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Uva Ursina

Uva Ursina, un eccellente rimedio per i problemi urinari

Le specie vegetale uva ursina, il cui nome scientifico è Arctostaphylos uva-ursi, è un arbusto sempreverde, le cui bacche o frutti sono una delle prelibatezze preferite degli orsi, dettaglio da cui proviene il soprannome "bacche degli orsi ". È di dimensioni piuttosto scarse, considerata pianta strisciante perché al massimo raggiunge i 2 metri di altezza (che di solito non è normale), che fiorisce nel mese di marzo.

Tanto le foglie e gli steli come i frutti, poiché le tre parti della pianta sono utilizzabili, vengono raccolti durante l’autunno, ma solo i primi due sono idonei a formulare preparati medicinali.

Seguendo con i dettagli morfologici, i loro fiori, bianchi o rosa, sono disposti in grappoli terminali, mentre le sue bacche, molto simili al mirtillo americano, sono sferiche, misurano tra sei e otto millimetri di diametro e quando mature sono di colore rosso.

Indice

    1. Uva Ursina, un eccellente rimedio per i problemi urinari
    2. Provenienza e storia dell’uva ursina
    3. Proprietà e benefici
      1. A livello cutaneo
      2. Per la salute femminile
      3. Contro i problemi della prostata
      4. Contro la ritenzione dei liquidi
      5. Preservare la salute cardiovascolare
      6. Controllo di diarree croniche
    4. Altri benefici dell’uva ursina per la salute
    5. Il suo ruolo nel trattamento delle infezioni urinarie
    6. Effetti collaterali e controindicazioni dell’uva ursina
      1. Effetti collaterali
      2. Controindicazioni
      3. Interazioni con farmaci
      4. Interazioni con altre specie vegetali
    7. Come assumere l’uva ursina?

Provenienza e storia dell’uva ursina

Per quanto riguarda la sua distribuzione geografica, l’uva ursina è una pianta molto adatta ai territori subartici, quindi abbonda soprattutto soprattutto nelle aree settentrionali dell'Europa, così come nelle alte latitudini dell'Asia e nella tundra canadese. Ma è molto comune vederla anche nelle foreste di pini e querce della cordigliera pirenaica e gli altipiani del sistema iberico coperti da un mantello formato dalle sue piccole foglie.

All’uva ursina si accompagna un percorso ancestrale come rimedio per il trattamento dei problemi del tratto urinario, sia in America che in Europa. Infatti, fino alla scoperta dei sulfamidici, l’arbutina, il suo più noto principio attivo, era quello che i medici prescrivevano come antisettico in caso di infezioni delle vie urinarie, come nefrite, pielonefrite, cistiti e uretriti.

Ma non aveva solo una riconosciuta attitudine terapeutica. Per secoli, almeno 2000 anni, la saggezza popolare ha ricorso a erbe come queste come diuretico, astringente e nel trattamento delle patologie del tratto urinario. A quanto pare, è noto che per gli indigeni del Nuovo Continente era molto apprezzata contro i mal di testa e per combattere lo scorbuto (causato da carenza di vitamina C).

Proprietà e benefici

Nelle foglie dell’uva ursina si trovano molti dei principi attivi che conferiscono queste proprietà medicinali a questa specie. Tra loro sono abbondanti i tannini, noti per la loro funzione astringente, e i flavonoidi, responsabili della loro azione diuretica.

Ingrediente Uva Ursina

L'allantoina, invece, è un fattore della pianta nota per le sue proprietà sedative e per stimolare la riparazione dei tessuti, aiutando la loro cicatrizzazione, in quanto promuove la crescita di cellule sane. Infatti, può essere usata esternamente la foglia dell’uva ursina come lavaggio cutaneo per accelerare il processo di rigenerazione della pelle dopo tagli e graffi. L’allantoina aiuta anche ad eliminare batteri e sostanze indesiderate come tossine, acido urico, sali minerali in eccesso e grassi. Le viene attribuito anche il trattamento di herpes e infezioni vaginali.

All'interno del repertorio di sostanze farmacologicamente attive, l’uva ursina contiene anche acido ursolico, diuretico e allo stesso tempo potente astringente.

