Vitamina D - Tutto quello che devi sapere!

Indice

    1. Effetti sulla salute della vitamina D
    2. La vitamina D, il poderoso scudo protettore
    3. La vitamina D protegge la salute e previene l’insorgenza delle seguenti malattie:
      1. La vitamina D protegge contro i raffreddori
      2. La vitamina D riduce il rischio di soffrire diabete
      3. La vitamina D rafforza le ossa
      4. La vitamina D aumenta il rendimento intellettuale
      5. La vitamina D rafforza i muscoli
      6. La vitamina D protegge contro il cancro
    4. Come si soddisfano le necessità giornaliere di vitamina D3?
    5. La Vitamina D e il Sole
      1. Fattori che influiscono sulla produzione della vitamina D attraverso il sole
        1. Fattori esterni
        2. Fattori personali
      2. Come si forma la vitamina D sulla pelle?
      3. La vitamina D e la luce del sole: l’influenza dell’ora del giorno e della latitudine alla quale si prende il sole
      4. Differenza fra i raggi UV-B e UV-A
        1. I raggi UV-A
        2. I raggi UV-B
      5. La generazione di vitamina D per le radiazioni secondo le ore del giorno
      6. Angolo di incidenza del sole sul tessuto cutaneo
      7. La vitamina D, il sole e il tipo di pelle
      8. Di quanto sole si ha bisogno per generare la vitamina D?
        1. Tipo 1: persone con tonalità di pelle pallida e rossiccia
        2. Tipo 2: europei (del nord soprattutto), biondi, occhi azzurri o verdi, lentiggini
        3. Tipo 3: tipo misto, europei e dell'aria mediterranea, capello castano color chiaro o nero, senza lentiggini
        4. Tipo 4: pelle scura, occhi castani, capelli castani o neri. Tipo europeo e del sud dell'Asia
        5. Tipo 5: pelle scura, capelli neri, gente del nord Africa, India e Pakistan
        6. Tipo 6: pelle scura o nera, persone provenienti dall'Africa Centrale e asiatici di pelle scura
      9. Il sole e la vitamina D nella vecchiaia
      10. La vitamina D e la protezione solare
      11. Il problema della protezione solare
      12. Paura esagerata del sole
      13. Qual’è il modo più adeguato di prendere il sole?
        1. 1. Determinare in ogni caso la protezione individuale
        2. 2. Esposizione progressiva
        3. 3. Prendere il sole tutti i giorni
        4. 4. Prendere il sole su maggior parte dell'epidermide
        5. 5.Prendere il sole con prudenza e senza protezioni
      14. La vitamina D e l’inverno
      15. Conclusione: La vitamina D e il sole
    6. La vitamina D e il solarium
      1. Il solarium può produrre vitamina D?
      2. Il solarium: è salutare o pericoloso?
      3. Vi è il rischio di sviluppare il cancro se ci abbronziamo nel solarium?
    7. L’assunzione di vitamina D3 attraverso integratori dietetici
    8. A chi è consigliata l’assunzione di integratori dietetici di vitamina D?
    9. Carenza di Vitamina D, perchè si produce?
      1. Le cause più comuni di deficienza di vitamina D sono:
        1. Non ricevere sole a sufficienza durante i mesi invernali
        2. Molta poca esposizione ai raggi solari durante i mesi estivi
        3. Rimanere sempre in luoghi chiusi (per ragioni lavorative)
        4. Uso eccessivo dei protettori solari
        5. Insufficienza di vitamina D nell'alimentazione
        6. Consumo di medicine o di alcool
        7. Sovrappeso
        8. Età avanzata
        9. Essere costretti a letto o soffrire di un'invalidità
        10. La carenza di vitamina D causata dalla malattia
        11. Le persone con pelle scura
      2. Chi ha i maggiori rischi di soffrire di mancanza di vitamina D?
      3. Come identificare una carenza di vitamina D?
    10. Vitamina D3 o D2: qual’è la migliore?
    11. L’arricchimento degli alimenti con vitamina D
    12. Come possiamo misurare i livelli di vitamina D3
      1. Qual’è il livello ottimale di 25 (OH)
      2. Il livello di vitamina D può variare molto da una persona all’altra
      3. Che differenza esiste tra il valore di 25 (OH) in ng/ml o in nmol/l?
    13. Capsule di vitamina D, compresse di vitamina D o gocce di vitamina D, quale formato di integratore di vitamina D è il migliore?
      1. Capsule di vitamina D
      2. Compresse di vitamina D
      3. Gocce di vitamina D
      4. Softgels o capsule molli di vitamina D
      5. Vitamina D in sticks
      6. Preparati combinati di vitamina D e vitamina K2
    14. Come combinare correttamente la Vitamina D con la Vitamina K
      1. La vitamina D e la vitamina K funzionano in modo ottimale solamente quando si assumono insieme
      2. Dosi ottimale di vitamina K2
      3. Consigliamo le seguenti dosi di vitamina K2:
      4. Come combinare la vitamina D3 con la vitamina K2?
      5. Come funziona la vitamina K2?
    15. Conversione della vitamina D: da mcg a IE
    16. Di cosa è fatta la vitamina D3?
      1. Vitamina D3:
      2. Vitamina D2:
    17. La vitamina D e il sistema immunitario
      1. La vitamina e il sistema immunitario innato
      2. Il ruolo chiave della vitamina D per coordinare la difesa del sistema immunitario innato
      3. La vitamina D e il sistema immunitario acquisito o adattativo
      4. La vitamina D mantiene in funzionamento la memoria del sistema immunitario
      5. La vitamina D e le malattie autoimmuni
      6. Conclusione
    18. La vitamina D e l’osteoporosi
      1. Le terribili statistiche sull’osteoporosi
    19. La vitamina D e la depressione
      1. La connessione fra la vitamina D e la depressione
      2. L’uso della vitamina D per frenare la depressione
      3. La vitamina D può prevenire l’insorgenza della depressione?
    20. La vitamina D e l’infiammazione
      1. La vitamina D come sostituto degli antibiotici
      2. La vitamina D aiuta a prevenire l’infiammazione?
      3. La vitamina D aiuta a curare l’infiammazione?
      4. Come usare la vitamina D per trattare l’infiammazione?
      5. Usi alternativi della vitamina D per trattare l’infiammazione
      6. Conclusione
    21. La vitamina D e l’Alzheimer
      1. Come si sviluppa l’Alzheimer?
      2. Si può curare l’Alzheimer?
      3. Si può prevenire l’Alzheimer?
      4. La vitamina D e la sua funzione nel cervello
      5. Vi è alcuna relazione fra i livelli di vitamina D e l’Alzheimer?
      6. La vitamina D per trattare in modo efficace l’Alzheimer
    22. La vitamina D e lo sport
      1. L’importanza della vitamina D per la costruzione del muscolo
      2. La vitamina D, il “doping legale” degli sportivi
      3. Come aiuta la vitamina D a sviluppare il muscolo ed ottenere un migliore rendimento?
      4. Il doppio supporto della vitamina D negli sport
    23. La vitamina D e il testosterone
      1. I livelli di vitamina D e la concentrazione del testosterone
      2. Gli effetti della vitamina D sulla produzione di testosterone
      3. Gli effetti della vitamina D sulla fertilità maschile
    24. L’uso della vitamina D nel campo militare
    25. Gli effetti collaterali della vitamina D
      1. Dosi raccomandate di vitamina D per evitare effetti collaterali
      2. Il sovradosaggio di vitamina D
      3. Cause e sintomi del sovradosaggio di vitamina D
      4. Trattamento dell’intossicazione con vitamina D
      5. Conclusione
    26. Studi e bibliografia impiegata nella redazione di questo articolo sulla vitamina D:

La vitamina D è un elemento essenziale per la nostra salute. Sempre si è legata la vitamina D con il rafforzamento delle ossa. Adesso si è da poco scoperto che interviene nel funzionamento di quasi tutti gli organi e i tessuti, e che il suo apporto è essenziale per i processi metabolici di intestino, cervello, cuore, pancreas, pelle e linfociti.

L'apporto di vitamina D è cruciale, non solo per mantenere ossa e denti forti e sani, ma anche, per prevenire la comparsa di diverse malattie, come le malattie cardiovascolari, tumori, rachitismo, psoriasi e altre patologie come la sindrome premestruale, il mal di schiena e alle ossa, l'osteoporosi, ipertensione, diabete di tipo I, l' Alzheimer, artrite reumatoide, depressione, disturbi neurologici e del sistema immunitario (sclerosi multipla). In definitiva, una carenza di vitamina D conduce, alla lunga, all’insorgenza di qualche malattia.

Effetti sulla salute della vitamina D

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Apporta 100µg di vitamina D3 per softgel.

La vitamina D è coinvolta in molteplici funzioni e processi metabolici dell’organismo tra cui:

  • Funzionamento di ossa e articolazioni
  • Rafforza i denti
  • Controllo dell’apporto di calcio nell’intestino
  • Mantenimento di un  sistema immunitario sano e prevenzione delle infezioni
  • Sintesi degli antibiotici endogeni
  • Preservazione di un ottimo funzionamento dei muscoli
  • Funzionamento della divisione cellulare
  • Riduzione delle infiammazioni nel corpo
  • Equilibrio ormonale
  • Riduzione dello stress ossidativo
  • Trasmissione ottimale del segnale tra le cellule
  • Calma interiore e qualità del sonno
  • Maggiore adattamento alle situazioni di stress
  • Migliore rendimento intellettuale
  • Concentrazione e benessere

La vitamina D, il poderoso scudo protettore

Secondo uno studio dell'Università di Oxford, i geni di tutto il corpo necessitano un apporto adeguato di vitamina D per prevenire la comparsa di malattie. I nostri geni hanno bisogno di vitamina D per funzionare correttamente. I recettori genetici del corpo hanno bisogno di ricevere sufficiente quantità di vitamina D per prevenire l’insorgenza di malattie e funzionare in maniera ottimale.

La carenza di tale vitamina può provocare malattie gravi, per cui è essenziale la sua assunzione per mantenere la salute.

Studi clinici dimostrano come tale carenza sia correlata a diversi dolori, disturbi e malattie gravi.

La vitamina D protegge la salute e previene l’insorgenza delle seguenti malattie:

  • Malattie autoimmuni
  • Raffreddori
  • Malattie delle ossa (incluso il rachitismo)
  • Osteoporosi
  • Dolore a ossa e spalle
  • Depressione
  • Diabete
  • Malattie cardiovascolari
  • Ipertensione
  • Infiammazione cronica
  • Disturbi del sistema immunitario
  • Fragilità muscolare
  • Psoriasi
  • Artrite reumatoide
  • Malattie neurologiche
  • Alzheimer
  • PMS
  • Cancro

La vitamina D protegge contro i raffreddori

Bassi livelli di vitamina D aumentano di più del 40%, il rischio di raffreddore e malattie del tratto respiratorio. Questo dato è il risultato di un test su 19000 persone che presentavano in media un valore di vitamina pari a 25 (OH), con valore di vitamina D3, da 10 a 29 ng/ml.

La correlazione è particolarmente evidente nei soggetti affetti da asma. Sebbene non si è potuta dimostrare la relazione diretta, si è dimostrato che la vitamina D previene i raffreddori.

La vitamina D riduce il rischio di soffrire diabete

La vitamina D protegge le cellule che producono l’insulina nel pancreas. Aumenta anche la sensibilità all’insulina, visto che contribuisce a che lo zucchero venga trasportato molto più velocemente dal sangue alle cellule con una riduzione generale del rischio di sviluppare il diabete.

La vitamina D rafforza le ossa

La vitamina D fa in modo che il calcio venga assorbito dal corpo tramite l’intestino. Insieme alla vitamina K2 gioca un ruolo chiave nel metabolismo osseo e, in particolare, nella formazione della nuova massa ossea e nella conservazione di una struttura ossea solida. Per questo motivo una carenza di tale vitamina può aumentare la probabilità di soffrire di osteoporosi o di procurarsi fratture.

La vitamina D aumenta il rendimento intellettuale

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Gli individui con elevati livelli di vitamina D presentano una maggiore concentrazione, attenzione e velocità nell’elaborazione delle informazioni rispetto ai pazienti con carenza di vitamina D. Si è giunti a questa conclusione grazie ad uno studio europeo dei ricercatori dell’università britannica di Manchester realizzato su 3000 soggetti tra i 40 e i 79 anni.

In definitiva, le persone che hanno un alto livello di vitamina D possono concentrarsi meglio e hanno maggiore rapidità mentale per elaborare le informazioni.

La vitamina D rafforza i muscoli

La carenza di vitamina D produce debolezza muscolare e può ridurre il funzionamento della muscolatura e che provoca anche un maggior rischio di fratture e a cadere con più frequenza.

Studi clinici dimostrano che le persone anziane con bassi livelli di vitamina D hanno più probabilità di cadere. Assumere un integratore alimentare di vitamina D riduce fino al 22% il rischio di subire una frattura ossea in seguito a una caduta.

La carenza di vitamina D ha un effetto negativo sui quadricipiti e sui muscoli del femorale,così come sulla risposta muscolare e causa una cattiva postura, che può portare a causare lesioni.

La vitamina D protegge contro il cancro

La vitamina D regola molteplici funzioni genetiche che aiutano a ridurre la proliferazione cellulare. Infatti, molti studi indicano che alti livelli di vitamina D nel sangue possono ridurre fino al 40 o 50 per cento il rischio di sviluppare vari tipi di tumore, come il tumore del colon-retto o quello al seno.

Questo è dovuto a che la vitamina D contrasta la degenerazione cellulare e pertanto, la formazione di tumori. Anche assumendo piccole quantità di vitamina D (400 UI) si può ridurre il rischio d’insorgenza del cancro al seno fino al 24 per cento.

Uno studio basato sulla posizione geografica ha trovato una correlazione tra alcuni tipi di cancro e la zona geografica dove vive il paziente. In determinati tipi di cancro si produce una relazione diretta tra la malattia e il grado di esposizione al sole delle persone colpite.

Come si soddisfano le necessità giornaliere di vitamina D3?

La vitamina D3 può essere ottenuta in vari modi:

  • Mediante l’esposizione al sole. Affinchè abbia effetto, la maggior parte della nostra pelle (viso, braccia e gambe) devono essere esposte al sole per un determinato periodo di tempo (circa venti minuti al giorno)
  • Prendendo integratori dietetici
  • Attraverso la dieta. Tuttavia la quantità di vitamina D3 che contengono gli alimenti è troppo bassa per soddisfare le necessità giornaliere che il corpo richiede. Come media, le persone assumono solitamente da 80 a 160 UI (2 a 4 mcg) di vitamina D attraverso la propria dieta giornaliera.
Proprietà della Vitamina D

La Vitamina D e il Sole

Come produciamo vitamina D attraverso la radiazione solare? La vitamina D è l'unica vitamina il cui l'approvvigionamento principale non avviene attraverso il cibo, ma attraverso i raggi del sole. La radiazione elettromagnetica del sole, quando cade direttamente sulla pelle, produce vitamina D. L'intensità della radiazione solare UV-B è la responsabile dell'abbronzatura.

