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Echinacea

L’echinacea ha raggiunto una grande importanza da circa una decade nel campo della dietetica e la fitoterapia, posizionandosi di diritto fra i rimedi naturali più efficaci, in un campo in cui la concorrenza è immensa.

Realmente, l’inizio della sua partecipazione nella medicina tradizionale bisogna datarlo agli albori del secolo XX. E ora sono numerosiisimi i preparati elaborati a base di echinacea che possiamo trovare nel mercato, di cui fanno parte l’interna pianta, radice, fusto, foglie e semi.

Indice

    1. Ma cos’è in realtà l’Echinacea?
    2. Da dove proviene?
    3. Come si coltiva e come si riproduce l’Echinacea
    4. L’Echinacea, un eccellente potenziatore immunitario
    5. I benefici riconosciuti dell’Echinacea
    6. Controindicazioni e effetti collaterali dell’Echinacea
    7. Alcune sostanze con le quali si combina efficacemente l’Echinacea
      1. Propoli
      2. Unghia di gatto
      3. Altea
      4. Uva ursina
    8. Forma di assunzione dell’Echinacea

Ma cos’è in realtà l’Echinacea?

Si tratta di una specie erbacea di bell’aspetto, simile alla margherita, differenziandosi da questa per la maggiore dimensione del suo fiore e nella rugosità e la presenza di piccoli spine sul fusto.

Inoltre lascia vedere nei sui dischi floreali, di aspetto tabulare e normalmente dotati di spine terminali, delle strette linguette di tonalità viola. Il suo nome proviene dal termine greco schinos, che significa riccio, affibiato probabilmente per la similitudine a questo animale dei suoi fiori e frutti.

Facente parte della famiglia delle Asteraceae, quando parliamo di echinacea realmente facciamo allusione ad un nutrito catalogo, ventitrè specie, tre delle quali non sono considerate adatte per il consumo umano. E fra le dieci selezionate, tre di queste accaparrano quasi la totalità della domanda: Pallida, Angustifolia e Purpurea.

Da dove proviene?

Le sue origini devono ricercarsi nell’est del nordamerica, nel cui territorio, sembra, durante il secolo XVIII si diffuse il consumo da parte della popolazione arborigena, sebbene si siano localizzate evidenze del suo utilizzo precedente da parte degli indiani Sioux già nel XVI. Sotto forma di bocconcini, come risciacquo e come tè usato per preservare la loro salute dal rigido inverno.

Così come, si è a conoscenza della fede che riponevano nell’echinacea per trattare ferite infettate e come antidoto contro i morsi di alcuni serpenti. Quello continua ad essere il suo principale luogo di sviluppo, specialmente in terre pianeggianti, praterie, e colline di roccia calcarea, dove prolifera spontaneamente.

Come si coltiva e come si riproduce l’Echinacea

Coltivazione dell'Echinacea

Sebbene per un suo sviluppo ottimale è favorevole un clima temperato, l’echinacea mostra una straordinaria resistanza a condizioni termiche estreme, in quanto sopravvive sotto persistenti gelate e anche in estati torride del clima continentale. Quello da cui sì è dipendente, è un abbondante numero di ore di sole, per cui sono ostili i climi settentrionali caratterizzati da persistenti nubi e da frequenti giornate piovose.

Per quanto concerne le caratteristiche del suolo, è più rigorosa rispetto al clima, in quanto cresce solamente in modo fruttuoso su suoli argillosi, porosi e con una buona capacità di ritenzione idrica. Infatti, un suolo limoso o compatto è abbastanza inappropriato per la coltivazione dell’echinacea, la quale trova in questo tipo di suolo seri ostacoli per mettere radici.

In riferimento all’irrigazione, sebbene sopporti la siccità, conviene mantenere un certo punto di umidità costante affinchè prosperi bene, ma allo stesso tempo, è importante non eccedere nell’innaffiamento perchè produce il marcimento delle radici.

La forma abituale di creare piante dalla semina consiste nel depositare superficialmente i semi all’inizio della primavera, sul suolo precedentemente condizionato a base di torba, per garantire che il suo drenaggio sia adeguato. Questi semi devono rimanere protetti da uno strato di sabbia senza arrivare ad essere interrati.