L’uva ursina funge da tonico per diversi organi, in particolare reni, fegato e pancreas, includendo ureteri e uretra. Sembra che riduca la formazione di cristalli di acido urico, causanti i temuti ascessi di gotta, e agisce addirittura come analgesico nelle situazioni di coliche per calcoli nella vescica.

La relazione delle proprietà curative o palliative dell'uva ursina può essere completata considerando che:

  • È un fattore che previene infezioni post parto.
  • Grazie alla sua concentrazione in tannini, funziona molto bene per trattare la diarrea cronica dovuta al malassorbimento favorendo la formazione del bolo fecale.
  • Prendendolo come integratore nutrizionale, promuove il rilassamento dei muscoli e si comporta come un coadiuvante nel recupero di tessuti irritati e infiammati.
  • Aiuta a combattere l'alta pressione sanguigna, poiché come diuretico, stimola il flusso di urina e la minzione; da questo effetto deriva la sua utilità nell’accompagnare la dieta della riduzione del peso contrastando la ritenzione idrica. A questo proposito, si deve ricordare che producendo un volume più elevato di urina sostanzialmente porta ad un'eliminazione eccessiva di potassio che richiede una compensazione attraverso il cibo.
  • È consigliato anche nel trattamento dell'enuresi notturna, un problema silenzioso che colpisce una buona percentuale di bambini già in età adolescenziale.

Vediamo un po' più in profondità alcuni di questi vantaggi dell’uva ursina in determinate situazioni patologiche.

A livello cutaneo

L’uva ursina è un buon complemento per il trattamento di malattie cutanee minori; parliamo, fra le altre, di herpes, infezioni epidermiche, eczemi, ferite e ustioni. Sembra che questa proprietà sia associata al suo contenuto in allantoina.

Parte dell'industria cosmetica ha pubblicizzato le bontà dell’uva ursina, sfruttando i suoi principi attivi per la produzione di creme per lo sbiancamento della pelle o la rimozione di macchie cutanee. Infatti, il suo estratto vegetale è un ingrediente essenziale per la produzione di creme per il viso e per il corpo con le sue proprietà antiseborroiche, depigmentanti, antibatteriche e antinfiammatorie.

La sua capacità di inibire l’enzima tirosinasi, responsabile dell'ossidazione dei fenoli (fenomeno chimico per il quale si nota, per esempio, lo scurimento di una mela o patata tagliata ed esposta all'aria), le dà un'applicazione cosmetica come schiarente di macchie iperchromiche o altamente pigmentate.

Merita una nota particolare il riferimento al cloasma, una condizione molto comune della pelle che si manifesta sul viso di donne in gravidanza sottoforma di macchie scure, la cui comparsa è legata anche all'uso di contraccettivi orali e all'arrivo del climaterio. I componenti chimici dell’uva ursina si sono rivelati efficaci nel’ottenere la loro scomparsa.

Uva ursina e la salute femminile

Per la salute femminile

È stato descritto il suo uso da parte di alcune tribù per evitare problemi di aborto una volta che sapevano che una donna era rimasta incinta.

In questo campo si può parlare di due possibilità: da un lato, un'infusione mista a base di rami di uva ursina e mirtilli è un buon rimedio per prevenire le infezioni post parto, estendendo i suoi effetti all’ottenere il miglior recupero della madre dopo il parto. D'altra parte, isolatamente è utile prenderlo poco prima delle mestruazioni per ammortizzare quella sensazione di gonfiore che di solito accompagna questo stato.

Contro i problemi della prostata

Il sesso maschile può anche beneficiare in modo specifico dalle proprietà dell’uva ursina. In particolare, un'infusione a base di uva ursina, equiseto, ginepro e epilobium (gruppo di piante della famiglia delle enotere), con l’aggiunta di anice stellato come mascheratore del cattivo gusto di alcuni di essi, si è dimostrato come un efficace sostegno al trattamento dei problemi della prostata, e vi sono anche sorprendenti risultati sui tumori della vescica. In realtà agisce come stimolo della diuresi e la sua assunzione dovrebbe essere estesa a più volte al giorno.

