Vitamina B12 – Cos’è, Proprietà, A Cosa Serve…

Vitamina B12 – Cos’è, Proprietà, A Cosa Serve…

Se dubiti di avere una carenza di vitamina B12, non sei l’unico. Infatti, studi recenti hanno dimostrato che un adulto su quattro ha un deficit di questa vitamina essenziale, ovvero circa la metà della popolazione registra livelli inferiori a quelli raccomandati. 

In primo luogo è importante evidenziare che una carenza di vitamina B12 può avere gravi conseguenze sulla salute. In questo senso, gli integratori alimentari sotto forma di preparati di vitamina B12, rappresentano uno strumento utile e, in molti casi, necessario per risolvere la carenza.

Indice

Cos’è la vitamina B12?

Per iniziare, la vitamina B12 è una vitamina essenziale per l’organismo. Si tratta di una vitamina solubile in acqua, che partecipa in diverse funzioni nell’organismo, soprattutto nella produzione di globuli rossi e nel funzionamento del sistema nervoso. La vitamina B12 viene assorbita assorbita attraverso gli alimenti che mangiamo.
La vitamina B12 è presente solo negli alimenti di origine animale. Di conseguenza, vegani e vegetariani sono più a rischio di soffrire una carenza di questa vitamina. Qualcosa di simile accade negli anziani, poiché la capacità di assorbire e utilizzare correttamente la vitamina B12 dal cibo che consumano è inferiore.

La carenza di vitamina B12 si genera in modo lento e inavvertito

La vitamina B12, nota anche come cobalamina, è solubile in acqua. Ma a differenza di altre vitamine idrosolubili, la B12 non viene escreta rapidamente attraverso l’urina.

La vitamina B12 viene immagazzinata nel fegato, nei reni e nei tessuti dell’organismo. Per questo motivo, la sua carenza può passare inosservata per anni, poiché il suo approvvigionamento dipende dalla dieta e dalla capacità di ogni persona di assorbire la vitamina in modo efficiente.

Il ritardo nel riconoscere la carenza di vitamina B12 può rappresentare un problema serio, in quanto dopo circa sette anni di carenza di vitamina B12, si possono riscontrare danni cerebrali irreversibili.

La vitamina B12 viene definita la vitamina dell’energia, e il corpo ne ha bisogno per sviluppare in modo ottimale molte funzioni vitali.

Tali funzioni comprendono: sintesi del DNA, produzione di energia, formazione di globuli rossi e mielina (la mielina protegge le terminazioni nervose e consente la comunicazione tra queste).

Effetti della vitamina B12

La vitamina B12 è una vitamina particolare. Con riferimento a questa caratterista, si tratta di una vitamina che non solo è la  più grande e complessa, ma anche perché contiene contiene un solo elemento metallico: il cobalto. Si tratta di uno degli elementi più rari, ed è quello che dà alla vitamina B12 il suo nome chimico, cobalamina.

La vitamina B12 non viene prodotta da nessun organismo e deve quindi essere introdotta attraverso la dieta. La fonte primaria di vitamina B12 è la vitamina B12, ciò significa che deve viene assorbita attraverso l’ingestione di alimenti di di origine animale. Pertanto, le diete vegane dovrebbero essere integrate con integratori di vitamina B12 per prevenire la carenza di vitamina B12.

La vitamina B12 era nota soprattutto per le sue proprietà curative nel trattamento dell’anemia. È ormai noto che ha anche altre funzioni vitali nell’organismo.

La vitamina B12, convertibile e multifunzionale

La vitamina B12 viene assorbita attraverso la dieta ed esclusivamente nell’ileo, l’ultima parte dell’intestino tenue. A causa delle sue enormi dimensioni, rispetto alle molecole, la vitamina B12 ha bisogno dell’aiuto delle proteine per passare attraverso la parete mucosa dell’intestino e raggiungere tutte le cellule del corpo. Una volta raggiunte le cellule, la vitamina B12 si trasforma nelle sue forme bioattive, chiamate coenzimi, metilcobalamina e 5′-desossiadenosilcobalamina. [1] [2] [72]

Funzione della vitamina B12 nelle cellule

I due coenzimi, metilcobalamina e 5′-desossiadenosilcobalamina, condividono le funzioni della vitamina B12. Entrambi sono coinvolti nei processi cellulari di base. Inoltre, la metilcobalamina è necessaria per la formazione dell’aminoacido metionina, un importante elemento di costruzione per le proteine. In aggiunta a questo, la metilcobalamina è necessaria anche per produrre gli elementi strutturali del DNA e dell’RNA nelle cellule.

Nel caso di una carenza di vitamina B12, non viene prodotto sufficiente DNA durante la divisione cellulare. Le funzioni svolte dalla vitamina B12 sono particolamente importanti nelle cellule con alti tassi di divisione cellulare, come per esempio il modello osseo. Di conseguenza, un deficit di vitamina B12 può influire negativamente sulla quantità di produzione delle cellule del sangue e di conseguentemente provocare una carenza di globuli rossi che, a sua volta, può provocare un’anemia.

La vitamina B12 fornisce energia

Il secondo coenzima, 5′-desossiadenosilcobalamina, è attivo nei mitocondri. Questi organismi cellulari forniscono energia in ogni cellula del corpo. La vitamina B12 svolge un ruolo molto importante nella produzione di acidi grassi ed elementi strutturali di altri aminoacidi. Infatti, la vitamina B12 partecipa nel ciclo del La vitamina B12 interviene nella funzione del ciclo citrico e agisce sulle molecole organiche per produrre energia e accumulare nuove sostanze. Nel caso di un deficit di vitamina B12, si possono verificare disturbi neurologici e cognitivi.

Le funzioni basilari della vitamina B12 sono le seguenti:

  • Sintesi di DNA e RNA
  • Produzione degli acidi grassi
  • Sintesi degli aminoacidi
  • Aiuta a produrre l’energia cellulare

Effetti della vitamina B12 sulla salute

Le funzioni molecolari della vitamina B12 si riflettono nei suoi numerosi effetti sulla salute, fra i quali si evidenziano:

  • Aumenta l’energia e riduce la fatica [4]
  • Garantisce un buon funzionamento del sistema nervoso [5]
  • Favorisce la crescita normale e lo sviluppo dei nervi [6]
  • Aiuta nella produzione dei globuli rossi [7]
  • Regola la divisione cellulare e favorisce la longevità [8]
  • Protegge il sistema cardiovascolare dall’omocisteina [9]
  • Garantisce un sistema immunitario sano [10]
  • Aiuta la salute riproduttiva delle donne e stimola la gravidanza [11]
  • Favorisce il benessere mentale e il buono stato d’animo [12]
  • Stimola la lucidità mentale, la concentrazione e la memoria [27]
  • Aumenta l’energia fisica, emotiva e mentale [14]

In breve, la vitamina B12 è essenziale per una buona salute fisica e mentale. Per questa ragione, è importante assicurarsi di soddisfare il fabbisogno di vitamina B12, in particolar modo se seguiamo una dieta vegetariana o vegana. Al fine di prevenire una carenza, gli integratori alimentari a base di vitamina B12 aiutano ad aumentarne i livelli.

Forme di vitamina B12

Gli alimenti contengono varie forme di vitamina B12. Queste forme si offrono anche come integratori di vitamina B12.

Quale forma di vitamina B12 è la migliore? Sono più efficaci alcune forme di vitamina B12 rispetto ad altre?

La vitamina B12 appartiene al gruppo chimico delle cobalamine. Le cobalamine sono costituite da una struttura con un atomo centrale di cobalto. In riferimento a ciò, la vitamina B12 è l’unica che contiene questo elemento biochimico.

La sua struttura è formata da un anello corrinico; all’elemento centrale di cobalto di uniscono atomi di azoto. Il cobalto, inoltre, stabilisce legami perpendicolari in relazione al piano dell’anello.[23]

Per quanto riguarda le diverse forme di vitamina B12, l’elemento cobalto può appartendere a diversi gruppi chimici, di conseguenza partecipa in funzioni specifiche per ogni forma di vitamina B12.

Esistono le seguenti forme di vitamina B12: [24]

  • Cianocobalamina: forma inattiva
  • Idrossicobalamina: forma inattiva
  • Metilcobalamina: coenzima bioattivo
  • Adenosilcobalamina: coenzima bioattivo

Scopri tutte le forme chimiche della vitamina B12 in dettaglio, qui potrai sapere se è Metilcobalamina o Cianocobalamina

Le funzioni delle diverse forme di vitamina B12

Le forme inattive di vitamina B12, tali come la cianocobalamina e l’idrossicobalamina si dividono dopo l’assorbimento nel corpo e si trasformano in forme bioattive, metilcobalamina e adenosilcobalamina.


Prima di tutto, il gruppo -HO o -CN viene rimosso, e in una fase successova, il gruppo deossiadenosile -CH3 o -5 ‘. Tali fasi prodotte da enzimi cellulari specifici. Nel caso in cui uno di questi enizmi non è funzionale, non viene prodotta vitamina B12 bioattiva.

Dopo la trasformazione in forme bioattive metilcobalamina e adenosilcobalamina, i coenzimi della vitamina B12 agiscono in combinazione con gli enzimi. I coenzimi sono fondamentali per la funzione degli enzimi, conseguentemente non possono essere sostituiti da altri elementi.

La metilcobalamina agisce nella cellula con l’enzima metionina sintasi, necessario per la produzione di materiale genetico DNA e RNA. Per questa ragione, la metilcobalamina è molto importante specialmente nelle cellule molto attive, come nel caso del midollo osseo dove si formano le cellule sanguigne. La carenza di metilcobalamina ha conseguenze sui globuli rossi e provoca anemia.[25] [26]

L’adenosilcobalamina è efficace nei mitocondri. Si tratta di elementi delle cellule che generano energia nelle cellule. Ciò è fondamentale per la produzione di acidi grassi e di elementi costitutivi del DNA, nonché per il ciclo del citrato, necessario per la produzione di energia cellulare. La mancanza di adenosilcobalamina produce disturbi neurologici e cognitivi.

L’idrossocobalamina ha un’altra funzione speciale, oltre ad essere un precursore del coenzima della vitamina B12. Idroxocobalamina è utilizzata anche nella disintossicazione dell’acido cianidrico.

Quali forme della vitamina B12 si assorbono attraverso gli alimenti?

Le principali forme di vitamina B12 che si ingeriscono con il cibo sono principalmente l’idrossicobalamina, la metilcobalamina e l’adenosilcobalamina. Le forme che si assumono più raramente attraverso la dieta sono la cianocobalamina e la sulfitcobalamina, altro derivato della cobalamina. [13]

Quali forme si devono assumere come integratori alimentari di vitamina B12?

Le forme attive di vitamina B12 sono metilcobalamina e la cobalamina adenosile. Possono essere utilizzate entrambe le forme, per questo motivo i nutrizionisti consigliano di assumere una delle due sotto foma di integratore alimentare.

Integratori di vitamina B12

Nello specifico, la metilcobalamina, ha la più alta attività nella metilazione del DNA. Questo è il compito principale dell’enzima attivo della vitamina B12. Per questo motivo la metilcobalamina è la forma più consigliata di vitamina B12 come integratore alimentare.

L’idrossocobalamina è la forma più comune di vitamina B12 che possiamo trovare negli alimenti. La cianocobalamina è la forma sintetica più prodotta di vitamina B12 ed è quindi spesso offerta come integratore di vitamina B12.

Un confronto delle due forme inattive di vitamina B12 mostra quanto segue:

  • L’Idrossicobalamina rappresenta il 50% di quanto catturato e unito alla transcobalamina nel plasma sanguigno e, pertanto, è la forma più comune di vitamina B12 nel sangue.
  • L’Idrossicobalamina si immagazzina nel corpo durante diverso tempo e si espelle più lentamente attraverso i reni che la cianocobalamina. Dovuto al suo effetto come deposito, spesso si usa in iniezioni di vitamina B12.
  • In condizioni sperimentali, si è scoperto che l’idrossicobalamina è più efficace nella conversione in forme bioattive di vitamina B12 che la cianocobalamina.
  • In base a questi risultati, l’idrossicobalamina è preferibile alla cianocobalamina.

Cosa succede con la vitamina B12 quando c’è poco acido nello stomaco?

Ad esempio, sintomi come indigestione, bruciore di stomaco e reflusso esofageo indicano, in generale, che lo stomaco produceun eccesso di acidi gastrici. Per contrasto, nella maggior parte dei casi si verifica la situazione contraria: lo stomaco produce poco acido gastrico.

In questa situazione, molte persone utilizzano farmaci che che riducono la secrezione di acido gastrico, aggravando il problema. Infatti, l’azione di questi farmaci consiste nell’inibire la capacità dello stomaco di produrre acido cloridirico.

La conseguenza diretta è che, in mancanza di acido citrico, la digestione diventa più difficile e si riduce la quantità di nutrienti che vengono assorbiti attraverso gli alimenti. Una carenza di acido gastrico può provocare una carenza del fattore intrinseco, e a sua volta della vitamina B12. Questo uno dei motivi per il quale molte persone non assorbono la quantità sufficiente di vitamina B12.

