proprietà energizzanti del Cordyceps sono relazionate con il pascolo in Tibet. La leggenda narra che, con l’arrivo della primavera e i primi disgeli, era possibile per i pastori raggiungere zone di montagna molto elevate, con lo scopo di nutrire il bestiame con erba fresca, così come con l'”erba marrone” che venne successivamente identificata con il Cordyceps sinensis.

Dopo l’ingestione, i pastori presero nota del fatto che le loro yaks, pecore e capre, erano più forti e robuste. In più, sembrava che il loro comportamento fosse simile al periodo in cui sono in calore. Così, i primi impieghi medicinali di questo fungo si relazionano ad una migliore capacità riproduttiva e vitalità del bestiame.

Scopri le prime fonti sulle sue proprietà medicinali

Tra le circa 400 specie conosciute, la varietà sinensis è una delle più apprezzate e con maggior uso nella medicina tradizionale.

Come fungo tradizionale, troviamo i primi riferimenti nella dinastia Qing in Cina. Nello specifico, stiamo parlando del trattato Ben-Cao-Cong-Xin, tradotto come “Nuova Raccolta in Materia Medica” nel XVIII secolo.

In Occidente, i primi riferimenti appertengono a gesuita e storico francese Du Halde, che sperimentò in prima persona gli effetti tonico-rinvigorenti e decise di condividerli con il mondo.

studio workspace

Pù di 2.000 articoli scientifici avallano le sue proprietà

Se si può dire qualcosa sul Cordyceps è che si tratta del fungo medicinale più studiato. Per fare un esempio, durante gli anni 80 sono stati più di 2.000 gli articoli scientifici scritti al riguardo.

Un’alta percentuale di questi è servito per determinare le proprietà a livello renale, genitourinario, epatico, immunitario, respiratorio ed energetico.

A cosa serve ‘Yarcha gumba’?

Il ricorso al Cordyceps è stato ampiante utilizzato nella medicina tradazionale tibetana e cinese per secoli. Questo non significa che la società occidentale sia rimasta al di fuori, infatti, l‘industria farmaceutica multinazionale ha utilizzato i suoi contatti per integrarlo tra le sue materie prime più pure. In questo senso, costituisce la base di alcuni farmaci con un alto valore terapeutico come alcuni destinati a combattere il cancro o l’AIDS, per esempio.

Ma da dove proviene l’incredibile potere terapeutico di questo essere vivente così particolare? Partendo dalla base che la lista dei suoi componenti farmacologicamente attivi è ancora aperta, vogliamo citare i componenti che sono stati catalogati come principi attivi del micelio del fungo: la cordicepina e l’acido cordiceptico.

La cordicepina veniva estratta anticamente dalla varietà militaris e al giorno d’oggi si sintetizza a livello industriale con lo scopo di soddisfarre la crescente domanda del mercato.

Il suo componente principale è conosciuto a livello chimico come 3-deossiadenosina, e possiede una serie di meccanismi che le permettono agire, a volte in modo determinante, in diversi processi chimici che si relazionano con l’infiammazione, le metastasi tumorali, l’aggregazione piastrinica nella coagulazione del sangue, la segnalazione cellulare, la morte cellulare o apoptosi, ecc.

Nonostante il suo principio attivo sviluppi meccanismi propri di un antibiotico naturale, i suoi effetti si estendono ad un catalogo di funzioni organiche più estese.

Queste sono le sue principali proprietà per la salute

  • Esercita un‘azione antivirale, in modo particolare contro il virus responsabile dell’AIDS
  • Modula il sistema inmunitario, al tempo stesso stimola la produzione di  interferone (antivirale naturale) e delle citochine (mediatrici)
  • Stimola la funzione cardiaca e la ventilazione polmonare, facendo in modo che la respirazione sia più efficiente  
  • Regola i livelli di colesterolo e dei trigliceridi nel sangue, riducendo il colesterolo LDL o “colesterolo cattivo”
  • Protegge le funzioni epatiche e renali
  • Frena la protein-chinasi, proteine che intervengono in risposta ai segnali chimici e fisici che ricevono dalle cellule
  • Agisce sul sitema nervoso centrale, con forte tendenza antidepressiva e antistress, è considerato un adattogeno 
  • Diminuisce la pressione arteriosa 
  • Incrementa la resistenza all’astenia e alla fatica
  • Aiuta a combattere il fastidioso ronzio ricorrente nelle orecchie, chiamato acufene.
  • Stimola la libido e migliora la fertilità
  • Rimedio efficace contro l’anemia
  • Potrebbe essere un agente anti metastasi in alcuni tipi di cancro, ma non ci sono ancora studi sufficienti che lo dimostrino, la ricerca è ancora in corso di realizzazione

Scopri molto di più sui benefici del Cordyceps sul tuo organismo e il ruolo che gioca nello sport, nel post che abbiamo realizzato al riguardo. Clicca sul link per leggerlo.

raccolta cordyceps

Qual è il suo profilo biochimico?

L’insieme degli attributi che possiede il Cordyceps, procede da un elenco di principi attivi che sono sostanziali nella sua composizione chimica.

