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Isoflavoni di soia – Un rimedio naturale per la menopausa

Isoflavoni di soia – Un rimedio naturale per la menopausa

Gli isoflavoni di soia formano un blocco di sostanze dotato di una struttura analoga a quella del principale gruppo di ormoni sessuali della specie umana, gli estrogeni.

Cosa sono gli isoflavoni di soia?

Uno dei tesori che nasconde questa pianta dalle mille sfaccettature è la ricca presenza nella sua composizione chimica dei cosiddetti isoflavoni, i quali sono in larga misura i responsabili della sua azione biologica:

  • Genisteina
  • Daidzeina
  • Gliciteína

Va ricordato che la soia, scoperta dai primi antenati della civiltà cinese, costituisce una delle fonti più significative di proteine per l’alimentazione umana.

La sua coltivazione è di origine asiatica. La sua fama iniziò in America nel XIX secolo. Attualmente, Brasile e Argentina sono i due principali produttori di questa pianta.

Le due guerre mondiali paralizzarono la somministrazione di olio di cocco e di palma dall’oriente. Questo ha fatto si che la soia si convertisse in una pianta oleoginosa.

Coltivazione della soia

Da dove provengono gli isoflavoni di soia

Chimicamente, gli isoflavoni rientrano nel grande gruppo dei polifenoli, composto da più di 6.000 sostanze la cui posizione naturale è strettamente legata al regno vegetale, essendo ampiamente dispersi in specie botaniche di tipo e origini molto varie.

L’interesse di questo complesso chimico per la ricerca di applicazioni e benefici sulla salute umana risiede nel fatto che non sono pochi quelli che gli si attribuiscono, in misura maggiore o minore, la capacità fitoestrogena, una condizione che consente loro di essere riconosciuti all’interno dell’organismo come molecole equivalenti agli estrogeni femminili.

Come consumare gli isoflavoniIsoflavoni di soia ed estrogeni

Gli estrogeni sono ormoni sessuali steroidei (così chiamati perché derivano principalmente dal colesterolo), principalmente sintetizzati nelle ovaie ma anche nelle ghiandole surrenali (due capsule situate accanto a ciascun rene di enorme importanza endocrina), per cui l’uomo le possiede anche.

La funzione di base degli estrogeni è quella di delineare lo sviluppo delle caratteristiche sessuali secondarie delle donne, come la crescita del seno, l’allargamento dei fianchi, la maggiore acutezza del tono della voce o lo scarso sviluppo dei follicoli piliferi.

In sostanza, è dovuto agli estrogeni che una donna sia riconoscibile come tale grazie alla sua morfologia.

Inoltre, è stata descritta una relazione diretta tra i casi di infertilità femminile e un basso tasso di sintesi degli estrogeni, la cui scarsità, a quanto pare, può favorire la genesi dei tumori, specialmente del seno.

Da dove provengono gli isoflavoni di soia

Proprietà degli isoflavoni di soia

A grandi linee, gli isoflavoni si comportano come antiossidanti a livello delle membrane cellulari e contribuiscono alla riduzione dell’intensità dei sintomi caratteristici della menopausa e della postmenopausa.

Nel suo stato naturale, all’interno dei tessuti della pianta, gli isoflavoni mancano di attività biologica. Una volta ingeriti attraverso alimenti o integratori alimentari, i batteri che compongono la microflora dell’intestino tenue utilizzano i loro enzimi per frazionare le molecole e trasformarle.

Tuttavia, la rapida scadenza degli effetti biologici di queste sostanze deve essere presa in considerazione, poiché dopo un massimo di sette o otto ore lasciano il flusso sanguigno per essere espulse dal corpo.

Questa brevità della loro sopravvivenza richiede un contributo continuo se si vuole ottenere un beneficio duraturo delle sue proprietà; Per questo, si consiglia di prendere due o tre dosi al giorno.

Funzionamento nell’organismo

Data la loro capacità di agire selettivamente sui diversi recettori degli estrogeni (alfa e beta), gli isoflavoni di soia coinvolti principalmente negli organi e tessuti dove predominano i recettori di tipo beta, come nel caso del sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spinale), l’osso e le pareti delle arterie.

Per il loro potente effetto antiossidante, alcune ricerche sono arrivate a compararli con quelli della vitamina E. Tra questi, genisteina e daidzeina sono i più importanti.

Questa proprietà da un lato, si aggiunge alla precedente, in quanto impediscono l’ossidazione delle LDL e delle foam cells (modifiche cellule muscolari della parete arteriosa e macrofagi che sorgono quando comincia la la formazione di placche aterosclerotiche). D’altra parte, questo potere antiossidante proietta i suoi benefici sulla genesi del cancro, quindi potrebbero avere un’influenza sulla sua prevenzione.

