Carenza di vitamina D, perchè si produce?

Indice

    1. Le cause più comuni di deficienza di vitamina D sono:
      1. 1. Non ricevere sole a sufficienza durante i mesi invernali
      2. 2. Molta poca esposizione ai raggi solari durante i mesi estivi
      3. 3. Rimanere sempre in luoghi chiusi (per ragioni lavorative)
      4. 4. Uso eccessivo dei protettori solari
      5. 5. Insufficienza di vitamina D nell'alimentazione
      6. 6. Consumo di medicine o di alcol
      7. 7. Sovrappeso
      8. 8. L'avanzare dell'età
      9. 9. Essere costretti a letto o soffrire di un'invalidità
      10. 10. La deficienza di vitamina D causata dalla malattia
      11. 11. Le persone con pelle scura
    2. Chi ha i maggiori rischi di soffrire di mancanza di vitamina D?
    3. Come identificare una carenza di vitamina D?
La falta de vitamina D

La vitamina D non è una vitamina tipica, dato che si riceve in diversi modi: tramite l'alimentazione e mediante l'esposizione della pelle alla luce del sole (raggi UVB), convertendosi in un elemento che si attiva quando il corpo lo necessita.

Fino al 90% della vitamina D si genera in questo modo. Solo dal 5 al 10% circa della vitamina D necessaria viene assorbita dal corpo tramite l'alimentazione, essenzialmente assumendo con regolarità pesce fresco, burro, latte, tuorlo d'uovo e formaggio.

Diversi studi hanno dimostrato che circa l'80-90% delle persone che vivono in paesi industrializzati e moderni soffrono di una lieve fino ad una pronunciata carenza di vitamina D. Le ragioni per la quale si soffre di una mancanza di vitamina D possono essere molto varie e sono relative allo stile di vita e all'habitat concreto. Può anche essere dovuto ad un unico motivo o a vari simultaneamente.

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Le cause più comuni di deficienza di vitamina D sono:

1. Non ricevere sole a sufficienza durante i mesi invernali

Di solito si verifica in coloro che vivono al di sopra della latitudine 42º (al nord di Roma). In queste zone, il sole è molto basso durante i mesi da ottobre a marzo, e non ha lo spettro di radiazioni degli UVB sufficiente per passare attraverso la pelle.

Camminare per 20 minuti al giorno in invierno può essere un buon consiglio da seguire, ma non è sufficiente per la formazione di vitamina D. Inoltre, la contaminazione ambientale delle città impedisce che i raggi UV possano raggiungere il derma.

Le riserve di vitamina D assunte, in genere, durante i mesi invernali si consumano e si riducono fino alla metà in due mesi, approssimativamente. Pertanto affligge molte persone, essendo più sensibili a soffrire raffreddori, e ad avvertire un calo nel proprio stato d'animo. Delle vacanze in inverno di due settimane sotto al sole sono ideali per ricaricare di nuovo le riserve di vitamina D nel corpo.

2. Molta poca esposizione ai raggi solari durante i mesi estivi

Esporsi al sole per circa tre volte a settimana per 15-20 minuti è sufficiente per riacquisire livelli normali di vitamina D. Tuttavia questo non funziona per tutti, per ragioni professionali o di altro tipo, e ci sono molte persone che anche durante l'estate non prendono sufficiente sole.
Per questo, è consigliabile esporsi durante l'estate ai raggi solari, in qualsiasi latitudine ci si trovi.

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3. Rimanere sempre in luoghi chiusi (per ragioni lavorative)

Qualsiasi persona che abbia un lavoro che lo obbliga a rimanere in spazi serrati, o a lavorare di notte, non può ottenere sufficienti quantità di vitamina D di cui necessità semplicemente nel tragitto per arrivare al lavoro e con la pelle coperta dai vestiti.

Rimanere per molte ore a vedere la televisione o con il computer è un fattore che impedisce a molta gente di sfruttare la luce dei raggi solari durante l'estate. Questo rischio è molto alto specialmente per chi vive in grandi città, dove le opportunità di esporsi al sole sono comunque molto scarse.

A questo fattore si aggiunge il fatto che durante i mesi invernali si hanno minori esposizioni ai raggi solari, essendo la causa più comune della mancanza di vitamina D nelle grandi città.