Sai cos’è il fattore intrinseco nell’Organismo? Ti spieghiamo tutto in questo post.

Dose raccomandata di vitamina B12

La vitamina B12 è una vitamina essenziale che viene immagazzinata nell’organismo (soprattutto nel fegato), ed è escreta, in larga misura, attraverso i reni, poiché è solubile in acqua.

Per mantenere un apporto ottimale dovrebbe essere assunta ogni giorno attraverso la dieta.

Nei casi in cui ciò non è possibile (ad es. quando si segue una dieta vegana), o quando l’assunzione è insufficiente (ad es. nel caso di persone anziane che hanno un ridotto assorbimento intestinale), si consiglia la vitamina B12 sotto forma di integratori alimentari. Ma di quanta vitamina B12 ha bisogno una persona?

Raccomandazione giornaliera di assunzione di vitamina B12

La quantità consigliata di vitamina B12 varia a seconda del peso corporeo, quindi esistono diversi parametri per i bambini e per gli adulti. La Società Statale di Nutrizione fornisce le seguenti linee guida: [39]

  • Neonati:
    Da 0 a 4 mesi: 0.4 microgrammi al giorno
    Da 4 mesi a 11 mesi: 0.8 microgrammi al giorno
  • Bambini:
    Da 1 anno ai 3 anni: 1.0 microgrammi al giorno
    Dai 4 anni ai 6 anni: 1.5 microgrammi al giorno
    Tra i 7 anni e i 9 anni: 1.8 microgrammi al giorno
    Dai 9 anni ai 12 anni: 2.0 microgrammi al giorno
    Dai 12 anni ai 14 anni: 3.0 microgrammi al giorno
  • Adolescenti dai 15 anni e adulti:
    3.0 microgrammi al giorno
  • Donne incinta:
    3.5 microgrammi al giorno
  • Durante l’allattamento al seno:
    4.0 microgrammi al giorno

Interpretazione delle indicazioni

differenza per età

I dati riportati sono solo una linea guida di base per prevenire la carenza acuta di vitamina B12. È molto importante sapere che solo una piccola parte della vitamina B12 che ingeriamo viene completamente assorbita dall’organismo.

La vitamina B12 è normalmente ingerita attraverso gli alimenti. Una volta raggiunto l’intestino tenue viene incanalata attraverso la parete della mucosa intestinale fino a convertirsi nei coenzimi bioattivi della vitamina B12. [40] Durante questo processo, gran parte della vitamina B12 ingerita viene persa.

Quanta vitamina B12 può assorbire il corpo?

L’assorbimento della vitamina B12 nell’intestino tenue avviene principalmente mediante l’unione della vitamina B12 attraverso il fattore intrinseco, alla molecola che la trasporta.

È importante sottolineare che è possibile un consumo fino a 1,5 microgrammi di vitamina B12 attraverso l’alimentazione, oltre questa quantità il sistema è saturo.

Nonostante ciò, alcuni studi hanno dimostrato, attraverso ricerche condotte su persone con deficit congenito di fattore intrinseco, che parte della vitamina B12 ingerita si assorbe anche attraverso l’intestino tenute, indipendentemente dal meccanismo di trasporto. [32] Circa l’1,2% della quantità di vitamina B12 ingerita viene assorbita per diffusione passiva, anche in assenza di fattore intrinseco.

  • Consumo attivo di vitamina B12 per il fattore intrinseco: 1.2μg (microgrammi) per pasto
  • Consumo passivo per diffusione: 1,2% della quantità di vitamina B12 che si assorbe.

D’altra parte, considerando le persone in età avanzata, l’assorbimento si riduce a causa di una minor efficienza del tratto intestinale. Per questo motivo, le persone di età superiore a 50 anni hanno una probabilità più alta di avere una carenza di vitamina B12 rispetto alla popolazione giovane. [33]

A titolo di esempio, un corpo sano assorbe un massimo di 1,5μg (microgrammi) di vitamina B12 ad ogni pasto, raggiungendo così la percentuale dell’1,2% quantità consigliata per soddisfare il fabbisogno giornaliero di vitamina B12.

Qual è la dose giornaliera ottimale di vitamina B12

A causa della limitata capacità di assorbimento, è necessario fornire al corpo più vitamina B12 rispetto alla quantitàgiornaliera raccomandata. La questione è come garantire che l’organismo riceva la quantità sufficiente di vitamina B12 senza scartare parte di questa attraverso il sistema di smaltimento della sostanze di scarto?

Le persone con carenza acuta di vitamina B12 dovrebbero assumere da 1000μg a 2000μg (cioè da 1 a 2 mg) di vitamina B12 al giorno. Studi hanno dimostrato che l’assunzione orale di vitamina B12 è altrettanto efficace quanto l’iniezione intramuscolare effettuata dai medici. Questa quantità è sufficiente a coprire le quantità immagazzinate di vitamina B12. [41]

Uno studio condotto sulle quantità di vitamina B12 ha dimostrato che un leggero deficit di vitamina B12 nel caso delle persone anziane,dovrebbe essere trattato con una quantità da 500 μg a 1000 μg per rimediare efficacemente alla carenza. [42]

D’altra parte, uno studio clinico ha rivelato che per le persone giovani e sano è sufficiente una consumo da 4 μg a 7 μg di vitamina B12 al giorno, quantità che mantiene i livelli adeguati di questa vitamina. [43]

Infine, nel caso dei bambini e adolescienti una quanrirà di più di 10 ug/giorno è sufficiente per mantenere un adeguato apporto di vitamina B12. [44]

Dose raccomandata di vitamina B12

In base ai risultati degli studi clinici, la dose consigliata di vitamina B12 sarebbe la seguente:

  • Adulti sani con meno di 50 anni: 4 μg a 7 μg / giorno
  • Persone con più di 50 anni, vegetariani, vegani, donne incinta, in allattamento o altri gruppi a rischio: 500 μg a 1000 μg / giorno
  • Soggetti con carenza elevata di vitamina B12: 1000 μg a 2000 μg di vitamina B12 / giorno
  • Le persone sane, teoricamente, non avrebbero bisogno di prendere vitamina B12 salvo nel caso in cui pratichino molto esercizio, soffrano stress, bevano molto alcool o caffeina, soffrano denutrizione o abbiano una dieta squilibrata.

In conclusione, la dose raccomandata di vitamina B12 è più bassa in persone giovani e sane. La dose ottimale di vitamina B12 per prevenire i sintomi di una carenza dipende dall’età, dallo stile di vita e dalla dieta.

Vitamina B12 per vegani e vegetariani

Perchè i vegani e i vegetariani corrono il rischio di soffrire una carenza di vitamina B12?

La vitamina B12 viene assorbita attraverso gli alimenti di origine animale che consumiamo. Il consumo dev’essere giornaliero per evitare una carenza nell’organismo. Gran parte degli alimenti di origine vegetale non contiene vitamina B12, per la semplice ragione che la vitamina B12 può essere prodotta solo da betteri contenuti nella carne e nei prodotti di origine animale.[45]

Al giorno d’oggi, sono molte le persone che decidono di seguire una dieta vegana o vegetariana per diversi motivi che possono essere di salute, etici, ambientali, culturali o religiosi. Da una parte i vegetariani, pur non mangiando carne, consumano prodotti di origine animale come per esempio uova e latticini.  I vegani, invece, non consumano nessun tipo di alimento di origine animale.

Dal punto di vista della salute, la dieta o lo stile di vita vegano o vegetariano influiscono positivamente, riducendo il rischio di soffrire di alcune patologie, come il diabete o malattie cardiovascolari.[46] Nel mondo ci sono circa 75 milioni di vegetariani e circa 1,5 milioni di persone che hanno escluso la dieta onnivora (l’assunzione di prodotti di origine animale e vegetale). [47]

La dieta vegana o vegetariana, se equilibrata e combinata con l’esposizione alla luce solare, soddisfa il fabbisogno giornaliero di gran parte delle sostanze nutritive vitali, tali come vitamine e minerali. Indipendentemente da questo, non compre il fabbisogno di vitamina B12 dell’organismo.

La maggior parte dei vegetali non contiene vitamina B12, quindi vegani e vegetariani sono nel gruppo a rischio di carenza di vitamina B12.

Questa è la ragione per cui le persone che seguono una dieta vegetariana o vegana dovrebbero ricorrere alla supplementazione di vitamina B12. Oltre a questo, dovrebbero monitorare periodicamente i livelli di questa vitamina in modo tale da evitare i sintomi della carenza.

Tutti i vegani e i vegetariani corrono il rischio di soffrire una carenza di vitamina B12?

Studi clinici hanno dimostrato che vegani e vegetariani hanno maggiori probabilità di soffrire di carenza di vitamina B12. Mentre la popolazione in generale ha un rischio stimato dal 2,5% al 26% di carenza di vitamina B12, gli individui con una dieta prevalentemente vegetale hanno una percentuale molto più alta di carenza di vitamina B12. [48]

Gli indici di carenza di vitamina B12 tra vegani e vegetariani sono i seguenti:

  • Dal 25% all’86% dei bambini
  • Dal 21% al 51% degli adolescenti
  • Dall’11% al 90% degli anziani
  • Circa il 62% delle donne incinta

Un’analisi più dettagliata dei risultati ha mostrato che i vegani hanno maggiori probabilità di soffrire di carenza di vitamina B12 rispetto ai vegetariani, e che la durata di tempo in cui si è seguita una dieta vegana o vegetariana gioca un ruolo cruciale nella carenza della vitamina B12. Le persone che hanno seguito uno stile di vita vegano o vegetariano dalla nascita sono più a rischio di sviluppare una carenza di vitamina B12 rispetto alle persone che successivamente includono il consumo di alimenti di origine animale.  [49]

Vitamina B12 e dieta vegana

Risultati della prova di vitamina B12 tra vegetariani e vegani

L’indice di vitamina B12 varia a seconda che si tratti di vegani o vegetariani, tuttavia mostra come la percentuale di carenza si più elevata tra coloro che escludono in consumo di carne dalla propria dieta.

Un esame dettagliato delle diverse prove realizzate sulla vitamina B12 su tutti i gruppi nutrizionali, ha rivelato che:

  • Il 11% degli onnivori, il 77% dei vegetariani e il 92% dei vegani hanno livelli inadeguati di olotranscobalamina (> 35 nmol/L) (livello che misura la carenza di vitamina B12)
  • Il 5% degli onnivori, il 68% dei vegetariani e l’83% dei vegani hanno livelli alti di MMA (> 271 nmol/L)
  • Il 16% degli onnivori, il 38% dei vegetariani e il 67% dei vegani hanno livelli elevati di omocisteina (> 12 nmol L) [50]

I risultati mostrati confermano una carenza generalizzata di vitamina B12 nella popolazione vegana e vegetariana, inoltre dimostrano che il consumo di uova e/o prodotti lattiero-caseari inclusi nella dieta, non è sufficiente a prevenirne la carenza.

Como si individua questa carenza?

La vitamina B12 viene introdotta attraverso l’alimentazione, e viene imagazzinata nell’organismo, concretamente nel fegato. Per questo motivo, può essere necessario molto tempo prima di avvertire i primi sintomi di carenza di vitamina B12, nel caso di aver scelto di seguire una dieta vegana o vegetariana.

Nonostante ciò, alcuni studi dimostrano che i primi sintomi possono fare la loro comparsa dopo 2 anni di deficit; la carenza di vitamina B12 è patente nei test sierici eseguiti nei primi 5 anni successivi al cambio di dieta.

Nel caso di donne vegetariane in gravidanza, livelli insufficienti di vitamina B12 vengono trasmetti al feto e possono provocare problemi di sviluppo. Inoltre, è importante evidenziare che alcune delle conseguenze che comporta la carenza di vitamina B12, come per esempio la perdita della guaina midollare, sono irreversibili.

Si consiglia cautela con le fonti di vitamina B12 provenienti dalle piante

Sebbene la maggior parte degli alimenti di origine vegetale manca di vitamina B12, ce ne sono alcuni che hanno quantità rilevanti di vitamina B12. Tuttavia, i livelli di vitamina B12 misurati negli alimenti vegetali sono soggetti a forti fluttuazioni e dipendono dal contenuto di vitamina B12 nel terreno di coltivazione. Quindi il suo contenuto potrebbe essere influenzato o ridotto del tutto.

La vitamina B12 contenuta in alcune piante

Il corpo umano è in grado di assorbire solamente una forma specifica di vitamina B12. Sono stati identificate in alcune piante, forme simili alla vitamina B12 ma che non possiedono componente bioattiva. In riferimeno a ciò, uno studio clinico ha dimostrato che circa l’80% delle forme di vitamina B12 presenti nei vegetali è inattivo e non possiede le proprietà della vitamina B12. [51] [52] [53]

La vitamina B12 delle alghe e dei funghi

I funghi e le alghe sono probabilmente gli unici vegetali che contengono vitamina B12 attiva. Tuttavia, questa affermazione è valida solo per alcune specie, come alcuni funghi che crescono nell’Italia meridionale o in Sicilia e in specie più rare, come la trombetta dei morti o i gallinacci.

