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Vitamina K – Tutto quello che devi sapere!

Vitamina K – Tutto quello che devi sapere!

Imagina, per un momento, che esista una vitamina che abbia proprietà per far si che il calcio nell’organismo assimilato si utilizzi per formare e rafforzare le ossa senza che si accumuli nelle arterie. Questa vitamina potrebbe prevenire, allo stesso tempo, varie patologie, dall’infarto all’osteoporosi. Bene, per quanto possa sembrare incredibile, gli studi clinici hanno dimostrato che la vitamina K ha esattamente queste proprietà.

Vitamina K2: la prevenzione naturale contro l’osteoporosi e l’arteriosclerosi

L’arteriosclerosi e l’osteoporosi, a prima vista, hanno poco in comune. Tuttavia, entrambe si sviluppano con l’avanzare dell’età.

Sia l’osteoporosi che l’aterosclerosi non nascono dall’ogggi al domani, ma si sviluppano lentamente per decenni, per cui fino a quando non si verifica un attacco di cuore o una frattura ossea, la persona non è a conoscenza che lui o lei è affetto da questa condizione. Apparentemente, le somiglianze finiscono qui.

Tuttavia, analizzando gli effetti della vitamina K2, gli scienziati sono arrivati alla conclusione che la stessa promuove sia ossa forti che arterie pulite. Pertanto, possiamo assicurare che la vitamina K2 è decisiva per la prevenzione delle due malattie più comuni nei paesi industrializzati.

Informazioni sulla vitamina K2

  • Sono vitamine liposolubili del gruppo della vitamina K
  • Contribuiscono a costruire e rafforzare ossa e denti
  • Previene e riduce il calcio che si deposita nelle arterie
  • Attiva, in modo naturale, le proteine che trasportano il calcio (proteine Gla)
  • Garantiscono la coagulazione sanguignea

La vitamina K2 è consigliata per

  • La prevenzione e il trattamento dell’arteriosclerosi
  • Il trattamento e la prevenzione dell’osteoporosi
  • La prevenzione dei problemi di denti sensibili

Gli studi clinici hanno dimostrato gli effetti della vitamina K

Il legame diretto tra vitamina K e malattie cardiovascolari è stato descritto per la prima volta nel 2004 in uno studio clinico su larga scala e ben controllato a Rotterdam.[1]

Lo studio è stato condotto per un periodo di dieci anni, analizzando 4.807 donne e uomini a partire dai 55 anni.

  • Lo studio ha dimostrato che coloro che hanno consumato, durante quel periodo, cibi ricchi di vitamina K hanno avuto una calcificazione inferiore nelle loro arterie.
  • Allo stesso tempo, queste persone hanno avuto fino al 50% in meno di rischio di morire per malattie cardiovascolari. Questa riduzione è stata osservata nelle persone che hanno consumato più di 32mcg di vitamina K2 al giorno, rispetto a quelli che hanno consumato molta vitamina K1.

Una valutazione di sette studi in doppio cieco sull’integrazione di vitamina K negli adulti ha mostrato che l’assunzione di vitamina K2 riduce il rischio di fratture vertebrali fino al 60%, di fratture dell’anca approssimativamente del 77% e il rischio di fratture che non colpiscono l’apparato di Foucault fino all’81%. Inoltre, è stato anche dimostrato che la vitamina K può rallentare la scomposizione della densità ossea.

Cos’è la vitamina K?

La vitamina K è costituita da un gruppo completo di vitamine liposolubili essenziali per la coagulazione del sangue e quindi per mantenere le ossa forti e le arterie sane.

Il gruppo della vitamina K è suddiviso in vitamina K1 (fillochinone) e vitamina K2 (menachinone).

La vitamina K1 svolge un ruolo fondamentale nella coagulazione del sangue. La vitamina K2, invece, attiva le proteine GLA (acido gamma-carbossiglutammico), importanti per il controllo del calcio. Questa funzione ha un forte impatto sulla salute delle ossa e delle arterie.

Queste proteine GLA aiutano a legare il calcio nell’osso e a ridurre i depositi di calcio nelle arterie. Pertanto, la carenza di vitamina K2 è associata ad un aumento del rischio di aterosclerosi e osteoporosi.

Vitamina K2 per le nostre ossa

Benefici della vitamina K

La vitamina K ha un effetto unico tra tutte le vitamine: attiva le proteine GLA (acido gamma carbossiglutammico), essenziali per la coagulazione e il controllo del calcio.

Finora, sono stati trovati quindici diversi tipi all’interno di questa classe di proteine. Gli scienziati sospettano che ve en siano oltre un centinaio in tutto il corpo. La vitamina K2 è l’unica che attiva queste proteine.

Le proteine GLA attivano i fattori di coagulazione nel fegato, l’osteocalcina nelle ossa e la proteina Gla della matrice (MGP) nel sangue.

Pertanto, le proteine GLA aiutano la coagulazione del sangue, assicurano che il calcio possa essere immagazzinato nelle ossa e prevengono e riducono i depositi di calcio nelle arterie.

Il metabolismo del calcio non funziona senza la vitamina K

Se c’è una carenza di vitamina K, il calcio non si deposita nelle ossa, e ciò causa l’osteoporosi. La vitamina K aumenta anche il contenuto complessivo dei minerali nel tessuto osseo. Solo un elevato contenuto di minerali garantisce la solidità delle ossa. Quando il corpo è carente di vitamina K, la densità dei minerali diminuisce e le ossa diventano porose.

Di conseguenza, una carenza di vitamina K causa depositi di calcio nelle pareti delle arterie, che possono portare a malattie cardiovascolari, renali e neurodegenerative.

La vitamina K si incarica di regolare il calcio

La vitamina K è l’incaricata di provocare la cosiddetta “carbossilazione” delle proteine GLS. Durante la carbossilazione, le proteine GLA formano visivamente delle specie di artigli con i quali possono aderire al calcio e muoverlo.

Le proteine che non hanno sufficiente vitamina K non possono formare questi artigli e, pertanto, non possono controllare il minerale. Senza le proteine GLA attivate, il calcio migra incontrollato dalle ossa fino alle arterie e ai tessuti molli dell’organismo.

La vitamina K protegge le ossa

La proteina GLA è conosciuta anche con il nome di osteocalcina, collegata con la densità ossea. L’osteocalcina ha bisogno della vitamina K per immagazzinare il calcio nelle ossa. L’osteocalcina subcarbossilata (osteocalcina senza vitamina K) non può regolare il calcio, il risultato è la riduzione del calcio nei denti e nelle ossa, che diventano porosi. Allo stesso tempo, il calcio di accumula nelle arterie. Questa vitamina può invertire il processo.

La vitamina K protegge le arterie

La vitamina K attiva la proteina Gla della matrice (MGP), responsabile della regolazione del calcio nelle pareti arteriose. Se la vitamina K è carente, queste proteine non si possono attivare, e ciò fa si che si formino i depositi di calcio sottoforma di placca ateroscletorica.

Questo spiega anche perchè i pazienti che prendono anticoagulanti (come le cumarine), che inibiscono gli effetti della vitamina K, soffrono di aterosclerosi accelerata.

Carenza di Vitamina K

La carenza di vitamina K di solito richiede molto tempo per essere notata. Questo perché questa vitamina è coinvolta nei processi dell’organismo che richiedono tempo per prodursi. I primi segni di carenza di vitamina K sono, ad esempio, i lividi causati da una leggera pressione sulla pelle.