Cosa sono gli isoflavoni di soia

Capacità di inibizione enzimatica

È possibile assegnare agli isoflavoni, sebbene con carattere residuale, un’azione anti-cancerogena, fondamentalmente promossa dal bloccaggio di tre enzimi:

  • Tirosina-chinasi: la sua inibizione è un precursore di un analogo effetto sull’espressione di alcuni oncogeni e della scomparsa di alcuni specifici recettori dei fattori di proliferazione cellulare, come quelli della crescita tumorale.
  • Topoisomerasi II. Gli isoflavoni inducono la morte delle cellule cancerogene dopo l’integrazione chimica nel complesso DNA-topoisomerasi II.
  • Aromatasi: inibendola, impedisce la sintesi del 17-beta-estradiolo (un estrogeno) a partire dal testosterone, che agisce come un freno all’attivazione di tumori ormono-dipendenti, come quello del seno.

Benefici degli isoflavoni di soiaBenefici degli isoflavoni di soia

Menopausa

Il miglioramento dell’assorbimento del calcio è una delle più segnalate proprietà degli isoflavoni di soia

Con l’arrivo della menopausa, sono due i fenomeni principali che si verificano nel corpo della donna, si sospende la produzione di ovuli nelle ovaie e decade significativamente la sintesi di estrogeni.

Queste modifiche portano implicitamente, nella maggior parte dei casi in misura maggiore o minore, la comparsa di una serie di fenomeni biologici e psichici: ritenzione idrica, sudorazione intensa, vampate di calore, secchezza delle mucose, mal di testa frequenti, irritabilità, instabilità emotiva e difficoltà a dormire, tra gli altri.

A causa di questi cambiamenti ormonali, è necessario affrontare alcune linee guida nutrizionali, in quanto durante il climaterio la donna vede aumentato il rischio di soffrire di osteoporosi, alterazioni del profilo sanguigneo di lipidi e colesterolo e arteriosclerosi, a cui si aggiunge una tendenza all’aumento di peso.

Gli isoflavoni di soia hanno riservato un ruolo davvero notevole nella dieta speciale che seguono le donne in questo periodo.

Benefici per la menopausa

Funzionamento durante la menopausa

La loro proprietà di soppiantare l’identità degli estrogeni gli conferisce, ad esempio, il potere di fermare una delle conseguenze più preoccupanti della menopausa, la decalcificazione ossea, anticamera dell’osteoporosi.

Lo fanno impedendo la mobilizzazione del calcio dalla matrice dell’osso (come costituenti essenziali dell’idrossiapatite), e allo stesso tempo impediscono il blocco dell’assorbimento di questo minerale, che risulta essere un’altra conseguenza della caduta del livello di estrogeni circolanti.

Ma, in generale, aiutano a combattere i segni esterni della menopausa grazie a questa funzione compensativa della riduzione di estrogeni inerente questo stadio. Di conseguenza, è durante il periodo climaterico quando gli isoflavoni sono più indicati, così come l’aumento dell’apporto di calcio e vitamina D.

Isoflavoni di soia per le donneMalattie cardiovascolari

Uno dei pericoli che si nascondono con l’arrivo della menopausa è la maggiore incidenza di disturbi di tale natura.

Su questa linea, è noto che gli isoflavoni tengono a bada i livelli di LDL (noto come “colesterolo cattivo”) e colesterolo totale nel sangue, oltre a contribuire a normalizzare il profilo di trigliceridi, che si traduce in una conseguente diminuzione del rischio di soffrire di arteriosclerosi.

Apparato osteoscheletrico

Si basa su un’azione anabolizzante (cioè, la sfaccettatura “creativa” del metabolismo) sull’osso, stimolando la proliferazione delle cellule osteoblastiche (responsabili della formazione di matrice ossea) e allo stesso tempo proteggendole dal danno ossidativo causato dai radicali liberi.

La sua azione si completa con un aumento della sintesi del DNA e del collagene e ostacolando la funzione degli osteoclasti (cellule responsabili del riassorbimento della matrice ossea, contrari nella loro funzione agli osteoblasti).

Isoflavoni di soia e acido ialuronico

Sintesi di acido ialuronico

Gli isoflavoni di soia stimolano la sintesi di acido ialuronico, un polisaccaride essenziale nella struttura dell’epidermide la cui abbondanza migliora l’aspetto della pelle, in quanto frena il consumo di collagene ed elastina, le due proteine strutturali del tessuto cutaneo. In breve, la maggiore formazione di fibre elastiche rallenta la proliferazione di rughe e linee di espressione sulla pelle.

Sistema immunitario

Gli isoflavoni rappresentano un rinforzo del sistema immunitario, che è una conseguenza dell’intensificazione dell’attività dei globuli bianchi e dei macrofagi.