Contro la ritenzione dei liquidi

Quando si parla di ritenzione idrica, quello che in termini medici è noto come edema, si fa riferimento alla eccessivo accumulo di liquido sia nel sistema circolatorio che in alcuni tessuti e cavità del corpo. La sua causa può, o non, essere patologica, perché a volte è dovuta semplicemente alla dilatazione delle vene in risposta al caldo in eccesso. Fra le cause patologiche si possono menzionare i problemi cardiovascolari, la sindrome premestruale, disturbi dei reni e del fegato e alcuni farmaci, compreso l'uso di ormoni.

Le donne tendono più spesso ad accusare questo problema, che è dovuto a che gli alti livelli di estrogeni, fra i loro effetti metabolici, causano ritenzione di sodio e successivo gonfiore nelle regioni periferiche.

Su questa linea, ci sono molte opinioni a favore di che l’uva ursina potrebbe svolgere un ruolo significativo nei trattamenti di perdita di peso, azione può essere attribuita al fatto che l’uva ursina stimola la minzione e riduce il gonfiore nelle zone distali e declivi del corpo.

I regimi per diminuire di peso hanno bisogno di essere sotto controllo e revisione costante, raccomandando l'uso di integratori contenenti uva ursina per ottimizzare la loro efficacia grazie al forte impatto di questa pianta sulla ritenzione dei liquidi.

Preservare la salute cardiovascolare

Questa proprietà è strettamente correlata agli effetti descritti in relazione alla ritenzione idrica, in quanto le proprietà diuretiche dell’uva ursina contribuiscono a compensare la pressione sanguigna quando si soffre di ipertensione.

Inoltre, va preso in considerazione che si possono mitigare, se non addirittura eliminare, gli effetti dell'insufficienza cardiaca e della pericardite utilizzando le proprietà di questa erba.

Controllo di diarree croniche

Le proprietà astringenti dei tannini e dell’allantoina dell'uva d'ursi possono essere determinanti anche quando si affronta la cronizzazione di alcuni processi diarreici a causa di una sindrome da malassorbimento.

Il meccanismo si basa sulla riduzione del rivestimento epiteliale (cioè dello strato mucoso) del tubo intestinale, che facilita l'assorbimento dell'acqua compromessa e riduce l'infiammazione, che porta ad una maggiore consistenza delle feci .

Altri benefici dell’uva ursina per la salute

Oltre a tutti i suddetti ed escludendo la sua funzione sull'apparato escretorio, che sarà descritta in seguito, l’uva ursina aiuta anche a ridurre l'accumulo di acido urico e, di conseguenza, la formazione di calcoli nella vescica.

Non si debe ignorare il suo intervento in patologie osteoarticolari e muscolari, come problemi alla schiena, reumatismi e artriti.

Completeremo questo capitolo di utilizzi citando due campi al di fuori della salute umana in cui è possibile utilizzare l’uva ursina: le sue bacche sono molto preziose per la produzione di marmellate e le sue foglie si incorporano come aromatizzanti nella produzione di tabacco da pipa.

Il suo ruolo nel trattamento delle infezioni urinarie

Tuttavia, la sua sostanza più importante è l’arbutina, che è sostenuta dall’innescare una grande efficacia antisettica e antinfiammatoria nelle vie urinarie. L’arbutina è un glicoside che viene idrolizzato dall'effetto della flora batterica intestinale. Come risultato di questa idrolisi, come metaboliti risultanti si generano uno zucchero de un idrochinone, sostanza molto attiva farmacologicamente che, una volta liberata dal fegato, tramite il sangue raggiunge il rene da dove svolge ì suoi effetti antisettici, essendo eliminati infine, attraverso l'urina.

Infezioni urinarie e Uva Ursina

Nel ciclo metabolico dell’idrochinone vi è una fase importante, che è la combinazione con l'acido glucuronico secreto dal sistema digestivo che dà luogo ad un altro componente che agisce sulle membrane mucose del tratto urinario, riducendo l'infiammazione.

Come vediamo, anche se il processo terapeutico comincia dall’ingestione dell’arbutina, è l’idrochinone la sostanza che rende l’uva ursina un antisettico urinario efficace e al quale dobbiamo dare il merito della maggior parte degli effetti per combattere le infezioni in questa parte del corpo.