Le ferite sanguinanti dopo una lesione particolarmente grave o prolungata indicano un disturbo della coagulazione del sangue e quindi una mancanza di vitamina K1.

Situazioni di carenza da vitamine liposolubili possono verificarsi in caso di un consumo carente in grassi o se l’assorbimento degli stessi è compromesso in seguito all’assunzione di alcuni farmaci o se si soffre di alcuni tipi di patologie. La fibrosi cistica è una malattia che provoca un deficit nella sintesi degli enzimi coinvolti nell’assorbimento del grasso nell’intestino.

Le malattie come l’osteoporosi e la calcificazione delle arterie sono altri sintomi della carenza di vitamina K.

Anche altre patologie che hanno a che fare con le malattie del sistema intestinale, come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa, possono provocare una mancanza di vitamina K, a causa di uno scarso assorbimento nutrizionale.

Inoltre pare che dei bassi livelli di assunzione di vitamina K rappresentino dei fattori di rischio per l’insorgenza dell’osteoporosi. Un apporto supplementare quotidiano di vitamina K, può portare all’incremento della densità ossea, soprattutto per le categorie più a rischio come quelle delle donne in post-menopausa.

Bassi livelli di vitamina K sono stati associati anche ad un maggior rischio di artrite poiché una bassa attività delle proteine dipendenti dalla vitamina K rappresenta per le articolazioni un aumento del rischio.

Per chi è importante la vitamina K?

  • Persone che soffrono di un disturbo nella coagulazione del sangue
  • Anziani con malattie ossee
  • Persone con malattie dei vasi sanguigni (arteriosclerosi)[2]
  • Bambini, per costruire e rinforzare le ossa
  • Persone con sensibilità dentale

Poiché il corpo non produce abbastanza vitamina K, il suo contributo al corpo si realizza attraverso l’alimentazione o integratori alimentari.

Gli anziani hanno un maggiore bisogno di vitamina K. Inoltre, poiché la vitamina K è contenuta principalmente in alimenti di origine animale, la sua assunzione supplementare è consigliata anche per le persone vegetariane e vegane.

La vitamina K attiva le proteine GLA (acido gamma carbossiglutammico), importanti per il controllo del calcio. Finora sono stati trovate quindici classi diverse di questo tipo di proteine.

La vitamina K è l’unica che attiva queste proteine. Senza l’attivazione delle proteine GLA, il calcio migra in modo incontrollato dalle ossa alle arterie e ad altri tipi di tessuti molli.

La vitamina K protegge contro l’aterosclerosi

La vitamina K e l’aterosclerosi

Per oltre mezzo secolo si è creduto che la vitamina K fosse necessaria solamente per una coagulazione del sangue salutare. Tuttavia, negli ultimi anni, si è scoperto che possiede molti altri benefici per l’organismo.

Si è scoperto che la proteina GLA della matrice (MGP), responsabile della regolazione del calcio nelle pareti arteriose. L’attivazione di questa proteina dipende dalla vitamina K. Se la vitamina K è carente, queste proteine non si possono attivare, e ciò fa si che si formino i depositi di calcio sottoforma di placca ateroscletorica.[2]

Vitamina K2 e salute cardiovascolare

Questo aumenta il rischio di soffrire una malattia cardiovascolare e causa la malattia conosciuta come “indurimento delle arterie”. Tanto è vero che il tessuto arterioso sano contiene 100 volte più vitamina K che quello delle arterie calcificate.

Questo spiega anche perchè i pazienti che prendono anticoagulanti (come le cumarine), che inibiscono gli effetti della vitamina K, soffrono di aterosclerosi accelerata.

Cos’è l’ateriosclerosi?

L’indurimento delle arterie, comunemente noto come aterosclerosi, è la malattia più comune oggi. Ogni secondo una persona nel mondo soffre le conseguenze che provoca, come ischemia, trombosi, angina pectoris, infarto del miocardio o ictus.

Queste malattie del sistema cardiovascolare rappresentano il 55% di tutti i decessi nel mondo occidentale.

L’aterosclerosi è un cambiamento degenerativo delle arterie, in particolare delle arterie coronariche, che si sviluppa lentamente nel corso di decenni. La calcificazione è stata a lungo considerata dai medici come un effetto collaterale negativo dell’invecchiamento.

Tuttavia, è ormai noto che l’aterosclerosi è un processo attivamente controllato. Le calcificazioni non causano sintomi, ma, in combinazione con depositi di grasso e ridotta fluidità nei vasi sanguigni, possono causare problemi circolatori, vasi sanguigni ostruiti, angina pectoris, trombosi e, successivamente, un infarto o ictus.

Lo studio di Rotterdam ha dimostrato i benefici della vitamina K2

La normale deposizione di calcio si verifica in due organi: le ossa e i denti. La deposizione anomala di calcio si verifica in tre punti: nello strato interno (intimo) delle arterie, dove si accumula la placca aterosclerotica, nello strato muscolare delle arterie (“calcificazione mediale”), e nelle valvole del cuore.

La vitamina K è il tipo di vitamina K che meglio aiuta il corpo a prevenire la funzione anormale del calcio.

Il calcio è sempre stato considerato un marcatore passivo nelle malattie cardiovascolari. In teoria, il calcio era solo un piccolo residuo rispetto all’attività infiammatoria.

Secondo questa teoria, il calcio può essere considerato un’indicatore di una maggiore stabilità della placca e non svolgerebbe un ruolo attivo nello sviluppo della placca aterosclerotica.

Le ricerche attuali hanno smentito questa conclusione. Il celebre “Studio sul cuore” condotto nel 2004, con un totale di 4807 partecipanti, durante sette anni[1] ha scoperto un chiaro legame tra i livelli di vitamina K2 e le malattie cardiovascolari. Le conclusioni dello studio furono le seguenti:

  • Si riscontrò che i partecipanti che consumarono maggiore quantità di vitamina K ridussero di un 57% la comparsa di malattie cardiovascolari.
  • La relazione precedente non si potè stabilire nei partecipanti che consumarono vitamina K1.[2]
  • Si verificò che l’assunzione di vitamina K2 preveniva i depositi di calcio nell’aorta (riducendo, indirettamente, l’aterosclerosi)[2].
  • Tuttavia, i partecipanti che assunsero meno vitamina K2 soffrirono calcificazioni moderate o gravi.
  • Il minor rischio di infarto del miocardio e di calcificazione aortica è stato trovato nei partecipanti che hanno ingerito più di 32,7mcg di vitamina K.

Considerando la qualità dello studio sul cuore di Rotterdam, possiamo concludere che è stata dimostrata la stretta relazione tra l’assunzione di vitamina K e la riduzione delle malattie cardiovascolari. Questo perché la vitamina K ha un effetto positivo sul cuore e sulla circolazione e inibisce lo sviluppo dell’aterosclerosi.

I medici si stanno concentrando attualmente su come fermare l’accumulo di calcio nel cuore, perché sanno che i depositi di calcio causano lo sviluppo della placca aterosclerotica.

Pertanto, l’accumulo di calcio è indicativo della crescita della placca aterosclerotica, e la carenza di vitamina K può causare questo processo patogeno.