Anche se potremmo pensare che sia molto facile accedere alla quantità necessaria di vitamina D, poiché è sufficiente l'esposizione alla luce, purtroppo nella società di oggi non è così. Uno dei motivi è l’accentuata paura del cancro della pelle.

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Inoltre, a causa dello stile di vita delle grandi città e delle lunghe ore di lavoro in spazi chiusi, la maggior parte delle persone non riceve abbastanza luce solare, per cui soffrono di una carenza di vitamina D.

Questo problema è ancora più grave nei paesi situati a nord o in aree altamente industrializzate.

Il sole è la più importante fonte di vitamina D, poiché si forma quando esponiamo il corpo ai raggi UVB. In estate, il processo avviene molto rapidamente. Prima che la pelle si arrossi, è già stata assorbita dall’organismo. Durante questo periodo, non vi è alcun rischio di scottature.

Prendere il sole e generare vitamina D

La quantità di vitamina D prodotta dal corpo dipende da molteplici fattori; tipo di pelle, ubicazione, stagione dell'anno, ora del giorno di esposizione al sole, nuvolosità e quantità di pelle esposta al sole. Anche l'età gioca un ruolo essenziale perché è più difficile per il corpo produrre vitamina D con l'invecchiamento.

Durante i mesi estivi, per ottenere l’apporto necessario di vitamina D, si consiglia, ad una persona con la pelle bianca, di realizzare una esposizione solare diretta alle 10 del mattino, in costume da bagno e senza protezione solare da 10 a 20 minuti (a seconda del tipo di pelle). Questa routine per tre giorni alla settimana fornisce la quantità ottimale di vitamina D di cui il corpo ha bisogno.

Le persone con la pelle scura producono meno vitamina D, a causa della loro pigmentazione e, pertanto, devono restare esposte al sole per un periodo più lungo rispetto alle persone con la pelle chiara.

È importante sapere che quando applichiamo la crema solare, non si produce vitamina D, poiché il protettore blocca i raggi UVB. Si ritiene che una protezione con indice 8 blocchi già la vitamina D fino al 95%. Pertanto, si consiglia di applicare la protezione solare dopo 10-20 minuti di esposizione al sole.

Si consiglia di applicare la protezione solare dopo 10 o 20 minuti per evitare ustioni e problemi alla pelle. Una volta che la pelle è già abbronzata, puoi passare più tempo al sole senza protezione, poiché la melanina che si forma sulla pelle funge da protezione solare naturale.

Inoltre, tutti i paesi situati a nord del parallelo 40 (sopra la città di Roma) nei mesi da ottobre a marzo, non ricevono un adeguato apporto di vitamina D, per cui è necessario prendere integratori alimentari di vitamina D durante l'inverno. Durante questo periodo, neanche camminare con il viso, braccia e gambe esposte al sole non è sufficiente.

Anche alti livelli di calcio nel sangue riducono la produzione di vitamina D.

I depositi di vitamina D che l’organismo riceve durante l'estate si esauriscono in circa due mesi se non viene eseguita una nuova esposizione al sole, o se non si assumono integratori alimentari di vitamina D. L'assunzione di vitamina D attraverso la dieta non copre il fabbisogno quotidiano dell'organismo.

Fattori che influiscono sulla produzione della vitamina D attraverso il sole

Durante l'estate, all'aria aperta o in costume da bagno, il corpo può produrre in meno di un'ora una quantità di vitamina D equivalente a 10.000 o 20.000 UI (unità internazionali).

La produzione della vitamina D attraverso la luce è molto più alta che l'assunzione della vitamina D tramite l'alimentazione, dato che i livelli nel sangue si mantengono per molto più tempo di quando si assume per via orale.

Tuttavia, la quantità di vitamina D che il corpo può produrre a partire dalle radiazioni elettromagnetiche dipende da vari fattori:

Fattori esterni

  • Latitudine o luogo di residenza
  • Stagione dell'anno
  • Ora del giorno
  • Nuvolosità
  • Altitudine

Fattori personali

  • Tipo di pelle
  • Età
  • Vestiti/Zona dell'epidermide esposta alle radiazioni
  • Uso di protezioni
  • Posizione di esposizione al sole: sdraiato/in piedi

Come si forma la vitamina D sulla pelle?

I raggi invisibili UV-B, con una lunghezza d'onda di 290-315 nanometri, sono i responsabili della formazione della vitamina D nell'epidermide.

Questa luce passa attraverso lo strato superiore del tessuto cutaneo e si converte, mediante fotolisi, nella cosidetta previtamina D3, una forma di colesterolo (7-deidrocolesterolo) che, in una seconda fase, per effetto del calore si converte in vitamina D3.

Vitamina D generata attraverso il sole

Se dopo che la previtamina D3 si è generata continuiamo ad esporci alla luce, le nuove molecole diventano inattive, come protezione contro una sovraddosaggio di vitamina D.

Per questo motivo, non è possibile che si produca un sovraddosaggio di vitamina D a causa della esposizione al sole, dato che il corpo ha un meccanismo di protezione con la quale si difende dalla eccessiva sintesi di vitamina D.

Tramite diverse tappe, la vitamina D3 si trasforma nel fegato, en in primo luogo, in 25-OH-vitamina D,il cui livello si può osservare tramite un'analisi del sangue. Tuttavia, questa non è la vera forma della vitamina D.

La forma autentica della vitamina D è 1,25-didrossi-vitamina D3, che si forma nell'organismo quando il corpo ne ha bisogno.

La vitamina D e la luce del sole: l’influenza dell’ora del giorno e della latitudine alla quale si prende il sole

La quantità della radiazione UV-B del sole che arriva fino a noi dipende tanto dalle nubi come dall'angolazione della luce. Quanto più orizzontale è questo angolo, più ampio è il percorso che i raggi solari devono percorrere attraverso lo strato di ozono, fino a produrre la radiazione UV assorbita dall'epidermide.

Se l'angolo delle radiazioni è minore di 45 gradi, non si produce nessun assorbimento dei raggi, né si genera la vitamina D. Questo è quello che succede all'imbrunire, durante la notte, e nei mesi invernali, dato che l'intensità delle radiazioni UV è molto bassa affinché si produca la vitamina D.

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Al nord dei 40 gradi di latitudine, all'altezza di Roma, la produzione di vitamina D è estremamente limitata nei mesi compresi tra ottobre e marzo. In questo periodo, la posizione delle radiazioni è piuttosto bassa per garantire l'assunzione adeguata di vitamina D.

La regola d'oro per confermare se si genera vitamina D consiste nel controllare l'ombra del corpo: se l'ombra è più larga che alta, quasi non si produce vitamina D.

Differenza fra i raggi UV-B e UV-A

Solamente i raggi UV-B producono la vitamina D. Questo rappresenta solamente tra il 2-10% della radiazione ultravioletta. La maggioranza dei raggi UV sono composti dalle radiazioni UV-A, che penetrano con maggior profondita nell'epidermide ecausano anche più danni. Le due forme di luce ultravioletta sono molto diverse nelle loro caratteristiche:

I raggi UV-A

  • Abbronzatura diretta, però l'abbronzatura dura soltandto alcune ore
  • Non protegge il tessuto cutaneo mediante la pigmentazione
  • Non produce vitamina D
  • Non causa scottature 
  • Produce l'invecchiamento della pelle
  • Produce grandi quantità di radicali liberi
  • Aumenta il rischio di soffrire di un melanoma maligno

I raggi UV-B

  • Abbronzatura lenta e duratura
  • Protegge il tessuto cutaneo mediante la pigmentazione
  • Produce vitamina D
  • Produce ustioni 
  • Non causa l'invecchiamento della pelle
  • Bassa produzione di radicali liberi
  • Aumenta il rischio di cancro della pelle bianca (carcinoma delle cellule basali e carcinoma delle cellule squamose)

I raggi UV-A sono quelli che portano rischi per la salute, mentre i raggi UV-B possono causare scottature, però nello stesso tempo producono anche vitamina D.

La generazione di vitamina D per le radiazioni secondo le ore del giorno

L'intensità delle radiazioni UV-B è molto variabile, a seconda del giorno e la sua forza è maggiore a mezzogiorno. In questo momento, la produzione della vitamina D è più elevata.

Intensità relativa delle radiazioni UV

Tempo: Dall’alba fino alle 9:00h

  • Intensità relativa * UVA--- 60%
  • Intensità relativa UV-B-----12,5%

Tempo: Dalle 09 a.m. fino alle 11 a.m.

  • Intensità relativa * UVA--- 90%
  • Intensità relativa UV-B-----20%

Tempo: Dalle 11 a.m.-13 h.

  • Intensità relativa * UVA--- 95%
  • Intensitò relativa UV-B-----25%

Tempo: 13 h.

  • Intensità relativa * UVA--- 100%
  • Intensità relativa UV-B-----100%

Tempo: Dalle 13 h-15

  • Intensità relativa UVA--- 95%
  • Intensità relativa UV-B-----95%

Tempo: Dalle 15-17 h

  • Intensità relativa * UVA--- 90%
  • Intensità relativa UV-B-----20%

Tempo: Dalle 17 h fino al calar del sole

  • Intensità relativa * UVA----60%
  • Intensità relativa UV-B-----12,5%

* L'intensità relativa descrive l'intensità con la relazione alla massima radiazione quotidiana.

Come mostrano i dati, la produzione della vitamina D per le radiazioni UV-B è maggiore tra le 11 e le 15, nelle “ore con le radiaizoni più intense”, per la quale basta una lieve esposizione al sole per generarla.

Tuttavia, non sempre vi è una correlazione tra l'intensità dei raggi UV e la produzione di vitamina D, per la quale non sempre si produce la stessa quantità di vitamina D. Sebbene, come regola generale, il sole del mezzogiorno produce il doppio di vitamina D che quello del pomeriggio.

Angolo di incidenza del sole sul tessuto cutaneo

Anche la produzione di vitamina D dipende dall'angolo in cui le radiazioni cadono sulla pelle: in piedi o camminando la produzione di vitamina la D è molto minore che se lo si prende da sdraiati. Il miglior modo per generare la vitamina D consiste nel prendere il sole stesi sulla spiaggia o in piscina.

La vitamina D, il sole e il tipo di pelle

La quantità di radiaizoni di cui si ha bisogno per generare la vitamina D può cambiare molto in funzione delle condizioni esterne. Tuttavia, di fronte alle medesime condizioni esterne, dipende anche dai fattori individuali di ogni persona.

La quantità di vitamina D che ogni persona produce dipende inizialmente dal suo tipo di pelle. A questo livello, la quantità di vitamina D generata è simile alla suscettibilità della persona alla bruciatura: nelle persone con la pelle pallida e nelle persone rossicce, la produzione di questa vitamina si produce più rapidamente che nelle persone di pelle più scura. Queste persone devono stare particolamente attente con il cancro della pelle, ma possono sempre assumere misure al rispetto per poter beneficiare delle radiazioni solari senza rischi.

Attualmente si pensa che la capacità di produrre vitamina D sia stata uno dei fattori decisivi per lo sviluppo evolutivo della pelle pallida. Questa teoria considera che l'uomo si sia adattato nella sua migrazione alle zone del nord con il fine di ottimizzare la produzione della vitamina D.

Di quanto sole si ha bisogno per generare la vitamina D?

I seguenti sono i tempi, in un giorno soleggiato, sdraiato, con vestiti corti (braccia e gambe scoperte) e senza protezione solare, di cui i rispettivi tipi di tessuto cutaneo hanno bisogno per produrre circa 2.000 IU di vitamina D.

In piedi, camminando o correndo, il tempo di esposizione deve essere il doppio. Allo stesso modo che nel caso delle persone con obesità grave o età avanzata.

Tipo 1: persone con tonalità di pelle pallida e rossiccia

  • Da ottobre a marzo: non vi sono sufficienti radiazioni
  • Da aprile a maggio: mattino (11-15)10-20 minuti. Pomeriggio: 20-25 minuti
  • Da giugno ad agosto: Mattina (11-15)5-10 minuti. Pomeriggio: 15-20 minuti
  • Settembre: Mattino (11-15)10-20 minuti. Pomeriggio: 20-25 minuti

Tipo 2: europei (del nord soprattutto), biondi, occhi azzurri o verdi, lentiggini

  • Da ottobre a marzo: non vi sono sufficienti radiazioni
  • Da aprile a maggio: Mattina (11-15)15-25 minuti. Pomeriggio:25-40 minuti
  • Da giugno ad agosto: Mattina (11-15) 10-15 minuti. Pomeriggio:15-20 minuti
  • Settembre: Mattina (11-15)15-25 minuti. Pomeriggio: 20-25 minuti

Tipo 3: tipo misto, europei e dell'aria mediterranea, capello castano color chiaro o nero, senza lentiggini

  • Da ottobre a marzo: non vi sono sufficienti radiazioni
  • Da aprile a maggio: Mattina (11-15)20-30 minuti. Pomeriggio:25-40 minuti
  • Da giugno ad agosto: Mattina (11-15) 15-20 minuti. Pomeriggio:25-40 minuti
  • Settembre: Mattina (11-15)20-30 minuti. Pomeriggio: 25-40 minuti

Tipo 4: pelle scura, occhi castani, capelli castani o neri. Tipo europeo e del sud dell'Asia

  • Da ottobre a marzo: non vi sono sufficienti radiazioni
  • Da aprile a maggio: Mattina (11-15)30-40 minuti. Pomeriggio:45-60 minuti
  • Da giugno ad agosto: Mattina (11-15) 10-20 minuti. Pomeriggio: 20-25 minuti
  • Settembre: Mattina (11-15)30-40 minuti. Pomeriggio: 45-60 minuti

Tipo 5: pelle scura, capelli neri, gente del nord Africa, India e Pakistan

  • Da ottobre a marzo: non vi sono sufficienti radiazioni
  • Da aprile a maggio: Mattina (11-15)40-60 minuti. Pomeriggio:60-90 minuti
  • Da giugno ad agosto: Mattina 30-40 minuti
  • Settembre: Mattina (11-15)40-60 minuti. Pomeriggio: 60-90 minuti

Tipo 6: pelle scura o nera, persone provenienti dall'Africa Centrale e asiatici di pelle scura

  • Da ottobre a marzo: non vi sono sufficienti radiazioni
  • Da aprile a maggio: Mattina (11-15)40-60 minutos. Pomeriggio:60-90 minuti
  • Da giugno ad agosto: Mattina 30-40 minuti.
  • Settembre: Mattina (11-15)40-60 minuti. Pomeriggio: 60-90 minuti

Il sole e la vitamina D nella vecchiaia

La capacità dell'organismo di produrre la vitamina D attraverso l'epidermide diminuisce in età avanzata, per questo le persone anziane spesso soffrono di una deficienza di vitamina D.

All'età di 70 anni, la capacità del tessuto cutaneo di realizzare la sintesi della vitamina D si riduce approssimativamente di un 75 per cento.

La ragione è che dipende tanto sia dalla condizione dell'epidermide stesso, quanto al fatto che la quantità di 7-deidrocolesterolo diminuisca drasticamente con l'età.