Prendi nota dei principali! 

  • Cordicepina (0,28 %)
  • D-manitol o acido cordiceptico (8 %)
  • Enzima antiossidante superossido dismutasi
  • Vitaminas B1, B2 e E
  • Beta-carotene (precursore della vitamina A)
  • Ergosterolo (precursore della vitamina D)
  • Macrominerali e oligominerali come zinco, manganese, selenio, cromo, fosforo e potassio.
  • Polisaccardi funzionali come i beta glucani (eccelenti stimolatori del sistema immunitario) , galattomannani (fibra solubile destinata a ritardare l’assorbimento del glucosio e del colesterolo) e proteoglicani (permettono la comunicazione tra la cellula e l’ambiente)

Particolarmente rilevante, l’enzima conosciuto con la sigla SOD ovvero l’enzima superossido dismutasi, che agisce in due direzioni:

  • Ostacolare la degradazione dei lipidi che integrano la guaina mielinica dei neuroni
  • Inibire l’attività della monoamino ossidasi, enzimi resposabili del mascheramento di alcuni neurostrasmettitori, con un coinvolgimento chiave nel nel funzionamento del sistema nervoso, come la serotonina.

D’accordo con queste funzioni, questo enzima costituisce un’arma per combattere il deterioramento delle funzioni neurologiche con un impatto positivo sullo stato d’animo.

Si conoscono effetti collaterali?

Per prima cosa, il grado di tolleranza dell’organismo al Cordyceps è piuttosto elevato, quindi non esiste un elenco significativo di effetti collaterali, sempre se si effettua una supplementazione quotidiana nella dieta.

Inoltre, nel caso di intolleranza, si tratterebbe di sintomi lievi che includono diarrea, nausea e secchezza della bocca, che di solito rientrano in tempi brevi.

E contraindicazioni?

Un’altra cosa sono le controindicazioni. Per esempio, se stai seguendo un trattamento a base di sostanze psicotrope, broncodilatatori o anticoagulanti o stai assumendo serotonina, devi consultare il tuo medico sulle possibili interferenze prima di inziare l’integrazione con Cordyceps.

Ci sono indizi sul fatto che il suo principio attivo più rilevante, ovvero la cordicepina, può interferire con farmaci antitrombotici, quindi prima di prenderli, dovresti evitare il consumo di integratori di fungo tibetano.

Qualcosa di simile accade nell’ambito delle difese organiche, dato che interviene nel funzionamento del sistema immunitario in modo notevole, quindi la sua integrazione è sconsigliata nei casi di somministro di farmaci immunosoppressori.

Sei incinta e in periodo di allattamento? Allora dovrai tenerti alla larga dal suo consumo, per prudenza non potendo garantire l’inncuità del supplemento. Lo stesso vale per i bambini al di sotto di 12 anni.

Come assumere le capsule di questo fungo parassita?

Il sistema abituale per beneficiare del repertorio di proprietà del Cordyceps è sotto forma di integratore dietetico a base dell’estratto del micelio.

La quantità raccomandata sembra essere intorno ai 1,5 g al giorno del citato estratto di micelio.

Prova a prendere una capsula durante i tre pasti principali (per evitare di avere lo stomaco vuoto), con mezzo bicchiere d’acqua. Per alcuni formati, che contengono la sostanza attiva cordicepina, è stata stabilita una dose di 120 miligrammi al giorno per una persona adulta di 70 kg di peso.

Ti mostriamo le combinazioni che funzionano meglio

Il Cordyceps, come abbiamo già detto, possiede un interessante ventaglio di proprietà benefiche per l’organismo, ma che ne pensi del suo impiego in sinergia con altre sostanze?

Annota le migliori combinazioni!

  • Con Reishi e ginseng. Sappi che nel mondo dei rimedi naturali è stato battezzato come “il trio imperiale”; la potenza sinergica e l’azione disintossicante, è presente nei tre ingredienti in grande scala.
  • Con Ginkgo biloba. Non troverai miglior alleato insieme al Cordyceps in quanto all’effetto di rallentamento nel processo d’invecchiamento cellulare. Inoltre, entrambi possiedono una solida permeabilità alla membrana cellulare, cruciale nella prevenzione della malattie degenerative.
  • Con astragalo. L’astragalo e il Cordyceps, formano una combinazione ottima nel trattamento di malattie renali.
  • Con miele d’acacia. Combina il Cordyceps (preferibilmente procedente da coltivazione biologica), con miele d’acacia, per concentrarsi sul recupero in situazioni di logoramento.

Tesoro tibetano, fungo parassita o Viagra del Tibet. Non importa come chiami il Cordyceps sinensis, l’importante è beneficiarsi di questo gioiello naturale a cui ogni giorno vengo attribuite maggiori proprietà terapuetiche, finalmente ad un prezzo accessibile!

Referenze bibliografiche e studi:

    Valutazione Cordyceps

    Rinforzo sistema immunitario - 100%

    Aumento della Libido - 100%

    Efficacia - 100%

    Combinazioni - 100%

    100%

    Valutazione HSN: 5 /5
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