Nel caso dei funghi Shiitake, questi possono contenere fino a 5,6 μg di vitamina B12 per 100 g di peso secco.

In questo caso però, il problema riesiede nell’elevata fluttuazione dei livelli di vitamina B12, che dipendono sia dalle condizioni ambientali che dal suolo.

Anche le alghe marine, come Nori, Clorella o Spirulina, hanno un alto contenuto di vitamina B12.

D’altra parte, la quantità di vitamina B12 è altamente variabile, di conseguenza è difficile conoscere l’apporto che rappresenta questa assunzione per l’organismo. [54] [55]

Altre fonti vegetali che contengono vitamina B12 sono gli alimenti fermentati tali come crauti, prodotti a base di soia (tempeh) o il tè. Dal punto di vista della quantità, questa è molto bassa infatti si tratta di 1 μg per 100 g di peso secco.

La vitamina B12 dei vegetali funziona?

Per valutare l’utilità delle fonti vegetali di vitamina B12 è fondamentale misurarne l’efficacia. Quest’affermazione è valida per molti alimenti che contengono vitamina B12. Ad esempio, uno studio condotti sui ratti ha dimostrato che il consumo regolare di Nori riduce il valore di MMA, aumentando il valore epatico della vitamina B12. Una ricerca condotta su 6 bambini vegani, invece, ha concluso che mangiare Nori aiuta a prevenire possibili carenze nutrizionali di vitamina B12.

A dispetto di quanto detto, un ulteriore studio non ha riscontrato nessun effetto positivo derivato dall’assunzione di nori o spirulina nei bambini vegani. In questo caso specifico è stato utilizzato un altro test di vitamina B12.[56]

Uno studio realizzato negli USA dimostrò che l’assunzione giornaliera di 9 grammi di Clorella per 2 mesi ha ridotto i livelli di MMA e omocisteina in soggetti vegani e vegetariani, quindi può essere considerata bioattiva.[57]

vegetali e vitamine

I risultati di questi ricerche mostrerebbero come la vitamina B12 ottenuta attraverso fonti vegetali quali alghe e verdure potrebbe proteggere da un’eventuale carenza, tuttavia l’affidabilità di tali postulati è ancora in dubbio.

Come possono proteggersi dalla carenza di vitamina B12 i vegani e i vegetariani?

Nelle diete vegetariane o vegane, la strategia migliore per evitare possibili carenze è assumere integratori a base di vitamina B12 e cibi ricchi di questa vitamina. In tal caso, contrariamente a quanto accade con alghe ed erebe, le quantità, il dosaggio, la qualità e la bioattività sono garantiti.

Infatti, gli integratori a base di vitamina B12 ad alto dosaggio (1000 μg) non solo possono prevenire una carenza, ma possono anche rifornire i depositi di questa vitamina nel fegato e nei reni a seguito di un lungo periodo di dieta vegetariana.

Gli integratori di vitamina B12 sono vegani?

Il produttore deve indicare la composizione esatta del prodotto. I prodotti di vitamina B12 della marca Vitamin Express sono 100% vegetariani.

La vitamina B12 e la depressione

I ricercatori non conoscono ancora le cause esatte che inducono la depressione. Tuttavia, sono sempre di più gli scienziati che mettono in relazione l’influenza della dieta e dei micronutrienti sullo sviluppo e sul decorso della depressione. Il dibattito sul ruolo della vitamina B12 nella depressione è sempre più discusso tra gli esperti.

Omocisteina, acido folico, vitamina B12 e depressione

È stato dimostrato che elevati livelli di omocisteina nel sangue sono associati all’insorgenza di sintomi depressivi. Un elevato livello di omocisteina è spesso indice di carenza di vitamina B12 ed è anche associato a bassi livelli di folati.

Sono stati trovati anche livelli ridotti di acido folico e vitamina B12 associati alla depressione. Ad esempio, uno studio clinico ha dimostrato che il tasso di depressione nei soggetti analizzati era del 31% nel caso di vegani con bassi livelli di vitamina B12, rispetto al 12% nel caso di soggetti onnivori. [58]

In un’analisi scientifica condotta sulla depressione grave nel 2005 consigliò già un trattamento combinato di acido folico con alte dosi di vitamina B12. [59]

I risultati non sono determinanti

I risultati, finora, rivelano conclusioni contraddittorie. Nello studio clinico condotto a Rotterdam, su 3.884 pazienti per stabilire la relazione tra vitamina B12, acido folico e lo stato dell’omocisteina con i sintomi depressivi ha mostrato una chiara correlazione tra bassi livelli di vitamina B12, aumento dei livelli di omocisteina e la depressione. [60]

Al contrario, uno studio realizzato ad Hordaland sull’omocisteina non ha trovato alcuna correlazione di alcun tipo tra acido folico, vitamina B12 e depressione. A dispetto di ciò, ha invece confermato l’esistenza di una relazione tra omocisteina e depressione. Sebbene il risultato complessivo sia negativo, questo studio dimostra la complessità del legame esistente tra vitamina B12 e depressione.

In riferimento ai risultati di queso studio, livelli ematici molto alti o al contrario molto bassi di vitamina B12, aumenterebbero il rischio di soffrire di depressione, nonostante questo aumento non sia legato direttamente ai lievelli di vitamina B12. .[61]

La complessa relazione tra la vitamina B12 e la depressione

Ci sono molteplici studi clinici in cui è stato confermato anche il complesso rapporto tra vitamina B12 e la depressione. A titolo di esempio, è stato dimostrato che un livello elevato di vitamina B12 può proteggere dalla depressione nella popolazione maschile, mentre per le donne la vitamina B6 è molto più efficace come fattore di prevenzione contro la depressione.  [62]

Un’ulteriore analisi di tutti gli studi relativi alla vitamina B12 e alla depressione ha concluso che il trattamento mediante vitamina B12 o acido folico non produce miglioramenti a breve termine per quanto riguarda i sintomi della depressione. Invece, a lungo termine, sembrerebbe essere un trammento efficace. [63]

Uno studio condotto per più di 2 anni su persone in età avanzata ha dimostrato che l’assunzione di 500μg di vitamina B12 e 400ug di acido folico non migliora i sintomi della depressione, sebbene migliori la qualità della vita. I soggetti esaminati nello studio avevano livelli molto alti di omocisteina, ma non tutti soffrivano di depressione. [64]

Per concludere, questi risultati dimostrano la complessità dell’interazione tra micronutrienti e i sintomi della depressione. Per questo motivo, è fondamentale analizzare dettagliatamente gli studi prima di trarre conclusioni determinanti.

La vitamina B12 nel metabolismo di un carbonio

Il motivo per il quale la vitamina B12, l’omocisteina e l’acido folico vengono impiegati nel trattamento della depressione è dovuto all’importanza del ruolo che svolgono nel cosidetto metabolismo del carbonio. Nel ciclo biochimico, l’acido folico e la vitamina B12 rappresentano elementi centrali in quanto rilasciano un atomo di carbonio ad altre molecole, partecipando in importanti funzioni del sistema nervoso centrale.

La vitamina B12, tra le altre cose, contribuisce alla produzione di neurotrasmettitori e monoamine, sostanze messaggere del cervello e dei fosfolipidi, importanti elementi strutturali.

In presenza di un deficit di vitamina B12, questa funzione viene interrotta e di conseguenza il sistema nervoso cessa di funzionare correttamente. La carenza di vitamina B12 può provocare cambiamenti nel metabolismo che partecipano della comparsa disturbi neurologici o mentali come la depressione.

Scoprire il ruolo della vitamina B12 nello sviluppo e nel corso della depressione richiede ancora più tempo, ma i ricercatori sono sicuri che gli integratori di vitamina B12 potranno essere utilizzati in futuro per trattare questa grave malattia mentale. Ciò che è chiaro è che la depressione è solo una delle diverse malattie che potrebbero essere dovute ad una mancanza di vitamina B12. Pertanto, si raccomanda di avere un sufficiente apporto di vitamina B12, sia attraverso una dieta equilibrata o con l’assunzione di integratori alimentari.

Vitamina B12 per trattare la demenza e l’Alzheimer

La demenza è una malattia mentale che colpisce sempre più persone. La demenza influenza la memoria, il ragionamento, l’orientamento e il linguaggio. Le conseguenze sono molto gravi, poiché le persone affette da demenza perdono la loro indipendenza e hanno bisogno di cure complete.

Nel 2015, si registravano 46,8 milioni di persone affette da demenza in tutto il mondo. Una delle cause più comuni della demenza è il morbo di Alzheimer, che si produce in circa due terzi dei pazienti affetti da demenza. [65] [66]

Come identificare la demenza e l’Alzheimer?

La diagnosi di demenza e Alzheimer si effettua valutando la storia clinica del paziente, i test neuropsicologici e le tecniche di imaging come la risonanza magnetica. Nel morbo di Alzheimer c’è un caratteristico accumulo di corpi proteici (proteine) piegati anormalmente sotto forma di “placche”.

Vitamina B12 e demenza

Queste placche influenzano la comunicazione tra le cellule nervose e ne provocano la morte. La conseguenza della perdita di cellule nervose è ciò che causa i sintomi tipici della demenza, come la perdita di memoria e disturbi del linguaggio.

Recenti studi condotti sulle cellule del sistema neurale dimostrano come la vitamina B12 interviene in modo diretto per impedire la formazione di queste placche. La vitamina B12, inoltre, protegge le cellule anche dalla tossicità mortale di queste placca e, in questo modo, previene la morte dei neuroni.

I ricercatori stanno cercando di trasformare questi risultati in un principio attivo composto da vitamina B12 che possa roteggere le cellule nervose e bloccare gli effetti del morbo di Alzheimer. [67]

Quali sono le cause della demenza e del morbo di Alzheimer?

Per quanto riguarda le causa esatte riconducibili alla demenza e all’Alzheimer, queste non sono ancora chiare. Attualmente, non esiste nessuna cura e l’insorgere della malattia è attribuito a fattori genetici e ambientali che svolgerebbero un ruolo nello sviluppo di questa malattia.

Uno dei fattori ambientali che incide particolarmente è la mancanza di micronutrienti.

La mancanza di uno qualsiasi di essi può innescare l’insorgenza della demenza e dell’Alzheimer. Le vitamine del complesso B, in particolare la vitamina B12, hanno un’importante funzione preventiva e possono ritardare lo sviluppo della demenza e dell’Alzheimer.

Fattori genetici ed epigenetici nello sviluppo della demenza e dell’Alzheimer

Lo sviluppo della demenza e dell’Alzheimer è dovuto ad una combinazione di fattori genetici ed epigenetici. I fattori genetici sono cambiamenti nella porzione di DNA che codifica una proteina associata alla demenza e all’Alzheimer, come l’ApoE o la presenilina. Ad esempio, le mutazioni del DNA possono portare ad una carenza di proteina e questo favorisce lo sviluppo del morbo di Alzheimer.

Tuttavia, questo è solo una parte del problema, poiché i fattori epigenetici svolgono un ruolo altrettanto importante. I fattori epigenetici sono i meccanismi che regolano direttamente il materiale genetico e sono largamente influenzati da fattori ambientali, come l’ambiente, gli effetti delle tossine, il fumo e la nutrizione, così come le lesioni cerebrali traumatiche.

Per quanto riguarda i  fattori epigenetici, questi possono provocare o ritardare l’insorgenza e lo sviluppo della malattia. Tra i fattori di rischio per lo sviluppo della demenza e del morbo di Alzheimer si includono le tossine ambientali di piombo, cadmio, arsenico, alluminio ed etanolo (alcool).

Al contrario, i fattori che invece possono ridurre il rischio di demenza o di morbo di Alzheimer sono, soprattutto, le vitamine B12, B9 e B6, le vitamine A, C, D e vitamina E, oltre agli acidi grassi omega-3, zenzero, curcuma e altre sostanze nutritive.

In che modo la vitamina B12 protegge dalla demenza e dall’Alzheimer?

Probabilmente, la vitamina B12 è una delle sostanze migliori per quanto riguarda la protezione dallo sviluppo della demenza e dell’Alzheimer, in aggiunta a questo riduce il rischio di contrarre altre malattie.

La causa di questo è la molecola di omocisteina nel siero del sangue. Un alto livello di omocisteina è solitamente correlato ad un basso livello di vitamina B12, ma questa carenza può essere ridotta assumendo vitamina B12. Secondo alcune ricerche sarebbe possibile, mediante il controllo effettuato sulla vitamina B12 attraverso l’omocisteina, rallentare lo sviluppo della demenza e dell’Alzheimer.