A causa di questa capacità limitata, le radiazioni solari continuano ad essere la fonte più importante di vitamina D anche in età avanzata. Tuttavia, ogni volta è più difficile per l'organismo produrla, dato che gli integratori alimentari di vitamina D durante l'inverno sono imprescindibili per ristabilire i livelli adeguati di vitamina D e evitare una carenza acuta.

La vitamina D e la protezione solare

Le radiazioni UV sono importanti per la produzione di vitamina D e, pertanto, per la salute. Tuttavia, paradossalmente è anche potenzialmente dannoso, dato che un'abbronzatura eccessiva può causare l'invecchiamento prematuro del tessuto cutaneo e lo sviluppo del cancro dello stesso.

La divulgazione di questo rischio è stata eccessiva, facendo sì che molte persone abbiano paura di esporsi a radiazioni solari per paura di contrarre il cancro, rinunciando, con esso, ai suoi effetti positivi. 

Questo ha spinto molte persone ad usare protezioni ad alte percentuali. Questo filtro impedisce che la longitudine dell'onda attraversi l'epidermide per produrre la vitamina D nell'organismo.

Con un fattore di protezione di livello 8 già non si genera vitamina D.

Il problema della protezione solare

I protettori solari, oltre ad impedire la sintesi della vitamina D, hanno anche molti effetti secondari negativi. Impregnare lo strato superiore della pelle con sostanze chimiche che reagiscono con le radiazioni produce radicali liberi aggressivi che attaccano le cellule dell'epidermide e le danneggiano. In questo senso, sono particolarmente nocivi i protettori che includono nella loro composizione prodotti chimici come il diossido di titanio e l'ossido di zinco.

Anche i prodotti chimici inclusi nei protettori entrano nel flusso sanguigno e influiscono sull'equilibrio ormonale. In generale, influiscono sugli estrogeni, gli ormoni sessuali femminili. Queste sostanze chimiche possono influire anche sul latte materno e sullo sviluppo del bebè nel periodo dell'allattamento.

CITRATO DI CALCIO   VITAMINA D3 - 120 veg caps
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Apporta 450mg di Calcio e 22,5µg di Vitamina D3 per dose giornaliera.

Per questo motivo, se si utilizzano protettori, bisogna assicurarsi che nella loro composizione ci siano solamente prodotti naturali, con lo scopo di ridurre al massimo gli effetti secondari negativi delle protezioni.

Per quanto sia possibile, si raccomanda l'uso di vestiti come la miglior protezione possibile contro i raggi UV.

Paura esagerata del sole

In condizioni normali, i protettori non sono necessari perché il tessuto cutaneo ha già un'eccellente protezione contro l'esposizione eccessiva alle radiazioni. La melanina della pelle, responsabile della sua abbronzatura, è già un fattore di protezione efficace contro le radiazioni.

La cosa più importante per la protezione dai raggi UV è che la pigmentazione dell'epidermide si produca lentamente. Questa pigmentazione deve prodursi dall'interno all'esterno in vari strati, in modo che gli strati superiori dell'epidermide abbiano sufficiente melanina.

Un'esposizione in maniera lenta e progressiva è la forma più efficace di protezione del tessuto cutaneo. Al contrario, l'eccessiva esposizione alle radiazioni in maniera rapida e intensa crea un gran rischio e può causare gravi danni. Un lento adattamento è il fattore più importante per proteggere l'epidermide dal sole.

Con una esposizione lenta, il tessuto curaneo avrò tempo a sufficienza per adattarsi agli effetti dei raggi UV, in modo che il sole non abbia nessun effetto negativo sull'epidermide.

La correlazione tra le radiazioni e il cancro della pelle si crea quando vi sono elevate radiazioni. Con un'esposizione lenta e progressiva, e un'abbronzatura moderata, i benefici per la salute sono maggiori dei pericoli per la salute. Questo non influenza soltanto la produzione della vitamina D, dato che la luce del sole ha altri effetti fisiologici positivi.

L'avvertenza contro l'impatto delle radiazioni di mezzogiorno e il consiglio di usare protezioni solari chimiche devono essere prese sul serio, tuttavia bisogna anche mantenere un punto di vista critico, dato che si tratta di trovare un equilibrio, dato che evitare di prendere il sole impedisce la formazione della vitamina D, che conduce all'insorgenza di diverse malattie.

Qual’è il modo più adeguato di prendere il sole?

Questi sono i punti chiave per prendere il sole in maniera ottimale e generare la vitamina D nell'organismo:

1. Determinare in ogni caso la protezione individuale

Quando appare il primo arrossamento, l'epidermide è protetta, in maniera ottimale, contro gli effetti negativi dei raggi UV. Questo tempo è chiamato dose minima di eritema (MED) e dobbiamo determinarlo individualmente, notando il momento specifico in cui la pelle diventa rossa dopo l'esposizione al sole. Il tempo in cui prendiamo il sole senza protezione non deve superare mai il 50 percento del periodo MED. Il MED si incrementa in modo che aumenti l'abbronzatura, a seconda del tipo di epidermide.

2. Esposizione progressiva

È più raccomandabile esporsi alle radiazioni in maniera progressiva. Se è possibile, bisogna cominciare ad assumere radiazioni a partire dalla primavera. L'esposizione al sole deve essere per poco tempo se la si prende senza protezioni. Se lo si prende solo durante il fine settimana, non bisogna eccedere con il tempo di esposizione.

3. Prendere il sole tutti i giorni

Quando il tempo lo permette, bisogna pianificare l'assunzione di radiazioni solari tutti i giorni, per poco tempo.

4. Prendere il sole su maggior parte dell'epidermide

L'abbronzatura del viso e delle braccia non è sufficiente per la produzione di vitamina D. L'ideale sarebbe prendere il sole con il costume da bagno o nudi, e quando non è possibile, con maglietta e pantaloni corti.

5.Prendere il sole con prudenza e senza protezioni

Durante la metà del periodo MED l'esposizione deve essere fatta senza protezioni. A partire da questo momento, si può cominciare ad usare il protettore o vestiti che coprano la maggior parte del corpo.

La vitamina D e l’inverno

Durante l'invierno, in zone situate al nord di Roma, l'assunzione adeguata di vitamina D può essere fatta solo in tre modi:

  • Con il consumo di alimenti che contengono vitamina D (pesce, funghi)
  • Con l'assunzione di integratori di vitamina D
  • Andando in un solarium

L'assunzione di alimenti per generare la sufficiente vitamina D suppone una dieta molto squilibrata, come le diete degli "inuit"(indigeni abitanti dell'artico). Questa dieta non può essere seguita da tutti e, inoltre, risulta un problema per i vegetariani e i vegani.

Gli integratori di vitamina D sono la forma più facile, economica e affidabile per soddisfare le necessità di vitamina D durante l'inverno. Oggigiorno esistono anche integratori adeguati per vegetariani e vegani.

Conclusione: La vitamina D e il sole

Il sole è la nostra fonte principale di vitamina D. Se è possibile, dobbiamo prenderlo il più possibile in estate, però sempre in maniera prudente.

In inverno, o quando non è possibile prendere il sole a causa delle condizioni di vita o delle ore di lavoro, gli integratori dietetici di vitamina D sono il metodo più utile e pratico per garantire l'assunzione adeguata di vitamina D nell'organismo.

Durante l'invierno tutte le persone dovrebbero assumere integratori dietetici di vitamina D, dato che, man mano che finisce l'inverno, le riserve vitamina D già sono esaurite ed esiste un alto rischio di contrarre malattie.

La vitamina D e il solarium

La vitamina D presenta una peculiarità rispetto ad altre vitamine, visto che è l’unica che non debe essere assorbita attraverso gli alimenti, ma che può produrre il corpo prendendo il sole.

La catena di produzione per generare vitamina D comincia con il colesterolo 7-deidrocolesterol, che si trova nello strato più superficiale della pelle o nell’epidermide.

Questo colesterolo assorbe la radiazione solare con una lunghezza d’onda di 290-315nm, cioè nel range di radiazione UVB. Usando la radiazione UV, il colesterolo si converte in previtamina D3, un precursore della vitamina D3. A partire da qui, è necessario il calore della radiazione UV per realizzare il seguente passo e sviluppare la vitamina D3.

CALCIO MAGNESIO VITAMINA D - 120 tabs
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Apporta 1000mg di Calcio, 500mg di Magnesio e 10µg di Vitamina D per dose giornaliera.

Un ingegnoso meccanismo di protezione impedisce che, di fronte ad una eccessiva esposizione al sole, produciamo troppa vitamina D3. Il corpo può produrre fino a 20,000 UI di vitamina D3 e arrivato a questo limite, l’eccesso di vitmina D3 si scompone in fotoprodotti inattivi.

La vitamina D3 prodotta nella pelle passa, attraverso il sangue, ai tessuti del corpo, dove si converte nell’ormone della vitamina D calcitriol. Un’altra parte del deposito della vitamina D3 si trasporta al rene e al fegato, dove si usa per determinare il livello di vitamina D nell’organismo.

Uno studio clinico dimostrò che le sedute quotidiane in un solarium garantiscono livelli stabili di vitamina D di 48 ng/ml, mentre i livelli nel gruppo di controllo di persone che non andavano al solarium erano ridotti a 14 ng/ml.

La vitamina D ingerita tramite gli alimenti può risolvere diversi disturbi, come la cattiva assunzione di grassi, sindrome di Crohn, fibrosi cistica o bypass gastrico.

Il solarium può produrre vitamina D?

Il solarium fu creato per imitare l’abbronzatura che produce il sole. Tuttavia, il solarium non utilizza tutto lo spettro della luce solare.

Il solarium produce meno radiazioni UVB del sole, ma genera anche vitamina D.

Per comparare l’attività del solarium con la potenza del sole dobbiamo misurarlo con l’unità di radiazione solare, in MED, che è la dose minima di eritema.

Un MED si definisce come la luce del sole che si ottiene durante una esposizione di 30 minuti ad Oslo, a mezzogiorno e in piena estate. Un MED produce un arrossamento facilmente visibile sulla pelle.

Quelli che preferiscono non essere esposti al sole possono compensare una dose equivalente in una sessione di solarium di 20 minuti. In questo caso, si forma la stessa quantità di vitamina D3 che si produrrebbe sotto l’esposizione alla luce del sole, approssimativamente 10,000 a 20,000 UI. Questa è la quantità che si deve produrre , tra 2 e 3 volte a settimana, per mantenere un livello adeguato. [1]Pertanto, anche il solarium genera vitamina D, come il sole.

Il solarium: è salutare o pericoloso?

Il solarium fa sorgere un dilemma, mentre può essere buono per produrre la vitamina D, che ci protegge contro il cancro, l’osteoporosi, l’Alzheimer e altre malattie, dobbiamo domandarci se può causare cancro della pelle.
Sebbene la luce del sole possa essere pericolosa, il rischio di sviluppare cancro della pelle dipende dal tipo di luce solare. Il melanoma del cancro dipende dal tipo di radiazione ricevuta. Quando la radiazione è di alta intensità, aumenta il rischio di sviluppare un melanoma maligno.

Per questo è così importante evitare le scottature solari! Tuttavia, l’esposizione al sole, in modo uniforme e con minore intensità ha un effetto protettivo.

Non bisogna dimenticare che la lice del sole è assolutamente necessaria per produrre la vitamina D. Inoltre, il sole agisce sulle endorfine e serotonina e produce un effetto di rilassatezza e benessere. Per questo, dobbiamo sfruttare il sole, ma con precauzione. Dobbiamo prenderlo in modo moderato affinchè la radiazione UV ci benefici, senza arrivare ad essere pericolosa.

Nel il 2011 entrò in vigore la normativa sui solarium e sulla protezioni dai raggi UV, in modo che oggi siano equipaggiati con dispositivi molto più leggeri, il cui spettro di luce è più vicino a quello normale. Con un uso moderato, i rischi sono, perlopiù, minori.

Vi è il rischio di sviluppare il cancro se ci abbronziamo nel solarium?

Per molto tempo si è creduto che la radiazione UVB, che causa eruzioni cutanee, fosse la responsabile dello sviluppo sel melanoma maligno del cancro della pelle. Ciò ha comportato la riduzione delle radiazioni nel solarium, con l'obiettivo di ridurre il rischio di contrarre il cancro della pelle.

L'abbronzatura e la pigmentazione della pelle si raggiunge principalmente dalla radiazione UVA.

Tuttavia, ricerche recenti hanno scoperto che la radiazione delle lunghezze d'onda UVA delle cabine abbronzanti può causare alcuni tipi di cancro della pelle, che mette in dubbio la sicurezza del solarium.[1]

Alcuni studi hanno affrontato il rischio del cancro della pelle nelle cabine abbronzanti, anche se le loro conclusioni non sono mai state esaustive. Tuttavia, vi sono indizi che l'uso del solarium aumenti leggermente il rischio di soffrire di cancro della pelle. Ma bisogna valutare questo rischio con i benefici che produce rispetto alla vitamina D. Ancora una volta, la moderazione è la chiave.

Un fatto rivelatore è la relazione esistente tra la vitamina D e il cancro della pelle. Se il melanoma viene diagnosticato durante l'estate, il tasso di sopravvivenza è maggiore rispetto a quando si verifica in inverno. I ricercatori sospettano che ciò avvenga perché livelli più elevati di vitamina D in estate forniscono una protezione parziale contro il cancro della pelle. Sulla base di questo, l'uso abituale del solarium potrebbe estendersi durante tutto l'anno a quella tipica "protezione estiva" per un maggiore apporto di vitamina D durante questo periodo.[1]

Lo svantaggio del solarium è che le radiazioni UVA possono causare l'invecchiamento della pelle più rapidamente. Coloro che vogliono evitare questo inconveniente e vogliono mantenere livelli ottimali di vitamina D durante tutto l'anno, possono assumere un supplemento dietetico di vitamina D sotto forma di barrette, capsule o gocce.

L’assunzione di vitamina D3 attraverso integratori dietetici

La migliore alternativa per apportare all’organismo i livelli di vitamina D3 di cui ha bisogno è prendere integratori dietetici. Questa è l’opzione più sicura, soprattutto nei casi delle persone che non ricevono sufficiente luce solare o non vogliano esporre la pelle al sole. Si possono prendere integratori di vitamina D in diversi formati: capsule, gocce o barrette.

VITAMINA D3 4000IU - 365 tabs
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Supplemento a base di vitamina D, sottoforma di colecalciferolo.

A chi è consigliata l’assunzione di integratori dietetici di vitamina D?

  • Per le persone che abbiano una carenza di vitamina D
  • Per le persone che vogliano mantenere i normali livelli di vitamina D nel sangue 25 (OH)
  • Per prevenire l’osteoporosi (perdita di massa ossea)
  • Per gli anziani che soffrono giá di osteoporosi
  • Per i soggetti predisposti alla depressione 
  • Per prevenire il rachitismo nei bambini 
  • Per i soggetti che presentano ipertensione
  • Per prevenire alcuni tipi di tumore, come quello al seno, ai reni o del colon
  • Per prevenire e curare le malattie delle vie respiratorie
  • Per prevenire le malattie autoimmuni
La carenza di vitamina D

Carenza di Vitamina D, perchè si produce?