È importante rispettare una distanza minima fra i semi di circa 30cm, così come tra i canali dei semi, che saranno separati da circa 45cm.

Bisogna aspettarsi la germinazione in un margine di 15-20 giorni, sempre che si mantenga una media di 25 ºC, e una volta raggiunta, per realizzare un trapianto bisogna aspettare almeno un mese e mezzo per assicurare la sua sopravvivenza. Ma non esiste solo questo metodo per la riproduzione dell’echinacea. Concretamente, vi è un metodo interessante che è di divisione della radice, il cui periodo ideale è in autunno, nel quale si trattino piante fra i 3 e i 5 anni, le cui radici si tagliano in pezzi di 12 centimetri, da ognuno dei quali nasce un nuovo esemplare.

L’Echinacea, un eccellente potenziatore immunitario

Stiamo parlando di quella che possibilmente è la specie vegetale più lavorata fra quelle che hanno proprietà medicinali per potenziare il sistema immunitario.

Infatti, la avallano numerosi test di laboratorio che hanno messo in evidenza il suo chiaro effetto promotore della produzione di linfociti T (la frazione dei globuli bianchi implicata nella neutralizzazione degli agenti invasori) e di interferone (una proteina di azione aspecifica che reagisce di fronte agli antigeni virali).

Ma non termina qui il suo ruolo all’interno del sistema immunitario, senza dubbio la virtù che più la caratterizza. Ha la considerazione di agente immunomodulatore, cioè, quello che regola la risposta del sistema, che si traduce nell’invio di stimoli all’azione dei macrofagi, delle cellule giganti capacitati all’inclusione di corpi estranei al suo interno e alla loro distruzione, così come rappresenta un rinforzo al tropismo (tendenza) delle cellule difensive a spostarsi nei punti in cui devono combattere le infezioni.

Queste proprietà si possono spiegare con la ricchezza della radice della pianta in tre sostanze, echinacina, acido caffeico e acido cicorico, che sono poderosi stimolanti della produzione di globuli bianchi nel midollo osseo fra le altre virtù:

  • L’acido caffeico, la cui presenza è molto estesa nel regno vegetale come parte chiave nella sintesi della lignina (sostanza di ricoprimento di molte cellule a cui si debe la consistenza del legno), è un potente antiossidante che protegge dal cancro. 
  • L’acido cicorico condivide con il precedente la proprietà di prevenire lo stress ossidativo, ma inoltre sembra che diminuisca l’accumulo di proteine beta-amilodeasi il cui ruolo nello sviluppo dell’Alzheimer è importante.

Recenti studi puntano come solida possibilità l’esistenza di un meccanismo con il quale l’echinacea giustificherebbe buona parte della sua efficacia immunitaria. Si tratta della sua capacità di contrastare l’azione dell’enzima ialuronidasi, causante la perdita della fermezza caratteristica dell’acido ialuronico, la sostanza che agisce come cementante degli spazi che si intercalano tra le cellule. Evitando questo fenomeno, contribuirebbe a presevare una barriera immunitaria naturale dei tessuti, l’acido ialuronico.

Come conclusione del potere stimolante del sistema immunitario dell’echinacea, possiamo fare una relazione di quelli che sono i processi nei quali possiede una eccezionale capacità come coadiuvante del suo trattamento, trattando malattie associate a situazioni di debolezza immunitaria dell’organismo. Fra questi, possiamo evidenziare:

  • Herpes
  • Candidasi vaginale
  • Cistiti e uretrite
  • Psoriasi 
  • Artrite reumatoide
  • Emicrania
  • Orzaiolo (infezione di un follicolo peloso nelle sopracciglia)
  • Malattie a trasmissione sessuale (SIDI, gonococia, sifilide e gonorrea).
  • Broncopneumopatia cronica ostruttiva (EPOC), frinite allergica e sinusite.