La vitamina K può arrivare ad invertire l’arteriosclerosi?

Un recente studio condotto su animali presso l’Istituto di Ricerca Cardiovascolare dell’Università di Maastricht (Paesi Bassi) ha dimostrato che la vitamina K non solo previene la calcificazione, ma può anche invertirla.

Lo studio è stato condotto con topi di laboratorio che hanno ricevuto l’anticoagulante warfarin per indurre la calcificazione delle arterie. Alcuni ratti sono stati poi nutriti con alimenti ad alto contenuto di vitamina K. Il risultato fu che i topi che ricevevano questa dieta riducevano il contenuto di calcio nelle loro arterie fino al 50% rispetto al gruppo di controllo che riceveva una dieta normale.[3]

Vitamina k e salute delle ossa

Il responsabile dello studio, il professor Leon Schurgers, ha commentato i risultati come segue:

“Le ultime scoperte sul ruolo dell’assunzione di vitamina K2 sono molto interessanti per il trattamento delle malattie cardiovascolari e delle malattie coronariche. Questo studio ha dimostrato che l’assunzione di integratori di vitamina K2 può invertire l’aterosclerosi”.

La vitamina K e la salute ossea

La proteina GLA più conosciuta si chiama osteocalcina. Questa proteina ha bisogno della vitamina K per immagazzinare il calcio nelle ossa.

Se l’organismo non dispone di vitamina K2, l’osteocalcina non può regolare il calcio. Come conseguenza, diminuisce il contenuto di calcio nei denti e nelle ossa che diventano porose. Contemporaneamente, il calcio si accumula nelle arterie. La vitamina K2 può invertire questo processo.

La vitamina K è un nutriente eccezionale per il corretto mantenimento della salute ossea, ruolo che gli è ormai da tempo riconosciuto. È stato più volte dimostrato che coloro che presentano una carenza di vitamina K sono soggetti ad un maggior rischio di procurarsi fratture.[4] Inoltre, per le donne in post menopausa che iniziano a rilevare una diminuzione della densità ossea, la vitamina K può essere un buon alleato per prevenire fratture.

Secondo gli studi[5], le nostre cellule prediligono la forma di vitamina K, K1 e K2, dove ciascuna svolge un ruolo diverso per la salute delle ossa. Nel caso della K2[6], esistono due tipi che generano un maggior livello di assorbimento nel sistema osseo:

  • MK4
  • MK7

In effetti la ricerca si sta interessando molto alla vitamina K2, puntando la sua attenzione soprattutto sui sottotipi esistenti: la vitamina K2 presenta una struttura chimica composta di unità che si ripetono chiamate prenili. Visto che le forme più comuni di K2 sono: 4, 5, 7, 8 o 9 gruppi prenili, da esse derivano le denominazioni: MK-4, MK-5, MK-7, MK-8, o MK-9.

La ‘M’ fa riferimento al termine scientifico “Menachinone”. Mentre una dieta standard raggiunge il 10-20% circa di K2, la proporzione dei suoi sottotipi è molto più variabile: i cibi fermentati a partire dai fagioli di soia contengono una maggior quantità di MK-7; il formaggio di MK-8 e MK-9…

In primo luogo il rapporto tra i benefici per la salute delle ossa e la vitamina K dipendono da due meccanismi di base:

  • Cellule delle ossa denominate “Osteoclasti”
  • Carbossilazione

Gli osteoclasti sono responsabili della demineralizzazione ossea, ovvero di ottenere minerali dalle ossa in modo da condurli ad altri sistemi dell’organismo e utilizzarli per altre funzioni. Sebbene questa attività sia importante per la salute, d’altro canto non è necessario un elevato numero di queste molecole o delle loro attività poiché potrebbero portare ad uno squilibrio minerale osseo. La vitamina K aiuta il corpo nel mantenere equilibrato questo processo. In pratica, la MK-4 (denominata menatetrenone) evita la formazione di troppi osteoclasti[7], agendo inoltre come inizio della morte cellulare degli stessi (apoptosi).

Il secondo meccanismo coinvolge la vitamina K nel processo conosciuto come “Carbossilazione”[8]. Questo processo è direttamente collegato ai fattori coagulanti richiesti per una corretta coagulazione del sangue. Per una salute ossea ottimale c’è bisogno di alterare chimicamente tramite il processo di carbossilazione una delle proteine presenti denominata “Osteocalcina”. Tale proteina è in stretta correlazione con la misurazione della Densità Minerale Ossea (BMD), ed è per questo che i medici la tengono sotto controllo tramite le analisi sanguigne. Quando un alto indice di osteoclasti nel tessuto osseo sono carbossilati, vi è un maggior rischio di fratture.

La vitamina K può migliorare drasticamente questa situazione[9]: essendo essa necessaria per l’attività dell’enzima carbossilasi, che permette la carbossilazione degli osteoclasti nel tessuto osseo, la vitamina K può reindirizzare e riordinare queste proteine delle ossa nella struttura ossea corrispondente, rafforzando, in tal modo, la composizione delle ossa.

Secondo alcuni studi[10] l’attività della vitamina K2 (specialmente la MK-4) è utile soprattutto nella protezione delle ossa post-menopausa.

La vitamina K e l’osteoporosi

Le ossa non sono tessuti morti, ma si rigenerano costantemente al loro interno con una matrice di tessuto.

Se si apporta sufficiente vitamina D, calcio, minerali e vitamina K, lo scheletro si rinnova con ossa dense e stabili ogni 7 a 10 anni.

Questo processo è regolato dagli osteoblasti (cellule anabolizzanti) e dagli osteoclasti (cellule degradanti). Ogni volta che l’attività degli osteoblasti che compongono le ossa sia maggiore di quella degli osteoclasti, il mantenimento di ossa sane è garantito.

Gli osteoblasti producono l’osteocalcina, una proteina dipendente dalla vitamina K che si lega al calcio nella matrice ossea e ne aumenta il contenuto minerale. Il suo compito è quello di rendere lo scheletro più stabile e resistente alle fratture.

Le ossa diventano fragili e sottili, aumentando il rischio di fratture. Anche se la struttura ossea sembra normale dall’esterno, è debole all’interno.

L’osteocalcina richiede vitamina K. La carenza di vitamina K influisce sulla densità. Le cellule degradanti (osteoclasti) scompongono più tessuto osseo di quanto ne possono formare le cellule costituenti (osteoblasti) e causano una progressiva perdita ossea.

Cos’è l’osteoporosi?

A partire dall’età di 35 anni, c’è un aumento naturale dell’attività degli osteoclasti, che fa sì che le ossa perdano tra l’1 e l’1,5% di densità all’anno. Quando questa degradazione si verifica più rapidamente, siamo di fronte ad osteoporosi.

Questo è particolarmente vero quando l’assorbimento dei nutrienti non funziona correttamente. Nelle donne in postmenopausa, l’osteoporosi è molto comune perché l’estrogeno dell’ormone femminile, che aiuta a immagazzinare il calcio nelle ossa, diminuisce rapidamente.[11]

L’osteoporosi è conosciuta anche come perdita ossea, dato che è una carenza nella struttura ossea. Si tratta di una malattia progressiva perché si sviluppa nel corso di decenni e in molti casi il primo sintomo è una frattura ossea.