La vitamina D non è una vitamina tipica, dato che si riceve in diversi modi: tramite l'alimentazione e mediante l'esposizione della pelle alla luce del sole (raggi UVB), convertendosi in un elemento che si attiva quando il corpo lo necessita.

Fino al 90% della vitamina D si genera in questo modo. Solo dal 5 al 10% circa della vitamina D necessaria viene assorbita dal corpo tramite l'alimentazione, essenzialmente assumendo con regolarità pesce fresco, burro, latte, tuorlo d'uovo e formaggio.

Diversi studi hanno dimostrato che circa l'80-90% delle persone che vivono in paesi industrializzati e moderni soffrono di una lieve fino ad una pronunciata carenza di vitamina D. Le ragioni per la quale si soffre di una mancanza di vitamina D possono essere molto varie e sono relative allo stile di vita e all'habitat concreto. Può anche essere dovuto ad un unico motivo o a vari simultaneamente.

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Apporta 100µg di vitamina D3 per softgel.

Le cause più comuni di deficienza di vitamina D sono:

Non ricevere sole a sufficienza durante i mesi invernali

Di solito si verifica in coloro che vivono al di sopra della latitudine 42º (al nord di Roma). In queste zone, il sole è molto basso durante i mesi da ottobre a marzo, e non ha lo spettro di radiazioni degli UVB sufficiente per passare attraverso la pelle.

Camminare per 20 minuti al giorno in invierno può essere un buon consiglio da seguire, ma non è sufficiente per la formazione di vitamina D. Inoltre, la contaminazione ambientale delle città impedisce che i raggi UV possano raggiungere il derma.

Le riserve di vitamina D assunte, in genere, durante i mesi invernali si consumano e si riducono fino alla metà in due mesi, approssimativamente. Pertanto affligge molte persone, essendo più sensibili a soffrire raffreddori, e ad avvertire un calo nel proprio stato d'animo. Delle vacanze in inverno di due settimane sotto al sole sono ideali per ricaricare di nuovo le riserve di vitamina D nel corpo.

Molta poca esposizione ai raggi solari durante i mesi estivi

Esporsi al sole per circa tre volte a settimana per 15-20 minuti è sufficiente per riacquisire livelli normali di vitamina D. Tuttavia questo non funziona per tutti, per ragioni professionali o di altro tipo, e ci sono molte persone che anche durante l'estate non prendono sufficiente sole.

Per questo, è consigliabile esporsi durante l'estate ai raggi solari, in qualsiasi latitudine ci si trovi.

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Supplemento a base di vitamina D, sottoforma di colecalciferolo.

Rimanere sempre in luoghi chiusi (per ragioni lavorative)

Qualsiasi persona che abbia un lavoro che lo obbliga a rimanere in spazi serrati, o a lavorare di notte, non può ottenere sufficienti quantità di vitamina D di cui necessità semplicemente nel tragitto per arrivare al lavoro e con la pelle coperta dai vestiti.

Rimanere per molte ore a vedere la televisione o con il computer è un fattore che impedisce a molta gente di sfruttare la luce dei raggi solari durante l'estate. Questo rischio è molto alto specialmente per chi vive in grandi città, dove le opportunità di esporsi al sole sono comunque molto scarse.

A questo fattore si aggiunge il fatto che durante i mesi invernali si hanno minori esposizioni ai raggi solari, essendo la causa più comune della mancanza di vitamina D nelle grandi città.

Uso eccessivo dei protettori solari

Oggigiorno si avverte costantemente sul rischio di contrarre il cancro della pelle o l'invecchiamento prematuro della stessa se si espone il nostro corpo direttamente alla luce dei raggi solari. In realtà, questo allarmismo ci porta a non esporci con sufficienza al sole e finiamo per soffrire di una mancanza di vitamina D.

Anche un fattore 8 di protezione solare blocca la produzione di vitamina D nel derma di un 95%. L'ideale sarebbe esporsi soltanto durante i primi 10-30 minuti senza protezione solare. Questo periodo di tempo deve essere adattato al tipo di pelle particolare di ogni persona. Il periodo di tempo va selezionarlo in modo che non si produca, in nessun caso, un eritema durante l'esposizione al sole.

Bisogna usare la crema solare per evitare bruciature dell'epidermide. Se si vuole rimanere per più tempo sotto i raggi del sole senza protezione, si può aumentare l'esposizione non appena si inizia ad abbronzarsi di più.

CALCIO MAGNESIO VITAMINA D - 120 tabs
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Apporta 1000mg di Calcio, 500mg di Magnesio e 10µg di Vitamina D per dose giornaliera.

Insufficienza di vitamina D nell'alimentazione

Può essere che negli alimenti che si consuma vi sia un contenuto molto basso di vitamina D. Tra gli alimenti più ricchi di vitamina D si includono (informazione per ogni 100 grammi):

  • 250-300 microgrammi nell'olio di fegato di merluzzo
  • 8-25 mcg nelle anguille affumicate e nelle aringhe
  • 16 mcg nel salmone
  • 4 mcg nello sgombro
  • 3,8 mcg nella carne di manzo
  • 1,7 mcg nel fegato di manzo
  • 2,9 mcg nelle uova (in totale)
  • 1,2 mcg nel burro
  • 2,5 a 7,5 mcg nella margarina arricchita con vitamina D
  • 1,3 mcg nel formaggio Gouda
  • 0,19 mcg nella ricotta (40% di grassi)
  • 0,06 a 0,09 mcg nel latte intero o nello yogurt (3,5%)

Bisogna tenere presente che le quantità sopra citate si riferiscono in 100g, e che non tutti gli alimenti si consumano nella stessa quantità. L'olio di fegato di baccalà contiene i livelli più alti di vitamina D, tuttavia il suo consumo fornisce una quantità molto più bassa di vitamina D.

D'altra parte, il consumo di pesce grasso nella nostra latitudine risulta essere molto basso. I tuorli d'uovo, il burro e il formaggio sono frequenti nelle diete abituali, però si consumano in quantità quotidiane davvero minime, sebbene figurano tra gli alimenti con maggior quantità di vitamina D.

I vegani, in particolare, hanno un maggior rischio di avere deficienze di vitamina D, dato che questa vitamina è solita essere contenuta principalmente negli alimenti di origine animale. Sebbene comunque i funghi e gli avocado contengono vitamina D2, un precursore della vitamina D3.

Tuttavia, deve essere convertito in vitamina D3 mediante la luce del sole sull'epidermide.

Se ci si sforza, si possono ottenere quotidianamente la quantità minima raccomandata di 5 mcg (200 UI) di DGE . Ad ogni modo, questa quantità non è sufficiente per generare o mantenere un livello salutare di vitamina D.

CITRATO DI CALCIO   VITAMINA D3 - 120 veg caps
CITRATO DI CALCIO VITAMINA D3 - 120 veg caps
Apporta 450mg di Calcio e 22,5µg di Vitamina D3 per dose giornaliera.

Consumo di medicine o di alcool

Gli antidepressivi, anticoagulanti, corticosteroidi e medicine per trattare le malattie di ulcera peptica e l'epilessia possono inibire l'assorbimento della vitamina D che assumiamo nell'alimentazione. Incluso quelli che assumono troppo alcol possono avere un rischio maggiore di soffrire di una mancanza di vitamina D. Queste persone devono assumere questa vitamina sotto forma di integratore.

Sovrappeso

Gli individui con obesità hanno minori possibilità di generare la vitamina D rispetto agli altri che non sono in sovrappeso. Gli studi dimostrano che gli individui obesi, nella maggior parte dei casi, hanno un valore pià basso di vitamina D 25(OH)D della gente normopeso.

Il sovrappeso si accompagna di solito ad una minore esposizione ai raggi solari, così come un'alimentazione più ridotta.

Età avanzata

Con l'età il corpo perde gradualmente la capacità di sintetizzare la vitamina D tramite la luce del sole. Allo stesso tempo, aumenta la necessità di ottenere maggior vitamina D.

Quando si sorpassano i 65 anni di età, la pelle produce soltanto la metà della vitamina D rispetto ad una persona giovane. D'altro canto, le persone anziane non sono soliti restare all'aria aperta, e pertanto il loro corpo ha meno capacità di produrre vitamina D.

Essere costretti a letto o soffrire di un'invalidità

Chi è fermo, o non può camminare senza aiuti, arriva a sviluppare velocemente una deficienza di vitamina D. Inoltre, queste persone hanno meno appetito e consumano meno alimenti con vitamina D, per la quale si raccomanda di assumere un integratore.

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Supplemento a base di vitamina D, sottoforma di colecalciferolo.

La carenza di vitamina D causata dalla malattia

I malati hanno più difficoltà ad ottenere vitamina D per l'alimentazione o mediante la loro esposizione ai raggi solari. Passano la maggior parte del tempo al chiuso a causa della loro malattia, alla mancanza di motivazione e, nei casi più gravi, anche alla depressione. Pertanto, esporsi al sole non è una delle loro attività, per la quale svilupperanno una forma inevitabile di mancanza di vitamina D.

Le persone con pelle scura

Le persone di pelle scura o di colore hanno più melanina. Questo pigmento è la causa per cui i raggi solari penetrano meno attraverso l'epidermide, riducendo considerabilmente la produzione di vitamina D.

Per questo motivo, le persone di pelle scura devono rimanere più tempo al sole rispetto a quelli di pelle chiara, per ottenere la stessa quantità di vitamina D.


Quando le persone di pelle scura soggiornano nelle latitudini al nord, con il tempo possono sviluppare una deficienza di vitamina D. Se non si possono neanche consumare latticini, per un'intolleranza al lattosio congenita, il loro apporto di vitamina D tramite l'alimentazione si riduce in quantità maggiori.

Se si ha uno o più di uno dei rischi descritti sopra (per un periodo di tempo maggiore di tre mesi)? In questo caso, è possibile che si soffra di una mancanza di vitamina D, da lieve a pronunciata.

Posto che, in linea generica, non è possibile cambiare lo stile di vita né vivere in una zona nella quale ci sia sole per tutto l'anno; assumere un integratore dietetico di vitamina D è l'opzione migliore affinché i tuoi livelli di vitamina D siano ottimali e contribuiscano a mantenersi sani per tutto l'anno.

Chi ha i maggiori rischi di soffrire di mancanza di vitamina D?

  • Quelli che vivono al nord del parallelo 42
  • Quelli che vivono in grandi città, in qualsiasi latitudine
  • Chi usa sempre protezioni solari (con fattori di protezione 8 o superiore)
  • Chi trascorre molto tempo al chiuso (chi lavora al chiuso, i malati cronici, i disabili, i prigionieri)
  • I lavoratori nei turni notturni
  • Vegetariani e vegani
  • Chi è in sovrappeso
  • Gli alcolisti
  • Le persone con pelle scura
  • Le persone che assumono determinate medicine
  • I bambini minori di 1 anno nati in ottobre-inverno
  • Donne incinte

In conclusione: per quanto lontani si viva dall'equatore, per quanto scura sia la pelle, per quanti chili in più si abbia o per quanto o meno ci si esponga al sole, bisogna assumere più vitamina D, meglio ancora attraverso l'alimentazione o con integratori alimentari, per ottenere dei livelli salutari di questa vitamina nel sangue.

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Come identificare una carenza di vitamina D?

I sintomi che indicano una mancanza di vitamina D nel sangue sono molto vari, e quanto più si estendono nel corso del tempo, più grave sarà la scarsezza di vitamina D.

I primi sintomi sono:

  • La stanchezza e l'affaticamento
  • Il pessimismo e lo stato d'animo depresso
  • Languore
  • Nervosismo
  • Leggera eccitabilità
  • Insonnia
  • Desiderio di mangiare dolci
  • Debilitamento muscolare
  • Miopia
  • Carie e gengiviti

In seguito potrebbero verificarsi i seguenti sintomi, che sono reversibili con l'assunzione adeguata di vitamina D:

  • Rachitismo nei bambini
  • Osteomalacia (indebolimento delle ossa)
  • Osteoporosi (ossa fragili)
  • Dolore muscolo-scheletrico
  • Suscettibilità alle allergie
  • Infezioni delle vie respiratorie
  • Dolore agli organi

Se la mancanza di vitamina D nel sangue continua, può causare i seguenti sintomi, i quali possono alleviarsi con il trattamento adeguato:

  • Malattie autoimmuni
  • Reumatismi e disturbi degenerativi
  • Cambi di personalità
  • Fratture ossee
  • Reazioni d'intolleranza agli alimenti e oggetti della vita quotidiana
  • Mancanze nel funzionamento fisico

Studi recenti suggeriscono che la deficienza di vitamina D nel sangue sia associata allo sviluppo di:

  • Malattie cardiovascolari
  • Arteriosclerosi
  • Fibromialgia
  • Psoriasi
  • Debilitamento muscolare
  • Sindrome pre-mestruale
  • Dolore delle spalle e delle ossa
  • Ipertensione
  • Diabete di tipo I
  • Sclerosi multipla
  • Alzheimer
  • Artrite reumatoide
  • Cancro
  • Eccetera

Questo non vuol dire che queste malattie siano causate soltanto da una deficienza di vitamina D, però i ricercatori credono che la mancanza di vitamina D sia un fattore decisivo che contribuisce al suo sviluppo, e che un'assunzione adeguata di vitamina D può ridurre il rischio che si origina queste patologie.

Vitamina D3 o D2: qual’è la migliore?

Gli studi clinici hanno rivelato che la vitamina D3 è molto più efficace che la vitamina D2. L’assunzione di vitamina D3 aumenta i livelli di vitamina D nell’organismo.[2]

Le persone che prendono vitamina D3 ottengono il doppio del livello di vitamina D nel proprio corpo, rispetto a quelle che prendono vitamina D2.

Fino a quel momento si era creduto che entrambe le forme di vitamina D fossero simili. Tuttavia, le prove cliniche hanno dimostrato che è molto meglio la vitamina D3.

L’arricchimento degli alimenti con vitamina D

Negli ultimi anni molti operatori dell’industria alimentare hanno integrato i loro prodotti con vitamina D2 ritenendo di soddisfare le esigenze quotidiane dei consumatori. Tuttavia, studi clinici hanno dimostrato che la vitamina D3 è molto più efficace della vitamina D2.

I ricercatori avvertono che non dobbiamo sottovalutare l'importanza della vitamina D per il corpo. Ci sono aree geografiche in cui la vitamina D non può essere generata perché non c'è abbastanza radiazione solare. Pertanto, deve essere somministrata attraverso la dieta o attraverso integratori alimentari.

Tuttavia, studi clinici dimostrano che la vitamina D3 aumenta, più del doppio, i livelli di vitamina D nel corpo. Le persone che consumano cibi che contengono vitamina D3, come pesce, uova o integratori di vitamina D3, aumentano i loro livelli di vitamina D molto più delle persone che mangiano cibi che contengono vitamina D2, come pane o latte fortificato con vitamina D2 o integratori alimentari di vitamina D2.

VITAMINA D3 4000IU - 120 softgel
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Apporta 100µg di vitamina D3 per softgel.

