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Vitamina K

Che cos’è la vitamina K?

La vitamina K è un elemento essenziale che si trova nelle piante o che è prodotti dai batteri intestinali. Un elemento essenaiel, in questo caso una vitamina, è un componente organico che contiene molecole di carbonio, e che sono importanti per la vita e devono essere forniti esternamente, sia attraverso gli alimenti, o come in questo caso, attraversp integratori nutrizioali.

La vitamina K è una vitamina liposolubile, cioè generalmente assorbita dai chilomicroni (molecole di grasso che circolano nel sangue dopo la digestione), che viaggiano attraverso il sistema linfatico dell’intestino tenue, nella circolazione sanguigna di tutto il corpo e, transitando in queste zone, si depositano nei tessuti.

Va sottolineato che i chilomicroni sono composti da quasi il 90% di trigliceridi, i quali sono i principali componenti di grasso trasportati nell’organismo.

Quelle persone che ingeriscono troppe vitamine liposolubili possono arrivare a sviluppare quella che si conosce come "ipervitaminosi", un termine che letteralmente fa riferimento alla presenza in eccesso di una o diverse vitamine.

Indice

    1. Che cos’è la vitamina K?
    2. Denominazione della vitamina K
    3. A cosa serve la vitamina K?
    4. Tipi di vitamina K
      1. Fonti principali di Vitamina K
    5. Alimenti ricchi di vitamina K
    6. Carenza di vitamina K
    7. Effetti della vitamina K
    8. Benefici della vitamina K
      1. Vitamina K nei Neonati
      2. Vitamina K e Meccanismo di Coagulazione
      3. Vitamina K e Salute Ossea
    9. Come e quando assumere la vitamina K?
    10. Ho bisogno di integratori di vitamina K?
    11. A cosa associare la vitamina K?
    12. Dove acquistare la vitamina K?

Denominazione della vitamina K

La denominazione di questa vitamina fa riferimento al termine tedesco koagulation, proprio perché il ruolo della suddetta vitamina di regolare la coagulazione del sangue è stato scoperto in Germania.

A cosa serve la vitamina K?

La vitamina K gioca un ruolo essenziale per la salute delle ossa e regola la coagulazione del sangue.

Tipi di vitamina K

Esistono 3 tipi di vitamina K:

  • Vitamina K1 o Fillochinone
  • Vitamina K2 o Menachinone
  • Vitamina K3 o Menadione

La forma K1 è presente in piante e verdure a foglie verdi, fonti molto ricche di questa vitamina necessaria al processo di fotosintesi. La forma K2 viene generata a partire dalla K1 e K3 attraverso un tipo di batterio e microorganismi. Può essere sintetizzata dal nostro corpo mediante il processo di conversione che coinvolge la K1 e la K3. Nella più parte del regno vegetale non vi è la preforma K2, a meno che tali piante non abbiano subito un processo di fermentazione o di trasformazione da parte di un batterio. Ad esempio il: Bacillus subtilis o natto. Questo batterio può trasformare la K1 in K2 ed è spesso utilizzato nella produzione dei fagioli di soia. La parola “Natto” è probabilmente molto più usata per gli integratori.

Fonti principali di Vitamina K

  • Vitamina K1: vegetali, verdure a foglia verde 
  • Vitamina K2: carne, uova, prodotti caseari, pesce, alimenti vegetali fermentati, alimenti fermentati per animali

Alimenti ricchi di vitamina K

Come esempi degli alimenti più ricchi di vitamina K troviamo: cavolo nero, spinaci, senape, barbabietole, cavolo cappuccio, bietole, cime di rapa, prezzemolo, broccoli, cavolini di Bruxelles, cetrioli, prugne secche...

Carenza di vitamina K

Situazioni di carenza da vitamine liposolubili possono verificarsi in caso di un consumo carente in grassi o se l’assorbimento degli stessi è compromesso in seguito all’assunzione di alcuni farmaci o se si soffre di alcuni tipi di patologie. La fibrosi cistica è una malattia che provoca un deficit nella sintesi degli enzimi coinvolti nell’assorbimento del grasso nell’intestino.

Anche altre patologie che hanno a che fare con le malattie del sistema intestinale, come il morbo di Crohn o la colite ulcerosa, possono provocare una mancanza di vitamina K, a causa di uno scarso assorbimento nutrizionale.

Inoltre pare che dei bassi livelli di assunzione di vitamina K rappresentino dei fattori di rischio per l’insorgenza dell’osteoporosi. Un apporto supplementare quotidiano di vitamina K, può portare all’incremento della densità ossea, soprattutto per le categorie più a rischio come quelle delle donne in post-menopausa.

Bassi livelli di vitamina K sono stati associati anche ad un maggior rischio di artrite poiché una bassa attività delle proteine dipendenti dalla vitamina K rappresenta per le articolazioni un aumento del rischio.