Nel 1984, gli scienziati hanno osservato che i pazienti con fratture osteoporotiche avevano il 70% in meno di vitamina K sierica rispetto a un gruppo di età comparabile.

Studi successivi hanno confermato che una diminuzione della densità ossea è associata a un basso livello di vitamina K.

Le statistiche hanno anche dimostrato che le donne con un basso livello di vitamina K nel siero presentano un rischio di frattura dell’anca più elevato del 65% rispetto a quelle con livelli più elevati di vitamina K.

Si stima che circa 8-10 milioni di persone in Germania siano affette da osteoporosi. In Austria, la popolazione colpita è di 700.000 persone. Un terzo delle donne soffre di osteoporosi dopo la menopausa. Nel caso delle donne di età superiore agli 80 anni, questa cifra sale a 2/3. Anche gli uomini possono soffrire di osteoporosi, ma questa condizione è tre volte più comune nelle donne.

L’osteoporosi è una delle malattie più costose per il sistema sanitario, in quanto il trattamento di una frattura al collo del femore richiede più giorni di ricovero rispetto all’infarto o all’ictus.

Quasi due milioni di donne e quasi un milione di uomini soffrono di fratture della colonna vertebrale e, secondo nuovi studi, ogni anno si verificano circa 150.000 nuove fratture dell’anca.

Le ossa hanno bisogno di vitamina K2

Per decenni, gli integratori alimentari di riferimento per il rafforzamento delle ossa sono stati il calcio e la vitamina D3. Lo scheletro contiene la più alta percentuale di calcio (circa il 99%), una piccola quantità si trova nei denti e solo l’1% è nel sangue. Il nostro corpo ha bisogno di ricevere calcio su base regolare per la sua rigenerazione ossea.

La vitamina D3 è stata a lungo considerata la vitamina ossea necessaria per la formazione di osteocalcina. Tuttavia, recenti studi clinici hanno dimostrato che il calcio e la vitamina D3 non sono sufficienti a mantenere una struttura ossea sana.

Oggi sappiamo che la vitamina K2 è importante per la costruzione di ossa forti tanto quanto il calcio e la vitamina D3. Sebbene la vitamina D3 sia responsabile della formazione dell’osteocalcina, solo la vitamina K2 può attivare questa proteina, che immagazzina il calcio nelle ossa.

Quando vi è una carenza di vitamina K2, anche se vi è una sufficiente assunzione di calcio e vitamina D3, la densità ossea diminuisce e si verifica l’osteoporosi.

Studi sull’osteoporosi hanno dimostrato che la vitamina K2, oltre alla formazione delle ossa, aumenta anche la densità ossea, stimola la sua mineralizzazione (deposizione di calcio) e promuove la struttura del collagene, un tessuto a maglia fibrosa che contribuisce alla forza e alla flessibilità delle ossa e le rende più resistenti alle fratture.

A questo punto sorge la domanda: dove va il calcio se non viene utilizzato per la formazione delle ossa?

Quando l’apporto di vitamina K2 è basso, il corpo immagazzina calcio nelle pareti delle arterie, che a sua volta contribuisce allo sviluppo di aterosclerosi.

Infatti, il corpo risponde ad una carenza di vitamina K2 con un’enorme deposizione di calcio sulle pareti arteriose. Questo spiega perché molte persone anziane hanno le arterie indurite e calcificate e, allo stesso tempo, le ossa fragili con carenza di calcio.

Gli studi clinici provano i benefici della vitamina K2

Nello studio clinico Osteo 2003, è stato dimostrato che la vitamina K2 previene la perdita ossea. Due gruppi di pazienti sono stati valutati per tre anni: il gruppo di controllo non ha ricevuto alcun integratore e il secondo ha ricevuto una terapia sintetica MK-4. I risultati hanno mostrato chiaramente la relazione tra l’assunzione di vitamina K2 e la stabilità ossea.

Uno studio pionieristico che dimostra la correlazione tra l’assunzione di natto e la riduzione dell’osteoporosi era stato precedentemente pubblicato da diversi scienziati guidati da Masao Kaneki. Le ricerche hanno dimostrato che un livello più elevato di MK-7, sotto forma di natto, contribuisce a migliorare la salute delle ossa.

Benefici della vitamina k

Esiste una relazione diretta tra la vitamina K2 e l’aumento della densità ossea.

L’aumento dell’assorbimento di MK-7 in forma di natto ha portato ad un più alto livello di osteocalcina attivata e ad un minor rischio di fratture. Questi risultati sono stati confermati nel 2006 in uno studio clinico condotto da Ikeda. Ikeda si rese conto che il consumo di natto, che contiene grandi quantità di menachinone 7, può prevenire lo sviluppo dell’osteoporosi.

Lo studio triennale, che ha coinvolto 944 donne (di età compresa tra 20 e 79 anni), ha dimostrato l’associazione tra l’assunzione di MK-7 e la riduzione della perdita di minerali ossei.

Un recente studio di Yaegashi, pubblicato sull’”European Journal of Epidemiology” (2008), ha dimostrato che un adeguato apporto di vitamina K evita il rischio di frattura dell’anca.

Lo studio ha dimostrato che magnesio, zinco e vitamina D sono moderatamente importanti per la salute delle ossa, mentre la vitamina K2 naturale è un fattore chiave: le persone che assumono vitamina K2 hanno dimostrato di avere un minor rischio di frattura dell’anca.

Questo indica il ruolo importante dell’MK-7 nella prevenzione dell’osteoporosi.

Una revisione sistematica di tutti gli studi controllati randomizzati in cui gli adulti hanno ricevuto integratori di vitamina K1 o vitamina K2 per almeno sei mesi, rivela le seguenti conclusioni:

Vi è un totale di 13 studi con dati sulla perdita ossea e 7 studi sulle fratture ossee.

Tutti gli studi hanno dimostrato che l’assunzione di integratori di vitamina K1 o K2 riduce la perdita di minerali ossei.

Nei 7 studi condotti sul rischio di frattura, la vitamina K2 è risultata essere la più efficace. La sua assunzione riduce il rischio di fratture vertebrali del 60%, di quelle dell’anca del 77% e il rischio di tutte le fratture non vertebrali di un incredibile 81%.

Prevenire è meglio che curare

L’osteoporosi si sviluppa lentamente, rendendo molto difficile una diagnosi precoce della malattia. Inoltre, la misurazione della densità ossea di solito non è abbastanza chiara.

Il più delle volte, l’osteoporosi si manifesta attraverso bruciore, malessere osseo, o mal di schiena. Altri sintomi includono una frattura ossea improvvisa, una frattura vertebrale o una frattura del collo femorale.

Purtroppo, la ricerca dell’industria farmaceutica si concentra esclusivamente sulla produzione di medicinali per gli anziani, quando il rischio di fratture ossee è già molto elevato. Tuttavia, questi farmaci non possono più fermare un processo in corso da decenni e possono solo rallentarlo leggermente.

Gli integratori alimentari hanno un approccio diverso al problema. D’altro canto, sono molto più economici e non hanno effetti collaterali.

Chiunque voglia prevenire l’osteoporosi dovrebbe iniziare a prendere integratori di vitamina K2 a partire dai 40 anni e mantenere un apporto costante per 20-30 anni fino a raggiungere i 60 anni di età. Con questo si otterrebbero più vantaggi che con dei trattamenti farmacologici.