La vitamina B12 e l’omocisteina nella demenza e nell’Alzheimer

L’aumento dei livelli di omocisteina promuove l’atrofia, la perdita di massa cerebrale e la diminuzione delle capacità cognitive. Questi fattori favoriscono la progressione della demenza e del morbo di Alherimer. In aggiunta a questo, anche i pazienti con leggere alterazioni cognitive presentano un aumento dei livelli di omocisteina e livelli insufficienti di vitamina B12.  [68]

I ricercatori hanno scoperto che l’aumento dei livelli di omocisteina contribuisce ad accelerare l’insorgenza della demenza e del morbo di Alzheimer. L’omocisteina è un componente chimico che si lega al DNA, regolando la sua conversione in proteine. L’omocisteina è necessaria anche per i neurotrasmettitori per comunicare tra le cellule nervose.

Inoltre, l’omocisteina è essenziale per la mielina, il rivestimento che protegge i nervi. Una qualsiasi di queste funzioni dell’omocisteina interviene nella comparsa e nello sviluppo della demenza e del morbo di Alzheimer. [69]

La vitamina B12 aiuta a prevenire e trattare la demenza e l’Alzheimer?

Diversi studi su persone anziane affette da demenza hanno dimostrato che l’assunzione di vitamina B12, in combinazione con la vitamina B6 e l’acido folico, aiuta a migliorare i sintomi della demenza e del morbo di Alzheimer:

Uno studio su uomini anziani ha dimostrato che il consumo a lungo termine di 400 mcg di vitamina B12 in due anni riduce i livelli di omocisteina e la concentrazione di placche di beta-amiloide, che sono il primo segno della malattia di Alzheimer.[70]

Nello stesso studio, è stato dimostrato che l’assunzione di 500 μg di vitamina B12 in due anni in persone anziane con lievi alterazioni cognitive rallentò il deterioramento cognitivo, ridusse l’atrofia cerebrale e aumentò la memoria.[71]

L’assunzione di vitamina B12 ridusse anche la scomparsa della materia grigia nelle regioni più colpite dal morbo di Alzheimer. [3]

Gli studi presi in esame dimostrano chiaramente che la vitamina B12 non solo svolge un’azione di protezione contro la demenza e l’Alzheimer, ma è anche in grado di rallentare lo sviluppo della malattie. In aggiunta a questo, aiuta a trattare i sintomi di queste patologie. Per questo motivo la vitamina B12 aiuta a migliorare la qualità di vita delle persone affette da demenza e Alzheimer.

La carenza di vitamina B12 conduce ad un aumento dei livelli di omocisteina con la conseguente insorgenza della demenza o dell’Alzheimer, sopratutto nelle persone in età avanzata.

L’assunzione a lungo termine di integratori ad alto dosaggio di vitamina B12 contribuisce a mantenere le prestazioni cognitive e a rallentare la perdita di massa cerebrale, aumentando la qualità della vita e il benessere delle persone affette da questa patologia.

L’assunzione della vitamina B12 è un buon modo per prevenire o ritardare l’insorgenza della demenza e del morbo di Alzheimer. Si raccomanda di assumere alte dosi di vitamina B12 sia per gli anziani che per le persone a rischio di sviluppare demenza o morbo di Alzheimer.

Vitamina B12 per trattare l’anemia e l’anemia perniciosa

L’anemia è spesso associata alla mancanza di ferro. Tuttavia, può anche essere causata da una carenza di vitamina B12. Quando l’anemia perniciosa è stata trattata con una dieta ad alto contenuto di fegato, è stata scoperta l’importanza della vitamina B12 nel trattamento dell’anemia.[73]

Come aiuta la vitamina B12 a trattare l’anemia?

Una delle funzioni che la vitamina B12 svolge nelle cellule è quella di produrre alcuni aminoacidi, necessari per la produzione di proteine (corpi proteici). La vitamina B12 è fondamentale anche per la produzione di DNA e RNA , di conseguenza partecipa nella conservazione e nella trasmissione del genoma. Le proteine, il DNA e l’RNA fanno parte di ogni cellula del corpo.

Nei casi di deficit di vitamina B12, questa a colpire le cellule.

I globuli rossi si rinnovano ogni 120 giorni circa. Una carenza di vitamina B12 causa una mancanza di materie prime per la formazione dei globuli rossi, che quando non sono in grado di agire in modo ottimale finiscono per causare l’anemia.

Esiste una relazione tra il ferro e la vitamina B12?

L’insufficienza di ferro e vitamina B12 nell’organismo porta all’anemia. In entrambi i casi, l’effetto è lo stesso: il corpo riceve pochissimo ossigeno. Questo è il sintomo tipico dell’anemia.

Tuttavia, vi sono alcune differenze tra la carenza di uno o dell’altro elemento: [74] [75]

  • Quando si verifica un deficit di ferro, il corpo non può produrre sufficiente emoglobina. L’emoglobina è costituita da ferro e ossigeno ed è trasportata in tutto il corpo dai globuli rossi. Quando il corpo non ha abbastanza ferro a disposizione, non può produrre l’emoglobina di cui ha bisogno. I globuli rossi diventano piccoli perché privi della molecola di emoglobina. Questo effetto è chiamato anemia microcitica.
  • Il deficit di vitamina B12 si traduce in una produzione inadeguata di globuli rossi. Anche se in questo caso dispongono di emoglobina, si produce una carenza di ossigeno nel corpo. Per questo motivo, i globuli rossi sono più grandi del normale. Questo effetto è chiamato anemia macrocitica. In questo caso, le cellule del sangue si decompongono nella milza, producendo una carenza di ossigeno.

Conseguentemente, ferro e vitamina B12 sono relazionati, in modi diversi, al processo di ossigenazione del sangue.

Infatti, queste molecole si assorbono mediante la dieta e si trovano in maggior quantità nella carne e negli alimenti di origine animale. Per questa ragione, le persone che adattano uno stile di vita vegano o vegetariano sono maggiormente esposte al rischio di soffrire di entrambi i tipi di anemia.

Uno studio clinico ha rivelato che i partecipanti con anemia dovuta a carenza di ferro avevano anche livelli molto bassi di vitamina B12 e livelli elevati di omocisteina.[76] Questo indica che quando è presente l’anemia più comune, dovuta a deficit di ferro, il livello di vitamina B12 deve essere monitorato anche per evitare diagnosi errate o trattamenti impropri.

Quali sono i sintomi dell’anemia per carenza di vitamina B12?

I segni tipici dell’anemia per carenza di vitamina B12 sono:

  • Pallore
  • Stanchezza
  • Mancanza di concentrazione
  • Maggiore sensibilità nel contrarre infezioni
  • Perdita di peso
  • Sanguinamento dalle gengive
  • Indigestione
  • Sintomi neurologici, come intorpidimento o formicolio negli arti

Diagnosi dell’anemia per mancanza di vitamina B12

Quando persistono i sintomi di cui sopra, consultare immediatamente un medico. Il medico confermerà o escluderà la diagnosi di anemia in base al numero di globuli rossi nel sangue e al livello di vitamina B12.

Un esame microscopico delle cellule del sangue può confermare una carenza di vitamina B12. L’anemia legata all’assenza di vitamina B12 produce un’anemia macrocitica, con globuli rossi ingrossati. Molti dei globuli rossi possono anche avere la forma di pesce, come confermato da una nuova ricerca dell’Università di Graz.[77] Questa peculiarità può contribuire, in futuro, a confermare questa diagnosi.

analisi sangue

Trattamento dell’anemia per carenza di vitamina B12

Relativamente a questo trattamento nelle persone che presentano questa carenza, consiste nell’assunzione per via orale o intramuscolare di vitamina B12. Sebbene entrambi i trattamenti danno risultati simili, l’assunzione di capsule, compresse o pastiglie di vitamina B12 sembra essere meglio tollerato, oltre ad essere più economico.

Il trattamento dell’anemia relazionata con la carenza di vitamina B12 richiede l’assunzione di alte dosi di vitamina B12 (1000 μg al giorno). [78]

Cos’è l’anemia perniciosa?

L’anemia perniciosa è una forma speciale di anemia. Si tratta di una malattia autoimmune nella quale il sistema immunitario dell’organismo produce anticorpi contro le proteine dell’organismo. L’anemia perniciosa influenza il fattore intrinseco. Il fattore intrinseco è necessario per trasportare la vitamina B12 fino alle cellule attraverso la parete della mucosa intestinale. In questo caso l’organismo forma anticorpi che impediscono alla vitamina B12 di legarsi al fattore intrinseco. Per questo motivo, la vitamina B12 ingerita è per lo più escreta e può essere assorbita solo per diffusione passiva.

Si stima che circa il 4% della popolazione europea soffra di anemia perniciosa. Poiché il test medico per misurare gli anticorpi e confermare la diagnosi di anemia perniciosa è costoso, il numero di persone con anemia perniciosa può essere superiore a quanto si crede.[79] I sintomi dell’anemia perniciosa sono simili a quelli dell’anemia legata alla mancanza di vitamina B12.

Come trattare l’anemia perniciosa

Per quanto riguarda il trattamento dell’anemia perniciosa, questo è simile a quello dell’anemia causata dalla mancanza di vitamina B12. In linea generale è necessario somministrare al paziente 1000 μg di vitamina B12 al giorno. Nonostante ciò, dato che in questo caso la vitamina B12 non viene assorbita attraverso la dieta per un malfunzionamento del fattore intrinseco, i pazienti con anemia perniciosa dipendono per tutta la loro vita dall’assunzione di vitamina B12, che entra nelle cellule attraverso la diffusione. Un’analisi ha dimostrato che l’assunzione orale di vitamina B12 è efficace quanto l’iniezione intramuscolare.

Vitamina B12 per trattare i problemi del sonno

Avere un sonno di qualità e dormire le ore necessarie è fondamentale per la salute. I problemi di sonno possono essere collegati ad un deficit di melatonina. La melatonina è conosciuta come “l’ormone del sonno”. Con l’età, il corpo ha più difficoltà a produrre questo ormone.

La vitamina B12 svolge un ruolo basilare nella produzione di melatonina, per cui è importante avere una quantità sufficiente di vitamina B 12 nel sangue per garantire un livello ottimale di melatonina.

L’importanza della vitamina B12 per prevenire e trattare malattie neurologiche e neuropsichiatriche

Il deficit di vitamina B12 non solo può portare alla demenza e al morbo di Alzheimer, ma anche a numerose malattie neurologiche come quelle al midollo spinale e la neuropatia periferica.

La neuropatia periferica è una malattia o disfunzione dei nervi periferici. Tra i sintomi di questa malattia ci sono l’intorpidimento, tremori, formicolio, pizzicore, dolore, prurito e una sensazione simile a quella di una puntura di un ago o spillo.

La pelle diventa ipersensibile. Occasionalmente, il paziente non sopporta più il contatto su qualche parte del suo corpo. Addirittura lo sfregamento con i vestiti o con le lenzuola può causare dolore.

Quando i muscoli vengono colpiti, il paziente avverte stanchezza, affaticamento, debolezza oltre a crampi muscolari, tremori e dolore.

La carenza di vitamina B12 è legata anche con l’emicrania e il Parkinson, che sono malattie neurologiche.

Inoltre, la mancanza di vitamina B12 è vincolata allo sviluppo di malattie psichiatriche, che si possono dividere in questi sintomi:

  • Disturbi dello stato d’animo: apatia, depressione, disturbi alimentari, e disturbi del comportamento (che si manifestano principalmente la notte).
  • Iperattività: eccitabilità, euforia, irritabilità, mancanza di inibizione e disturbi del movimento.
  • Psicosi: allucinazioni e deliri.

Un’altra delle conseguenze derivata dalla carenza di vitamina B12 è la neuropatia ottica. Infatti, il deficit cronico di B12 , a lungo termine, colpisce il nervo ottico e può condurre alla cecità.

La vitamina B12 per trattare le malattie cardiovascolari

Attualmente, le mattie cardiovascolari sono in aumento nelle società occidentali. Infatti, infarti e ictus sono la principali causa di morte in Europa.

Oltre il 90% delle persone che muoiono per malattie cardiovascolari ha più di 65 anni.[80] La vitamina B12 può aiutare a prevenire le cause delle malattie cardiovascolari.

Come aiuta la vitamina B12 a prevenire e trattare le malattie cardiovascolari?

Il monitoraggio dei livelli della molecola omocisteina e della vitamina B12 è fondamentale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Infatti, livelli molto alti di omocisteina nel sangue potrebbero indicare che il livello di vitamina B12 non è sufficiente o la possibilità di una carenza di vitamina B12. [81]

Vitamina B12 e cuore

Cos’è l’omocisteina?

Dal punto di vista chimico, l’omocisteina appartiene al gruppo degli aminoacidi. Infatti, interviene nella metionina e cisteina, ovvero blocchi di costruzione per produrre proteine, componenti essenziali del nostro corpo. In aggiunta a questo, l’omocisteina svolge anche un ruolo essenziale nella metilazione, e cioè una risposta cellulare che regola il DNA, di conseguenza, il genoma. L’omocisteina stessa si produce a partire dalla metionina nella dieta.[82]

Cos’è l’iperomocisteinemia?