Questi ultimi agiscono come purganti dell’organismo di tutto ciò che riconoscono come estraneo allo stesso, mentre i primi, chiamati anche leucociti, sotto diversi meccanismi a seconda del tipo di cui si tratti neutralizzano i microrganismi invasori, memorizzando nella loro memoria cellulare la composizione antigenica di questi per raddoppiare i loro sforzi in possibili aggressioni future.

Studi sull’Alzheimer

Esistono aperte diverse linee di ricerca in relazione alla possibilità di prevenire il morbo di Alzheimer nelle donne in postmenopausa, su cui gli scienziati trattano importanti indizi circa il fatto di poter attenuare i cambiamenti cerebrali associati a questo disturbo degenerativo.

Accumulo di grasso

Con la menopausa, la donna sperimenta una tendenza ad accumulare grasso, e in particolare in due punti: nel fegato, dove avviene la steatosi epatica (certo grado di ingrassamento di questo organo) e nel tessuto adiposo, dove si concentra il grasso chiamato bruno destinato al mantenimento della temperatura e che è la causa dell’aumento di peso.

In relazione a quest’ultimo aspetto, comunemente si associa l’arrivo del climaterio alla necessità di mantenere il peso sotto controllo in modo da non ingrassare. La lecitina di soia, uno dei prodotti derivati da questo legume ad alta concentrazione di isoflavoni, può essere un importante aiuto per fermare questa tendenza ad aumentare di peso. Può essere consumato in compresse o capsule.

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Benefici per l’uomo

Non dobbiamo dimenticare che, per quanto riguarda il sesso maschile, anche gli isoflavoni apportano il loro granello di sabbia. Come? Da una parte, riducendo il rischio di soffrire di cancro alla prostata e di sopprimere fattori predisponenti di infarti.

Questi effetti vanno inseriti nella fase conosciuta come andropausa, in cui la sintesi degli ormoni sessuali conduce a determinati cambiamenti fisiologici che interessano in modo particolare il cuore e il sistema circolatorio.

Come assumere gli isoflavoni di soia

Quando si pianifica il loro consumo attraverso la dieta, la differenza tra la soia e il resto delle leguminose è abbastanza consistente, dal momento che mentre cento grammi di soia apportano più o meno 300mg di isoflavoni, di altri legumi sarebbero necessari tre chili per raggiungere questa cifra.

Per quanto riguarda la resa nutrizionale dei suoi isoflavoni, possiamo anche riflettere il sensibile contrasto tra la soia integrale o i germogli e l’olio di soia e le varietà alimentari di soia fermentata, perché in quest’ultimo caso il loro assorbimento è molto più efficiente e i suoi effetti più evidenti. Tra queste varietà, il tempeh (fermentazione della soia di provenienza indonesiana) o il tamari (autentica salsa di soia) sono i suoi massimi esponenti.

I fitoestrogeni, che abbondano in una moltitudine di alimenti vegetali, si dividono in diverse categorie, come i lignani (presenti nei semi di lino e pane di cereali integrale), gli isoflavoni della soia (costituenti anche di tè verde e tè rosso), i cumestani dei legumi e gli indoli in cui sono ricchi i cavoli e le altre verdure crocifere. Se dovessimo fare una lista di alimenti ricchi di fitoestrogeni, da questa non potrebbero essere assenti il sedano, l’aglio, i cereali (riso, avena, grano…), i legumi (fagioli, piselli…), alcuni frutti (mele, ciliegie…), alcune verdure (carote, broccoli…) e anche semi (zucca, sesamo…).

Isoflavoni di soia per il periodo della menopausa

Provenienti da altri alimenti

Gli isoflavoni possono anche essere consumati attraverso altri alimenti che li contengono per addizione nel processo tecnologico di lavorazione, come nel caso del latte, dei succhi o degli yogurt arricchiti.

In ogni caso, le società scientifiche di ginecologia e menopausa raccomandano un consumo giornaliero di isoflavoni in una forchetta compresa tra 40 e 80mg. Supponendo che i fitoestrogeni mostrano i loro primi segni organici a partire da 8-10 settimane dall’inizio del consumo, è possibile dedurre l’importanza di pianificare una assunzione sostenuta evitando trattamenti d’urto con risultati a breve termine.

Per quanto riguarda il modo di consumarli, è preferibile assumerli durante i pasti, anche se non si deve trascurare la possibile interferenza nel loro assorbimento di una dieta ricca di fibre.

Integratori di isoflavoni di soia

Non si può trascurare il fatto che essendo stato recentemente attribuito un importante elenco di proprietà salutari agli isoflavoni di soia, sia l’industria nutraceutica chee alimentare hanno lanciato nuove linee di produzione per sfruttare appieno le potenzialità di questi composti. Infatti, nel mercato è comune trovare diversi tipi di integratori alimentari con etichette accattivanti iche fanno riferimento al loro arricchimento in isoflavoni.