Per rendere gli integratori alimentari ancora più efficaci, si consiglia di assumere altri nutrienti oltre alla vitamina K2, come calcio, vitamina D3, magnesio, rame, selenio, zinco, manganese, boro, vitamina B e vitamina C. Questa è la formula completa per la prevenzione dell’osteoporosi.

Occorre inoltre evitare un consumo eccessivo di caffè e di bevande gassate con livelli elevati di fosforo, che riducono l’apporto di calcio. Anche il fumo aumenta il rischio di osteoporosi.

Gli studi hanno dimostrato anche che la densità ossea è più forte nelle persone che praticano esercizio moderato tre volte alla settimana per 40 minuti.

Si consiglia inoltre di prendere la luce del sole per 30 minuti al giorno, in quanto stimola la formazione di vitamina D3 nella pelle.

I benefici della vitamina K2 per il cuore e le arterie

Uno studio realizzato su donne in postmenopausa ha dimostrato che l’assunzione di vitamina K2 per un lungo periodo di tempo può inibire lo sviluppo e la progressione dell’aterosclerosi legata all’età.

Inoltre, uno studio pubblicato sulla rivista “Thrombosis and Haemostasis”[12]. ha dimostrato che l’assunzione quotidiana di 180mcg di vitamina K2 in 3 anni migliora l’elasticità vascolare.

“Nelle donne, l’assunzione di integratori alimentari a base di vitamina K2 ha dimostrato statisticamente un miglioramento significativo dell’elasticità vascolare”. Il dr. Cees Vermeer, leader dello studio condotto presso l’Università di Maastricht nei Paesi Bassi e stimato ricercatore sulla vitamina K2, ha dichiarato:

“I nostri dati mostrano che l’assunzione supplementare di vitamina K2 ha effetti positivi sul cuore e sui vasi sanguigni”.

Dettagli dello studio: gli integratori nutrizionali di vitamina K2 migliorano la funzione arteriosa in donne sane

Lo studio intitolato “L’integrazione di Menachinone-7 migliora la rigidità arteriosa in donne in buona salute in postmenopausa” è di grande importanza.

Il Dr. Vermeer ha dichiarato: “Questo è il primo studio che dimostra che l’assunzione di vitamina K2 sotto forma di MK-7 ha un effetto benefico sul sistema cardiovascolare a lungo termine. Precedenti studi sulla popolazione hanno dimostrato un legame diretto tra il consumo di vitamina K2 e un minor rischio di malattie cardiovascolari, ma questo è il primo studio pratico a concentrarsi sui benefici per la salute cardiovascolare della vitamina K2”.

Il Dr. Vermeer e il suo team hanno testato 244 donne sane in postmenopausa tra i 55 e i 65 anni prescrivendo a caso, per un periodo di 3 anni, una dose giornaliera di vitamina K2 (180mcg di vitamina K2 naturale al giorno) sotto forma di integratore alimentare o un placebo.[13]

Donne in menopausa e vitamina k

Gli effetti sul sistema cardiovascolare sono stati misurati usando la frequenza cardiaca e le tecniche ad ultrasuoni.

I dati delle 227 donne che completarono lo studio hanno mostrato che l’assunzione di MK-7 ha prodotto una diminuzione significativa della frequenza cardiaca e una riduzione dell’aterosclerosi.

Si osservò anche un effetto positivo sull’elasticità dell’arteria carotide in quelle donne che avevano una maggiore rigidità vascolare all’inizio dello studio.

I risultati hanno confermato che la vitamina K2 non solo inibisce l’aterosclerosi senile, ma migliora anche notevolmente l’elasticità vascolare.

I ricercatori hanno anche esaminato i valori della proteina fosforilata, nichtcarboxyliertem Matrix-Gla (dp-ucMGP), e hanno trovato un fattore di rischio per l’aterosclerosi.[14]

L’assunzione di MK-7 in tre anni ha portato ad una diminuzione del 50% della proteina dp-ucMGP rispetto al placebo. Questo effetto è stato osservato nel primo anno dello studio e si è mantenuto nei due anni successivi.

Benefici della vitamina K2 sul cuore e le ossa

Nel 2013, la rivista “Osteoporosis International” ha pubblicato uno studio che ha mostrato gli effetti positivi dell’MK-7 sulle ossa.

Questo studio, insieme a quello descritto nel paragrafo precedente, è di grande importanza, in quanto è stato condotto nell’arco di tre anni, verificando i risultati a lungo termine e osservando attentamente i cambiamenti nella salute delle ossa e del cuore causati dall’assunzione di vitamina K2.

I risultati dello studio sono stati accettati da prestigiose riviste mediche, che hanno riconosciuto i benefici della vitamina K2 sul cuore e sulle ossa.

“La vitamina K2 assicura che il calcio si leghi alla matrice minerale ossea e non si depositi nei vasi sanguigni”, ha detto il Dr. Dennis Goodman, specialista in cardiologia e responsabile di medicina interna del Langone Medical Center di New York. Questo è importante perché quando il calcio si deposita nelle arterie provoca aterosclerosi e ostruzioni, che possono portare a gravi malattie cardiovascolari, come infarto o ictus.

In accordo con il Dr. Goodman, che sta attualmente lavorando a un nuovo libro sul ruolo della vitamina K2 nella salute delle ossa e del cuore, vi è una relazione diretta tra la flessibilità dei vasi sanguigni e la longevità umana. Secondo uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine (Rosenhek, 2000), l’arteriosclerosi diminuisce l’età biologica di una persona fino a 10 anni.

Un altro studio, pubblicato sulla rivista Atherosclerosis (Shaw, Nº188, 206), mostra che l’età biologica di una persona può variare di 10 anni, a seconda della progressione dell’aterosclerosi correlata all’età.

Questo studio della vitamina K2 dimostra chiaramente che la funzione arteriosa può cambiare drasticamente il modo in cui trattiamo la prevenzione della salute del cuore.

Benefici della vitamina K2 sui neonati, bambini e adolescenti

L’infanzia e l’adolescenza sono il momento in cui le ossa crescono e si sviluppano di più. La massa ossea raggiunge il suo apice all’età di 30-35 anni circa. Da allora in poi, i minerali ossei iniziano a diminuire lentamente con il processo di invecchiamento.

Pertanto, prima si inizia ad agire, più facile sarà ottenere la massa ossea. L’obiettivo è quello di unire il calcio nella matrice ossea sana e aumentare la concentrazione di minerali ossei per mantenere la massa ossea sana più a lungo e raggiungere una condizione migliore in età avanzata.

Tuttavia, se non c’è abbastanza vitamina K o osteocalcio, il calcio non può generare ossa sane e forti.

Studi clinici hanno dimostrato che la migliore condizione della vitamina K (cioè, alti livelli di vitamina K nel siero sanguigno) coincide con lo sviluppo di ossa forti e sane nei bambini.

Uno studio pubblicato nel 2008, da van Summeren, ha dimostrato che uno stato ottimale di vitamina K nei bambini di età superiore ai due anni produce ossa più forti e con maggiore densità.

Le ossa giovani rimangono attive e il loro contenuto di osteocalcina è 8-10 volte superiore a quello degli adulti. Hanno quindi un maggiore bisogno di vitamina K. Tuttavia, recenti ricerche hanno dimostrato che la maggior parte dei bambini soffre di carenza di vitamina K.