I nutrizionisti hanno sottolineato che questa scoperta rivoluzionerà il settore sanitario e l'industria alimentare. La carenza di vitamina D è un problema serio ma, grazie a questa scoperta, le persone possono essere informate meglio su cosa devono fare per aumentare i loro livelli di vitamina D.

Come possiamo misurare i livelli di vitamina D3

Come misurare la Vitamina D

L’unico modo di misurare i livelli di vitamina D è facendo delle analisi del sangue. Le analisi, in realtà, non misurano in modo attivo la propria vitamina D, ma la concentrazione di 25 (OH)D (25-idrossivitamina D) nel sangue.

Il valore 25(OH) D è un precursore della vitamina D che si trasporta nel sangue. Questo livello è assimilabile alla forma attiva di vitamina D (calcitriolo).

Il valore di 25 (OH) D mostra la somministrazione che ha l’organismo di vitamina D nel momento in cui si realizza la prova, ma non fornisce nessuna informazione sulla provenienza di questa somministrazione. Cioè, non possiamo sapere se si è ottenuta attraverso l’esposizione alla luce del sole, all’alimentazione o all’assunzione mediante integratori dietetici.

La vita media di 25 (OH) è di due mesi approssimativamente. Passato questo tempo, il livello di riduce alla metà, sempre che non si sia ricevuto un nuovo apporto di vitamina D.

Qual’è il livello ottimale di 25 (OH)

Nessuno può dire con certezza quale sia il valore ottimale di 25 (OH) D. In generale, ci sono raccomandazioni di diversi tipi. Analizzando le raccomandazioni più frequenti, siamo giunti alla seguente conclusione:

  • Con livelli inferiori a 20 ng/ml, si verifica una carenza di vitamina D e vi è il rischio di rachitismo, osteoporosi e carenza di calcio.
  • Quando il livello è compreso tra 21 e 40 ng/ml, possiamo parlare di un livello corretto, che tuttavia può mostrare sintomi di carenza a lungo termine.
  • Quando il livello è compreso tra 41 e 60 ng/ml, abbiamo un rifornimento ottimale, perfetto per mantenere la salute.
  • Tra 61 e 80 ng/ml, siamo in condizioni da normali ad alti livelli di vitamina D, ancora entro il range normale.
  • Tra 81 e 100 ng/ml, i valori sono leggermente superiori al normale ma non comportano alcun rischio per la salute. Questi livelli sono generalmente raggiunti solo attraverso integratori dietetici di vitamina D.
  • Tra 101 e 150 ng/ml, c'è un surplus di vitamina D, ma nemmeno questi valori sono dannosi.
  • Se i valori sono superiori a 151 ng/ml, ci troviamo di fronte a un avvelenamento da vitamina D, quindi è necessario interrompere immediatamente l'assunzione ed evitare l'esposizione al sole.
  • Se il valore supera i 280 ng/ml, può verificarsi una disfunzione nel metabolismo del calcio.

Le persone che vivono nei paesi meridionali passano molto tempo esposte al sole e spesso hanno livelli di 100 ng/ml o più, ma non mostrano segni di sovradosaggio. Le persone con la pelle scura hanno bisogno di un'abbronzatura da 5 a 10 volte più lunga rispetto a quelli dalla pelle chiara per produrre la stessa quantità di vitamina D.

Il livello di vitamina D può variare molto da una persona all’altra

La capacità di aumentare i livelli di vitamina D mediante l’esposizione al sole o prendendo integratori viaria considerevolmente da una persona all’altra e dipende da molti fattori. Fra questi fattori si includono l’età, il peso corporeo, il colore della pelle, l’intensità dell’esposizione solare, lo stile di vita, i livelli particolari di vitamina D e la capacità del suo assorbimento da parte dell’organismo.

Questo significa che non tutte le persone possono raggiungere o mantenere lo stesso valore di 25 (OH) prendendo la stessa dose di vitamina D.

Pertanto, le linee guida consigliate per calcolare le dosi ottimali sono approssimate.

Che differenza esiste tra il valore di 25 (OH) in ng/ml o in nmol/l?

In Europa normalmente il valore di 25 (OH) D si da in ng/ml. Ma in alcuni laboratori forniscono anche questo valore in nmol/l.

  • Per convertire un risultato di prova in nmol/l in un valore dell’unità di misura ng/ml, bisogna dividere il valore nmol/ per 2,5. Per esempio, 50nmol/l è uguale a 20ng/ml (50 ÷ 2,5).
  • Per convertire un risultato di prova in ng/ml in un valore dell’unità di misura nmol/l, bisogna moltiplicare il valore ng/ml per 2,5. Per esempio, 20ng/mol è uguale a 50nmol/l (20 x 2,5).

Capsule di vitamina D, compresse di vitamina D o gocce di vitamina D, quale formato di integratore di vitamina D è il migliore?

Se vuoi acquistare un integratore di vitamina D, puoi trovarlo in diversi formati: capsule, compresse o gocce.

Capsule di vitamina D

Le capsule di vitamina D contengono un poco di polvere e non possono essere compattate ad alta pressione come può invece verificarsi con le compresse, per cui si dissolvono completamente e in pochi minuti nello stomaco e garantiscono quindi un rapido assorbimento della vitamina D3.

Quando si comprano capsule, assicurati sempre che non contengano coloranti o altri additivi, come il lattosio.

CITRATO DI CALCIO   VITAMINA D3 - 120 veg caps
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Apporta 450mg di Calcio e 22,5µg di Vitamina D3 per dose giornaliera.

Le capsule sono normalmente abbastanza piccole. Tuttavia a volte ci sono persone che non possono inghiottirle. In questo caso si può scegliere di aprirle e prendere il contenuto direttamente con un cucchiaio.

Compresse di vitamina D

Un altro dei formati più ricorrenti sono le compresse. Tuttavia, hanno lo svantaggio di contenere spesso altri ingredienti indesiderati, come stearato di magnesio, diossido di silicio, saccarosio, talco, ecc.

Gocce di vitamina D

Le gocce di vitamina D generalmente contengono solo olio di vitamina D. Si tratta di un olio base composto da olio d’oliva, olio di cocco, olio di canapa, olio di cartamo o olio di girasole e vitamina E come antiossidante. A volte viene aggiunto un gusto fruttato per migliorare il risultato. Tuttavia, questo non è necessario perché l'olio, sebbene sia grasso, ha un sapore del tutto neutro.

Le gocce hanno il vantaggio che possono essere dosate alla perfezione, secondo le necessità di ogni persona. Sono solitamente disponibili in formati da 200 UI fino a 5000 UI per goccia.

Softgels o capsule molli di vitamina D

Le capsule di gelatina molle sono ripiene di vitamina D e sono relativamente facili da deglutire. Le capsule di gelatina di solito non contengono additivi indesiderati. L’involucro della capsula è di solito di gelatina, quindi non indicato per vegetariani o vegani.

VITAMINA D3 4000IU - 120 softgel
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Apporta 100µg di vitamina D3 per softgel.

Vitamina D in sticks

I bastoncini di vitamina D sono molto pratici perché possono essere presi ovunque. Vengono preparati anche in diversi gusti e, per questo, sono i preferiti dei bambini. Tuttavia, le barrette possono contenere additivi indesiderati, agglomeranti e aromatizzanti. Per questo si consiglia di leggere sempre la composizione.

Inoltre gli stick di vitamina D sono più costosi rispetto agli altri formati di vitamina D a causa dell’imballaggio che richiede ogni porzione.

Preparati combinati di vitamina D e vitamina K2

Se assumi abitualmente integratori di vitamina D, devi prendere anche vitamina K2 per garantire che il calcio assorbito dalla vitamina D3 sia immagazzinato nel tessuto osseo e non depositato nelle arterie, dove potrebbe causare l'arteriosclerosi.

Pertanto, l'ideale è optare per un prodotto che combini la vitamina D alla vitamina K2. Quando si sceglie un prodotto di questo tipo è necessario assicurarsi che la vitamina D in esso contenuta sia naturale e derivi da lanolina o licheni, così come la vitamina K2 come MK7 fatta di natto.

VITAMINA K2 100mcg - 120 veg caps
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Apporta 100µg di Vitamina K2 e 82mg di Vitamina C in ogni capsula vegetale. Vitamina K2 naturale come menachinone.

Come combinare correttamente la Vitamina D con la Vitamina K

Studi recenti dimostrano chiaramente come la vitamina D3, e la vitamina K2 siano entrambe cruciali per il mantenimento di un buon stato di salute. Attualmente la carenza di vitamine è molto diffusa ed è per questo che aumentano in maniera esponenziale i soggetti che assumono quotidianamente integratori di vitamina D3 e K2.

La cosa importante è sapere che si deve assumere vitamina D3, in associazione alla vitamina K2.

Questo può sollevare la questione di come le due vitamine dovrebbero essere combinate in maniera ottimale in modo da favorire salute e vitalità.

La vitamina D e la vitamina K funzionano in modo ottimale solamente quando si assumono insieme

Coloro che assumono regolarmente un integratore alimentare di vitamina D, devono assumere anche vitamina K2. La vitamina K2 ha l’importante compito di condurre il calcio nelle corrette zone del corpo, in modo da nutrire ossa e denti. Allo stesso tempo impedisce che si verifichi la calcificazione, e che il calcio si depositi in luoghi indesiderati, come arterie e altri tessuti molli del corpo.

Quando decidiamo assumere vitamina D, è necessario sapere che è necessaria una dose adeguata nell'organismo di Vitamina K2, visto che qusta lavora insieme alla vitamina D nell'assorbimento del calcio, concretamente, è la responsabile della sua fissazione nel luogo corretto del corpo, evitando la deviazione del minerale ad altre zone, il che porterebbe a produrre le calcificazioni o pietre nei reni.

Ciò significa che la vitamina D3 ha bisogno dell'aiuto della vitamina K2. Entrambe le vitamine D3 e K2, lavorano insieme per rafforzare le ossa e per migliorare la salute di cuore e arterie.

Dosi ottimale di vitamina K2

La vitamina K è generata in piccole quantità soltanto nell’intestino crasso. Per questo motivo dobbiamo ingerirla attraverso il cibo o mediante integratori alimentari ricchi di tale vitamina. È ormai evidente che la popolazione occidentale presenta una carenza di vitamina K.

In particolare, le persone sopra i 50 anni presentano una maggior predisposizione, soprattutto in relazione alle malattie cardiovascolari e all’osteoporosi. Attualmente assumendo meno alimenti contenenti vitamina D e avendo un'esposizione al sole molto limitata, il corpo finisce per soffrire di tale carenza.

Il professore Vermeer, dell’Università di Maastricht, raccomanda di assumere un quantitativo che varia dai 100 ai 200 microgrammi al giorno di vitamina K2. La dose massima di 200 mcg è consigliata soprattutto per le persone che presentano una familiarità con le malattie cardiovascolari o l'osteoporosi.

Coloro che mostrano i primi sintomi di malattie cardiovascolari o di osteoporosi possono anche assume la dose massima per assicurarsi che tutti i tipi di proteine Gla (MGP) si attivino nell’organismo.

In realtà dovrebbe essere sufficiente assumere 45 microgrammi di vitamina K2 al giorno. Per le persone in salute di età inferiore a 50 anni questa raccomandazione si applica solo se in aggiunta esse non stanno assumendo un integratore alimentare di vitamina D3.

Se però si vuole essere certi di attivare tutte le proteine dipendenti dalla vitamina K2 si consiglia un quantitativo di 100 microgrammi.

Questo quantitativo di vitamina K2 è raccomandato a prescindere se si sta assumendo vitamina D3 o no. Questo significa che anche se si sta assumendo qualsiasi altro integratore di vitamina D si dovrebbe seguire il dosaggio della vitamina K2 prima descritto.

Nota: Se si stanno assumendo anticoagulanti è consigliabile consultare il medico prima di assumere la vitamina K2. Questo poiché l'assunzione di vitamina K2 può ridurre l'effetto dei farmaci anticoagulanti a base di cumarina come il warfarin.

Dal momento che i nostri corpi richiedono necessariamente la vitamina K per mantenere la salute di ossa e arterie, si consiglia di prendere farmaci anticoagulanti che non siano inibitori della vitamina K.

Consultare il proprio medico curante in modo da farsi prescrivere un anticoagulante che agisca a prescindere dalla vitamina K.

Se questo non è possibile, si consiglia di assumere una quantità di 45 microgrammi. Gli studi dimostrano che tale quantità non influisce sull'effetto dei farmaci anticoagulanti, ed è del tutto sicura.

Consigliamo le seguenti dosi di vitamina K2:

45 microgrammi d vitamina K2 al giorno:

  • In caso di assunzione di anticoagulanti
  • In caso di persone sane sotto i 50 anni che non assumono quantità di vitamina D addizionale

100 microgrammi di vitamina K2 al giorno:

  • In caso di persone sane sotto i 50 anni che non assumono quantità di vitamina D addizionale
  • In caso di persone che assumono fino a 2,500 UI di vitamina D al giorno

200 microgrammi di vitamina K2 al giorno:

  • Persone con familiarità alle malattie cardiovascolari o all’osteoporosi
  • Persone che manifestano segni precoci di malattie cardiovascolari o di osteoporosi
  • Persone che assumono più di 2,500 UI di vitamina D al giorno

Come combinare la vitamina D3 con la vitamina K2?

Si raccomanda l’assunzione di vitamina K2 quotidianamente, durante tutto l'anno e nella dose ottimale per voi (come descritto sopra). È necessario adattare la dose di vitamina D3 al vostro stile di vita o, meglio ancora, in base ai livelli di D3-25 (OH) nel sangue.

Questo significa che se ci si espone al sole durante l'estate più di due volte a settimana, è probabile che in quel momento non sia necessario assumere vitamina D3 aggiuntiva. Durante il resto dell'anno, gli esperti raccomandano di adattare la dose di vitamina D al proprio stile di vita e all’età, così da regolare la dose in modo che i livelli di 25 (OH) D siano in un range ottimale di 50-80 ng/ml.

L'esperienza dimostra che per la maggior parte delle persone, a seconda della stagione, una quantità di 2500-5000 UI di vitamina D3 è ottimale per mantenere un sano livello di 25 (OH) D e di 50-60 ng/ml nel sangue.

La vitamina D3 e la vitamina K2 lavorano in maniera indipendente. Pertanto, a prescindere dalla quantità di vitamina D3 assunta, se si assume la dose consigliata di vitamina K2, tra i 100 e i 200 microgrammi al giorno, si potrà beneficiare dei suoi effetti positivi (dettagli qui sopra).

Nota: Assumendo tutti i giorni una quantità regolare di più di 5000 UI, si raccomanda di effettuare ogni tre mesi un esame di ricerca del 25(OH) D nel sangue. Questo esame permette di determinare in maniera concreta la quantità di vitamina D3 da assumere giornalmente per raggiungere i livelli ottimali di vitamina D3 nell’organismo.

Come funziona la vitamina K2?

La vitamina K2 è studiata da un punto di vista scientifico da diversi decenni. Ma è grazie agli studi realizzati dall'Università di Maastricht, che hanno messo in rilievo la sua importanza per la salute che essa è stata posta al centro dei dibattiti.