Indipendentemente dall’assunzione attraverso la dieta, in molti casi può essere necessario rifornirsi di isoflavoni inclusi in integratori nutraceutici, cioè, presentazioni a base di compresse o capsule con elevata concentrazione di principio attivo, ma sempre sotto controllo medico.

Integratori di isoflavoni di soia

Controindicazioni degli isoflavoni di soia

  • Allergie: Come qualsiasi altro alimento o sostanza chimica che viene a contatto con il corpo, è probabile che gli isoflavoni inneschino reazioni allergiche in individui ipersensibili a qualcuno dei suoi componenti. Nonostante la sua scarsa casistica, è la controindicazione per la quale viene descritta la maggiore incidenza.
  • Ipotiroidismo: il suo consumo tra coloro che soffrono di questo disturbo endocrino e che sono sotto trattamento contro di esso è sconsigliatp, in quanto potrebbero svolgere un’azione depressiva sull’attività della ghiandola tiroide e, di conseguenza, neutralizzare gli effetti del farmaco. In generale, si può dire che gli isoflavoni tendono a causare una perdita di iodio non irrilevante, quindi è sempre consigliabile accompagnarli con un integratore contenente questo minerale, che, a sua volta, è caratterizzato dalla sua scarsa presenza nella nostra dieta.
  • Essere sottoposto ad un trattamento antitumorale: gli isoflavoni di soia possono interferire con l’azione dei farmaci indicati per combattere il cancro al seno. In particolare, potrebbero annullare l’azione del tamoxifene.
  • Essere sottoposto ad un trattamento ormonale di qualsiasi tipo.
  • Nelle adolescenti può essere una ragione di disturbi nel ciclo ovarico, qualcosa che può essere accentuato se si consuma contemporaneamente alcool.

Effetti collaterali degli isoflavoni di soia

Il consumo di isoflavoni di soia non è esente dai rischi di effetti collaterali, soprattutto sotto forma di disturbi gastrointestinali come diarrea o flatulenza.

Non è escluso che eserciti determinate interferenze nei processi di assorbimento di alcuni minerali, in particolare di zinco e ferro.

In quelle persone che mantengono buoni livelli di estrogeni, può causare tiroidite e di conseguenza, gozzo. Questo tipo di rischio è ridotto al minimo se il modo di ingerire gli isoflavoni proviene da alimenti fermentati come quelli sopra menzionati.

Gli isoflavoni inibiscono i recettori dell’enzima tirosin-chinasi, che, come è stato dimostrato in cellule del tessuto adiposo di cavie da laboratorio, potrebbero contrastare gli effetti dell’insulina nei tessuti che richiedono l’intervento di questo ormone.

Anche se finora non v’è alcuna prova attendibile che gli isoflavoni siano stati un fattore causante dei quadri di iperglicemia in persone affette da diabete mellito, non si esclude un effetto cronico di possibile resistenza all’azione dell’insulina.

L’adozione di una linea guida per l’integrazione con isoflavoni di soia dovrebbe essere supervisionata da uno specialista che valuti la reale necessità di trattamento e la dose raccomandabile.

Combinazione olio di enotera e isoflavoni di soia

Isoflavoni di soia e olio di enotera

Grazie alla sua ricchezza in fitoestrogeni, è stato dimostrato che l’olio di enotera è un coadiuvante della produzione di sostanze simili agli ormoni sessuali, che gli conferisce la capacità di controllare i sintomi della menopausa.

In particolare, i semi di enotera sono un eccellente substrato per uno degli acidi grassi essenziali della serie Omega 6, l’acido gamma-linoleico (in breve, GLA).

Un’assunzione regolare di 250 milligrammi di olio di enotera assicura un livello di GLA sufficiente a prevenire malattie cardiovascolari e sclerosi multipla. E farlo in combinazione con gli isoflavoni di soia dà origine a un duplice beneficio: equilibrare i livelli ormonali in modo naturale e mitigare le fastidiose vampate di calore tipiche del climaterio.

Trifoglio rosso

Una medicina a base di erbe che associa il trifoglio rosso e gli isoflavoni di soia si è dimostrata un rimedio efficace contro i sintomi della menopausa. Numerosi studi supportano il miglioramento della qualità della vita e in particolare nelle donne in postmenopausa.

Nell’ambito della menopausa, riduce drasticamente l’intensità e la frequenza delle vampate di calore, nonché l’ipersudorazione, mentre d’altra parte è un regolatore del profilo lipidico del sangue.

Fonti Bibliografiche

Link Correlati con la tematica:

Valutazione Isoflavoni di Soia

Similitudine con gli estrogeni - 100%

Benefici durante la menopausa - 100%

Come prenderli - 99%

Efficacia - 100%

100%

Valutazione HSN: 5 /5
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