L’assunzione media di vitamine K è notevolmente diminuita negli ultimi anni e la quantità di vitamina K necessaria per mantenere uno sviluppo ottimale della massa ossea non viene attualmente consumata.

Questa carenza è dovuta ad un consumo eccessivo di alimenti trasformati e ad un basso consumo di verdure e di alimenti ricchi di vitamina K.

Gli esperti raccomandano di mangiare alimenti ricchi di vitamina K o che i bambini assumano integratori di vitamina K2.

La vitamina K2 e la salute dei nostri bambini

Una dieta che nell’infanzia manchi di nutrienti vitali può influenzare gravemente lo sviluppo osseo e la salute del cuore dei bambini.

Una carenza di vitamina K2 produce anche una nutrizione non adeguata. Gli studi clinici hanno dimostrato che la vitamina K2 protegge contro la perdita ossea, stimola la densità e rinforza le ossa e protegge contro l’arteriosclerosi.

Le ossa si sviluppano durante l’infanzia

La dieta di un bambino dev’essere ricca di calcio, per cui si raccomanda un elevato apporto di latte. Ma perché il calcio si accumuli nelle ossa, il corpo deve avere abbastanza riserve di vitamina K.

La vitamina K, in particolare la vitamina K2, è, insieme alla vitamina D, il fattore chiave per l’accumulo del calcio. Solo con il suo contributo si può formare una matrice ossea sana e una densità minerale ottimale nell’osso.

Dopo l’infanzia, la vitamina K2 è responsabile del mantenimento della densità minerale ossea e della prevenzione del suo deterioramento. Se non abbiamo abbastanza vitamina K, si mette in pericolo la crescita e la densità ossea.

Inoltre, la vitamina K2 assicura che il calcio assorbito non si accumuli nelle arterie. Una carenza di vitamina K può causare che le arterie del cuore inizino a calcificarsi durante l’infanzia.

La capacità della vitamina K2 di prevenire l’accumulo di calcio nelle arterie favorisce la salute del cuore a lungo termine. Perciò il corpo ha bisogno di disporre di una quantità sufficiente di vitamina K2.

Vitamina K in neonati

Come accennato in precedenza, la vitamina K è molto conosciuta per le sue proprietà di coagulazione del sangue. In alcuni contesti il termine “coagulare” può provocare una certa inquietudine poiché associato a processi indesiderati (edema cerebrale, occlusione delle arterie…) ma non ha niente a che fare con gli effetti benefici di questa vitamina essenziale. È così importante che ai neonati, dopo il parto, viene somministrata un’iniezione di vitamina K per prevenire la “malattia emolitica del neonato (MEN)”. Questa malattia comporta un deficit dei fattori coagulanti, proprio perché l’organismo del neonato presenta un basso livello di questa vitamina. La vitamina K non attraversa la placenta durante lo sviluppo e inoltre anche l’intestino non possiede molti batteri capaci, dopo la nascita, di sintetizzarla.

Dopo la nascita, il latte materno presenta una scarsa quantità di vitamina K perciò i bambini allattati al seno possono essere carenti di vitamina K per diverse settimane fino a quando i batteri intestinali non iniziano a sintetizzarla.

Può capitare che alcuni neonati con bassi livelli di vitamina K, abbiano delle emorragie, alle volte cerebrali, che causano danni cerebrali significativi. Tale circostanza è denominata malattia emolitica del neonato (MEN).

La vitamina K2 è essenziale per bambini e adolescenti

La funzione della vitamina K2 consiste nell’attivare alcune proteine nel corpo. Queste includono l’osteocalcina nelle ossa, la proteina gla matrice (MGP) nelle arterie e la coagulazione nel fegato.

L’osteocalcina è responsabile dell’unione del calcio nella matrice ossea. Senza un adeguato apporto di vitamina K2, una porzione significativa di osteocalcina rimane inattiva e quindi non può legarsi al calcio.

Allo stesso tempo, la proteina gla matrice (MGP) evita che il calcio di circoli liberamente ed aderisca alle arterie quando la vitamina K2 è disponibile nel corpo.

Se il corpo manca della forma corretta di vitamina K2 (Menachinone-7, MK-7), il calcio non può essere trattato correttamente per costruire ossa forti e sane.

I bambini hanno bisogno di più vitamina K2 per costruire ossa forti e sane. Purtroppo, molti bambini sono carenti di vitamina K2. In questi casi, gli integratori nutrizionali di vitamina K2 possono compensare questa carenza.

Gli studi clinici dimostrano la necessità dell’organismo di disporre di sufficiente vitamina K2

Studi clinici hanno confermato l’esistenza di un legame diretto tra l’assunzione di vitamina K2 e lo sviluppo di ossa forti e sane nei bambini.

Uno studio pubblicato nel 2008 ha dimostrato che l’aumento dell’assunzione di vitamina K2 nei bambini di età superiore ai due anni dava come risultato ossa più forti e dense.

Un anno dopo, lo stesso gruppo di ricerca ha pubblicato un altro studio che dimostra che una piccola dose di integratori di vitamina K2, sotto forma di MK-7, in bambini sani prepubescenti aumenta la carbossilazione dell’osteocalcina (attivazione dell’osteocalcina).

Un nuovo studio condotto nel 2013 su 896 campioni di sangue provenienti da 110 volontari sani (42 bambini e 68 adulti) ha analizzato i biomarcatori che riflettono lo stato della vitamina K2 nei volontari. Sono state misurate sia la MGP inattiva in circolazione che l’osteocalcina inattiva, che sono proteine fondamentali per la salute del cuore e delle ossa.

I ricercatori hanno scoperto che i bambini e gli adulti con una carenza più alta di vitamina K2 hanno risposto meglio all’assunzione supplementare di vitamina K2.

I bambini e gli adulti di età superiore ai 40 anni hanno mostrato una maggiore carenza di vitamina K2. Di conseguenza, queste persone sono quelle che hanno bisogno di prendere un integratore di vitamina K2, sotto forma di MK-7, per compensare la carenza.

Sulla base di questi risultati, sempre più medici ed esperti di nutrizione raccomandano integratori alimentari a base di vitamina K2 per i bambini. L’apporto di questa importante vitamina è necessario anche nella fase di crescita.

La vitamina K riduce il rischio di soffrire di diabete

Uno studio condotto nei Paesi Bassi ha dimostrato che le vitamine K1 e K2 aiutano a ridurre il diabete di tipo 2. Lo studio è stato pubblicato online il 27 aprile 2010 sulla rivista “Diabetes Care”.

I ricercatori del Centro Medico Universitario di Utrecht hanno analizzato i dati di 38.094 partecipanti di età compresa tra i 20 e i 70 anni all’inizio dello studio.

Le domande relative all’alimentazione sono state analizzate per quanto riguardava l’assunzione di fillochinina (vitamina K1) e menachinone (vitamina K2). Il risultato è stato il seguente:

I partecipanti assumevano una media di 200mcg di vitamina K1 al giorno, e una media di 31mcg di vitamina K2 al giorno.

In un periodo di osservazione di 10,3 anni, furono diagnosticati 918 casi di diabete di tipo 2.