Effetti della vitamina K

Benefici della vitamina K

Vitamina K nei Neonati

Come accennato in precedenza, la vitamina K è molto conosciuta per le sue proprietà di coagulazione del sangue. In alcuni contesti il termine “coagulare” può provocare una certa inquietudine poiché associato a processi indesiderati (edema cerebrale, occlusione delle arterie…) ma non ha niente a che fare con gli effetti benefici di questa vitamina essenziale. È così importante che ai neonati, dopo il parto, viene somministrata un’iniezione di vitamina K per prevenire la “malattia emolitica del neonato (MEN)”. Questa malattia comporta un deficit dei fattori coagulanti, proprio perché l’organismo del neonato presenta un basso livello di questa vitamina. La vitamina K non attraversa la placenta durante lo sviluppo e inoltre anche l’intestino non possiede molti batteri capaci, dopo la nascita, di sintetizzarla.

Dopo la nascita, il latte materno presenta una scarsa quantità di vitamina K perciò i bambini allattati al seno possono essere carenti di vitamina K per diverse settimane fino a quando i batteri intestinali non iniziano a sintetizzarla.

Può capitare che alcuni neonati con bassi livelli di vitamina K, abbiano delle emorragie, alle volte cerebrali, che causano danni cerebrali significativi. Tale circostanza è denominata malattia emolitica del neonato (MEN).

Vitamina K e Meccanismo di Coagulazione

La vitamina K è necessaria per creare coaguli di sangue e arrestare i processi emorragici che potrebbero causare situazioni fatali. Questa vitamina è essenziale anche per arrestare il sanguinamento dovuto ad un semplice taglio del dito. Tuttavia, il processo di coagulazione è abbastanza complesso, e necessita di12 tipi di proteine che devono essere utilizzate in maniera funzionale con la vitamina prima della parte finale di questo processo. Quattro di questi fattori coagulanti di proteine necessitano della vitamina K per le loro specifiche attività.

La capacità dell’organismo di controllare il flusso sanguigno dopo un incidente vascolare è essenziale per la sopravvivenza. Per questo esiste l’ "emostasi", che consiste nel processo di coagulazione e nella successiva dissoluzione del coagulo con la riparazione del tessuto danneggiato.

In questi termini la presenza della vitamina K sarà cruciale per un buon esito del processo di coagulazione:

  • fattori coagulanti sono proteine nel sangue che controllano le emorragie. Nel momento in cui un vaso sanguigno si danneggia, le sue pareti si contraggono per limitare il flusso sanguigno nell’area danneggiata. In seguito, le piastrine aderiscono nel punto della lesione e si estendono per tutta la superficie del vaso sanguigno per arrestare l’emorragia.
  • A questo punto vengono liberati piccoli segnali chimici a partire da piccoli sacchetti nelle piastrine che attraggono altre cellule verso l’area implicata per creare un gruppo chiamato tappo piastrinico.
  • Sulla superficie di queste piastrine attive diversi fattori coagulanti lavorano e cooperano in una serie di reazioni chimiche complesse (note come cascata della coagulazione) per formare un coagulo di fibrina. Questo agisce come una maglia per contenere l’emorragia.
  • I fattori coagulanti circolano nel sangue in forma inattiva. Nel momento in cui vi è il danneggiamento di un vaso sanguigno inizia la cascata della coagulazione e ogni fattore coagulante si attiva in un ordine specifico per giungere alla formazione del coagulo sanguigno.

Vitamina K e Salute Ossea

La vitamina K è un nutriente eccezionale per il corretto mantenimento della salute ossea, ruolo che gli è ormai da tempo riconosciuto. È stato più volte dimostrato che coloro che presentano una carenza di vitamina K sono soggetti ad un maggior rischio di procurarsi fratture. Inoltre, per le donne in post menopausa che iniziano a rilevare una diminuzione della densità ossea, la vitamina K può essere un buon alleato per prevenire fratture.

Secondo gli studi, le nostre cellule prediligono la forma di vitamina K, K1 e K2, dove ciascuna svolge un ruolo diverso per la salute delle ossa. Nel caso della K2, esistono due tipi che generano un maggior livello di assorbimento nel sistema osseo:

  • MK4
  • MK7

In effetti la ricerca si sta interessando molto alla vitamina K2, puntando la sua attenzione soprattutto sui sottotipi esistenti: la vitamina K2 presenta una struttura chimica composta di unità che si ripetono chiamate prenili. Visto che le forme più comuni di K2 sono: 4, 5, 7, 8 o 9 gruppi prenili, da esse derivano le denominazioni: MK-4, MK-5, MK-7, MK-8, o MK-9.