Ma è importante sapere che affinchè l'idrochinone sia efficace in questa azione richiede che l’urina sia alcalina, in quanto si rischia di inibire la situazione opposta, quando il pH è basso. Pertanto, per facilitare il funzionamento di un trattamento con uva ursina è consigliabile seguire una dieta ad alto rilievo di frutta e verdura, in quanto contribuiscono ad aumentare il pH dell’urina. Un'altra opzione che si potrebbe prendere in considerazione è l'assunzione di bicarbonato di sodio, anche se è possibile che questa sostanza possa dare alcuni effetti collaterali, quindi è preferibile optare per la via alimentare per alcalinizzare l’urina.

Potrebbe servire come un argomento di peso, per garantire l’efficacia dell’uva ursina il fatto che la European Scientific Cooperative on Phytotherapy (Cooperazione Scientifica Europea sulla Fitoterapia) l’abbia incorporata nella sua lista di sostanze idonee per il trattamento della cistite senza complicazioni, quando non è indispensabile ricorrere alla terapia antibiotica.

Effetti collaterali e controindicazioni dell’uva ursina

Effetti collaterali

Sebbene non vi siano dubbi circa la sicurezza del consumo di uva ursina per brevi periodi di tempo, se si nota una minzione frequente con sensazione di bruciore, vomito, convulsioni o dispnea (disturbi respiratorie) si dovrebbe interrompere il suo consumo, anche se queste siano le linee guida raccomandate dal medico.

Il pericolo di consumarlo in grandi quantità è quello di soffrire di nausea e vomito, e anche irritazione intestinale a causa del suo alto contenuto in tannini.

Essendo un diuretico, può ridurre la quantità di potassio nel corpo, quindi si raccomanda di arricchire la dieta con il consumo di verdure fresche e frutta, in particolare banane.

Controindicazioni

In assenza di dati affidabili che confermino o neghino possibili effetti negativi dell’uva ursina sullo sviluppo fetale e la composizione del latte materno, si consiglia preventivamente di evitarlo nel caso di donne in gravidanza e in allattamento, nonché nel caso di bambini sotto i 12 anni.

Vi sono situazioni patologiche nelle quali il consumo di uva ursina in diverse presentazioni può aggravare i sintomi, come ad esempio le malattie renali, l’ipertensione, il morbo di Crohn malattie o ulcere dello stomaco e del duodeno.

Deve essere utilizzato con cautela da coloro che soffrono, sebbene in forma transitoria di disturbi gastrointestinali, in quanto sono preparati che, per le elevate quantità di tannini precedentemente menzionati, possono irritare la membrana che tappa internamente lo stomaco e l'intestino.

In coloro che vengono sottoposti a trattamento con diuretici, l’uva ursina presa contemporaneamente può contribuire ad uno squilibrio negli elettroliti (calcio, cloruro, magnesio, potassio e sodio, principalmente) che dà come risultato la manifestazione di disturbi nelle reazioni nervose e nella funzione muscolare.

Interazioni con farmaci

Anche se non sono molte le reazioni collaterali catalogate per il consumo di uva ursina contemporaneamente ai farmaci, è vero che le sue principali interazioni avvengono con uno dei gruppi di farmaci più usati: gli antinfiammatori.

Da un lato, abbiamo quelli conosciuti come non steroidei, quali l’ibuprofene e indometacina, i cui effetti, in entrambi i casi, sono accentuati a causa della presenza di arbutina nel trattamento di artrite o dermatite da contatto, essendo a sua volta pericolosa la miscela per l'esacerbazione dell'ipersensibilità al secondo. Dall’altro lato, all’interno del gruppo dei corticosteroidei, lo stesso principio attivo potenzia gli effetti di desametasone e prednisolone quando applicata in casi di dermatite da contatto o edemi.

Pertanto, si consiglia estrema cautela nel consumo di uva ursina con tutti i tipi di farmaci antinfiammatori, sia corticosteroidei che non-steroidei.

In secondo luogo, l’uva ursina può interagire sinergicamente con agenti farmacologici che stimolano la produzione urinaria, e nel caso degli acidificanti dell'urina (uno dei quali è la vitamina C o acido ascorbico), questi possono mascherare la funzione antibatterica dell’uva ursina.

Effetti simili possono avere determinati farmaci come il cloruro di ammonio o la rosa rubiginosa e cibi come il succo di mirtillo, che possono acidificare eccessivamente l'urina.