L’iperomocisteinemia è il termine medico con il quale si denomina l’elevato livello di omocisteina. La seguente lista mostra i valori dell’omocisteina:

  • 5 a 15 μmol/L: livello di omocisteina normale a digiuno
  • 16 a 30 μmol/L: livello di omocisteina moderatamente elevato (iperomocisteinemia lieve)
  • 31 a 100 μmol/L: iperomocisteinemia moderata
  • più di 100 μmol/L: iperomocisteinemia grave

L’iperomocisteinemia da moderata a grave è causata quasi esclusivamente da un difetto genetico sottostante nel metabolismo dell’omocisteina. Livelli moderatamente elevati di omocisteina sono dovuti, nella maggior parte dei casi, alla carenza di vitamina B12, vitamina B6 o acido folico.

L’omocisteina e le malattie cardiovascolari

A metà degli anni ’70, gli scienziati hanno riconosciuto il rapporto diretto tra omocisteina e arteriosclerosi, la calcificazione dei vasi sanguigni. Hanno concluso che l’aumento dei livelli di omocisteina produce depositi nelle arterie, chiamati placche.[83]

Le placche possono interrompere l’afflusso di sangue e causare infarto, ictus o trombosi.[84] Da allora, molti studi scientifici hanno dimostrato che elevati livelli di omocisteina sono associati ad un maggior rischio di malattie cardiovascolari.[85]

La vitamina B12 può proteggere contro le malattie cardiovascolari?

Quando si tratta di malattie cardiovascolari, è difficile stabilire una reazione causale diretta. Infatti, in questi processi entrano in gioco diversi elementi tali come fattori genetici, ambientali, dieta e stile di vita, che interagiscono tra loro. Di conseguenza, non è possibile garantire che con il solo apporto di micronutrienti e vitamine si possa escludere la comparsa di malattie cardiovascolare.

A dispetto di quanto affermato, una meta analisi condotta su 15 studi scientifici relativi a più di 70.000 pazienti ha concluso che la riduzione dei livelli di omocisteina grazie all’assuzione di vitamina B12, riduce il rischio di ictus. [86]

La supplemetazione di vitamina B12 per ridurre l’omocisteina è consigliata per le persone a rischio di malattie cardiovascolari, come i fumatori, le persone in sovrappeso e gli anziani.

Oltre a questo, la vitamina B12 è generalmente consigliata come parte di una dieta e stile di vita sano per prevenire le malattie cardiovascolari.

La vitamina B12 e altre malattie

Il numero di persone affette da cancro è aumentato costantemente per decenni ed è raddoppiato dal 1970. L’OMS stima che entro il 2030, più di 21 milioni di persone svilupperanno il cancro ogni anno.[124] [88]

Le statistiche ci forniscono informazioni sulle possibili cause della malattia, nonché sui fattori che influenzano, a favore e contro lo sviluppo di questa malattia. Da un lato, il cancro dipende dall’assorbimento di sostanze cancerogene, come il tabacco o l’assunzione di sostanze cancerogene nella dieta. A questo proposito, lo stile di vita e l’alimentazione sono direttamente collegati allo sviluppo di alcuni tipi di cancro.

Infatti, i test di screening migliorano notevolmente, portando ad una diminuzione di alcuni tipi di cancro. Oltre a questo bisogna ricordare che i progressi della medicina non riguardano solo la cura delle malattie. Infatti, sfortunamente il fatto che sia aumentata la speranza di vita a portato ad aumento del rischio di cancro, poiché l’età gioca un ruolo importante nello sviluppo di tale malattia.

Dieta e vitamina B12

Le ricerche scientifiche dimostrano come gli alimenti che mangiamo possono influire negativamente sul cancro, ma in realtà possono anche prevenirlo. Infatti, una sana alimentazione con il giusto apporto di vitamine e micronutrienti influisce positivamente sul rischio di cancro.

Una dieta equilibrata deve avere un adeguato apporto di vitamina B12. Il fatto che la vitamina B12 possa ridurre il rischio di cancro rimane tutt’oggi controverso.

Può proteggerci la vitamina B12?

Uno studio a lungo termine della Harvard University di Boston ha studiato la relazione tra la vitamina B12 e il minor rischio di cancro. In quello studio, più di 32.000 donne sono state analizzate in un periodo compreso tra i 6 e i 17 anni. L’obiettivo era quello di verificare se la concentrazione sierica della vitamina B12 era correlata allo sviluppo del cancro al seno. Il risultato ha dimostrato che alte concentrazioni sieriche di B12 sono associate ad un basso livello di rischio di cancro al seno nelle donne in premenopausa.

Anche l’acido folico e la vitamina B6 hanno dimostrato avere un effetto protettivo.[89] Questi risultati sono stati confermati in un altro studio clinico francese su più di 62.000 donne in postmenopausa, in cui si verificò che livelli sufficienti o elevati di acido folico avevano un effetto preventivo sul cancro al seno. La vitamina B12 ha sostenuto o migliorato questo effetto nelle donne analizzate.[90]

Al contrario, un altro studio su più di 5.000 donne di 42 anni, anch’esse affette da malattie cardiovascolari, è giunto ad un’altra conclusione. In questo caso, le partecipanti ricevettero una combinazione di acido folico, vitamina B6 e vitamina B12 per 7 anni. In questo caso, gli autori dello studio non hanno trovato alcun effetto di questa terapia sullo sviluppo del cancro al seno.[91] Tuttavia, la ragione può essere la diversa selezione e pre-malattia dei partecipanti a questo studio.

La carenza di vitamina B12

Altri studi suggeriscono che la carenza di vitamina B12 aumenta il rischio di cancro. Uno studio finlandese ha dimostrato che livelli inadeguati di vitamina B12 nel siero hanno aumentato il rischio di cancro gastrointestinale di 5,8 volte.[92]

Il deficit di vitamina B12 è stato anche associato ad un aumento del rischio di cancro nelle persone anziane.

Studi confermano che il rischio di cancro ematologico (leucemia) è aumentato di 5,7 volte nei casi di carenza di vitamina B12.[93] Questi risultati suggeriscono un effetto protettivo della vitamina B12 contro il cancro.

La vitamina B12 come marcatore

Alcuni studi suggeriscono che livelli troppo elevati di vitamina B12 nel siero possono aumentare il rischio di cancro. Un’analisi danese ha dimostrato che le persone con livelli eccezionalmente elevati di vitamina B12 (oltre 600 pmol/L) hanno un rischio significativamente maggiore di contrarre il cancro, in particolare il cancro ematologico ed epatico. [94]

Tuttavia, poiché i partecipanti allo studio non hanno assunto integratori di vitamina B12, è possibile anche che livelli elevati di vitamina B12 siano aumentati drasticamente poco prima che si verificasse il cancro, per cause che non sono ancora state studiate. Questi risultati suggeriscono che la vitamina B12 è un possibile marcatore per la diagnosi precoce del cancro.

La vitamina B12 aumenta il rischio di soffrire di cancro?

Attualmente, la questione centrale è sapere se la vitamina B12 aumenta il rischio di cancro. Una ricerca condotta da ricercatori norvegesi ha preso in analisi questo problema e ha concluso che l’assunzione di acido folico unitamente alla vitamina B12 e alla vitamina B12 (400 μg / giorno) in pazienti con cardiopatia ischemica aumenta il rischio di cancro.[95]

Nonostante ciò, la diversità nei risultati di questa ricerca in relazione agli studi precedenti, potrebbe essere attribuita alla scelta dei soggetti, dato che le malattie cardiovascolari aumentano il rischio di cancro e questo non può essere eliminato con il somministro di vitamina B12.[96]

Ad ogni modo, i risultati degli studi sulla relazione tra vitamina B12 e cancro continuano a confondere gli scienziati.

La vitamina B12 riduce gli effetti collaterali della chemioterapia

Un altro aspetto rilevante per quanto riguarda la relazione esistente tra  vitamina B12 e cancro è l’effetto, scoperto recentemente, che la vitamina B12 ha sulla chemioterapia in relazione alla neuropatia periferica, che è molto dolorosa e può portare all’interruzione del trattamento.

Le opzioni terapeutiche per la neuropatia periferica sono molto limitate, per cui è stata condotta una revisione sistematica della letteratura scientifica per trovare una soluzione. L’analisi di 259 articoli scientifici ha rivelato che la vitamina B12 ha un significativo effetto palliativo sulla neuropatia periferica in chemioterapia, quindi è raccomandato come coadiuvante terapeutico per il suo trattamento.[97]

Il rapporto specifico tra vitamina B12 e il cancro rimane dibattuto. Tuttavia, sembra chiaro che una carenza di vitamina B12 possa aumentare il rischio di cancro. Inoltre, dati i benefici che porta ad altri aspetti della salute, si raccomanda di avere un livello sufficiente di vitamina B12.

La vitamina B12 e la fertilità

La maggior parte delle persone vuole formare una famiglia. Tuttavia, in alcuni casi le coppie, dopo anni di tentativi, devono affrontare il doloroso fatto di non potere avere figli a causa di un problema di infertilità. Si parla di infertilità quando non vi è il concepimento dopo dodici mesi di rapporti sessuali non protetti. L’infertilità colpisce circa il 15% delle coppie che cercano di avere un figlio. [98]

L’infertilità si deve a diversi motivi, una di queste cause è la carenza di vitamina B12.

La vitamina B12 e la fertilità della donna

L’evidenza iniziale della relazione tra la vitamina B12 e la fertilità si evidenziò a partire da uno studio realizzato su donne con aborti multipli, nelle quali si analizzò il loro livello di vitamina B12.

La carenza di vitamina B12 conduce all’aborto involontario e infertilità

Delle 14 donne che presentavano deficit di vitamina B12, 11 hanno avuto aborti spontanei e 4 hanno avuto periodi, da 2 a 8 anni, in cui non erano fertili. Gli scienziati hanno suggerito che la causa dell’aborto e dell’infertilità delle partecipanti era dovuta all’aumento della coagulabilità del sangue (ipercoagulabilità), prodotta da alti livelli di omocisteina nel plasma sanguigno. Questi livelli sono dovuti ad una carenza di vitamina B12 e causano l’aborto spontaneo del feto. Una carenza prolungata di vitamina B12 porta all’infertilità.

gravidanza

Le cause fisiologiche possono essere dovute a cambiamenti nell’ovulazione, sviluppo dell’ovulo o impianto dell’uovo fecondato. Il trattamento con vitamina B12 ha dimostrato che la carenza di questa vitamina era la causa dell’infertilità.

In 10 dei casi, dopo il trattamento con vitamina B12, le donne hanno avuto una gravidanza normale. In 6 casi, il primo concepimento è avvenuto dopo l’inizio del trattamento. [99] [100]

La vitamina B12 aumenta la fertilità

La coppie colpite dal problema dell’infertilità dispongono attualmente della fecondazione assistita. Questi metodi includono la fecondazione in vitro e l’iniezione intracitoplasmatica dello sperma. In Europa, tra il 2% e il 6% delle gravidanze avviene ora attraverso la fecondazione assistita. Nonostante i grandi progressi in questo settore, il tasso di successo per ciclo si aggira sul 30%.

Uno studio realizzato su 100 donne che sono state sottoposte da uno a cinque processi di riproduzione assistita ha dimostrato che le donne con alti livelli sierici di vitamina B12 avevano maggiori possibilità di successo nell’impianto embrionale, e il doppio della percentuale di nati vivi con successo.

Vitamina B12 e fertilità dell’uomo

Nel 40% delle coppie infertili, la qualità dello sperma dell’uomo è un dato essenziale. La causa dell’infertilità può essere un numero insufficiente di spermatozoi, un’insufficiente motilità (velocità) o l’incapacità degli spermatozoi di fecondare.

Una recente revisione sistematica della letteratura scientifica sulla vitamina B12 e l’infertilità maschile ha rivelato che: [101]

  • I livelli plasmatici della vitamina B12 sono più bassi in uomini infertili che in quelli fertili
  • Il trattamento degli uomini infertili con vitamina B12 (1500 μg/giorno) può aumentare la motilità degli spermatozoi di un 50% in solo otto settimane
  • La vitamina B12 migliora la qualità del seme, il conteggio dello sperma e l’integrità del genoma (DNA) nella cellula spermatica
  • La vitamina B12 non influenza i livelli ormonali, come il testosterone
  • Un aumento nei livelli di omocisteina è nocivo per gli spermatozoi. La riduzione dei livelli di omocisteina attraverso l’assunzione della vitamina B12 aumenta la qualità dello sperma.

In breve, le evidenze scientifiche indicano che la vitamina B12 può rappresentare “punto di svolta” importante tra fertilità e infertilità. Di conseguenza, è consigliabile eseguire dei test sui livelli di vitamina B12 all’inizio della pianificazione della gravidanza per evitare le conseguenze di una mancanza di vitamina B12.

Inoltre, la vitamina B12 è consigliata anche attraverso integratori alimentari, soprattutto se si presenta una carenza di vitamina B12 o si segua una dieta vegetariana o vegana.