4. Uso eccessivo dei protettori solari

Oggigiorno si avverte costantemente sul rischio di contrarre il cancro della pelle o l'invecchiamento prematuro della stessa se si espone il nostro corpo direttamente alla luce dei raggi solari. In realtà, questo allarmismo ci porta a non esporci con sufficienza al sole e finiamo per soffrire di una mancanza di vitamina D.
Anche un fattore 8 di protezione solare blocca la produzione di vitamina D nel derma di un 95%. L'ideale sarebbe esporsi soltanto durante i primi 10-30 minuti senza protezione solare. Questo periodo di tempo deve essere adattato al tipo di pelle particolare di ogni persona. Il periodo di tempo va selezionarlo in modo che non si produca, in nessun caso, un eritema durante l'esposizione al sole.
Bisogna usare la crema solare per evitare bruciature dell'epidermide. Se si vuole rimanere per più tempo sotto i raggi del sole senza protezione, si può aumentare l'esposizione non appena si inizia ad abbronzarsi di più.

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5. Insufficienza di vitamina D nell'alimentazione

Può essere che negli alimenti che si consuma vi sia un contenuto molto basso di vitamina D. Tra gli alimenti più ricchi di vitamina D si includono (informazione per ogni 100 grammi):

  • 250-300 microgrammi nell'olio di fegato di merluzzo
  • 8-25 mcg nelle anguille affumicate e nelle aringhe
  • 16 mcg nel salmone
  • 4 mcg nello sgombro
  • 3,8 mcg nella carne di manzo
  • 1,7 mcg nel fegato di manzo
  • 2,9 mcg nelle uova (in totale)
  • 1,2 mcg nel burro
  • 2,5 a 7,5 mcg nella margarina arricchita con vitamina D
  • 1,3 mcg nel formaggio Gouda
  • 0,19 mcg nella ricotta (40% di grassi)
  • 0,06 a 0,09 mcg nel latte intero o nello yogurt (3,5%)

Bisogna tenere presente che le quantità sopra citate si riferiscono in 100g, e che non tutti gli alimenti si consumano nella stessa quantità. L'olio di fegato di baccalà contiene i livelli più alti di vitamina D, tuttavia il suo consumo fornisce una quantità molto più bassa di vitamina D.

D'altra parte, il consumo di pesce grasso nella nostra latitudine risulta essere molto basso. I tuorli d'uovo, il burro e il formaggio sono frequenti nelle diete abituali, però si consumano in quantità quotidiane davvero minime, sebbene figurano tra gli alimenti con maggior quantità di vitamina D.

I vegani, in particolare, hanno un maggior rischio di avere deficienze di vitamina D, dato che questa vitamina è solita essere contenuta principalmente negli alimenti di origine animale. Sebbene comunque i funghi e gli avocado contengono vitamina D2, un precursore della vitamina D3.

Tuttavia, deve essere convertito in vitamina D3 mediante la luce del sole sull'epidermide.
Se ci si sforza, si possono ottenere quotidianamente la quantità minima raccomandata di 5 mcg (200 UI) di DGE . Ad ogni modo, questa quantità non è sufficiente per generare o mantenere un livello salutare di vitamina D.

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6. Consumo di medicine o di alcol

Gli antidepressivi, anticoagulanti, corticosteroidi e medicine per trattare le malattie di ulcera peptica e l'epilessia possono inibire l'assorbimento della vitamina D che assumiamo nell'alimentazione. Incluso quelli che assumono troppo alcol possono avere un rischio maggiore di soffrire di una mancanza di vitamina D. Queste persone devono assumere questa vitamina sotto forma di integratore.

7. Sovrappeso

Gli individui con obesità hanno minori possibilità di generare la vitamina D rispetto agli altri che non sono in sovrappeso. Gli studi dimostrano che gli individui obesi, nella maggior parte dei casi, hanno un valore pià basso di vitamina D 25(OH)D della gente normopeso.
Il sovrappeso si accompagna di solito ad una minore esposizione ai raggi solari, così come un'alimentazione più ridotta.

8. L'avanzare dell'età

Con l'età il corpo perde gradualmente la capacità di sintetizzare la vitamina D tramite la luce del sole. Allo stesso tempo, aumenta la necessità di ottenere maggior vitamina D.
Quando si sorpassano i 65 anni di età, la pelle produce soltanto la metà della vitamina D rispetto ad una persona giovane. D'altro canto, le persone anziane non sono soliti restare all'aria aperta, e pertanto il loro corpo ha meno capacità di produrre vitamina D.

9. Essere costretti a letto o soffrire di un'invalidità

Chi è fermo, o non può camminare senza aiuti, arriva a sviluppare velocemente una deficienza di vitamina D. Inoltre, queste persone hanno meno appetito e consumano meno alimenti con vitamina D, per la quale si raccomanda di assumere un integratore.

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10. La deficienza di vitamina D causata dalla malattia

I malati hanno più difficoltà ad ottenere vitamina D per l'alimentazione o mediante la loro esposizione ai raggi solari. Passano la maggior parte del tempo al chiuso a causa della loro malattia, alla mancanza di motivazione e, nei casi più gravi, anche alla depressione. Pertanto, esporsi al sole non è una delle loro attività, per la quale svilupperanno una forma inevitabile di mancanza di vitamina D.