Viceversa, può essere interessante beneficiare dell’effetto alcalinizzante di alcuni alimenti come menta, miele, uva, spinaci o fagioli e alcuni medicinali antiacidi o dello stesso bicarbonato di sodio.

Interazioni con altre specie vegetali

La combinazione di uva ursi e aloe vera, a causa dell'alosina o aloina che contiene quest'ultima, aumenta la capacità naturale di inibire l'enzima tirosinasi come responsabile dell'ossidazione dei fenoli, che aumenta la funzione depigmentante dell’uva ursina.

L’arbutina è presente nella maggiorana (usata come condimento) o nella damiana (utile per combattere la stanchezza e i problemi respiratori), per esempio, per cui l'uso di alcune di queste può causare un aumento nel sangue e nelle urine dei livelli di idrochinone.

Come assumere l’uva ursina?

Poiché, come discusso nei capitoli precedenti, funziona meglio nelle urine alcaline, quando si pianifica una dieta si deve fuggire da tutto ciò che promuova l'acidificazione dei fluidi corporei, in quanto logicamente l'urina sarà influenzata. Questo significa escludere per la maggior parte il consumo di cibi particolarmente acidi (anche se, va ricordato, che tutti gli alimenti sono almeno leggermente acidi con l'eccezione dell’albume d’uovo).

Nel caso in cui l'assunzione di uva ursina sia destinata a trattare l’ipertensione, è importante prendere in considerazione la perdita di potassio. Pertanto, si consiglia di consumare più verdure fresche e frutta particolarmente ricche di questo macrominerale.

L'uso più diffuso di uva ursina è quello di combattere le infezioni delle vie urinarie. Mentre non v'è alcuna evidenza clinica definitiva che dia copertura su un dosaggio specifico, si prescrive in dosi giornaliere da 8-10 grammi di foglie.

La dose può variare a seconda della gravità della patologia che si vuole combattere, ma generalmente si ingeriscono 3 o 4 volte al giorno due o tre grammi di estratto che garantiscono 100 o 200 mg di arbutina. Ma la regola di base deve essere di non estendere il consumo oltre una settimana e cinque trattamenti settimanali all'anno.

Per raggiungere in qualche modo una certa omogeneità nella composizione dei prodotti commercializzati, la Farmacopea Europea stabilisce un minimo di 7% di arbutina rispetto al peso della foglia essiccata, anche se non è raro che si raggiungano concentrazioni vicine al 15%.

Vi sono studi che dimostrano che in dosi superiori dieci volte a quelle raccomandate si possono verificare nausee, vomito, tinnito (ronzio nelle orecchie a causa della concentrazione di idrochinone), convulsioni, difficoltà respiratorie e cianosi derivate da quest'ultime, che consistono nel che il corpo acquisti una tonalità bluastra. Da parte sua, l'ingestione di una dose di 30 grammi o più può essere letale.

Per quanto riguarda le forme di presentazione, abbiamo:

  • Infuso: si tratta di far bollire l’uva ursina da sola o in combinazione con diverse possibilità: un cucchiaino di foglie di uva ursina per tazza di acqua, prendendone tre tazze al giorno. In un litro di acqua, un cucchiaio di timo, uva ursina, verga d’oro e brugo. Lo stesso con timo, equiseto, uva ursina, calendula e semi di lino. Per combattere infezioni vaginali, una miscela in parti uguali di equiseto, timo, uva ursina e camomilla.
  • Tisane. Molto utili per combattere l'infiammazione della vescica e dell'uretra in combinazione con altre specie vegetali ad azione antibatterica, come la barba di mais, i fiori di malva o la coda di gatto. Si consiglia di mescolare 20 grammi di ciascuno, miscela che viene bollita per qualche minuto, e della quale se ne devono assumere 3-4 tazze al giorno.
  • Tè di uva ursina, molto noto per la sua letalità sulle seguenti specie batteriche: Escherichia coli, Staphylococcus spp, Pseudomonas aeruginosa, Ureaplasma urealyticum, Proteus vulgaris e il micoplasma Friedlander, causante una grave polmonite, oltre al lievito Candida albicans. Questo tè è usato per trattare l'accumulo di urati nei calcoli renali, bronchiti, nefriti, mal di schiena e cistiti.
  • L’uva ursina di presenta anche in polvere, capsule e tintura (applicata 5ml 3 volte al giorno).
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