La 'M' fa riferimento al termine scientifico “Menachinone”. Mentre una dieta standard raggiunge il 10-20% circa di K2, la proporzione dei suoi sottotipi è molto più variabile: i cibi fermentati a partire dai fagioli di soia contengono una maggior quantità di MK-7; il formaggio di MK-8 e MK-9...

In primo luogo il rapporto tra i benefici per la salute delle ossa e la vitamina K dipendono da due meccanismi di base:

  • Cellule delle ossa denominate “Osteoclasti”
  • Carbossilazione

Gli osteoclasti sono responsabili della demineralizzazione ossea, ovvero di ottenere minerali dalle ossa in modo da condurli ad altri sistemi dell’organismo e utilizzarli per altre funzioni. Sebbene questa attività sia importante per la salute, d’altro canto non è necessario un elevato numero di queste molecole o delle loro attività poiché potrebbero portare ad uno squilibrio minerale osseo. La vitamina K aiuta il corpo nel mantenere equilibrato questo processo. In pratica, la MK-4 (denominata menatetrenone) evita la formazione di troppi osteoclasti, agendo inoltre come inizio della morte cellulare degli stessi (apoptosi).

Il secondo meccanismo coinvolge la vitamina K nel processo conosciuto come “Carbossilazione”. Questo processo è direttamente collegato ai fattori coagulanti richiesti per una corretta coagulazione del sangue. Per una salute ossea ottimale c’è bisogno di alterare chimicamente tramite il processo di carbossilazione una delle proteine presenti denominata “Osteocalcina”. Tale proteina è in stretta correlazione con la misurazione della Densità Minerale Ossea (BMD), ed è per questo che i medici la tengono sotto controllo tramite le analisi sanguigne. Quando un alto indice di osteoclasti nel tessuto osseo sono carbossilati, vi è un maggior rischio di fratture.

La vitamina K può migliorare drasticamente questa situazione: essendo essa necessaria per l’attività dell’enzima carbossilasi, che permette la carbossilazione degli osteoclasti nel tessuto osseo, la vitamina K può reindirizzare e riordinare queste proteine delle ossa nella struttura ossea corrispondente, rafforzando, in tal modo, la composizione delle ossa.

Secondo alcuni studi l’attività della vitamina K2 (specialmente la MK-4) è utile soprattutto nella protezione delle ossa post-menopausa.

Come e quando assumere la vitamina K?

La vitamina K si presenta sotto moltissime forme, ognuna delle quali con un utilizzo specifico oltre ad un minor o maggior limite:

  • Vitamina K1: 50 – 1000 mcg al giorno
  • Vitamina K1 (uso topico): 5%
  • Vitamina K2 (MK-4): 1,5mg – 45mg al giorno
  • Vitamina K2 (MK-7, MK-8 y MK-9): 90 – 360 mcg al giorno

Trattandosi di una vitamina liposoluble è raccomandabile assumerla con gli alimenti.

Ho bisogno di integratori di vitamina K?

Prima di assumere la vitamina si raccomanda di consultare un medico specialista e, se necessario, di eseguire degli esami per valutare la situazione. Ciò nonostante sarebbe utile l’utilizzo di questi integratori in caso di:

  • Utilizzo di alcuni farmaci, quali antibiotici, farmaci per ridurre il colesterolo, o l’aspirina, che possono ridurre drasticamente i livelli di vitamina K nel corpo o interferire con il suo assorbimento.
  • Patologie intestinali quali il morbo di Crohn, colite ulcerosa, celiachia o qualsiasi malattia che impedisce il corretto assorbimento dei nutrienti.
  • Donne in post-menopausa.
  • Età avanzata con rischio di frattura alle ossa.

A cosa associare la vitamina K?

I beneficios forniti dalla vitmamina K, come abbiamo già visto, includono migliorare la capacità dell’organismo di coagulare il sangue e il corretto mantenimento del sistema osseo. Per quest’ultimo, l’utilizzo della vitamina K va associato ad altri integratori.

Per questo, si consiglia di realizzare lo “stack” di integratori in grado di amplificare i benefici della vitamina K, mirata soprattuto ad ottimizzare la salute delle ossa:

  • Vitamina D3: migliora l'assorbimento del calcio, aumenta la densità minerale ossea e rafforza le ossa; dosi giornaliere che variano da 2000 a 10000 IU.
  • Magnesio: tra le sue proprietà quella di supportare le ossa; dosi giornaliere che variano da 200 a 400 mg, considerando il resto delle fonti da cui viene ricavato
  • Calcio: minerale le cui proprietà includono il rafforzamento e il supporto all’intero sistema osseo; dose giornaliera intorno ai 500 mg, considerando il resto delle fonti da cui viene ricavato

Dove acquistare la vitamina K?

La vitamina K è acquistabile su questa stessa pagina. Se ne raccomanda l’utilizzo combinato di cui sopra o almeno di includere agli integratori di vitamina K, la vitamina D3.

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