CITRATO DI CALCIO   VITAMINA D3 - 120 veg caps
CITRATO DI CALCIO VITAMINA D3 - 120 veg caps
Apporta 450mg di Calcio e 22,5µg di Vitamina D3 per dose giornaliera.

La vitamina K2 si occupa di controllare il modo in cui il calcio viene accumulato e utilizzato nell'organismo. Il processo si realizza attraverso le proteine Gla, che dipendono dalla vitamina K2, l'unica che può attivarli.

Benché la vitamina D3 sia quella che provoca la formazione dell'osteocalcina, essa può attivarsi solo attraverso la vitamina K2, che la conduce fino alle ossa.

La vitamina K2 attiva la proteina Gla (MGP), responsabile della regolazione del calcio nelle pareti delle arterie. Il MGP è l'inibitore più efficace per quanto riguarda l'arteriosclerosi e può essere attivato esclusivamente dalla vitamina K2. La carenza di vitamina K2 provoca inevitabilmente l’indurimento delle arterie.

Senza l'attivazione della proteina Gla, il calcio vaga incontrollato per le arterie provocando l'arteriosclerosi. Inoltre, il calcio che viene assorbito tramite gli alimenti e tramite l'assunzione di vitamina D, circola nell'organismo e se non vi è abbastanza vitamina K2, si deposita nei tessuti molli del corpo e nelle arterie provocando l’arteriosclerosi.

Proprio per questo, la vitamina D3 deve essere assunta sempre in associazione alla vitamina K2. Entrambe lavorano insieme e in sinergia per far sì che il calcio ottenuto dagli alimenti venga condotto correttamente alle ossa, evitando il rischio che possa depositarsi nelle arterie.

Conversione della vitamina D: da mcg a IE

Il tasso di conversione è 1:40. Di conseguenza un mcg (microgrammo) di vitamina D3 corrisponde a 40 UI (unità internazionali) o UI.
Ecco alcuni esempi:

  • 5 mcg di vitamina D equivalgono a 200 UI
  • 25 mcg equivalgono a 1,000 UI
  • 125 mcg equivalgono a 5,000 UI
  • 250 mcg equivalgono a 10,000 UI

Di cosa è fatta la vitamina D3?

Si presenta in due forme differenti:

  • Come Vitamina D3 (colecalciferolo)
  • Come Vitamina D2 (ergocalciferolo)

Vitamina D3:

Si considera la forma attiva, poiché è presente nella maggior parte degli integratori sul mercato.

La vitamina D3 si ottiene generalmente dalla lanolina (grasso della pelle della pecora situato sul vello). Ma è contenuta anche nell'olio di fegato di merluzzo. In questo caso, dovrebbe quindi essere presente sull’etichetta del prodotto.

Se nell'etichetta di vitamina D3 figura il colecalciferolo, esso proviene di solito dalla lanolina. Essa viene considerata vegetariana (ma non vegana), poiché non prevede alcun processo dannoso per l’animale, ma solo la tosatura.

Di recente si è riusciti ad ottenere vitamina D3 vegana dall’estratto di licheni.

Questa vitamina D a base di erbe è ricca di proprietà proprio come la vitamina D3 e sta diventando sempre più popolare. È molto apprezzata soprattutto dai vegani, che hanno ora un'alternativa alla vitamina D2.

La vitamina D3 rappresenta la più alta forma di vitamina D. Gli studi hanno dimostrato che è 1,7 volte più efficace rispetto alla vitamina D2 ad aumentare i livelli di vitamina D, 25 (OH) nell’organismo.

Vitamina D2:

È contenuta principalmente in alcuni tipi di funghi ,sottoforma di ergosterolo con funzione di provitamina D. Sotto l’influenza dei raggi UV, la vitamina D2 (ergocalciferolo), si genera nella pelle.

La vitamina D e il sistema immunitario

La vitamina D ha una funzione essenziale per la salute, poiché protegge da molte malattie, come l'osteoporosi, le malattie respiratorie, l'Alzheimer, l'infiammazione cronica e il cancro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa grande versatilità è dovuta al fatto che ogni cellula del nostro corpo ha la capacità di produrre vitamina D. Per questo, è sufficiente, ricevere abbastanza luce solare e la radiazione UVB che contiene. Nelle aree geografiche situate a nord, non vi è abbastanza luce solare per produrre vitamina D in modo ottimale. In questo caso, gli integratori di vitamina D sono la soluzione.

La vitamina D agisce in due modi: come difesa immunitaria a livello generale e come difesa specifica, acquisita o adattativa. Entrambe le funzioni si combinano per proteggere il corpo da virus, batteri, funghi e altri agenti patogeni.

Un primo segno della cooperazione tra vitamina D e sistema immunitario si manifesta nella capacità di ciascuna cellula immunitaria di produrre vitamina D, oltre al fatto che ogni cellula ha un recettore di vitamina D sulla sua superficie. Pertanto, viene utilizzata dalle cellule per scambiare informazioni, al fine di attivare rapidamente una difesa immunitaria il più ampia possibile.

La vitamina e il sistema immunitario innato

Il sistema immunitario innato risponde con una rapida difesa contro l'invasione di tutti i tipi di agenti patogeni, come i batteri che penetrano nelle ferite o nelle mucose. La risposta immunitaria innata è, quindi, generale ed efficace contro una vasta gamma di germi. Questa reazione di difesa avviene localmente e in breve tempo, ad esempio, i batteri delle ferite vengono riconosciuti e combattuti nel giro di poche ore.

All'interno del sistema immunitario innato figurano le barriere esterne formate dalla pelle e dalle membrane mucose, alcuni globuli bianchi (leucociti), varie sostanze del sangue e altri fluidi corporei. Quando batteri e i virus entrano nel corpo, possono essere eliminati dai fagociti in combinazione con il sistema immunitario acquisito, fra cui si includono i macrofagi dei tessuti e i granulociti neutrofili del sangue e dei tessuti.

Da oltre 30 anni si stà studiando il ruolo della vitamina D nel sistema immunitario innato, in seguito alla scoperta da parte degli scienziati che è necessario per la maturazione dei macrofagi. Quando si verifica un attacco al sistema immunitario, la vitamina D attiva questi fagociti per abbattere ed eliminare gli invasori batterici attraverso il sistema di eliminazione cellulare.[3]

Il ruolo chiave della vitamina D per coordinare la difesa del sistema immunitario innato

Le cellule immunitarie si attivano unendosi con i recettori della vitamina D (VDR) sulla superficie delle cellule. Attraversoquesta unione regolano direttamente il DNA. In uno studio di laboratorio si è scoperto che la vitamina D attiva 291 geni situati nei globuli bianchi del sistema immunitario.

Questi geni sono stimolati dalla vitamina D per produrre proteine e peptidi importanti (proteine proteiche molto corte) che agiscono come difesa del sistema immunitario di fronte agli attacchi. Da qui, l’importanza della vitamina D all’interno del sistema immunitario.[4]

La vitamina D e il sistema immunitario acquisito o adattativo

A differenza del sistema immunitario innato, il sistema immunitario acquisito o adattativo agisce a lungo termine. Dopo la difesa da un attacco, il sistema adattativo forma anticorpi specifici che ricorderanno gli antigeni, come i virus. Dovuto a questa maggiore specialità, la risposta immunitaria, in questo caso, è più lenta e tarda dei giorni nel reagire. Questo patogeno si immagazzina nella memoria immunitaria e, successivamente, qualsiasi attacco similare risulta inoffensivo.

Fra i principali componenti del sistema immunitario adattativo si trovano i globuli bianchi, speciali quelli chiamati linfociti B e linfociti T. Sono corpi proteici solubili nel sangue e attivano il sistema immunitario attraverso dei messaggeri specifici, chiamati Zytokyne. I linfociti B sono responsabili della produzione specifica di anticorpi e i linfociti T distruggono ed eliminano gli agenti patogeni.

La vitamina D mantiene in funzionamento la memoria del sistema immunitario

La vitamina D regola diversi componenti del sistema immunitario. Confrontando le dettagliate analisi del sangue con il livello di vitamina D è stato scoperto che la memoria della vitamina D attiva il funzionamento delle cellule, che contribuisce ad aumentare la memoria immunitaria innata.

Inoltre, svolge anche un ruolo essenziale nel sistema immunitario adattativo. I fattori che calmano l'infiammazione vengono accelerati per alleviare il sistema immunitario e vengono attivate anche le citochine, che combattono attivamente l'infiammazione.[5]

CALCIO MAGNESIO VITAMINA D - 120 tabs
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Apporta 1000mg di Calcio, 500mg di Magnesio e 10µg di Vitamina D per dose giornaliera.

Pertanto, la vitamina D ha un effetto olistico sul sistema immunitario e regola quasi tutti i suoi aspetti difensivi contro l'attacco di un agente patogeno. Questo sottolinea l'enorme influenza che la vitamina D ha nel mantenere il sistema immunitario sano. Una carenza di vitamina D nell’organismo causa un sistema immunitario debole, un maggior rischio di soffrire di malattie e un trattamento di queste molto più lungo. Gli integratori di vitamina D rafforzano i due aspetti essenziali del sistema immunitario, l'innato e l'adattativo.

VITAMINA D3 4000IU - 365 tabs
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Supplemento a base di vitamina D, sottoforma di colecalciferolo.

La vitamina D e le malattie autoimmuni

Dato il ruolo essenziale della vitamina D nella regolazione del sistema immunitario, è logico comprenderne l'importanza nelle malattie autoimmuni.

Studi clinici hanno dimostrato che bassi livelli di vitamina D sono strettamente correlati con l'insorgenza di varie malattie, come reumatismi, morbo di Crohn, sclerosi multipla e diabete.

Sulla comparsa e sulla gravità della malattia, può influire anche il livello di assunzione di vitamina D e la sua produzione dovuta dall'esposizione alla luce solare. Le alterazioni genetiche nella parte del DNA che codifica i recettori della vitamina D sulla superficie cellulare sono implicate anche sul rischio di soffrire di una malattia autoimmune.

I primi tentativi di utilizzare la vitamina D come trattamento per le malattie autoimmuni hanno dato risultati estremamente positivi. In laboratorio, è stato possibile prevenire completamente la comparsa della sclerosi multipla nei topi somministrando vitamina D per due settimane. [6] Gli studi a lungo termine sugli esseri umani sono ancora inconcludenti e si sta cercando di scoprire se l'assunzione di vitamina D può alterare il decorso delle malattie autoimmuni.

Conclusione

Riassumendo, la vitamina D è assolutamente necessaria per il funzionamento ottimale del sistema immunitario. La sua carenza colpisce il sistema immunitario e lo rallenta, per cui riduce la protezione dell’organismo contro l’attacco degli agenti patogeni batterici e virali.

Dobbiamo, per questo, mantenere dei livelli alti di vitamina D durante tutto l’anno, e non solo in estate. I livelli ottimi rafforzano il corpo durante l’inverno e prevengono dal mal di gola e raffreddore. Inoltre, aiutano anche a prevenire la comparsa di malattie autoimmuni e a mitigare i loro sintomi.

La vitamina D e l’osteoporosi

Sapete che, anche se assumete una sufficiente dose di calcio per l'osteomalacia e l'osteoporosi si corre comunque il rischio di contratte queste malattie? Il motivo è una carenza di vitamina D, dato che questa vitamina è l'incaricata dell’assorbimento del calcio e del fosforo nell'intestino affinchè si depositi nelle ossa.

La vitamina D è responsabile anche dell’impedire che si elimini troppo calcio tramite i reni. D’altro canto regola, assieme alla vitamina K, il metabolismo del calcio e previene il rachitismo nei bambini e la debolezza ossea negli adulti. In definitiva, migliora la salute e la struttura delle ossa e evita la comparsa dell'osteoporosi negli anziani.

La Vitamina D e l'osteoporosi

Se ì livelli di vitamina D sono molto bassi (sotto un valore di 25 (OH)), l'intestino non può assorbire sufficiente calcio. Di conseguenza, vi è una bassissima quantità di calcio che si può immagazzinare nelle ossa affinchè si mantengano forti. Le ossa liberano il calcio per mantenere il suo livello costante nel sangue. Le persone anziane, che non si espongono al sole e hanno una cattiva alimentazione, prima o poi soffriranno di osteoporosi.

Il 99% del calcio totale nell'organismo si utilizza per rafforzare le ossa e i denti. Ma il resto della percentuale è comunque assolutamente necessaria per la trasmissione degli impulsi fra le cellule nervose e cerebrali, la coordinazione dei muscoli, il trasferimento delle informazioni fra gli ormoni, il funzionamento degli ormoni della crescita e i neurotrasmettitori, che hanno un effetto calmante e di benessere.

Le terribili statistiche sull’osteoporosi

Ogni tre donne e tre uomini su dieci in Europa, con più di 50 anni d'età, presentano sintomi di osteoporosi. Duecentocinquanta milioni di persone in tutto il mondo soffrono di questa patologia, che è la causa più frequente di frattura nelle ossa nelle persone con più di 65 anni.

Con l'aumento della popolazione di anziani, l'osteoporosi è diventato un problema sempre più grande. Una adeguata prevenzione, assumendo sufficiente vitamina D e calcio, potrebbe evitare molte pene, prolungare la vita di questi pazienti e diminuire le spese sanitarie.

La Vitamina D e la comparsa dell'osteoporosi

La maggioranza di questi pazienti che soffrono di osteoporosi hanno carenza di vitamina D. Aprossimativamente il 40% dei pazienti con fratture pelviche hanno un enorme deficit. La maggior parte delle persone colpite presentano anche un basso livello di calcio. In uno studio in doppio cieco controllato con placebo si è dimostrato che l'ingestione quotidiana e simultanea di calcio e 800 UI di vitamina D3 può aumentare la densità ossea e ridurre il numero di fratture dell'anca di un 43%.

All'anno perdiamo circa tra l'1 e il 2 percento di massa ossea, per cui è necessaria una somministrazione adeguata di vitamina D, vitamina K e calcio. I sintomi dell’osteoporosi possono tardare dai 10 ai 20 anni nel mostrarsi, pertanto, dobbiamo preoccuparci di ricevere sufficiente esposizione al sole, in modo abituale, oppure assumere un integratore dietetico di vitamina D3.

La vitamina D e la depressione

Con l’arrivo dell’inverno, i giorni sono sempre più corti, il cielo è grigio e il sole compare appena. Questo scatena spesso la tipica depressione dell’inverno. Dal punto di vista medico, si considera questa depressione simile al SAD (“disturbo affettivo stagionale), che è più pronunciato, e colpisce approssimativamente dall’1 al 3% della popolazione in Europa.

Una delle cause del SAD è la carenza di vitamina D. Una carenza continuata contribuisce a scatenare la tipica depressione invernale, che normalmente è inoffensiva, ma può produrre anche una depressione più grave, accompagnata da sintomi come apatia, disturbi del sonno, tristezza, sentimenti di colpa e mancanza di motivazione.

Normalmente i sintomi scompaiono dopo un periodo di tempo, ma si consiglia di consultare il medico se persistono. I trattamenti con farmaci leggeri, accompagnati da un aumento dell’assunzione di vitamina D e serotonina possono calmare le depressioni più leggere.