Un’analisi dettagliata dei dati rivelò che gli uomini e le donne che avevano consumato il 25% in più di vitamina K1 sperimentarono un rischio inferiore del 19% di sviluppare il diabete rispetto a quelli con minore assunzione di vitamina K1.

Per la vitamina K2, è stata osservata una riduzione del rischio del 7% per ogni aumento di 10mcg dell’assunzione di vitamina K2.

L’aumento dell’assunzione di vitamina K2 è stato associato anche con la miglioria dei lipidi nel sangue e livelli inferiori di proteine C-reattive, un’indicatore di infiammazione.

Questo studio fu il primo ad esaminare la relazione tra diabete di tipo 2 e assunzione di vitamina K. Gli autori conclusero che la vitamina K influenza il rischio di sviluppare il diabete attraverso il metabolismo del calcio.

D’altra parte, la riduzione dell’infiammazione dovuta all’aumento dell’assunzione di vitamina K, come osservato nei risultati degli studi in vitro, può portare anche ad un miglioramento della sensibilità all’insulina e ad una riduzione del rischio di diabete.

I ricercatori dichiararono:

“I risultati di questo studio hanno dimostrato che sia l’assunzione di vitamina K1 che quella di vitamina K2 riducono il rischio di diabete di tipo 2”.

La vitamina K2 e la coagulazione del sangue

Tra i benefici della vitamina K2 c’è il fatto che attiva diverse proteine di coagulazione nel fegato. Anche in caso di eccesso di vitamina K, l’attivazione non aumenterebbe oltre il suo limite ottimale.

Il dottor Cees Vermeer dell’Università di Maastricht confronta questo con l’assunzione di vitamina C necessaria per la costruzione di collagene. Se si assume troppa vitamina C, non si produce mai collagene in eccesso. Pertanto, un’assunzione supplementare di vitamina K non porta mai ad un aumento della coagulazione del sangue perché, essendo un nutriente naturale, il processo è autoregolante.

La vitamina K2 non è un farmaco, ma un integratore naturale senza effetti collaterali. La vitamina K2 non causa ‘ipercoagulazione’ in persone sane.

Recenti studi hanno dimostrato che l’assunzione quotidiana di 45mcg di vitamina K2 naturale non interferisce con gli effetti dei farmaci anticoagulanti. Pertanto, la vitamina K2 naturale non causa mai un rischio di formazione di coaguli di sangue nei vasi sanguigni.

Tuttavia, in caso di assunzione di farmaci anticoagulanti, come cumarina o warfarin, si consiglia di consultare il proprio medico prima di assumere integratori di vitamina K2 per rivedere il trattamento.

La vitamina K è necessaria per creare coaguli di sangue e arrestare i processi emorragici che potrebbero causare situazioni fatali. Questa vitamina è essenziale anche per arrestare il sanguinamento dovuto ad un semplice taglio del dito. Tuttavia, il processo di coagulazione è abbastanza complesso, e necessita di12 tipi di proteine che devono essere utilizzate in maniera funzionale con la vitamina prima della parte finale di questo processo. Quattro di questi fattori coagulanti di proteine necessitano della vitamina K per le loro specifiche attività.

La capacità dell’organismo di controllare il flusso sanguigno dopo un incidente vascolare è essenziale per la sopravvivenza. Per questo esiste l’ “emostasi”, che consiste nel processo di coagulazione e nella successiva dissoluzione del coagulo con la riparazione del tessuto danneggiato.

In questi termini la presenza della vitamina K sarà cruciale per un buon esito del processo di coagulazione:

  • fattori coagulanti sono proteine nel sangue che controllano le emorragie. Nel momento in cui un vaso sanguigno si danneggia, le sue pareti si contraggono per limitare il flusso sanguigno nell’area danneggiata. In seguito, le piastrine aderiscono nel punto della lesione e si estendono per tutta la superficie del vaso sanguigno per arrestare l’emorragia.
  • A questo punto vengono liberati piccoli segnali chimici a partire da piccoli sacchetti nelle piastrine che attraggono altre cellule verso l’area implicata per creare un gruppo chiamato tappo piastrinico.
  • Sulla superficie di queste piastrine attive diversi fattori coagulanti lavorano e cooperano in una serie di reazioni chimiche complesse (note come cascata della coagulazione) per formare un coagulo di fibrina. Questo agisce come una maglia per contenere l’emorragia.
  • I fattori coagulanti circolano nel sangue in forma inattiva. Nel momento in cui vi è il danneggiamento di un vaso sanguigno inizia la cascata della coagulazione e ogni fattore coagulante si attiva in un ordine specifico per giungere alla formazione del coagulo sanguigno.

Gli effetti collaterali della vitamina K2

La vitamina K2 non è un medicinale, ma un integratore naturale, per cui non ha nessun tipo di effetto collaterale.

La vitamina K non causa una eccessiva coagulazione nel sangue, visto che le proteine responsabili della coagulazione hanno una capacità limitata di assorbire la vitamina K, una volta che l’organismo venga saturato, la vitamina K già non può influenzare la coagulazione.

Tipi di Vitamina K

Esistono 3 tipi di vitamina K:

  • Vitamina K1 o Fillochinone
  • K2 o Menachinone
  • Vitamina K3 o Menadione
La forma K1 è presente in piante e verdure a foglie verdi, fonti molto ricche di questa vitamina necessaria al processo di fotosintesi. La forma K2 viene generata a partire dalla K1 e K3 attraverso un tipo di batterio e microorganismi. Può essere sintetizzata dal nostro corpo mediante il processo di conversione che coinvolge la K1 e la K3.

Vitamina d e vitamina k

Nella maggior parte del regno vegetale non vi è la preforma K2, a meno che tali piante non abbiano subito un processo di fermentazione o di trasformazione da parte di un batterio. Ad esempio il: Bacillus subtilis o natto. Questo batterio può trasformare la K1 in K2 ed è spesso utilizzato nella produzione dei fagioli di soia. La parola “Natto” è probabilmente molto più usata per gli integratori.

  • La vitamina K1 rappresenta approssimativamente il 90% dell’assunzione di vitamina K nella dieta tipica occidentale.
  • La vitamina K2 rappresenta circa il 10% dell’assunzione di vitamina K nella dieta occidentale.

Il menachinone (nella formula MK-n, n rappresenta il numero di catene laterali di prenile) si assorbe anche attraverso la dieta. La carne contiene MK-4, gli alimenti fermentati come il formaggio e il natto contengono MK-7, MK-8 e MK-9.

Qual’è la migliore forma di vitamina K2

La vitamina K2 naturale, Menachinone-7 (MK-7), si ottiene per fermentazione usando coltivazioni di natto. MK-7 è la forma più efficace di vitamina K2, visto che ha la maggiore biodisponibilità e bioattività, per cui è perfetta come integratore di vitamina K2.