La vitamina B12 in gravidanza, allattamento e nello sviluppo del neonato

Durante la gravidanza e l’allattamento è importante mantenere una dieta equilibrata, poiché il corpo della donna sta realizzando uno sforzo aggiuntivo. Anche se molte carenze sono compensate dal desiderio di cibo e dall’adozione di una dieta più naturale, c’è sempre la possibilità che alcuni deficit possano passare inosservati, con ciò che questo comporta.

neonato

Durante la gravidanza, la carenza di ferro e acido folico si previene di solito con l’assunzione di integratori. Tuttavia, a volte si ignora la carenza di vitamina B12. La vitamina B12 è essenziale durante la gravidanza e l’allattamento per garantire il benessere della madre e il sano sviluppo del bambino durante la crescita.

Assunzione giornaliera consigliata di vitamina B12 durante la gravidanza e l’allattamento

Per quanto riguarda la vitamina B12 in relazione al benessere della madre e del bambino, la sua importanza spiega la quantità di vitamina B12 raccomandata giornalmente durante la gravidanza e l’allattamento, come si espone qui di seguito: [102]

  • Quantità giornaliera consigliata di vitamina B12 in donne incinta: 3.5 μg / giorno
  • Quantità giornaliera consigliata di vitamina B12 in donne che stanno allattando: 4.0 μg / giorno
  • In confronto, la quantità giornaliera consigliata per adulti: 3.0 μg / giorno

Va segnalato che la vitamina B12 è estremamente importante all’inizio della gravidanza.

Perchè è così importante la vitamina B12 per la madre durante la gravidanza e l’allattamento?

L’eritropoiesi, o formazione di globuli rossi, è al massimo durante i primi due trimestri di gravidanza per soddisfare i bisogni crescenti della madre e la crescita dell’embrione. Studi scientifici dimostrano che il fabbisogno di vitamina B12 è particolarmente elevato durante le prime 27 settimane di gravidanza. Nell’ultimo trimestre di gravidanza, la vitamina B12 si combina con l’assorbimento e l’utilizzo di acido folico.[103]

Livelli inadeguati di vitamina B12 riducono la fertilità e sono legati al rischio di aborto. Studi su donne che hanno avuto aborti ripetuti e gravidanza precoce (tra la quinta e l’undicesima settimana di gestazione) hanno rivelato che il 9% di queste donne ha un deficit di vitamina B12 più alto rispetto alle donne che hanno gravidanze normali.[104]

Una carenza di vitamina B12 aumenta il rischio della madre di sviluppare il diabete durante la gravidanza (diabete gestazionale). Il rischio è particolarmente elevato se si hanno anche alti livelli di acido folico.[105] Ecco perché è così importante controllare i livelli di acido folico e vitamina B12 durante la gravidanza.

Il deficit di vitamina B12 durante la gravidanza aumenta il rischio di parto prematuro e può provocare un peso basso del neonato, secondo le analisi effettuate su questo argomento. [106]

La vitamina B12 per il feto e il neonato durante la gravidanza e l’allattamento

La maggior parte degli studi sugli effetti della carenza di vitamina B12 su feti e neonati sono state condotte su madri che seguono una dieta vegana o vegetariana. È stato dimostrato che un’assunzione insufficiente di vitamina B12 può avere gravi conseguenze. Infatti, è importante un assicurare un apporto sufficiente di vitamina B12 in gravidanza, perché questa condizione viene trasferita al feto.

Il rischio di una carenza di vitamina B12 non si limita esclusivamente alle donne vegane o vegetariane, ma colpisce anche le persone che hanno cambiato dieta, così come quelle che consumano pochissima carne o prodotti animali anche se non seguono una dieta rigorosamente vegetariana [107]

Possibili effetti della carenza di vitamina B12

L’insufficiente assunzione di vitamina B12 durante le prime settimane di gravidanza può portare a carenze neurologiche e del tubo neurale, un difetto congenito che colpisce il cervello e il midollo spinale neonatale. La spina bifida (schiena aperta), che può causare paralisi, e l’anencefalia, che è mortale, si trovano all’interno dei difetti del tubo neurale. [108]

Una lieve carenza di vitamina B12 durante la gravidanza può causare a lungo termine danni neurologici e cognitivi al bambino, anche quando la carenza venga corretta nella prima infanzia. I sintomi tipici di questo danno neurologico includono irritabilità, disturbi della crescita, disturbi dello sviluppo e riduzione delle prestazioni intellettuali. Una carenza di vitamina B12 nei primi anni di sviluppo è stata anche collegata ad un quoziente intellettivo inferiore fino all’età di 8 anni.[109]

allattamento vitamine

Un apporto inadeguato di vitamina B12 all’embrione aumenta il rischio di sviluppare malattie croniche, come il diabete, l’obesità, le malattie cardiovascolari e il cancro.[110] [111] [112]

Come prevenire la carenza di vitamina B12 durante la gravidanza e l’allattamento?

Uno dei modi più indicati per trattare la salute della madre e la crescita del bambino è quello di garantire un adeguato apporto di vitamina B12 alla madre, dato che questa passa dalla plecenta all’embrione, oltre ad essere contenta nel latte materno.  [113]

Per garantire un apporto ottimale, gli esperti raccomandano di aumentare il livello di vitamina B12 ad almeno 221 pmol/L prima della gravidanza.

Data la limitata capacità dell’organismo di assorbire la vitamina B12, si raccomanda di assumere una dose giornaliera di vitamina B12 da 500 μg a 1000 μg quando si pianifica una gravidanza.

La vitamina B12 e l’osteoporosi

La densità ossea è un problema importante per le persone anziane. La bassa densità ossea può portare all’osteoporosi, la quale è associata ad un aumento del rischio di fratture ossee. Stili di vita sani e abitudini alimentari possono ridurre il rischio di osteoporosi e fratture ossee.

I fattori che incidono sulla densità ossea, oltre al componente genetico, riguardano l’esercizio fisico, il peso, il consumo di alcol, fumo, i livelli di estrogeni e un adeguato apporto di calcio.[114]

Le vitamine aiutano anche alla formazione delle ossa e aiutano a preservare la densità ossea.

La vitamina D è nota per i suoi effetti preventivi sull’osteoporosi, ma anche il gruppo delle vitamine del gruppo B, come la vitamina B12, è coinvolto nella formazione di ossa sane.

La carenza di vitamina B12 aumenta il rischio di soffrire una frattura ossea

Numerosi studi realizzati negli ultimi anni hanno dimostrato che livelli bassi o insufficenti di vitamina B12 nel sangue producono chiari segni di diminuzione della densità ossea:

  • Uno studio svedese esaminò i livelli di vitamina B12 e omocisteina in 790 uomini di età compresa tra i 70 e gli 81 anni. I partecipanti allo studio furono valutati nei 6 anni successivi, nei quali furono documentate le loro possibili fratture.
  • Si riscontrò che il rischio di fratture ossee aumenta considerevolmente con la diminuzione della concentrazione di vitamina B12. Ciò significa che più bassa è la concentrazione di vitamina B12 nel sangue, maggiore è il rischio di frattura ossea. I partecipanti con bassi livelli di vitamina B12 avevano un rischio di frattura superiore del 70%. Nel caso specifico di frattura lombare, il rischio di questo gruppo aumentò al 120%. [115]
  • Una meta-analisi di sei prove di vitamina B12 riscontrò che un adeguato apporto di vitamina B12 riduce anche il rischio di fratture ossee in donne anziane.[116]
  • Nel caso di persone anziane che, inoltre, seguono una dieta vegetariana e presentano una maggiore carenza di vitamina B12, non consumando prodotti di origine animale, si è osserò anche una minore densità minerale ossea e un maggior rischio di fratture.[117]

Un’analisi generale della letteratura scientifica sull’argomento mostra una tendenza molto chiara: un aumento del livello sierico di vitamina B12 di 50 pmol/L riduce del 4% il rischio di subire una frattura ossea.[118] Tuttavia, non è ancora chiaro esattamente come la vitamina B12 rinforzi le ossa.

La vitamina B12, può fermare la perdita di densità ossea?

Relativamente al fatto che la carenza di vitamina B12 aumenta il rischio di fratture ossee e osteoporosi, è possibile affermare che l’assunzione di vitamina B12 diminuisce questo rischio. Nonostante ciò, le prove scientifiche non sono ancora del tutto chiare.

I risultati dello studio B-PROOF (sulla prevenzione delle fratture ossee osteoporotiche attraverso l’assunzione di vitamina B12) non hanno mostrato alcun effetto significativo dell’assunzione di vitamina B12. In questo studio circa 3.000 partecipanti, tutte persone anziane, ricevettero 500 μg di vitamina B12 e 400 μg di acido folico al giorno, così come vitamina D3. Le fratture in questo gruppo raggiunsero una percentuale del 4%, mentre nel gruppo placebo la percentuale fu del 5%.

Sebbene il somministro combinato di vitamine ha ridotto il rischio effettivo di fratture, la differenza non è statisticamente significativa. Nonostante ciò, le statistiche sono significative nel caso del gruppo di soggetti di età superiore agli 80 anni, in tal caso il somministro di vitamina ha ridotto in modo significativo il rischio di fratture.[119]

Prevenzione ottimale dell’osteoporosi e del rischio di soffrire fratture ossee

Per evitare il rischio di osteoporosi e fratture ossee, è necessario evitare la carenza di vitamina B12 in età avanzata. Per ottenere un apporto sufficiente di vitamina B12, è necessario mantenere una dieta equilibrata con un elevato contenuto di prodotti di origine animale. In caso di consumo ridotto o nullo di alimenti di provenienza animale durante la vecchiaia, la vitamina B12 dovrebbe essere assunta sotto forma di integratore alimentare per evitare carenze.

Fratture ossee e vitamina B12

La vitamina B12 negli alimenti

L’organismo ha bisogno di un sufficiente apporto giornaliero di vitamina B12 per prevenirne la carenza e le gravi conseguenze che questa comporta. Ma quali alimenti contengono più vitamina B12?

La vitamina B12 è presente principalmente negli alimenti di origine animale. Tuttavia, la quantità di vitamina B12 contenuta in ogni alimento non dipende esclusivamente dalla sua origine, ma anche la cottura ha un’influenza, dato che circa il 30% della vitamina B12 si perde durante questo procedimento. [120]

Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) ha pubblicato la più completa tabella nutrizionale degli alimenti contenenti vitamina B12. Contiene più di 7000 alimenti. [121] Le migliori fonti di vitamina B12 sono le viscere degli animali, come il fegato e i reni, così come la carne di agnello, anatra e oca. Inoltre, anche le cozze e le ostriche sono molto ricche in vitamina B12.

Tabella degli alimenti che contengono vitamina B12 (ogni 100 grammi)

Carne:

  • Fegato di vacca cotto: 96 μg
  • Fegato di vitello, crudo: 91 μg
  • Anatra o foie gras, crudo: 54 μg
  • Rene di vitello, crudo: 50 μg
  • Fegato di maiale, crudo: 26 μg
  • Fegato di pollo fritto: 21 μg
  • Filetto di manzo alla brace: fino a 8 μg (in base alla porzione)
  • Carne di vacca (lombata), alla brace: 4 μg
  • Carne di cervo, stufata: 3 μg
  • Agnello, crudo o cotto: 3 μg
  • Carne di pollo alla brace: 0,7 μg

Carni lavorate:

  • Fegato : 13 μg
  • Salame: 3 μg
  • Tritato, cotto: 3 μg
  • Wurstel: 1,6 μg
  • Prosciutto (maiale): 1,1 μg
  • Costolette (carne di manzo): 1.1 μg
  • Carne di manzo, senza grasso, cruda: 1,1 μg
  • Sanguinaccio: 1 μg
  • Hamburguer da fast food: 0.9 μg

Pesce e molluschi:

  • Cozze al vapore: 99 μg
  • Polpo, cotto al vapore: 36 μg
  • Ostriche al vapore: 29 μg
  • Salmone affumicato: 18 μg
  • Pesce (baccalà, aringhe), crudo: 10 μg
  • Salmone selvatico, cotto: 3 μg
  • Tonno in scatola: 3 μg
  • Calamari: 1.3 μg
  • Insalata di tonno: 1,2 μg

Prodotti caseari e uova:

  • Latte en polvo: 4 μg
  • Emmental: 3 μg
  • Siero di latte in polvere: 2.4 μg
  • Mozzarella, parmigiano: 2.3 μg
  • Brie: 1.7 μg
  • Edam, Gouda: 1.5 μg
  • Parmigiano grattugiato: 1,4 μg
  • Camembert: 1.3 μg
  • Yogurt greco: 0.8 μg
  • Latte di pecora: 0,7 μg
  • Yogurt naturale: 0.6 μg
  • Latte, siero di latte: 0.5 μg
  • Gelato, yogurt gelato: 0.5 μg
  • Panna acida: 0.3 μg
  • Formaggio pecorino, morbido: 0,2 μg
  • Burro: 0.2 μg
  • Panna (liquida): 0.2 μg
  • Latte materno: 0.05 μg
  • Uova d’anatra, crude: 5 μg
  • Uovo, fritto: 3 μg
  • Uovo, sodo: 1,1 μg
  • Uova, crude: 0.9 μg
  • Uova strapazzate: 0.8 μg
  • Uovo in camicia: 0.7 μg

Prodotti arricchiti con vitamina B12:

  • Cereali arricchiti: fino a 20 μg (in base al prodotto)
  • Latte di mandorle, latte di cocco: 1.3 μg
  • Latte di soia: 1,1 μg
  • E latte di riso: 0.6 μg

Altri alimenti e prodotti pronti:

  • Alghe secche: 2,3 μg *
  • Alghe marine, umide: 0.3 μg *
  • Purè di patate: 0,2 μg
  • Crepes: 0.2 μg
  • Croissant: 0.2 μg
  • Maionese: 0.1 μg
  • Margarina: 0.1 μg
  • Pasta (all’uovo), cotta: 0,1 μg
  • Miso: 0.1 μg
  • Uovo con patate: 0.1 μg
  • Muesli: 0.1 μg

Alimenti che contengono tracce di vitamina B12 (tra 0.01 μg e 0.05 μg):

  • funghi *
  • birra
  • pane
  • patate dolci*
  • vino

Alimenti che non contengono vitamina B12:

  • grassi
  • oli
  • olio di fegato di merluzzo
  • frutta
  • verdure
  • spezie
  • legumi
  • insalate
  • erbe
  • farina
  • riso
  • pasta (senza uova)
  • gelatina
  • lievito

* Nota: i valori di vitamina B12 misurati in piante, funghi e alghe marine dipendono dall’ambiente di provenienza del nutriente e sono soggetti a forti variazioni secondo la regione di provenienza di ogni alimento. [121]

Esiste qualche fonte vegetale di vitamina B12?