La connessione fra la vitamina D e la depressione

Da molti anni si conosce l’effetto positivo che la luce solare ha a livello psicologico. [7] Tuttavia, non si conosce il processo che lo provoca. Uno dei compiti più importanti della luce del sole per il corpo umano è la produzione di vitamina D, che si genera solamente attraverso la radiazione UVB. Quando non si riceve sufficiente luce solare, la soluzione è ottenere il suo apporto attraverso la dieta o prendendo una dose più alta di integratori nutrizionali.

La carenza di vitamina D è legata alla depressione stagionale e anche con altre forme di più gravi di depressione, secondo gli studi clinici realizzati negli ultimi 15 anni. Secondo questi studi, tutte le persone con qualche tipo di depressione hanno livelli molto bassi di vitamina D. [8]

L’uso della vitamina D per frenare la depressione

La vitamina D si stà studiando un profondità con l’obiettivo di scoprire la sua efficiacia per evitare o frenare la depressione. Quando la vitamina D si forma nel corpo, si accoppia ai recettori specifici che hanno le cellule in superficie, si assorbe e penetra all’interno della cellula, regolando l’attività di determinati geni.

La vitamina D è molto attiva, soprattutto nel cervello e la sua attività è simile a quella dei neurosteroidi.

I neurosteroidi sono sostanze messaggere che si formano e agiscono direttamente nel cervello. Cioè, non devono essere trasportate. Grazie a ciò, agiscono in modo rapido ed efficace. I neurosteroidi regolano il funzionamento della dopamina e della serotonina, formando la base neurochimica di stati psicofisiologici, come lo stress, l’ansia e la depressione.

I ricercatori sono arrivati alla conclusione che la vitamina D ha funzioni molto simili a quelle dei neurosteroidi, che potrebbe spiegare la depressione in casi di carenza.[9]

La vitamina D può prevenire l’insorgenza della depressione?

Sebbene si sappia che vi sia una relazione diretta tra la carenza di vitamina D e la depressione, ancora non si è trovata una evidenza risolutiva che spieghi il motivo di questa correlazione.

I ricercatori hanno realizzato uno studio sulla depressione post-natale ed hanno scoperto che l’assunzione giornaliera di 2,000 UI durante l’ultimo trimestre di gestazione, riduce le probabilità di soffrire depressione.

Questo studio ha confermato che la carenza di vitamina D è coinvolta nello sviluppo della depressione post-natale e che l’aumento dei livelli di vitamina D, mediante l’assunzione di integratori riduce il rischio di sviluppare depressione.[10]

In definitiva, gli studi clinici dimostrano che la vitamina D è importante per mantenere il cervello e lo stato d’animo in condizioni ottimali e che la sua carenza può provocare depressione.

La vitamina D e l’infiammazione

La vitamina D compie diverse funzioni nel corpo de è conosciuta soprattutto, per la sua influenza nel mantenere ossa forti e stabili e per prevenire l’osteoporosi.

Tuttavia, la vitamina D aiuta anche a calmare l’infiammazione. Questo si realizza mediante diverse interazioni con il sistema immunitario, che aiuta attivamente nella lotta contro i virus, batteri e altri patogeni.

Di fronte ad un attacco al sistema immunitario, la vitamina D attiva meccanismi antimicrobici speciali che inibiscono l’infiammazione. A causa di ciò, svolge un ruolo decisivo nella prevenzione dell’infiammazione acuta o cronica e nell’accelerazione del processo di cura.

La vitamina D come sostituto degli antibiotici

L'azione della vitamina D per prevenire l'infiammazione e le malattie infettive non è una scoperta nuova. Uno dei primi studi clinici, realizzato nel 1848 dimostrò che l'olio di fegato di merluzzo ha una elevata concentrazione di vitamina D, grazie al quale si usò per ridurre il tasso di mortalità dei pazienti con tubercolosi.

Inoltre, il Premio Nobel per la Medicina, Niels Finsen, scoprì che la terapia mediante radiazione serviva per trattare il lupus vulgaris, una forma di tubercolosi della pelle. L'elemento attivo di questa terapia era la radiazione UVB del sole che genera la vitamina D. Fù già usata per frenare la tubercolosi che flagellò l'Europa alla fine del XIX secolo e inizi del XX secolo.

Ora si è svegliato un interesse crescente per la vitamina D, per combattere l'infiammazione in modo più efficace che gli antibiotici. Sebbene nell'attualità la tubercolosi non si consideri una epidemia, causa ancora fino a 1,5 milioni di morti all'anno in tutto il mondo.[5]

La vitamina D aiuta a prevenire l’infiammazione?

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L'uso preventivo della vitamina D è, senza dubbio, il metodo più efficace per combattere l'infiammazione. Un'ampia varietà di studi clinici ha dimostrato che le persone con livelli adeguati di vitamina D hanno meno probabilità di sviluppare malattie respiratorie, polmonite, influenza, infezioni all’udito, infezioni genito-urinarie e altre infezioni. E, allo stesso modo, hanno meno rischi di subire un'infezione ospedaliera dopo un'operazione.[5][11][12][13]

Gli studi citati affrontano il tema da un punto di vista retrospettivo, il che significa che la sua concentrazione nel sangue viene confrontata con l’infezione successiva. In tutti questi casi, è stato riscontrato che i livelli di vitamina D erano insufficienti (60 ng/ml). Questi risultati mostrano che un adeguato apporto di vitamina D fornisce protezione contro infezioni e infiammazioni.

Sulla base di questi studi, i ricercatori sono giunti alla conclusione che molte infezioni, come l'influenza e la tubercolosi, si sviluppano più frequentemente nei mesi invernali, quando c'è meno sole e abbiamo un livello più basso di vitamina D, che ci rende più vulnerabili a virus e batteri.

La vitamina D aiuta a curare l’infiammazione?

La questione se l'assunzione di vitamina D possa frenare le infezioni già sviluppate è pienamente documentata negli studi clinici su pazienti con tubercolosi, ma rimane controversa.

Una risposta più cauta e presumibilmente più giusta sarebbe pensare che la vitamina D aiuti il sistema immunitario a difendersi dall'infiammazione. Gli ultimi studi sono stati condotti su pazienti con HIV. Dopo aver misurato il livello di vitamina D dei pazienti con HIV già infetti, sono stati confrontati con una serie di marcatori infiammatori. Si è potuto dimostrare che i pazienti con bassi livelli di vitamina D mostrano concentrazioni significativamente più elevate di interleuchine e altri fattori, suggerendo una maggiore attività del sistema immunitario.

Ciò significa che la vitamina D aiuta il sistema immunitario e lo rende più efficace, anche nel caso di un attacco così aggressivo come quello del virus dell'HIV. [14]Sfortunatamente, la vitamina D non può curare l'infezione da HIV, ma deve essere inclusa nella ricerca di un trattamento contro l'HIV e altre malattie virali.

La raccomandazione di stare a lungo sotto il sole non è sempre fattibile, quindi l'alternativa migliore è prendere integratori di vitamine che aiutano a compensare la mancanza di luce solare e aumentare il livello di vitamina D.

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Come usare la vitamina D per trattare l’infiammazione?

Si sconosce la quantità esatta necessaria di vitamina D per calmare l’infiammazione. Quello che è chiaro, tuttavia, è che il livello raccomandato non debe essere inferiore a 40ng/ml, specialmente nei mesi senza sole. Si consiglia una assunzione giornaliera di, almeno, 1000 UI al giorno, per aumentare i livelli di vitamina D da 40 a 80 ng/ml. Gli integratori offrono una alternativa molto semplice per essere preparati a contrastare la prossima epidemia di influenza.

Vitamina D e infiammazione

Una meta-analisi di tutti gli studi pubblicati in materia arrivò alla conclusione che è più efficace prendere vitamina D quotidianamente in modo regolare, che prendere grandi quantità, in modo puntuale, come protezione dalle malattie respiratorie acute. [5][15] Nel caso di soffrire infiammazione acuta e cronica, si consiglia di prendere anche vitamina D per aiutare il sistema immunitario e ridurre la progressione della malattia.

Usi alternativi della vitamina D per trattare l’infiammazione

Si è provata una applicazione alternativa della vitamina D in donne con infiammazione cronica cervicale ricorrente. Nei cosiddetti “pazienti problematici” che soffrono frequenti ricadute, fino a quattro volte all’anno, e presentano campioni anormali, si è usato come trattamento una applicazione di tamponi con olio di oliva e vitamina D.

Dopo questo trattamento, quasi la metà dei pazienti ha presentato, alle otto settimane, una miglioria dei sintomi e una riduzione dell’infiammazione. [16] Tuttavia, prima di usare questo metodo alternativo, bisogna consultare il medico di famiglia.

Conclusione

L’assunzione di vitamina D è consigliata per prevenire e trattare l’infiammazione e le malattie infettive, con il fine di aiutare il sistema immunitario e aumentare la protezione contro le malattie. Sebbene l’assunzione di integratori vitaminici è totalmente sicura, i metodi alternativi di utilizzo devono essere impiegati sotto supervisione medica.

La vitamina D e l’Alzheimer

L’Alzheimer è un disturbo neurocognitivo irreversibile che conduce alla perdita di memoia e della percezione, così come a cambi di comportamento. La malattia di Alzheimer è la più comune di tutte le demenze.

Le ricerche cliniche hanno recentemente dimostrato che il rischio di soffrire l’Alzheimer aumenta significativamente quando si ha un basso livello di vitamina D. Questo si deve all’effetto protettore e salutare che ha sul cervello, visto che la vitamina D garantisce la comunicazione fra le cellule nervose e, pertanto, le protegge dalla loro morte a lungo termine.

Come si sviluppa l’Alzheimer?

Le cellule nervose del cervello comunicano attraverso sostanze messaggere. La somma di questa comunicazione è la base per il corretto funzionamento del cervello, ed è quello che ci permette di respirare, sbattere le palpebre, ricordare o sognare. Affinchè il sistema funzioni senza problemi, le cellule nervose devono essere sane e operative.

Nei cervelli dei pazienti che soffrono Alzheimer, le cellule nervose, chiamate anche neuroni, si danneggiano e muoiono. Questo si deve all’accumulo di proteina (e) anormalmente piegata (e) che si aggregano in placche indissolubili fra le cellule e interferiscono nella comunicazione normale. Altre proteine (proteine tau) formano fibrille, un fascio di fibre fortemente ritorte all’interno delle cellule nervose e impediscono la somministrazione di nutrienti alle cellule nervose.

I neuroni non possono contrastare e frenare questi attacchi. Durante un certo periodo, altri neuroni possono farsi carico delle funzioni delle cellule nervose morte e compensare la loro perdita, ma quando si perde una quantità significativa di cellule nervose già non è possibile questa compensazione e compaiono i sintomi tipici dell’Alzheimer.

CITRATO DI CALCIO   VITAMINA D3 - 120 veg caps
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Apporta 450mg di Calcio e 22,5µg di Vitamina D3 per dose giornaliera.

Si può curare l’Alzheimer?

Nell’attualità non si conosce cura per l’Alzheimer. Vi sono alcuni medicinali che possono compensare per un certo tempo, la morte neurale causata dalle fluttuazioni nelle sostanze messaggere nel cervello. Con questo, si possono migliorare i sintomi e mantenere la capacità cognitiva per un certo tempo. Tuttavia i farmaci perdono di efficacia nel giro di uno o due anni (al massimo).

Si può prevenire l’Alzheimer?

I ricercatori si chiedono perchè alcune persone contraggono il morbo di Alzheimer e altre no. Esistono evidenze che le persone con una maggiore abilità cognitiva hanno meno probabilità di contrarre Alzheimer.

Fra queste abilità cognitive si includono la memoria, l’apprendimento e la percezione. L’ambiente e la nutrizione possono essere altri fattori di rischio per contrarre l’Alzheimer.

Determinate vitamine, come la D, svolgono anche un ruolo importante, che potrebbe essere cruciale nella prevenzione della malattia di Alzheimer.[17]

La vitamina D e la sua funzione nel cervello

Vitamina D e Alzheimer

Il precursore della vitamina D, 25-idrossivitamina D, è prodotto in molte regioni e cellule del cervello. Questo indica già l'importanza che ha la vitamina D per il cervello. Il fattore chiave per l'Alzheimer è l'effetto neuroprotettivo della vitamina D, che potrebbe proteggere le cellule nervose dalla morte.

Sappiamo che la vitamina D è coinvolta nella regolazione di molti geni responsabili della comunicazione tra le cellule nervose. Inoltre, interviene anche nella produzione di varie sostanze neuroprotettrici come i fattori di crescita neurali NGF e neurotrofina-3, così come l’enzima acetilcolina transferasi. Quest'ultimo sembra svolgere un ruolo particolarmente importante nello sviluppo dell'Alzheimer.

L'acetilcolina è un messaggero neuronale di cui i malati di Alzheimer non dispongono a sufficienza a causa della morte dei neuroni. Questo interferisce con la comunicazione tra le cellule nervose e, a sua volta, porta ai sintomi noti come la perdita di memoria e la memoria limitata.[17][18]

Vi è alcuna relazione fra i livelli di vitamina D e l’Alzheimer?

Vari studi clinici hanno stabilito un chiaro vincolo fra la vitamina D e l’Alzheimer.

Una meta-analisi di 37 studi scientifici conferma che un basso livello di vitamina D nel sangue si associa con una minore capacità cognitiva e un maggior rischio di soffrire Alzheimer.[19]

Questo è stato dimostrato in uno studio realizzato recentemente a grande scala su 1.658 persone anziane per un periodo di 6 anni.

Questo studio ha messo fine ad una controversia scientifica che esisteva sul fatto che questa carenza fosse la causa o il risultato della diminuzione della memoria. Il fatto che tutti i partecipanti fossero allo stesso livello cognitivo all’inizio dello studio dimostrò chiaramente che la carenza di vitamina D favorisce l’apparizione della demenza o la sua progressione.

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Supplemento a base di vitamina D, sottoforma di colecalciferolo.

La vitamina D per trattare in modo efficace l’Alzheimer

La carenza di vitamina D è associata ad un maggior rischio di soffrire di Alzheimer, questo è dovuto alle diverse funzioni della vitamina D che proteggono dall'Alzheimer, ad esempio:

  • Aiuta nella produzione e nella funzione della crescita neuronale e stabilizza le cellule nervose interessate.
  • Regola un enzima necessario per la produzione del messaggero acetilcolina. Una diminuzione dell'acetilcolina porta alla perdita di memoria tipica dell'Alzheimer.
  • Sopprime la produzione della proteina precursore dell'amiloide, che è responsabile della formazione delle placche Aβ.[18][20]

Fino ad ora mancava come prova finale valutare la capacità della vitamina D per combattere il morbo di Alzheimer in pazienti che avevano già la malattia. Questo importante pezzo del puzzle è stato completato con uno studio pilota su 43 pazienti con Alzheimer. Tutti i pazienti sono stati diagnosticati di recente e non hanno assunto medicinali o vitamina D prima dello studio. Per un periodo di 6 mesi, gli è stato somministrato il medicinale Memantine da solo o in combinazione con vitamina D.