Benefici della vitamina K2 naturale:

  • La vitamina K2 naturale attiva tutte le proteine dipendenti dalla vitamina K, consentendo all’organismo di utilizzare il calcio per sviluppare ossa sane e forti ed evitando che i depositi di calcio si collochino nelle arterie, formando arteriosclerosi.
  • La vitamina K2 naturale ha una biodisponibilità e una bioattività significativamente più elevate rispetto ad altre forme di vitamina K. Gli scienziati di Viták dell’Università di Maastricht lavorano sulla vitamina K da oltre 30 anni e hanno concluso che la MK7 (vitamina K2 naturale) è di gran lunga superiore ad altre forme di vitamina K, sia nell’assorbimento che nella durata dei suoi benefici.
  • La vitamina K2 naturale viene assorbita in modo ottimale dall’organismo e raggiunge rapidamente un’elevata concentrazione sanguigna. Il corpo ha bisogno di basse dosi di menachinoni (alta biodisponibilità) per soddisfare le sue esigenze. Gli esperti raccomandano di assumere almeno 45mcg al giorno, per prevenire e mantenere la salute delle ossa e del sistema cardiovascolare.
  • La vitamina K2 naturale attiva anche altri tessuti oltre al fegato, come le ossa, le arterie e altri tessuti molli.
  • La vitamina K2 naturale rimane la più duratura nel sangue. Ha una bioattività di 72 ore, quindi è disponibile per tutti i tessuti che ne hanno bisogno.
  • La vitamina K2 naturale non ha effetti collaterali.
  • La vitamina K2 naturale non causa “ispessimento del sangue” o “ipercoagulazione” nelle persone sane.

Vitamina K2 naturale o sintetica, qual’è meglio?

La vitamina K2 esiste in forma di vitamina K2 sintetica (MK-4) e in forma di vitamina K2 naturale (MK-7).

Gli studi clinici hanno dimostrato che la vitamina K2 sintetica non è rintracciabile nel sangue dopo 8 ore. Pertanto, è necessario prendere varie volte al giorno dosi elevate per mantenere un livello alto di vitamina K nel sangue.

Al contrario, la vitamina K2 naturale ha un alto livello di biodisponibilità e bioattività, per cui il suo dosaggio è molto più basso e inoltre, non influenza l’effetto degli anticoagulanti.

La vitamina K2 naturale ha una vita media di 3 giorni e somministra un apporto di vitamina K2 a tutti i tessuti durante 24 ore.

Alimenti che contengono vitamina K

Come esempi degli alimenti più ricchi di vitamina K troviamo: cavolo nero, spinaci, senape, barbabietole, cavolo cappuccio, bietole, cime di rapa, prezzemolo, broccoli, cavolini di Bruxelles, cetrioli, prugne secche…

La vitamina K contribuisce a che l’intestino rimanga sano. La quantità di cui si ha bisogno di vitamina K è molto piccola e possiamo ottenerla attraverso l’alimentazione.

Tuttavia, vi sono segni evidenti che la popolazione occidentale non riceve sufficiente vitamina K attraverso l’alimentazione.

I tipi principali di vitamina K sono K1 (filochinone) e K2 (menachinone).

Vitamina K1

La vitamina K1 si trova nelle verdure a foglia verde, come gli spinaci, il cavolo e i broccoli. Tuttavia, il corpo assorbe pochissima quantità di vitamina K1.

Solo una percentuale fra il 5 e il 10% del totale che si riceve con l’alimentazione di vitamina K1 passa al flusso sanguigneo.

Inoltre, il fegato lavora gran parte della K1 per la coagulazione del sangue, lasciando meno quantità al resto dei tessuti. Questo spiega perchè la vitamina K1 ha un effetto così basso sulla salute del cuore e delle ossa.

Sebbene la vitamina K1 sia molto importante, si deve essere coscienti del fatto che possiede una bioattività minore, per cui il suo effetto sulla salute di ossa, arterie e cuore è minore di quello della vitamina K2.

Vitamina K2

La vitamina K2 si trova principalmente negli alimenti di origine animale, come carne, viscere, tuorlo d’uovo, quark e alcuni tipi di formaggio sottoposti al processo di maturazione batterica. Poiché la vitamina K2 è resistente al calore, gli alimenti che la contengono possono essere cotti o grigliati prima del consumo senza perdere nessuna vitamina.

Tuttavia, questi alimenti contengono pochissima vitamina K2, quindi devono essere consumati in grandi quantità per assorbire sufficiente vitamina K2.

La migliore fonte di vitamina K2 naturale è il natto, tradizionale piatto giapponese a base di soia fermentata. Il natto ha una concentrazione eccezionalmente elevata di K2 naturale sotto forma di Menechinone-7 a catena lunga (MK-7). Per generazioni in Giappone, il natto e il riso sono stati consumati ogni giorno per la prima colazione. Ma, purtroppo, l’intenso aroma del natto, simile a quello del formaggio stagionato, è sgradevole e poco attrattivo nel mondo occidentale.

La vitamina K2 naturale è la forma più efficace di vitamina K. La biodisponibilità e la durata della vitamina K2 naturale (MK-7) è di gran lunga superiore a quella delle altre forme di vitamina K.

La vitamina K2 è assorbita in modo ottimale dall’organismo, per cui entra nel flusso sanguigno subito dopo l’ingestione ed è disponibile per il corpo.

È necessario ottenere abbastanza vitamina K2 per attivare le proteine Gla nel corpo e proteggere il cuore e le ossa. Quando non si riceve abbastanza vitamina K2 attraverso gli alimenti, la vitamina K2 deve essere assunta attraverso integratori alimentari.

Come e quando prendere la vitamina K?

La vitamina K si presenta in una ampia varietà di forme, dove ognuna avrà un uso specifico, oltre ad un limite inferiore e superiore:

  • Vitamina K1: 50 – 1000mcg giornalieri
  • Vitamina K1 (via topica): 5%
  • Vitamina K2 (MK-4): 1,5mg – 45mg giornalieri
  • Vitamina K2 (MK-7, MK-8 e MK-9): 90 – 360mcg giornalieri
Trattandosi di una vitamina liposolubile si consiglia di ingerirla con del cibo.

Con cosa combinare la vitamina K?

I benefici forniti dalla vitmamina K, come abbiamo già visto, includono migliorare la capacità dell’organismo di coagulare il sangue e il corretto mantenimento del sistema osseo. Per quest’ultimo, l’utilizzo della vitamina K va associato ad altri integratori.

Vitamina k e vitamina d

Per questo, si consiglia di realizzare lo “stack” di integratori in grado di amplificare i benefici della vitamina K, mirata soprattuto ad ottimizzare la salute delle ossa:

  • Vitamina D3: migliora l’assorbimento del calcio, aumenta la densità minerale ossea e rafforza le ossa; dosi giornaliere che variano da 2000 a 10000 IU.
  • Magnesio: tra le sue proprietà quella di supportare le ossa; dosi giornaliere che variano da 200 a 400 mg, considerando il resto delle fonti da cui viene ricavato.
  • Calcio: minerale le cui proprietà includono il rafforzamento e il supporto all’intero sistema osseo; dose giornaliera intorno ai 500mg, considerando il resto delle fonti da cui viene ricavato.

L’opinione degli esperti sulla vitamina K2

Gli esperti dell’Università di Maastricht hanno sottolineato l’importanza di assumere vitamina K2. Si consiglia di optare sempre per vitamina K2 naturale, visto che è completamente assorbita e lavorata dall’organismo.

Secondo la loro opinione, il nostro organismo necessita di una dose giornaliera di 45mcg di vitamina K2.

Coloro che assumono vitamina D, hanno bisogno di aumentare ancora di più l’apporto di vitamina K2. La vitamina K2 naturale è disponible in formato di integratore nutrizionale di alta qualità.

Studi e riferimenti sulla vitamina K2

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