I benefici riconosciuti dell’Echinacea

benefici dell'Echinacea

I benefici dell’echinacea sono abbondantemente supportati dalla massima autorità sanitaria mondiale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, così come da altri organi deputati come la ESCOP (European Scientific Cooperative On Phytotherapy) o la Commissione E di germania, le quali l’hanno catalogata come antibiotico naturale di prima scelta nel trattamento di processi infettivi, specialmente correlati con le vie respiratorie, tratto urinario e la pelle.

La base scientifica per questa considerazione l’apporta la echinacosida, un’antibiotico naturale il cui ventaglio di germi che stanno sotto il suo dominio è equiparabile a quello della penicillina e altri antibiotici ad ampio spettro.

Non sarebbe completa la composizione dell’echinacea in principi attivi terapeutici, senza alludere alla presenza dell’arabinogalattano, un carboidrato complesso le cui recenti investigazioni segnalano come fattore di distruzione delle cellule cancerogene.

L’uso più abituale e popolare dell’echinacea è combattere i sintomi del catarro comune, fondamentalmente la febbre, la produzione di muco e la tosse, agendo come espettorante, antipiretico e antinfiammatorio, accelerando il processo di recupero.

Il suo grande potere antinfiammatorio le fornisce anche un eccellente adattamento nel trattamento di lesioni sportive e traumatiche in generale, preferibilmente per tendinite e borsite (infiammazione della borsa articolare).

È uno espettorante, aiuta a combattere due gravi malattie, il paludismo e la difteria, e si consiglia alle persone affette da disturbi dell’attenzione e iperattività e sindrome della fatica cronica. Infine, occorre dire anche le si attribuisce un certo successo come rinforzo delle difese in casi di pazienti sottoposti a radioterapia e chemioterapia nel contesto di quadri cancerogeni.

Controindicazioni e effetti collaterali dell’Echinacea

Nonostante si tratti di un rimedio realmente naturale, per prendere la decisione del suo consumo non si debe eludere la supervisione di un professionista come può essere un medico convenzionale, medico erborista o omeopata.

Il Comitato Europeo di Erbe Medicinali riferisce di poche situazioni nelle quali l’echinacea può diventare un nemico:

  • In bambini con meno di 12 anni può provocare reazioni allergiche, manifestandosi in forma di urticaria e eruzioni cutanee nei casi più lievi e un quadro immunitario generalizzato, edema della glottide o asma nei casi più intensi.
  • Quelle persone allergiche alle piante imparentate con l’echinacea, quelle collegate alla famiglia delle margherite, sono più propense alle reazioni allergiche all’echinacea, così come quelle che soffrono di asma cronico o tendenza congenita all’ipersensibilità.
  • Nausee e alcuni problemi gastrici sono tra gli effetti collaterali più riportati dopo il consumo di echinacea. Per questo, di fronte a sensazione di nausea o vertigini dopo l’ingerimento, sarà prudente fermare il consumo e consultare un medico.
  • Sensazione di irrigidimento della lingua e secchezza delle fauci accompagnata da un certo sapore strano.
  • Insonnia.
  • È sconsigliato il suo consumo in pazienti con insufficienza epatica, così come in donne durante la gravidanza e l’allattamento.
  • Devono prendersi precauzioni se si ingerisce simultaneamente caffè, medicinali di elimininazione per via biliare o immunosoppressori (come corticosteroidi), in quanto possono dare interazioni negative.

Una buona forma di evitare effetti collaterali consiste nel non prolungare il trattamento con echinacea per più di due mesi, essendo molto consigliato fare una parentesi di una o due settimane e dopo riprendere l’assunzione.

Alcune sostanze con le quali si combina efficacemente l’Echinacea

Propoli

Sostanza estratta dagli alveari, molto utile per prevenire catarro e per alleviarlo una volta instaurato. Per la sua azione antibiotica e anti influenzale, è indicato nelle infezioni respiratorie, caratteristica che si deve maggiormente alla presenza dei flavonoidi che favoriscono le difese. Bisogna aggiungere i suoi effetti antinfiammatori e antisettici, che la rendono una buona alternativa per combattere la sinusite e la laringite, il mal di gola e l’afonia.