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Apporta 1000mg di Calcio, 500mg di Magnesio e 10µg di Vitamina D per dose giornaliera.

I risultati hanno chiaramente dimostrato che il gruppo che aveva assunto la combinazione di farmaco e vitamina D ha aumentato le sue prestazioni cognitive, mentre i pazienti del gruppo che avevano assunto solo il farmaco non mostravano alcun cambiamento. [21] Questo importante studio mostra che la vitamina D contribuisce a migliorare la memoria nei pazienti con Alzheimer.

La vitamina D e lo sport

Gli atleti russi e tedeschi hanno utilizzato, negli ultimi 30-40 anni, i benefici del sole per migliorare il rendimento fisico. Inoltre, si è dimostrato che l’esposizione al sole riduce il dolore e favorisce la guarigione dalle lesioni sportive. Gli allenatori sportivi sono sempre stati convinti che il sole aumenta la forza, la velocità e la resistenza.[22]

La spiegazione sulle proprietà del sole per migliorare il rendimento sportivo si radica nel fatto che il sole contribuisce alla produzione di vitamina D.

Si è comprovato che il 90% della vitamina D si produce direttamente nel corpo usando la radiazione UVB del sole, e che solo il restante 10% si produce attraverso la dieta.

L’importanza della vitamina D per la costruzione del muscolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’evidenza di una connessione fra la vitamina D e la tonificazione muscolare proviene dall’osservazione della sarcopenia relazionata con l’età, che provoca perdita di massa muscolare, debolezza e dolore muscolare. Se il livello di vitamina D è troppo basso, vi è la probabilità di soffrire sarcopenia.[23]

Uno studio clinico su donne anziane ha dimostrato che l’assunzione di vitamina D favorisce la costruzione muscolare incluso nella vecchiaia. Le donne che ricevettero vitamina D mostrarono un rendimento significativamente migliore che le altre partecipanti del gruppo di controllo.[24]

Secondo altri studi realizzati su ragazze adolescenti, la vitamina D aiuta anche, in questo caso, a sviluppare muscolo. Qui, il livello di vitamina D misurato nel sangue si relazionava direttamente con il rendimento muscolare e la velocità.[25]

La vitamina D, il “doping legale” degli sportivi

Le proprietà della vitamina D per migliorare il rendimento si sono estese nel mondo dello sport e vengono già utilizzate dagli sportivi professionisti. Per esempio, nemmeno un giocatore del Campionato Nazionale di Hockey degli USA, presenta una carenza di vitamina D.[26]

Anche i calciatori professionisti sanno che un elevato livello di vitamina D aumenta il rendimento muscolare e la resistenza fisica.[27]

Una meta-analisi di tutti gli studi realizzati sugli effetti della vitamina D in adulti (fino a 40 anni) ha dimostrato che “assumere vitamina D migliora la forza muscolare, tanto nelle estremità inferiori come in quelle superiori”. Questo significa che la forza delle braccia e delle gambe degli sportivi si può aumentare prendendo vitamina D.[28]

Come aiuta la vitamina D a sviluppare il muscolo ed ottenere un migliore rendimento?

Il ruolo esatto della vitamina D nella costruzione del muscolo e il suo funzionamento ottimale non sono ancora chiari, sebbene vi siano alcune indicazioni sulla relazione tra i due.[29]

Gli esami del tessuto muscolare nei pazienti con una grave insufficienza di vitamina D mostrano che il degrado muscolare colpisce in particolare le fibre muscolari di tipo II, che sono a contrazione rapida. Queste fibre muscolari sono responsabili delle rapide prestazioni dei muscoli e, negli anziani, prevengono anche le cadute.

Uno studio condotto su donne anziane ha dimostrato che l'assunzione di vitamina D e calcio produce la crescita delle fibre muscolari di tipo II. Questo risultato è stato osservato anche in uno studio su pazienti che avevano sofferto un ictus.[30][31]

A livello molecolare, la vitamina D agisce legandosi al recettore della vitamina D sulla superficie delle cellule muscolari regolando, in tal modo, l'equilibrio del calcio e la funzione muscolare. In uno studio clinico condotto con topi, la disattivazione del recettore della vitamina D nel muscolo causò un rendimento inferiore durante il nuoto. Ciò dimostra che la vitamina D svolge un ruolo chiave nello sviluppo dei muscoli e, in particolare, nella formazione delle fibre muscolari di tipo II.[32]

Il doppio supporto della vitamina D negli sport

La vitamina D, oltre a favorire il rendimento muscolare e la resistenza, aiuta anche il sistema immunitario a controllare l’infiammazione, per cui favorisce il rendimento sportivo.

Gli allenamenti intensivi e le competizioni sportive normalmente producono lesioni microscopiche e processi infiammatori, per cui il corpo deve rigenerarsi dopo l’attività fisica.

Le proprietà antinfiammatorie della vitamina D aiutano il corpo, dopo la pratica sportiva ad accelerare la sua rigenerazione.

Pertanto, la vitamina D favorisce il rendimento sportivo, la rigenerazione muscolare e la resistenza fisica.

Una delle funzioni basiche della vitamina D è aiutare allo sviluppo muscolare del tessuto muscolare, facilitando la contrazione rapida. Indirettamente, la vitamina D contribuisce anche a che il muscolo si recuperi con maggiore rapidità. Per tutto ciò, possiamo affermare che gli sportivi e le persone che praticano sport devono avere un livello sufficiente di vitamina D per migliorare il loro rendimento fisico.

La vitamina D e il testosterone

Il corpo umano, attraverso gli ormoni, regola e controlla le tappe più importanti della vita (sviluppo, riproduzione e invecchiamento). Queste piccole molecole sono elementi vitali per l’organismo.

Il testosterone è il principale ormone maschile ed è il responsabile degli impulsi sessuali primari e secondari, dei cambi di umore, dell’accumulo della massa muscolare, della formazione dei globuli rossi e delle ossa, così come delle funzioni sessuali.

Anche le donne producono testosterone, ma circa un 20% in meno rispetto agli uomini. Gli ormoni si producono principalmente nel cervello e nelle ghiandole. Nel caso del testosterone maschile, si produce anche nei testicoli. Il testosterone maschile, così come gli estrogeni femminili, si origina attraverso la trasformazione del colesterolo.

La ricerca clinica ha dimostrato che la vitamina D ha una importante funzione, visto che regola il funzionamento del cervello e la secrezione degli ormoni. Gli studi clinici realizzati suggeriscono che la vitamina D realizza funzioni simili nei testicoli.

I livelli di vitamina D e la concentrazione del testosterone

Uno studio clinico realizzato su 652 uomini di più di 40 anni ha stabilito la relazione fra la vitamina D e il testosterone. In questo studio si è comprovato che una carenza di vitamina D, valutata in una concentrazione di 20ng/ml nel sangue, è legata con una concentrazione insufficente di testosterone. La conclusione è che un uomo con un basso livello di vitamina D è molto probabile che abbia meno testosterone che un altro con livelli ottimali di vitamina D.[33]

I bassi livelli di testosterone possono produrre un basso livello di desiderio sessuale, diminuzione della libido, disfunzione erettile, depressione, osteoporosi e perdita e deterioramento muscolare. Inoltre, mentre il livello di testosterone diminuisce, aumenta il rischio di sviluppare una malattia cardiovascolare o cancro, visto che questo ormone agisce come un agente protettore.

Gli effetti della vitamina D sulla produzione di testosterone

Quali effetti ha l'assunzione di vitamina D sui livelli di testosterone? Per verificare questa relazione, è stato condotto uno studio clinico su 165 uomini, di età compresa tra i 40 e i 50 anni. Durante un anno, gli furono somministrati 3,332 UI di vitamina D.

I risultati sono stati confrontati con quelli di un gruppo di controllo che ha assunto un placebo inefficace durante lo stesso periodo. Entrambi i gruppi avevano livelli insufficienti di vitamina D e testosterone all'inizio dello studio ed erano sani.

CITRATO DI CALCIO   VITAMINA D3 - 120 veg caps
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Dopo lo studio è stato rilevato che il gruppo che aveva assunto vitamina D, triplicò, rispetto al gruppo placebo, i livelli di vitamina D nel sangue. Allo stesso modo, coloro che avevano ingerito vitamina D aumentarono il livello totale di testosterone del 25% e quello del testosterone biodisponibile del 20%. Da parte sua, il gruppo di controllo, che non aveva assunto vitamina D, non riscontrò alcun aumento di testosterone.[34]

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Questi risultati mostrano che la concentrazione di testosterone può essere aumentata con l'assunzione di vitamina D. È importante notare che l'aumento del testosterone biodisponibile del 20%, è il modo in cui l'ormone può essere utilizzato direttamente dall'organismo.

Gli effetti della vitamina D sulla fertilità maschile

La vitamina D ha bisogno dei recettori della vitamina D situati sulla superficie cellulare. In questo modo, la vitamina D passa alle cellule e si combina con determinati geni per agire sull’organismo.
Nella maggior parte dei tessuti dei testicoli esistono recettori di vitamina D. Questo indica che vi è un elevato livello di vitamina D in questo organo. Infatti, la vitamina D ha anche altre funzioni in questo organo, oltre alla regolazione del testosterone.

È dimostrato che la vitamina D aumenta la qualità del seme maschile. Gli spermatozoi devono nuotare fino all’ovulo durante la fecondazione e si è potuto osservare che sono più rapidi dopo aver assunto vitamina D. La vitamina D produce questo effetto fornendo il “combustibile” necessario agli spermatozoi: come per esempio, il calcio, che si muove più rapido con l’aiuto della vitamina D.[35]

L’uso della vitamina D nel campo militare

Le molteplici proprietà della vitamina D, collaborando con il sistema immunitario, favorendo la funzione cognitiva, la formazione delle ossa e l'aumento dei livelli di testosterone, hanno attirato l'attenzione dei militari di tutti i paesi.

Una carenza di vitamina D produce una diminuzione delle capacità cognitive e una minore efficacia dei soldati durante il combattimento. Ciò può causare conseguenze drammatiche nel caso in cui si debba entrare in azione. I bassi livelli di testosterone associati a una carenza di vitamina D hanno un impatto negativo sulla preparazione dei soldati per il combattimento.

Bassi livelli di testosterone sono stati trovati anche in soldati affetti da disturbo da stress post-traumatico. La vitamina D è diventata "l'arma segreta" delle truppe durante il combattimento.[36]

La vitamina D può avere potenti aree di applicazione per aumentare l'efficacia dei soldati. Per ottenere un equilibrio ormonale ottimale e mantenere il livello necessario di vitamina D, la cosa più pratica è assumere integratori alimentari di vitamina D, in modo abituale.

Gli effetti collaterali della vitamina D

La vitamina D è una vitamina essenziale e necessaria per il funzionamento di diversi processi nell’organismo, dalla formazione delle ossa e muscoli, fino alla regolazione degli ormoni sessuali, le funzioni cerebrali e la salute mentale. Il 90% delle richieste giornaliere di vitamina D si producono nel corpo usando la radiazione solare UVB, il resto si ottiene attraverso gli alimenti che consumiamo.

Più di due terzi della popolazione ha un livello carente di vitamina D dovuto allo stile di vita attuale, nel quale è difficile stare all’aria aperta e ricevere la luce del sole. Per sopperire a questa carenza possiamo ricorrere a prendere integratori dietetici di vitamina D.

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Ma, quali livelli di assunzione di vitamina D sono corretti e quali possono produrre effetti collaterali nocivi?

Dosi raccomandate di vitamina D per evitare effetti collaterali

La quantità corretta di assunzione di vitamina D dipende dal peso corporeo. Per un adulto con un peso medio approssimato di 70kg si consiglia una dose giornaliera di 5,000 UI, che è la quantità adeguata per aumentare e mantenere il livello di vitamina D ottimale di 60ng/ml.

Questa dose è superiore alla dose minima consigliata di 800 UI al giorno. Tuttavia, la dose minima si limita ad evitare una carenza acuta di vitamina D e il rischio associato di rachitismo.

Una dose giornaliera di 5,000 UI è pienamente consigliata dagli esperti, visto che non produce effetti collaterali.

Il sovradosaggio di vitamina D

Una assunzione eccessivamente alta di vitamina D può provocare un sovraddosaggio. In questo caso, ci troviamo di fronte ad una intossicazione da vitamina D. Questo può avvenire quando la concentrazione di 25 (OH) D nel sangue eccede i 250ng/ml.[37]

Tuttavia, per arrivare a questa concentrazione così elevata, sarebbe necessario prendere dosi molto alte di vitamina D per molto tempo. L’intossicazione con vitamina D può avvenire solamente se si prendono più di 10,000 UI al giorno per un periodo di 3 mesi o più.

Ciò nonostante, la cosa più probabile è l’intossicazione si produca solo nel caso di prendere una dose giornaliera di 40,000 UI per almeno 3 mesi di seguito.[38]

Cause e sintomi del sovradosaggio di vitamina D

Una delle funzioni della vitamina D sulla pelle è la regolazione dell’equilibrio el calcio nel corpo, come dimostra l’effetto benefico della vitamina D sulla densità ossea. L’intossicazione con vitamina D produce lo squilibrio dell’assunzione di calcio e causa ipercalcemia. Questo significa che la concentrazione di calcio nel siero sanguigneo eccede il valore normale di 2,6mmol/l. Una crisi ipercalcemica può produrre una concentrazione di 3,5mmol/l di calcio nel sangue.

I sintomi più frequenti di ipercalcemia e, pertanto dell’intossicazione con vitamina D, sono nausea e vomito, aumento dell’urina, eccessiva sede, febbre e perdita di liquidi. Altri sintomi includeranno anche la perdita di appetito, diarrea, costipamento, debolezza o dolore muscolare, dolore delle ossa e fatica.[39]

Trattamento dell’intossicazione con vitamina D

Se sperimenti i sintomi descritti e sospetti di aver sofferto una intossicazione da vitamina D, vai subito dal medico per determinare i livelli nel sangue di vitamina D e calcio. Se i livelli di calcio non sono elevati, l’intossicazione non è pericolosa.

Il trattamento di una intossicazione da vitamina D ha come obiettivo eliminare il calcio e la vitamina D eccedente dal corpo il prima possibile. Questo si ottiene sospendendo l’assunzione di vitamina D, seguendo una dieta bassa in calcio e applicando una soluzione salina introvenosa per diminuire la perdita di liquidi. In casi estremi, può essere necessario praticare una dialisi (lavaggio del sangue). La normalizzazione dei livelli di calcio può durare vari mesi visto che la vitamina D si immagazzina nel tessuto grasso del corpo ed è poco solubile.

Conclusione

La vitamina d è totalmente sicura se prendiamo una dose giornaliera fino a 10,000 UI. In questo caso, non vi sono effetti collaterali. Una dose di 40,000 UI o più al giorno può provocare una intossicazione da vitamina D e produrre ipercalcemia. Nel caso di soffrire di ipercalcemia, si consiglia di consultare urgentemente il medico.

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Studi e bibliografia impiegata nella redazione di questo articolo sulla vitamina D:

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