Si è trovato qualche contenuto di vitamina B12 in alcune alghe marine, come nori, clorella e spirulina. Tuttavia, il problema è che questi test sono oscillanti e questi ingredienti hanno un contenuto potenzialmente molto elevato di pseudovitamina B12. [120] [122] [123]

La biodisponibilità della vitamina B12: Un tema cruciale!

Gli alimenti che abbiamo elencato contengono valori di vitamina B12 misurati per 100 grammi. Tuttavia, va fatto notare che non tutta la vitamina B12 in essi contenuta è effettivamente disponibile per l’organismo.

La biodisponibilità della vitamina B12 varia notevolmente a seconda della preparazione dell’alimento. Ad esempio, dopo l’ingestione di 200g di hamburger di agnello cotto, sono disponibili 3 μg di vitamina B12, ma il corpo può utilizzare solamente circa l’80% di questa quantità.

Nel caso del latte, la biodisponibilità è di circa il 60%, mentre con il paté di fegato può essere utilizzato solo il 10% circa della vitamina B12 assorbita. Come regola generale, gli adulti sani sfruttano solo il 50% della vitamina B12 consumata nella loro dieta.

La vitamina B12 si trova solo negli alimenti di origine animale e nei loro derivati.

Quelli che ne forniscono di più sono le viscere, come il fegato e i reni. Anche i prodotti lattiero-caseari, le uova e i loro derivati sono una preziosa fonte di vitamina B12.

Le persone che hanno adottato uno stile di vita che esclude o riduce il consumo di alimenti di origine animale dovrebbe, per soddisfare il fabbisogno giornaliero, assumere alimenti ricchi di vitamina B12 o in alternativa utilizzare integratori alimentari a base di questa vitamina in modo tale da poter prevenire una possibile carenza.

Carenza di vitamina B12 come conseguenza dell’assunzione di farmaci

I farmaci, oltre ai loro effetti benefici, hanno anche effetti collaterali che possono influire sul benessere del paziente. Alcuni farmaci riducono o impediscono l’assorbimento della vitamina B12 nell’organismo. Questo effetto collaterale, che spesso passa inosservato, può portare alla carenza di vitamina B12 e ai sintomi associati a questa carenza. Ti spieghiamo qui cosa produce la carenza di vitamina B12.

Fra i farmaci che causano una carenza di vitamina B12 figurano quelli dei seguenti gruppi: [87]

  • Inibitori della pompa de protonica
  • Antibiotici (cloranfenicol)
  • Antagonisti del recettore dell’istamina
  • Metformina

La carenza di vitamina B12 causata dall’inibitore della pompa protonica

Gli inibitori della pompa protonica sono usati per ridurre l’acido gastrico in eccesso. Questo si verifica, ad esempio, in caso di malattia da reflusso gastroesofageo, bruciore di stomaco, gastrite, o dopo infezione da Helicobacter pylori.

Gli inibitori della pompa protonica sono spesso prescritti come “protezione gastrica” quando devono essere assunti farmaci che irritano lo stomaco. I principi attivi contenuti negli inibitori della pompa protonica sono conosciuti, tra gli altri, con i nomi commerciali di omeprazolo, pantoprazolo, esomeprazolo, rabeprazolo e lansoprazolo.

L’uso prolungato di inibitori della pompa protonica o di protettori di stomaco, oltre ad una lunga lista di effetti avversi, può provocare gravi carenze di vitamina B12. Questa circostanza è dovuta al fatto che riducendo l’acido gastrico, la vitamina B12 assunta non viene rilasciata nello stomaco. Si tratta di un effetto progressivo e cioè, se vengono assunti questi inibitori della pompa protonica a lungo termine, la concentrazione di vitamina B12 si riduce.[125]

La carenza di vitamina B12 causata dall’uso di antibiotici

In rari casi, è stato dimostrato che l’assunzione dell’antibiotico cloramfenicolo a banda larga produce una carenza acuta di vitamina B12, nelle persone che lo assumono in caso di anemia. Il motivo non è chiaro. [126] Tuttavia, questa interazione fatale tra cloramfenicolo e vitamina B12 si verifica solo in casi eccezionali. In generale, l’uso di cloramfenicolo nell’anemia è considerato innocuo.[127]

antibiotici

Il controllo del livello della vitamina B12 è decisivo

In questi casi è essenziale controllare i livelli di vitamina B12. Uno studio su pazienti che hanno assunto inibitori della pompa protonica sui quali fu realizzato un test sierologico della vitamina B12 ha mostrato che il 10% dei pazienti era carente di vitamina B12. Inoltre, ulteriori misurazioni di MMA e omocisteina hanno rivelato che il 31% dei pazienti era carente di vitamina B12.

Questi risultati contrastanti spiegano perché la carenza di vitamina B12 dovuta all’inibitore della pompa protonica non è ancora definitiva. [128]

Per contrastare la carenza di vitamina B12 causata dall’inibitore della pompa protonica, oltre ad assumere alte dosi di vitamina B12, si raccomanda anche di assumere calcio. [129]

La carenza di vitamina B12 causata dagli antagonisti del recettore dell’istamina

Questo termine ci si riferisce agli antistaminici che bloccano il recettore dell’istamina H2 per produrre meno istamina. I recettori di H2 si producono principalmente nel cuore, nei vasi sanguigni e soprattutto nella mucosa gastrica. Gli antistaminici H2 sono spesso usati per trattare le ulcere gastriche e duodenali.

Analogamente agli inibitori della pompa protonica, anche gli antistaminici H2 inibiscono anche la produzione di acidi gastrici. Per questa ragione, portano ad un assorbimento insufficiente di vitamina B12 nella dieta e di conseguenza ad una carenza di vitamina B12, in particolare nei casi di uno prolungato di antistaminici H2. [130]

La carenza di vitamina B12 causata dalla metformina

La metformina è un farmaco usato per trattare il diabete mellito di tipo 2. La metformina è un farmaco antidiabetico orale che riduce l’incidenza di malattie cardiovascolari associate al diabete di tipo 2.

Uno studio su 231 pazienti con diabete di tipo 2 ha dimostrato che l’assunzione di metformina aumenta notevolmente il rischio di carenza di vitamina B12. Rispetto al gruppo di controllo, dove circa il 6% era carente di vitamina B12, la percentuale di coloro che assumevano metformina era del 18%.

Il rischio ha continuato ad aumentare con l’uso concomitante di inibitori della pompa protonica e/o antistaminici H2.[131]

Il motivo dell’aumento del rischio di carenza di vitamina B12 non è ancora chiaro. Si ritiene che la metformina influenzi l’attività del calcio sulla superficie cellulare. Questo potrebbe bloccare l’assorbimento della vitamina B12 attraverso il fattore intrinseco, poiché questo processo dipende dal calcio.[132]

Contatto con protossido di azoto (anestesia con protossido di azoto)

Esistono diversi indizi che dimostrano che il contatto con il protossido di azoto può distruggere le riserve di vitamina B12 dell’organismo. Il protossido di azoto è usato dai dentisti per alleviare il dolore ed è anche usato in sala operatoria come anestetico. L’uso di protossido di azoto rappresenta un rischio per chiunque abbia una carenza di vitamina B12 non diagnosticata e non trattata.

Anche le persone che lavorano nel settore sanitario e sono regolarmente esposte al protossido di azoto sono più a rischio. Uno dei problemi più gravi è l’uso improprio da parte del personale medico, adolescenti e giovani come divertimento, in quanto questa sostanza può causare gravi danni neurologici.

Come si può trattare o prevenire la carenza della vitamina B12 causata dai farmaci?

Le persone che assumono farmaci a lungo termine i cui principi attivi possono causare carenza di vitamina B12 dovrebbero monitorare regolarmente i loro livelli di questa vitamina.

Dovrebbero anche prestare attenzione ai possibili sintomi. In ogni caso, è consigliabile assumere preventivamente la vitamina B12. La soluzione migliore in questo caso consiste nel prendere compresse di vitamina B12, in quanto si assorbono attraverso la mucosa orale e si evita di dover passare attraverso il tratto gastrointestinale.

Interazioni della vitamina B12

Fornire al corpo tutte le sostanze nutritive di cui ha bisogno è un processo complesso in cui tutti gli elementi coinvolti devono essere bilanciati. Spesso, la combinazione di sostanze nutritive deve essere analizzata per utilizzare ogni elemento in modo ottimale.

La vitamina B12 reagisce con una ampia varietà di molecole e nutrienti. Queste interazioni della vitamina B12 possono aiutare ad assorbire meglio, e con più efficacia, la stessa vitamina e i restanti nutrienti.

Interazione della vitamina B12 con l’acido folico

Una delle interazioni più note della vitamina B12 è con l’acido folico. Entrambe le molecole sono coinvolte criticamente nel metabolismo di un carbonio. In questo caso, la vitamina B12 è la responsabile dell’aggiunta di metil omocisteina (un composto chimico di un atomo di carbonio con tre atomi di idrogeno) e disabilitare l’omocisteina.

L’omocisteina è un prodotto di degradazione naturale dell’amminoacido metionina. L’aumento dei livelli di omocisteina causa disturbi nel sistema nervoso e porta a depressione, demenza e altre patologie. La vitamina B12 lavora a stretto contatto con i folati (la forma naturale dell’acido folico). [133] [134]

Sebbene l’interazione tra la vitamina B12 e l’acido folico non sia diretta, entrambi gli elementi interagiscono tra loro attraverso gli stessi processi chimici. La vitamina B12 regola anche l’attivazione dell’acido folico. Se la vitamina B12 è disponibile in quantità minime, il folato non può più essere metilato e diventa un precursore inattivo, il 5-metiltetraidrofolato. A causa di questo, una carenza di vitamina B12 porta ad una carenza di acido folico. [135]

Effetto clinico dell’interazione della vitamina B12 e l’acido folico

Carenze di acido folico e vitamina B12 hanno effetti simili. Possono produrre dalle malattie neoplastiche e disturbi mentali fino all’anemia e ai difetti congeniti. Questa somiglianza è dovuta all’influenza di entrambe le molecole sui livelli di omocisteina. [136]

acido folico

Quando vengono regolati i livelli di omocisteina, ad esempio durante la gravidanza, per l’interazione tra la vitamina B12 e l’acido folico, è consigliabile monitorare entrambi i parametri, ovvero quello dell’acido folico e quello della vitamina B12.

Interazione tra la vitamina B12 e altre vitamine del gruppo B

Il gruppo vitaminico B comprende 8 vitamine idrosolubili le quali sono i coinvolte in diverse funzioni per le cellule del copro umano. Le vitamine del complesso B sono specialmente importanti per il cervello, questo perché sono in grado di attraversare la barriera emato-encefalica. Infatti, le concentrazioni di vitamina B5 e B7 nel cervello, per esempio, è 50 volte superiore a quella presente nel plasma.