11. Le persone con pelle scura

Le persone di pelle scura o di colore hanno più melanina. Questo pigmento è la causa per cui i raggi solari penetrano meno attraverso l'epidermide, riducendo considerabilmente la produzione di vitamina D.

Per questo motivo, le persone di pelle scura devono rimanere più tempo al sole rispetto a quelli di pelle chiara, per ottenere la stessa quantità di vitamina D.

Quando le persone di pelle scura soggiornano nelle latitudini al nord, con il tempo possono sviluppare una deficienza di vitamina D. Se non si possono neanche consumare latticini, per un'intolleranza al lattosio congenita, il loro apporto di vitamina D tramite l'alimentazione si riduce in quantità maggiori.

Se si ha uno o più di uno dei rischi descritti sopra (per un periodo di tempo maggiore di tre mesi)? In questo caso, è possibile che si soffra di una mancanza di vitamina D, da lieve a pronunciata.

Posto che, in linea generica, non è possibile cambiare lo stile di vita né vivere in una zona nella quale ci sia sole per tutto l'anno; assumere un integratore dietetico di vitamina D è l'opzione migliore affinché i tuoi livelli di vitamina D siano ottimali e contribuiscano a mantenersi sani per tutto l'anno.

Chi ha i maggiori rischi di soffrire di mancanza di vitamina D?

  • Quelli che vivono al nord del parallelo 42
  • Quelli che vivono in grandi città, in qualsiasi latitudine
  • Chi usa sempre protezioni solari (con fattori di protezione 8 o superiore)
  • Chi trascorre molto tempo al chiuso (chi lavora al chiuso, i malati cronici, i disabili, i prigionieri)
  • I lavoratori nei turni notturni
  • Vegetariani e vegani
  • Chi è in sovrappeso
  • Gli alcolisti
  • Le persone con pelle scura
  • Le persone che assumono determinate medicine
  • I bambini minori di 1 anno nati in ottobre-inverno
  • Donne incinte

In conclusione: per quanto lontani si viva dall'equatore, per quanto scura sia la pelle, per quanti chili in più si abbia o per quanto o meno ci si esponga al sole, bisogna assumere più vitamina D, meglio ancora attraverso l'alimentazione o con integratori alimentari, per ottenere dei livelli salutari di questa vitamina nel sangue.

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Come identificare una carenza di vitamina D?

I sintomi che indicano una mancanza di vitamina D nel sangue sono molto vari, e quanto più si estendono nel corso del tempo, più grave sarà la scarsezza di vitamina D.

I primi sintomi sono:

  • La stanchezza e l'affaticamento
  • Il pessimismo e lo stato d'animo depresso
  • Languore
  • Nervosismo
  • Leggera eccitabilità
  • Insonnia
  • Desiderio di mangiare dolci
  • Debilitamento muscolare
  • Miopia
  • Carie e gengiviti

In seguito potrebbero verificarsi i seguenti sintomi, che sono reversibili con l'assunzione adeguata di vitamina D:

  • Rachitismo nei bambini
  • Osteomalacia (indebolimento delle ossa)
  • Osteoporosi (ossa fragili)
  • Dolore muscolo-scheletrico
  • Suscettibilità alle allergie
  • Infezioni delle vie respiratorie
  • Dolore agli organi

Se la mancanza di vitamina D nel sangue continua, può causare i seguenti sintomi, i quali possono alleviarsi con il trattamento adeguato:

  • Malattie autoimmuni
  • Reumatismi e disturbi degenerativi
  • Cambi di personalità
  • Fratture ossee
  • Reazioni d'intolleranza agli alimenti e oggetti della vita quotidiana
  • Mancanze nel funzionamento fisico

Studi recenti suggeriscono che la deficienza di vitamina D nel sangue sia associata allo sviluppo di:

  • Malattie cardiovascolari
  • Arteriosclerosi
  • Fibromialgia
  • Psoriasi
  • Debilitamento muscolare
  • Sindrome pre-mestruale
  • Dolore delle spalle e delle ossa
  • Ipertensione
  • Diabete di tipo I
  • Sclerosi multipla
  • Alzheimer
  • Artrite reumatoide
  • Cancro
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Questo non vuol dire che queste malattie siano causate soltanto da una deficienza di vitamina D, però i ricercatori credono che la mancanza di vitamina D sia un fattore decisivo che contribuisce al suo sviluppo, e che un'assunzione adeguata di vitamina D può ridurre il rischio che si origina queste patologie.

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