Unghia di gatto

Dovuto all’azione antinfiammatoria dei suoi glicosidi e trepeni, l’unghia di gatto è celebre per la sua efficacia nel recupero da allergie, edemi, artriti, cistiti, gotte, emorroidi o prostatiti. Dall’altro lato, contiene alcaloidi, epicatechine e acido clorogenico, tutte sostanze inibitrici dello sviluppo di tumori.

L’uso dell’unghia di gatto introduce una importante sinergia con l’echinacea nel rinforzo delle difese e nel controllo dell’infiammazione dei tessuti.

Altea

Si tratta di un’altra pianta immunostimolante, che si plasma nell’incremento del vigore dei globuli bianchi per frenare la moltiplicazione dei microorganismi. Una associazione di echinacea con altea distribuisce una azione favorevole alla cicatrizzazione delle ferite, combatte l’infiammazione delle vie respiratorie e i processi infettivi in generale, specialmente delle vie urinarie e del cavo orale, così come infezioni cutanee come quelle provocate da funghi o dalla psioriasi.

Uva ursina

Una combinazione ideale per combattere la cistite, approfittando della specificità dell’uva ursina come antisettico urinario. Ciò nonostante, raggiunge la massima efficacia solo quando l’urina è la più alcalina possibile, il che consiglia di apportare alla miscela qualche sostanza alcalinizzante come il bicarbonato.

Forma di assunzione dell’Echinacea

Dato che sono utilizzabili tutte le parti della pianta per le preparazioni terapeutiche, è possibile trovare formule in forma di estratto secco o fluido, capsule, tinture e infusioni. Inoltre, concentrandoci sull’uso topico esistono lozioni, creme e pomate.

Trattandosi di un potente cicatrizzante, il succo fresco di echinacea o la tintura, applicati in forma topica sulla pelle, hanno normalmente effetti visibili in casi di ferite, ulcere, bruciature, emorroidi, punture di insetto, foruncoli, ascessi, acne, psoriasi e erpes.

Di seguito proponiamo una tavola approssimata di linee guida del trattamento con echinacea per differenti situazioni:

  • Mal di gola, raffreddore, problemi alla gola o bronchiti: un grammo al giorno di integratore di echinacea in 5 assunzioni.
  • Sinusite: 800mg al giorno ripartite in 5 assunzioni.
  • Infezioni dell’apparato urinario come cistiti e uretriti, 800mg al giorno suddivisi in 4 assunzioni.
  • Infezioni dell’orecchio o orzaiolo: due tazze di infusione di una cucchiaiata della pianta secca per tazza di acqua, o in forma di integratore come 600mg giornalieri in 3 assunzioni.
  • Durante la convalescenza da malattie o operazioni e per la sindrome della fatica cronica o la astenia primaverile, una dose di 600mg giornalieri ripartita in 3 assunzioni giornaliere aumenta le difese dell’organismo.
  • Situazioni di “stomaco pigro” e bocca secca: stimola l’appetito aumentando la secrezione della saliva, favorendo la digestione. Può funzionare con due tazze giornaliere di una infusione di una cucchiaiata di pianta per tazza d’acqua o mediante tre assunzioni di 600mg di supplemento.
  • Tendinite e borsite, identico trattamento che nel caso precedente.

La sua somministrazione in forma di liquido produce una sensazione tipica di formicolio nella bocca assente da qualsiasi pericolo, bensì, evidenzia la qualità del preparato.

Per quanto riguarda le tinture, la dose giornaliera raccomandata oscilla tra le 30 e le 60 gocce tre volte al giorno se si tratta di forma liquida, e fra mezzo e un grammo se parliamo di forma solida. Quelle persone il cui peso corporeo superi i 75kg devono aumentare la dose di una assunzione per ogni 25kg in più.

Ciò nonostante, queste quantità, così come la durata dei trattamenti, devono assumersi con le dovute riserve, in quanto saranno sempre in funzione di quanto raccomandato da un professionista, così come è bene avvertire, che nonostante non sia sconsigliato il consumo della pianta fresca, è preferibile, per maggiore sicurezza, ricorrere ad integratori di formulazione normalizzata.

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