Studi realizzati su diverse combinazioni di vitamine B indicano che le funzioni e gli effetti delle vitamine B sono correlati. Tuttavia, i dettagli di questa interazione non sono ancora noti. [137] Ad ogni modo, ci sono diverse vitamine del gruppo B la cui interazione con la vitamina B12 è stata studiata a fondo:

  • Vitamina B12 e Vitamina B6: entrambe le vitamine svolgono un ruolo essenziale nel metabolismo di un carbonio.
  • Vitamina B12 e vitamina B7 (biotina): attraverso la vitamina B12 si riciclano i blocchi da costruzione organici per la produzione di energia e la costruzione di nuove sostanze. La biotina e il magnesio sono elementi necessari per l’attivazione della vitamina B12.
  • Vitamina B12, vitamina B2 (riboflavina) e vitamina B3 (niacina): Insieme all’acido folico, la vitamina B12, B2 e B6 intervengono nel metabolismo di un carbonio, che regola la metilazione di altre molecole e l’omocisteina. Inoltre, la vitamina B2 e la vitamina B3 sono necessarie per convertire la vitamina B12 nelle sue forme attive, metilcobalamina e adenosilcobalamina. [138]

Interazione tra la vitamina B12 e il calcio

La vitamina B12 si può trasportare solo attraverso la parete della mucosa intestinale dove si unisce al fattore intrinseco e si mette a disposizione delle cellule del corpo. Affinchè l’unione si produca è necessario il calcio

Come prendere la vitamina B12, da sola o con altri nutrienti?

In base alle interazioni esistenti tra la vitamina B12 e altre vitamine del gruppo B, acido folico, magnesio e calcio, ci si chiede se la vitamina B12 sia più efficace in combinazione con queste altre sostanze nutritive. La risposta è che questo dipende da ogni singolo caso e dai sintomi specifici della carenza. Se è presente solo una carenza di vitamina B12, ad esempio nel caso di una dieta vegana, l’assunzione di vitamina B12 da sola è sufficiente a ripristinare l’equilibrio.

In altre circostanze, come è il caso della gravidanza, la vitamina B12 è di solito somministrata in combinazione con l’acido folico per prevenire possibili difetti congeniti. Nonostante ciò, studi condotti recentemente hanno dimostrato che il trattamento a base di vitamina B unitamente ad altre sostanze nutritive può avere effetti più significativi di quelli ipotizzati fino ad ora.  c

Una carenza di vitamina B può essere relazionata allo sviluppo della sclerosi multipla, in ragione dell’importanza che le vitamine del gruppo B hanno sul cervello e sul sistema nervoso centrale. Attualmente, i ricercatori stanno studiando la possibilità che il trattamento combinato con vitamine del gruppo B possa revertire il processo e fermare il decorso della malattia.[140]

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Overdose di vitamina B12

Le vitamine sono necessarie (vitali), aiutano a sviluppare le funzioni corporee di base e a mantenere una buona salute. Tuttavia, alcune vitamine devono essere assunte nelle dosi corrette, poiché quantità eccessive possono causare effetti collaterali.

La vitamina B12 spesso si somministra in dosi alte, può prodursi un sovradosaggio? Come riconoscere un’overdose di vitamina B12?

La vitamina B12 ha pochi effetti collaterali, anche in dosi elevate

In seguito all’impiego della vitamina B12 come rimedio nel trattamento dell’anemia e dell’anemia perniciosa, sono stati analizzati gli effetti di vari dosaggi di vitamina B12. Questi studi hanno rivelato che la vitamina B12 ha “pochi effetti collaterali”.[141] La spiegazione è che l’eccesso di vitamina B12 può essere eliminato attraverso i reni e l’urina. Questo significa che quantità fino a 3000 μg possono essere considerate innocue. [142]

È possibile un’overdose di vitamina B12?

Un sovradosaggio di vitamina B12 è praticamente impossibile a causa dell’escrezione automatica. A dosi estremamente elevate, potrebbe portare ad un sovraccarico non specifico della vitamina B12 dei reni. Tuttavia, questo sembra essere un rischio clinicamente basso.

Le dosi estremamente elevate di 5000 μg sono utilizzate come antidoto all’avvelenamento da cianuro per inalazione dei gas di scarico. Anche questi dosaggi sono considerati sicuri per il trattamento dei bambini e delle donne in gravidanza in caso di avvelenamento da fumo. [143]

È utile un’overdose di vitamina B12?

Lasciando da un lato il caso di avvelentamento da cianuro o di anemia perniciosa acuta, non ha senso il somministro di una dose di vitamina B12 superiore a 1000 μg. Infatti, nei casi di carenza di vitamina B12 o quando la capacità di assorbimento è inferiore (per esempio nei casi di interazioni farmacologiche o per assenza del fattore intrinseco) non è mai consigliata una quantità giornaliera superiore a 1000 μg.

Il motivo di ciò è l’utilizzo reale, relativamente basso, della vitamina B12 attraverso il fattore intrinseco e la diffusione passiva. Mentre l’assunzione è limitata a 1,5 μg per pasto attraverso il fattore intrinseco, solo poco più dell’1% della quantità di vitamina B12 assorbita viene utilizzata dall’organismo attraverso la diffusione passiva.

Pertanto, l’assunzione di alte dosi di vitamina B12 non ha senso.

Tuttavia, previene l’insorgenza di una carenza di vitamina B12, i cui effetti potrebbero essere molto più importanti di quelli di un possibile sovradosaggio.

Vitamina B12 ed eruzioni cutanee simili all’acne

Sono stati registrati casi in cui, in seguito al somministro intramuscolare o per via orale di vitamina B12, è avvenuta la comparsa di un’eruzione cutanea molto simile all’acne, che di solito appare sul viso e sulla parte superiore del copro nei primi 6 mesi di trattamento. Nonostante ciò, una volta interrotto il trattamento a base di vitamina B12, l’eruzione cutanea scompare completamente. [144]

Tuttavia, questo effetto collaterale della vitamina B12, che di solito è raro, non deriva da un sovradosaggio, in quanto in alcuni casi è innescato da piccole quantità di vitamina B12.

La causa di questa eruzione cutanea non è chiara e sembra essere legata all’intolleranza personale. In ogni caso, la cessazione dell’assunzione di vitamina B12 termina questi sintomi.

Effetti collaterali della vitamina B12

In casi molto rari, sono stati osservati effetti collaterali simili a quelli prodotti da alcuni farmaci somministrati in modo simile; per esempio, si sono verificati casi isolati di shock anafilattico dopo iniezioni di vitamina B12.[145]

Si ritiene che ciò sia dovuto più al metodo di somministrazione o al materiale utilizzato. E la stessa ragione può essere data ad altre reazioni locali che si verificano dopo iniezioni di vitamina B12, come irritazione cutanea, vertigini, vampate di calore o nausea. [146]

È interessante notare che diverse forme di vitamina B12 producono diversi effetti collaterali. Ad esempio, reazioni immediate di ipersensibilità di tipo 1 (come le reazioni anafilattiche) si verificano con la cianocobalamina, mentre reazioni allergiche si verificano con l’idrossiocobalamina.[147]

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I livelli di vitamina B12

In caso di dubbi sulla carenza di vitamina B12, si consiglia un test che misura i livelli di vitamina B12 nel sangue. Per le persone che seguono una dieta vegana o vegetariana, o perle persone più anziane, il rischio di soffrire una carenza di vitamina B12 è maggiore. Ma chiunque sia preoccupato per l’insorgenza di possibili sintomi di carenza di vitamina B12 dovrebbe effettuare questo test.

Quali test esistono per misurare i livelli di vitamina B12?

Attualmente non esiste un test standard per misurare i livelli di vitamina B12. Ciò è dovuto al fatto che tutte le prove esistenti hanno i loro vantaggi e svantaggi, quindi la scelta del test più appropriato per ogni caso specifico dipende dal criterio del medico. Altri motivi per scegliere un test o l’altro possono essere dovuti all’offerta dei laboratori attualmente presenti sul mercato, poiché alcuni dei test richiedono attrezzature care e costose. Inoltre, le preferenze individuali possono essere cruciali nella scelta di un test adeguato di vitamina B12 perché, a seconda della prova, vengono utilizzati campioni di sangue o di urina.

Test attuali per misurare il livello di vitamina B12:

  • Prova del siero di vitamina B12
  • Prova Holo-TC
  • Test dell’omocisteina
  • Prova dell’urina MMA

Prova del siero di vitamina B12

Il test sierologico della vitamina B12 è in grado di misurare la quantità totale di vitamina B12 presente nel sangue, si tratta probabilmente del test standard più comune. Tuttavia, in comparazione ad altri test sulla vitamina B12 il test sierologico ha una validità limitata. Le carenze di vitamina B12 si rinocoscono molto chiaramente con questo test, ma l’importanza dell’aumento dei livelli di vitamina B12 è bassa. Questo avviene perché la vitamina B12 è presente nel sangue sotto varie e non tutte queste forme sono disponibili per le cellule.

Il test sierologico della vitamina B12 può misurare le due proteine relazionate alla vitamina B12 nel sangue: aptocorrina e transcobalamina (CT). Ad ogni modo, è legato alla TC solo al 20% circa della vitamina B12 in circolazione. Solo questa vitamina B12 è realmente disponibile per le cellule.[148] Questo significa che un test sierologico della vitamina B12 normale, non necessariamente significa che ci sia sufficiente vitamina B12 attiva e disponibile.

Una ricerca condotta negli USA sul’analisi del test sierologico della vitamina B12 su circa 1600 pazienti con deficit di vitamina B12, ha concluso che questo test ha una certezza solo del 22%.

Per questo motivo, si consiglia come test di routine da eseguire unitamente ad altri esami più approfonditi.

Prova Holo-TC

Questo test della vitamina B12 misura solo la proteina legata alla forma della vitamina B12, chiamata olotranscobalamina. Pertanto, questo test serve specificamente a misurare la vitamina B12 effettivamente disponibile. Per la misurazione, come nella prova del siero, viene prelevato un campione di sangue. Il test Holo-TC è considerato un metodo affidabile per determinare il livello di vitamina B12. Qui un deficit di vitamina B12 può essere rilevato con una probabilità del 60% o escluso con una probabilità del 98%.

Prova dell’omocisteina

Questo test della vitamina B12 si basa sulla misurazione dell’aminoacido omocisteina nel sangue. Gli amminoacidi sono gli elementi costitutivi di tutte le proteine dell’organismo. Un accumulo di omocisteina nel sangue è indice di carenza di vitamina B12. Tuttavia, va notato che si tratta della misurazione di un metabolita e non di una misurazione diretta della vitamina B12.

Pertanto, devono essere escluse altre possibili cause di aumento dei livelli di omocisteina. Questo test è considerato relativamente affidabile, poiché una carenza di vitamina B12 è quasi sempre legata ad un aumento dei livelli di omocisteina.

Prova dell’MMA

Questo è l’unico test della vitamina B12 fatto attraverso l’urina. Questo test misura la quantità di acido metilmalonico nelle urine. Se questo acido aumenta, indica una carenza di vitamina B12. Tuttavia, i test MMA richiedono apparecchiature relativamente costose che non sono disponibili in tutti i laboratori. L’MMA può essere misurata anche attraverso il siero del sangue. Il test MMA è considerato un’alternativa affidabile al test Holo-TC.

Confronto delle prove della vitamina B12

Un confronto tra le prove del siero del test holoTC e le prove MMA su 700 persone anziane ha concluso che il test holoTC era il più affidabe, seguito dal test del siero e dalla prova MMA.

Un altro studio, condotto presso l’Ospedale dell’Unviversità di Saarland, ha confrontato i livelli di vitamina B12 in onnivori, vegetariani, anziani e pazienti in dialisi utilizzando test di omocisteina, MMA e holoCT. Livelli troppo bassi di vitamina B12 sono stati trovati principalmente in vegani e vegetariani con il metodo holo-TC. Questi valori sono stati spesso associati a livelli elevati di MMA, che indicano anche una carenza di vitamina B12.

Sorprendentemente, valori troppo bassi di holo-TC e MMA sono stati trovati anche in persone il cui test sierologico indicava un contenuto di vitamina B12 fino a 300 pmol/l, che rientra all’interno della gamma normale.

Questo studio dimostra che il test holo-TC può determinare in modo più affidabile una carenza di vitamina B12 in questi gruppi a rischio rispetto al test sierico.

Un esame condotto su un altro gruppo a rischio a dato un esito diverso: nella popolazione in età avanzata con insufficienza renale o nel caso di pazienti i dialisi, con valori normali diholo-CT, non si può escludere un deficit di vitamina B12 in quanto i livelli ematici di vitamina B12 e MMA sono legati a una normale funzione renale.

Qualcosa di simile è stato dimostrato anche in uno studio su più di 1.000 soggetti con sospetta carenza di vitamina B12. Bassi punteggi holo-CT e alti punteggi MMA si sono verificati in persone con funzione renale sana, ma non in quelle con funzione renale alterata. Nella maggior parte dei soggetti si trovò una carenza di vitamina B12 confermata da test Holo-TC e MMA, nonostante i test della vitamina B12 nel siero risultarono normali.

La vitamina B12 può essere misurata con diversi metodi, nessuno dei quali ha raggiunto il livello di prova standard. Il confronto tra i vari test della vitamina B12 mostra che il livello di vitamina B12 è più affidabile con il metodo holo-TC. Si consiglia vivamente di prestare attenzione quando si valuta il test in persone con insufficienza renale, in quanto questa condizione può influenzare i risultati del test.

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